In paradiso si fuma?

IL santo in alto a sinistra fuma!

IL santo in alto a sinistra fuma!

C’è un prete (classe 1967) della diocesi di Verona dal 1993, che illustra con vignette le pagine del Vangelo, non per banalizzare il messaggio che contengono, ma al contrario per cogliere la potenza di gioia che è nascosta nella storia di Gesù… http://www.gioba.it/
Molto interessante… tuttavia nella vignetta che illustra la lettura del Vangelo per la festività di Tutti i Santi, il beato, che sta in alto a sinistra, sta fumando.

In Italia la legge 165/1962 vieta ogni forma di pubblicità dei prodotti per fumatori su carta stampata, Tv, manifestazioni sportive, magliette o altro. Il Decreto Ministeriale 425 del 1991 vieta la pubblicità televisiva delle sigarette e di qualunque altro prodotto del tabacco, anche se effettuata in maniera indiretta mediante nomi, marchi o simboli di aziende produttrici.
L’art. 51 della legge 16 Gennaio 2003, n. 3 ‘Tutela della salute dei non fumatori’, vieta di fumare nei locali pubblici30.
La normativa intende tutelare la salute dei non fumatori, quindi la regola è il divieto il fumo in tutti i luoghi pubblici e privati aperti al pubblico.
Il fumo di tabacco è la più rilevante causa di morte prematura, e rappresenta uno dei più gravi problemi di sanità pubblica a livello mondiale, (il Ministero della Salute stima che in Italia avvengano ogni anno più di 80.000 decessi attribuibili al fumo) ma è prevenibile.
Forse il reverendo vuole dirci che il paradiso ormai è l’unico posto dove è permesso fumare, poiché il sindaco di Verona Flavio Tosi lo ha proibito anche nei parchi.

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Blitz al parco San Giacomo, Borgo Roma

Entrata parco San Giacomo

Entrata parco San Giacomo

Trascrivo integralmente la notizia pubblicata dalla redazione di infoverona.it

Blitz congiunto di esercito, carabinieri e ronde al parco San Giacomo in borgo Roma.
Venerdì 7 maggio 2010, alle 16.50, una rapidissima ed efficace operazione di polizia ha ripristinato una situazione di ordine che stava rapidamente degenerando nell’area verde antistante il policlinico.
Una jeep mimetica con a bordo tre militari e un carabiniere, affiancati da una ronda appiedata, ha fermato una immigrata dell’est europeo.
La giovane stava fumando.
I cinque tutori dell’ordine sono riusciti a riportare la legalità nel parco, intimando energicamente alla donna di “spegnere subito la sigaretta”, poiché un’ordinanza del sindaco Tosi proibisce il vizio del fumo nei parchi pubblici.
Camionetta militare e guardia civica hanno bloccato il vialetto dove la donna stava camminando, attendendo fino a quando la signora, chinatasi a terra, non ha spento la sigaretta sul ghiaino.
Significativo il commento della ronda giallovestita: “Oh vèdito… braa! L’è così che se fa!”.
Poi ronda, militari in mimetica e carabiniere hanno ripreso la perlustrazione del suolo padano.
Meno di tre minuti dopo, la stessa ronda – da sola – ha sventato l’assalto a uno dei giochi per bambini. Tre manigoldi di circa 7 anni si stavano divertendo a far scendere dei sassolini dallo scivolo, creando un fastidioso rumore di rotolamento sulla lamiera.
La guardia civica, benché in inferiorità numerica, con un conciso e perentorio “no i sasi là!” è riuscita ad allontanare la gang e a riportare legalità e serenità nel parco.


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A Verona prima multa al parco per fumo all’aperto

Foto primi fumatoriCuriosa vicenda quella del tabacco: conosciuto tra gli antichi popoli precolombiani come “il cibo degli dei”, ha finito per essere oggi indicato come uno dei più pericolosi killer per la salute dell’uomo.

Tira fuori la sigaretta e la accende senza sapere che in quel parco, come in tutti gli altri di Verona, fumare è vietato da mesi. E così viene multato, il primo in Italia, per aver fumato all’aperto. E’ successo a un cittadino rumeno di 54 anni, che ha ricevuto una contravvenzione di 50 euro per la sigaretta accesa tra le altalene e gli scivoli del parchetto giochi nel quartiere Golosine.

Gli agenti sono intervenuti dopo le segnalazioni degli alpini che gestiscono l’area verde. Il divieto è entrato in vigore 27 novembre dello scorso anno, con un’ordinanza del sindaco Flavio Tosi. Il primo cittadino ha ricordato che si tratta di “un divieto senza se e senza ma perché bisogna proteggere i bambini dal fumo passivo almeno negli spazi comunali loro dedicati, senza condizionare il divieto a una difficile quanto opinabile distanza del fumatore”.

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