Verona, anziani costretti a uscire dalle case di riposo

Casa di riposo ‘Pia opera Ciccarelli’

Casa di riposo ‘Pia opera Ciccarelli’

“Anziani non autosufficienti costretti a uscire dalle case di riposo in cui sono ricoverati perché la Regione Veneto non paga i contributi. Niente soldi nemmeno a disabili e minori.” L’annuncio è dato dall’Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani (Uripa), ente che rappresenta le case di riposo.

Nel 2011 si inizierà mandando a casa 842 anziani non autosufficienti ai quali non bastano le cure domiciliari, ma nello stesso tempo non sono così gravi da poter occupare i primi posti delle graduatorie per ottenere il contributo regionale.
La regione Veneto non prevede di aumentare il numero di contributi fino al fabbisogno di 27.244, contro le attuali 23.944, nonostante la disponibilità di posti letto e liste di attesa superiori a 5 mila anziani non autosufficienti.
La cancellazione di molte altre risorse per realizzare i servizi necessari a favore di persone in condizione di bisogno è causa di disagio e preoccupazione.
La giustificazione data dai responsabili è la necessità di coprire il disavanzo della sanità veneta maturato in questi anni e far fronte ai minori contributi versati dallo Stato italiano.

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17 gennaio Santa dolcezza

Sagra dei rufioi

Sagra dei rufioi

Il 17 gennaio le Chiese cristiane festeggiano Sant’Antonio abate (Qumans, 251 circa – deserto della Tebaide, 17 gennaio 357). A lui si deve la formazione di famiglie di monaci che sotto la guida di un padre spirituale, abbà (abate), si consacravano al servizio di Dio.
Sant’Antonio fu presto invocato in Occidente come patrono dei macellai e salumai, dei contadini e degli allevatori e come protettore degli animali domestici. Fu ritenutoo essere potente un taumaturgo capace di guarire malattie terribili.

A Verona si dice “a Nadal un passo de gal e a sant’Antonio un passo de demonio” riferendosi al progressivo allungamento della durata di luce nelle giornate.

Tutti coloro che hanno a che fare con il fuoco vengono posti sotto la protezione di Sant’Antonio. Tra i molti malati che accorrevano per chiedere grazie e salute, molti erano afflitti dal male degli ardenti, conosciuto poi come fuoco di Sant’Antonio.

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