‘Andare al 79′ ovvero in carcere

Ingresso all'ex carcere

Ingresso all'ex carcere

A Verona, per indicare che si veniva reclusi in carcere, si diceva ‘essere portati al 79’.
Sulla destra dell’Adige, camminando verso i giardini di Raggio di Sole, si estende un vasto terreno che gli Austriaci, nel 1840, utilizzarono per scopi militari. Costruirono due grandi quartieri militari destinati, rispettivamente, a un reggimento di fanteria e a uno di cavalleria.
Dopo l’annessione all’Italia vi si insediò il 79° reggimento di fanteria. Quando la caserma lasciò il posto al carcere, i veronesi dissero, in luogo di ‘essere portati in carcere’, ‘essere portati al 79’.

L’ex carcere di Verona, ‘il Campone’, va in mostra. Dal 28 febbraio al 14 marzo 2011 in sala Birolli, all’ex Macello, ai Filippini.
Renzo Udali e Marco Troiani hanno girovagato nelle sezioni dell’ex carcere, cella dopo cella, corridoio dopo corridoio. Hanno documentato fotograficamente scritte e ricordi, cercando di conservare ciò che il tempo e il trasloco hanno abbandonato perché ne rimanesse traccia per sempre.

Leggi tutto »

  • Share/Bookmark

Ad Artistica 2010 lavato il sangue del quadro

Opera di Umberto Vaschetto

Opera di Umberto Vaschetto

Artistica 2010 è una rassegna d’arte dedicata a pittura, scultura, fotografia e installazioni a cura di Sabrina Sottile. È stata inaugurata il 22 ottobre 2010. Lo scenario scelto per l’edizione veronese è la prestigiosa Sala delle Conferenze del centralissimo Palazzo della Ragione. Il percorso espositivo promette di emozionare per la bellezza, la profondità concettuale, l’innovazione e l’originalità delle opere esposte; un vero viaggio nell’arte per riflettere, per introdurre in mondi fantastici e onirici e magari per qualche istante… far sognare.
Orario continuato dalle 10.00 alle 18.00 Ingresso libero e gratuito La mostra termina il 1 novembre 2010.

Le opere di Umberto Vaschetto, torinese, hanno suscitato emozioni molto forti. Un opera rappresenta un feto impiccato nel suo stesso cordone ombelicale, un altro uccide la madre per sopravvivere alle sue intenzioni abortive, un crocefisso ricoperto di articoli di quotidiani che parlano di preti pedofili e di violenze in genere, sul quale sta il volto della Sindone e una scritta: “wanted”.
Nessuno è rimasto indifferente, qualcuno ha parlato di offese, provocazione, altri hanno cercato di capire il significato dei lavori.
Una mano anonima ha lavato la chiazza rosso sangue ai piedi della rappresentazione, parte integrante della composizione.
“Sono rimasto sorpreso nel vedere che la macchia di sangue sul pavimento è sparita da un giorno all’altro. Non mi sono perso d’animo, l’ho ricreata venerdì scorso. Mi sono informato, qualcuno deve aver cancellato involontariamente il colore. Non me la sono presa, del resto amo vedere la gente che reagisce in maniera diversa di fronte ai miei quadri.”

Leggi tutto »

  • Share/Bookmark

Mostra “A Vimmerby e Ritorno” presso la Galleria Atelier Caserma Passalacqua

A Vimmerby andata e ritorno Vista la mia passione irrefrenabile per la penisola scandinava non potevo esimermi dal citare questa imperdibile mostra. All’interno della manifestazione “Ad Opera d’Arte” l’Assessorato Provinciale alla Cultura Popolare per l’Identità Veneta e Fondazione Aida Teatro Stabile di Innovazione presentano sabato 9 agosto alle 17.00 presso la Galleria Atelier Caserma Passalacqua l’apertura della mostra dal titolo “A Vimmerby e Ritorno”.

La mostra è un viaggio nel mondo di Astrid Lindgren, a questo squarcio di Svezia che come un filo rosso lega tutta la sua produzione e che è presente in ogni riga dei suoi romanzi come un protagonista silenzioso e tenero.

Astrid Lindgren nata Astrid Anna Emilia Ericsson (Vimmerby, 14 novembre 1907 – Stoccolma, 28 gennaio 2002) è stata una scrittrice svedese, autrice di libri per bambini. Molte delle sue opere sono state pubblicate in più di cento Paesi.

Leggi tutto »

  • Share/Bookmark

Figlia di Tuo Figlio: mostra itinerante di Duccio Boninsegna

madonna, duccio BoninsegnaNel 1311, Duccio di Boninsegna porta a compimento la grande tavola per l’altare del Duomo di Siena: tutto il popolo accompagna la Maestà, in un clima di grande festa, dalla bottega del pittore alla Cattedrale. Nel capolavoro di Duccio, i senesi sentirono infatti espressa la loro autocoscienza, quella per cui su ogni moneta veniva inciso Sena vetus, civitas Virginis (Antica Siena, città della Vergine) o su ogni documento veniva apposto il Sigillo della Repubblica: la Madonna con il Bambino tra due angeli e l’epigrafe Salvet Virgo Senam veteram, quam signat amenam (Conservi la Vergine l’antica Siena che lei stessa rende bella). È la stessa sensibilità, nella diversità della forma estetica, che anima la preghiera alla Madonna che chiude la Commedia di Dante. La grande tavola – le cui dimensioni erano imponenti, probabilmente circa cm.370×450 – era dipinta su tutti e due i lati: il prospetto tutto dedicato a Maria, il retro a Cristo. Oltre alla grande tavola centrale del prospetto, nella predella, nel tergo e nel coronamento trovavano posto oltre 50 storiette. L’opera di Duccio è così il più grande ciclo di storie di Gesù e Maria mai realizzato. La mostra intende far conoscere al vasto pubblico del Meeting questo capolavoro della pittura medioevale, ripercorrendo la storia della città e dell’artista di cui fu suprema espressione e le vicende che, nei secoli, ne hanno alterato la forma originaria.
La mostra ripercorre la storia dell’opera di Duccio di Buoninsegna invitando il visitatore a considerare la trama di eventi, la coscienza religiosa e l’esperienza umana che con la Maestà si pongono in stretta connessione.

Leggi tutto »

  • Share/Bookmark