Un nodo d’amore dalle origini divine a Valeggio sul Mincio

Borghetto sul Mincio
C’è chi afferma con certezza che il tortellino è la riproduzione del divino ombelico della dea Venere, realizzato dal proprietario della locanda Corona (Castelfranco Emilia), il quale, sbirciando dal buco della serratura della camera che ospitava la divina ospite, rimase colpito dalla leggiadria dell’ombelico della dea dell’amore, e volle riprodurlo in una preparazione culinaria. (“Secchia rapita”, Alessandro Tassoni (1565-1635, scrittore e poeta).
A Valeggio si racconta che il fiume Mincio era popolato da splendide ninfe, le quali la notte uscivano dal fiume per danzare allegramente. Alla fine del 1300 sulle sponde del fiume era accampato l’esercito di Giangaleazzo Visconti, signore di Milano. Durante la notte le ninfe uscirono e ballarono tra i soldati addormentati. Il capitano Malco però si svegliò. Le ninfe fuggirono, ma il capitano ne raggiunse una, Silvia, che, innamoratasi di lui, gli donò come pegno d’amore un fazzoletto teneramente annodato.

tortellini di Valeggio