Verona “Un giorno in divisa”

poliziaSono iniziate a Verona le riprese della serie televisiva “Un giorno in divisa”. In occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia la trasmissione, in 10 puntate, narrerà la vita quotidiana delle diverse forze dell’ordine, attraverso un intreccio tra vita privata e pubblica, tra fiction e realtà.
Per la prima puntata è stata scelta la polizia Locale della Città di Verona custode delle tradizioni come “la befana del vigile” ma dotata di strumenti tecnologicamente avanzati per la sicurezza della città.
L’attuale Corpo di Polizia Municipale trae le proprie origini dal Corpo delle Guardie Municipali istituito nel 1866.

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Itinerari del Risorgimento a Verona

Lasagna, la strada sulle Torricelle

Lasagna, la strada sulle Torricelle

In occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia le guide turistiche di Verona propongono una serie di itinerari alla scoperta dei luoghi e delle vicende legate al Risorgimento italiano. Possono diventare un interessante strumento didattico per una scolaresca che voglia approfondire gli argomenti legati all’Unità d’Italia con un gita a Verona.

Dopo la caduta di Napoleone e il successivo Congresso di Vienna Verona si trovò a essere il centro dei possedimenti austriaci nel nord est della penisola: il Lombardo-Veneto. Nel 1830 fu inviato A Verona il maresciallo Radetzky sotto il cui comando vi erano 120.000 uomini.
Al seguito del maresciallo Radetzky giunse a Verona un nutrito gruppo di ufficiali del genio con a capo il generale Franz von Scholl, geniale ingegnere militare cui fu affidato il compito di approntare un sistema difensivo per fare di Verona un inespugnabile caposaldo contro ogni tentativo di invasione.

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Verona Cento iniziative per 150 anni dell’Italia

bandiera-italianaIl 17 marzo 2011 è una nuova festa nazionale. Scuole e uffici pubblici saranno chiusi.
Perché? Il 17 marzo 1861 è il giorno in cui il nuovo Parlamento, con sede a Palazzo Carignano, Torino, proclama il Regno d’Italia, con capitale a Torino e Vittorio Emanuele II suo re.

Tra il 16 e il 17 marzo si svolgerà la notte tricolore, una grande festa popolare.
Un sito Internet raccoglie il calendario degli eventi. http://www.italiaunita150.it/

Anche Verona e il suo territorio si è mobilitata per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Il prefetto Perla Stancari ha presieduto una riunione per il coordinamento degli eventi. Sono oltre 100 le iniziative sinora comunicate al prefetto da parte di Provincia, Comune di Verona, altri Comuni ed enti promotori.
La programmazione dei numerosi eventi, su invito di S.E. il Prefetto, viene pubblicata sul sito internet della Prefettura, (non ancora attivo, ma lo sarà per il 17 marzo…) in modo da consentire a tutti una loro visione complessiva e aggiornata. http://www.prefettura.it/verona/

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Serego Maria Teresa Alighieri Gozzadini e l’Unità d’Italia (13)

Villa Serego Alighieri a Gargagnago di Valpolicell

Villa Serego Alighieri in Valpolicella

Numerose furono le donne che si distinsero nell’impegno per l’Indipendenza e l’Unificazione dell’Italia. Tra le veronesi vi furono anche Caterina Bon Brenzoni e Maria Teresa Alighieri Gozzadini. Maria Teresa Alighieri, detta Nina, nasce nel dicembre 1812. A causa della partecipazione della madre ai moti carbonari del 1821 la piccola viene sottratta alle cure materne e affidata al convento veneziano della Visitazione, retto dalle suore salesiane francesi.
Dal 1829 al 1840 visita le maggiori città italiane. È molto sensibile verso le bellezze artistiche e architettoniche del suo paese, ma è anche in ansia per la condizione di servilismo delle persone che incontra. Torna a Verona verso la fine del ’40, dove il cugino Giovanni Gozzadini, professore e studioso di storia, la chiede in sposa.
Lascia l’amata Verona e si trasferisce a Bologna con il marito. Presa dalla nostalgia di casa scrive in una lettera: “Non posso dirvi quanto ho bisogno di stare con voi altri, di non vedere più musi nuovi, di parlare veronese, di vedere la nostra casa, i nostri colli, l’Adige e tutto ciò che una volta avrei creduto mi fosse indifferente. Non ne posso più, più, più.”
Dopo alcuni mesi di estraniazione Maria Teresa incomincia a trovarsi a suo agio anche a Bologna.

