Verona Spara al cane e al gatto…

uccellino-mortoVerona ama gli animali?
Gatti, cani, cavalli, asini… Si!
Uccelli, orsi… poco, niente, si è autorizzati ad ammazzarli.

La quarta commissione del Consiglio del Veneto presieduta da Davide Bendinelli ha in questi giorni votato a maggioranza, per la stagione venatoria 2010/2011, le disposizioni sulla caccia ad alcune specie di volatili “in deroga” ai divieti previsti dai regolamenti Comunitari.
Il Veneto è tra le regioni condannate dalla Corte di Giustizia Europea per la politica delle deroghe sulla caccia. La regione Veneto autorizza infatti la caccia ad alcune specie di uccelli protette.

L’assessore all’Ambiente, Federico Sboarina ha presentato questa mattina il decalogo “Amo il mio cane, anche d’estate”, contenente consigli e accorgimenti per il benessere del proprio animale, che verrà distribuito in tutte le circoscrizioni, nelle aree verdi e durante le manifestazioni e le sagre cittadine.
Il sottosegretario Francesca Martini presenta il «Codice per la tutela e la gestione degli equidi», promosso da lei stessa sempre molto vicina al mondo del cavallo.
Verona si sta dotando di un nuovo rifugio del cane (20 aprile 2010), possiede un regolamento per la tutela degli animali (24 maggio 2010), richiede un patentino per “guidare” il cane (Domenica 13 giugno, Auditorium della Gran Guardia), perché sparano agli uccelli?

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Verona e Ningbo

Di-dio-cinaL’assessore Vittorio Di Dio e il presidente del Consiglio comunale Pieralfonso Fratta Pasini hanno incontrato giovedì 1 luglio 2010 una delegazione della città cinese di Ningbo, in visita a Verona nell’ambito del patto di amicizia che lega dal 2007 le due città.

Ningbo è una delle città più antiche della Cina, città commerciale sulla via della seta. grande porto. Si trova nella provincia cinese dello Zhejiang. 5.400.000 abitanti, un buon aeroporto e una storia interessante.

Ningbo

Ningbo

Da visitare il lago della Luna, il Padiglione Tianyi, la più antica biblioteca privata esistente in Cina, la Casa del Ventaglio. L’imponente Torre del Tamburo segna l’inizio di una animata via pedonale con negozi, ristoranti e molte attività commerciali. In zona è da visitare anche la Pagoda Tianning.

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Via Diaz, varchi elettronici

Telecamere su via Diaz

Telecamere su via Diaz

Un consiglio…
Dal ponte che ebbe il nome dalla Vittoria di Vittorio Veneto (4 novembre 1918) si entra dalla Campagnola nel centro storico della città di Verona.
Fu scelto il progetto denominato ‘nec descendere nec morari’, diminuiva infatti la rampa o pontàra dei ponti antichi, evitando l’ascesa e la sosta, specie ai carri con animali. Il ponte lungo m 111 e largo m 17 fu costruito dall’impresa Tosadori, aperto il 4 novembre 1929 e compiuto nel 1931 con l’erezione dei gruppi equestri monumentali di bronzo, simboleggianti la Vittoria. I due verso Campagnola sono opera di Angelo Biancini da Castelbolognese. Singolare in uno (non è chiaro se con intenzione sarcastica) la Vittoria in atto di tagliarsi con la spada il pollice.
Attraversato il ponte trovi il Palazzo Carlotti, di proprietà dell’omonima famiglia, è un palazzo del XVII secolo, in stile barocco. Grandioso è il portale tra due gruppi di colonne che sostengono il balcone, sopra il quale sono murati due medaglioni del secolo XV. I timpani delle finestre del primo piano sono sormontati da mascheroni, quelli del secondo da una conchiglia fra due cornucopie. Immediatamente sotto il davanzale della quarta finestra del piano rialzato stava la scritta di un soldato della Repubblica Veneta a ricordo del servizio di pattuglia reso durante la corsa del palio il 2 marzo 1710, ultima domenica di Carnevale, firmata “sergente Jacometo”.
In posizione quasi simmetrica a palazzo Carlotti sorge palazzo Serenelli-Benciolini, con un fianco appoggiato a Porta Borsari e con la facciata cinquecentesca prospiciente via Armando Diaz. Incassata sulla destra del portico che serve da androne al palazzo c’è una lapide in marmo locale con incise le lettere “Spor eant”, un simbolo dell’Impero romano.
La Porta Borsari è una porta delle mura romane di Verona. In età romana aveva il nome di Porta Iovia per la presenza del vicino tempietto dedicato a Giove Lustrale. L’attuale nome è riferito ai bursarii, ossia ai soldati di guardia che riscuotevano il dazio…

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