101 luoghi dove innamorarsi a Verona per tutta la vita

Sulle piastrelle scrivi il tuo amore

Sulle piastrelle scrivi il tuo amore

1 I luoghi descritti nella tragedia Romeo e Giulietta scritta da William Shakespeare: il balcone della casa di Giulietta, la casa di Romeo, la tomba.

Impossibile non scambiarsi un bacio sotto il balcone di Casa Capuleti (Via Cappello), dal quale Giulietta si affaccia e giura il suo amore a Romeo.
“Questo germoglio d’amore, che si apre al mite vento dell’estate, sarà uno splendido fiore quando ci rivedremo ancora. Buona notte, buona notte! Un sonno dolce e felice scenda nel tuo cuore come nel mio!” Recita Giulietta salutando Romeo.

La leggenda indica come la casa di Giulietta e dei Capuleti un tipico palazzetto in cotto del Duecento, un tempo proprietà della famiglia Dal Cappello.
La casa di Giulietta si trova in Via Cappello 2

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Giulietta e Romeo d’Oriente

Liang Shanbo e Zhu Yingtai

Liang Shanbo e Zhu Yingtai

La storia di Giulietta è leggenda, ma le sofferenze d’amore che affliggono donne e uomini sono realtà. A Verona, la città che amorevolmente custodisce il mito dei due innamorati, i luoghi della leggenda hanno preso corpo e vita. Se la casa di Giulietta, con il celebre balcone è visitatissima, meno conosciuta è la Tomba di Giulietta, che rivive tra le mura dell’antico ex-convento di San Francesco al Corso, dove oggi si celebrano numerosi matrimoni.

All’ingresso è posta una scultura che ricorda la leggenda di Liang Shanbo e Zhu Yingtai, Giulietta e Romeo d’Oriente.

Si narra che verso il 500 d.C. in una cittadina dello ZheJiang vivesse una fanciulla bella e intelligente.
Per continuare a studiare la fanciulla, di nome Zhu YingTai, si travestì da uomo e partì alla volta di HangZhou. Durante il viaggio incontrò un giovane bello e gentile.
Arrivati in città i due amici entrarono nella stessa scuola. Condividevano la stessa stanza e lo stesso letto. L’amicizia tra i due giovani diventava sempre più profonda e YingTai a poco a poco si innamorò dell’amico. Ma non poteva rivelargli la vera identità.
Passarono tre anni e il padre di YingTai le ordinò di tornare a casa perché era ormai tempo che lei andasse in sposa. ShanBo, così si chiamava il ragazzo, scoprì la verità e si rese conto che il sentimento che provava per YingTai era profondo amore. Partì immediatamente per raggiungere la fanciulla e chiederla in sposa.
Quando seppe che l’amata YingTai era stata promessa sposa tornò al paese natale. Prostrato dal dolore si ammalò gravemente e morì. Udita la notizia della morte la ragazza impazzì dal dolore. Il giorno stabilito per il matrimonio, YingTai, con il cuore a pezzi, salì sulla portantina nunziale. Quando arrivò alla tomba di Liang Shanbo, Zhu YingTai urlò: “Se è rimasto qualcosa del tuo amore allora apri la tomba! Se nulla invece del nostro amore è rimasto, allora sarò moglie di un altro!”
Improvvisamente il cielo si rannuvolò, fulmini e lampi saettarono nel vuoto. La tomba di Liang ShanBo si aprì e prima che chiunque avesse il tempo di reagire Zhu YingTai si gettò nella tomba aperta, che si richiuse dietro di lei.
Il cielo ridivenne sereno, lampi e fulmini sparirono, la tomba di Liang ShanBo si riaprì e uscirono due farfalle che insieme sparirono all’orizzonte. Erano Liang ShanBo e Zhu YingTai.

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