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Vittorio Sgarbi pronto a lavorare con Verona

Palazzo della Gran Guardia, Verona

Palazzo della Gran Guardia, Verona

Come commissario del Padiglione Italia nella Biennale di Venezia, che si terrà nel 2011 durante il 150˚ anniversario dell’Unità d’Italia, Sgarbi ha annunciato di voler organizzare una “biennale diffusa”. Ogni capoluogo regionale avrà, spiega Sgarbi, parallelamente alla mostra veneziana, una mostra con artisti di quella regione.
La possibilità che Verona diventi sede per la “biennale diffusa” è nata durante una conversazione telefonica tra il critico e l’assessore alla cultura dell’amministrazione comunale di Verona Mimma Perbellini.
Sgarbi sta già pensando in concreto: «Gli artisti del Veneto potrebbero essere un centinaio, divisi in sette categorie: pittura, scultura, grafica, fotografia, video, ceramica e design. La Gran Guardia potrebbe ospitare benissimo l’esposizione

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Giuseppe Salvatore Pianell e l’Unità d’Italia (11)

pianellSuperato il sottopassaggio ferroviario di viale Piave, dirigendoti verso Porta Nuova, prima del semaforo trovi a sinistra, nei giardini, il monumento al generale Giuseppe Salvatore Pianell
L’iscrizione recita…
AL GENERAL PIANELL / PER CINQUE LUSTRI / COMANDANTE DEL CORPO D’ARMATA DI VERONA / GLI UFFICIALI / 1902 – PER GRATITUDINE DI POPOLO / PROCLAMATO CITTADINO VERONESE / 20 SETTEMBRE 1882 – NELLA INONDAZIONE DEL SETTEMBRE 1882 / IN VERONA RIFULSE / LA SUA GRANDE ANIMA / DI CITTADINO DI SOLDATO – A MONZAMBANO / IL 24 GIUGNO 1866 / COMBATTÉ / CON ONORE DELLE ARMI ITALIANE

Giuseppe Salvatore Pianell nacque a Palermo il 9 novembre 1818. Fu nominato Ministro della Guerra del Regno delle due Sicilie nel luglio 1860, cioè nei giorni dell’Impresa dei Mille. Favorevole a un’alleanza con il Piemonte e all’applicazione della costituzione promulgata da Francesco II, si trovò per questo avversario di buona parte della corte borbonica. Coerente con le sue idee liberali diede le dimissioni dopo poche settimane di ministero e, a seguito della proclamazione del Regno d’Italia, chiese e ottenne di entrare nell’Esercito italiano.

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La battaglia di Castelnuovo e l’Unità d’Italia (10)

Fortificazioni austriache, Peschiera

Fortificazioni austriache, Peschiera

Castelnuovo del Garda è un comune della Provincia di Verona, vicino a Peschiera e Lazise. Il territorio si estende sulle colline moreniche. L’11 e il 12 aprile 1848 le truppe austriache agli ordini del generale Thurn und Taxis bruciarono il paese e uccisero con inaudita e bestiale ferocia un gran numero di abitanti compresi donne, vecchi e bambini.

