Il respiro di Verona

Inquinatore di Sboarina
Massimo Valsecchi, responsabile del Dipartimento di prevenzione dell’Ulss 20, afferma invece: «L’inquinamento dell’aria costituisce un reale problema sanitario per la città e secondo i nostri calcoli la cattiva qualità dell’aria che respiriamo comporta ogni anno a Verona la morte prematura di circa 90 persone». Il sito internet del Dipartimento (http://prevenzione.ulss20.verona.it/) parla di “complessivo peggioramento della qualità dello stato di salute della popolazione, specie di quella infantile, anziana e di quella sofferente di patologie croniche, che abita la nostra zona”. Inoltre segnala la “scarsa organicità che ha finora caratterizzato i tentativi politici di fronteggiare una situazione che caratterizza tutta la pianura padana”.
Il dottor Carlo Pomari responsabile del Servizio di Fisiopatologia respiratoria dell’ospedale Negrar aggiunge: “Il 18 per cento dei veronesi soffre di problemi respiratori, anche se non tutti vi danno peso”.
Inizia venerdì 11 febbbraio 2011 la seconda fase della ricerca Il respiro di Verona promosso dall’ospedale Sacro Cuore-Don Calabria di Negrar e dall’università di Verona.
Per informazioni http://ufficiostampa.comune.verona.it/nqcontent.cfm?a_id=9561&id_com=9850

In Veneto niente trapianti alle persone con ritardo mentale.
Le linee guida della Regione Veneto (Deliberazione della Giunta Regionale veneta n. 851 del 31 marzo 2009, «La valutazione psicologica e psichiatrica nei trapianti d’organo») evidenziano il ritardo mentale come una controindicazione al trapianto e di fatto escludono pazienti con disabilità intellettiva da questa procedura salva-vita. La segnalazione arriva da tre esperti i quali giudicano discriminatoria la deliberazione della giunta regionale del Veneto, che esclude dalla possibilità di ricevere in donazione un organo chi abbia «danni cerebrali irreversibili» o «ritardo mentale (Q.I. inferiore a 50)». Per Nicola Panocchia e Maurizio Bossola del Servizio di emodialisi del Policlinico Gemelli di Roma e Giacomo Vivanti, psicologo dell’Università della California, in un articolo pubblicato sull’American Journal of Transplantation, «non c’è giustificazione di tipo etico, clinico o giuridico». Che il ritardo mentale medio o grave – come indicano le linee guida del Veneto – sia una controindicazione rispettivamente relativa o assoluta al trapianto d’organo «è una disposizione discriminatoria priva di logica e tanto più grave se perpetrata da un’istituzione pubblica; non c’è nessuna prova scientifica, che giustifichi l’esclusione dal trapianto delle persone con disabilità intellettiva, tanto più che il quoziente intellettivo, con cui si determina l’entità del ritardo mentale, non è uno strumento idoneo».
Le discriminazioni in base a criteri psichici sono altrettanto ingiuste che quelle basate su sesso, età, etnia» e vanno eliminate…