Serego Maria Teresa Alighieri Gozzadini e l’Unità d’Italia (13)

Villa Serego Alighieri a Gargagnago di Valpolicell

Villa Serego Alighieri in Valpolicella

Numerose furono le donne che si distinsero nell’impegno per l’Indipendenza e l’Unificazione dell’Italia. Tra le veronesi vi furono anche Caterina Bon Brenzoni e Maria Teresa Alighieri Gozzadini. Maria Teresa Alighieri, detta Nina, nasce nel dicembre 1812. A causa della partecipazione della madre ai moti carbonari del 1821 la piccola viene sottratta alle cure materne e affidata al convento veneziano della Visitazione, retto dalle suore salesiane francesi.
Dal 1829 al 1840 visita le maggiori città italiane. È molto sensibile verso le bellezze artistiche e architettoniche del suo paese, ma è anche in ansia per la condizione di servilismo delle persone che incontra. Torna a Verona verso la fine del ’40, dove il cugino Giovanni Gozzadini, professore e studioso di storia, la chiede in sposa.
Lascia l’amata Verona e si trasferisce a Bologna con il marito. Presa dalla nostalgia di casa scrive in una lettera: “Non posso dirvi quanto ho bisogno di stare con voi altri, di non vedere più musi nuovi, di parlare veronese, di vedere la nostra casa, i nostri colli, l’Adige e tutto ciò che una volta avrei creduto mi fosse indifferente. Non ne posso più, più, più.”
Dopo alcuni mesi di estraniazione Maria Teresa incomincia a trovarsi a suo agio anche a Bologna.

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Verona Donna in lacrime tenta la rapina

DonnaIl mese di luglio si conclude con una notizia sconcertante. Abbiamo sentito di ex ministri accusati di appropriazione indebita per una cifra di poco più di 400mila euro e di ricettazione per altri 600mila euro ricevuti in contanti.
Altri chiamati a rispondere dell’acquisto di un appartamento pagato in parte con fondi in nero.
Responsabili della protezione civile che sembra abbiano ricevuto tanti soldi ottenuti in contropartita per l’assegnazione degli appalti…
L’elenco potrebbe continuare.
Nei film, nei telefilm imperano donne che con la pistola ci sanno fare

Oggi, poco prima della chiusura, una donna entra in un ufficio postale in provincia di Verona con una pistola giocattolo. “Dammi i soldi”, chiede. “Non posso, la cassaforte è già chiusa”, risponde l’impiegata. La donna si mette a piangere ed esce. Sembra una leggenda metropolitana!

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