Le insurrezioni anti austriache di Venezia e di Milano del marzo 1848 avevano scosso il rigido apparato militare e poliziesco del Lombardo-Veneto.
Lo stesso maresciallo Radetzky era stato cacciato da Milano e si trovava allo sbando con la sua armata nelle campagne bresciane. Il giorno dopo la evacuazione del Radetzky da Milano, il re di Sardegna Carlo Alberto dichiarò guerra all’Austria. Le avanguardie attraversarono il Ticino, il 5 aprile mentre il grosso dell’esercito raggiungeva l’Oglio. L’8-9 aprile forzava il passaggio del Mincio e si apprestava a operare contro Peschiera o Mantova.

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Giovanni Battista da Persico e l’Unità d’Italia (9)

Palazzo Barbieri

Palazzo Barbieri


Giovanni Battista da Persico fu podestà di Verona durante gli anni successivi al congresso di Vienna (1814-1815). È autore della ‘Descrizione di Verona e della sua provincia’ la guida ai monumenti della città di Verona, pubblicata nel 1820.
In quegli anni la struttura urbanistica della città fu al centro di profondi mutamenti.
Nel 1808 il listone fu completamente rifatto. Il progetto venne affidato all’architetto, Luigi Trezza. Nel 1820 furono eseguiti alcuni scavi attorno all’Anfiteatro per riportare in vista il basamento dell’edificio, interrato di circa due metri. Fu abbassato anche il piano della Bra di m 0,70 seguendo una linea lievemente inclinata dalla Gran Guardia all’Arena. Valentino Alberti, oste alle Tre Corone in corte Molòn, annota nel suo Diario che dal 31 dicembre 1821 al 5 gennaio 1822 la Bra’ “venne fatta tutta gualìva”.

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Verona garibaldina e l’Unità d’Italia (8)

Garibaldi, piazza Francesco Viviani

Garibaldi, piazza Francesco Viviani

Nell’esercito che seguì Garibaldi i gruppi più numerosi erano lombardi, veneti, liguri… Erano barcaioli, ufficiali in aspettativa, possidenti, braccianti, sensali, scrivani, avvocati, scultori, droghieri, capistazione, barbieri, trafficanti, cocchieri… Fra di loro non si capivano, perché ognuno parlava il proprio dialetto. A casa ne tornò poco più della metà.
L’elenco alfabetico completo di tutti i componenti la spedizione dei Mille fu pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del Regno d’Italia del 12 novembre 1878.

Dal sito www.esercito.difesa.it/root/garibaldi/i_mille/veneto.pdf
puoi vedere i ritratti di alcuni dei veronesi che parteciparono all’impresa.

Elenco dei veronesi…
Barbesi Alessandro di Gaetano, nato a Verona il 27 luglio 1825, albergatore. http://www.clubdomenica.it/mille/pages/Barbesi%20Alessandro%20-%20Verona.html Aveva 35 anni.

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Vittorio Betteloni e l’Unità d’Italia (7)

Zulieta e Romeo al balcone

Zulieta e Romeo al balcone

Vittorio Betteloni (1840-1910) è un poeta italiano nato a Verona. Studente a Pisa è tentato dall’impresa garibaldina del 1860. Dopo la laurea in legge, “sceglie una consapevole sepoltura nella quieta provincia veronese, senza nemmeno attendere la cosidetta liberazione del 1866.” Dal 1877 insegna letteratura italiana nel Reale Collegio degli Angeli di Verona e collabora ai due quotidiani veronesi, L’Adige e L’Arena. http://www.betteloni.it/storia.htm

La sua attività poetica appartiene agli anni che seguono la realizzazione dell’unità. Nella penisola italiana si assiste al progressivo affermarsi del Regno d’Italia come stato unitario che porta al dissolvimento degli stati regionali (1861 fine del Regno delle Due Sicilie, 1866 annessione del Veneto, 1870 conquista dello Stato Pontificio). Il nuovo stato unitario è assillato da problemi interni connessi a una economia arretrata e alla presenza di un altissimo indice di analfabetismo.

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