Lago di Garda, Anguille alla diossina

Anguilla

Anguilla

Anguilla alla diossina non è una nuova ricetta di ‘cotto e mangiato’, ma di pesci, ritrovati in questi giorni nelle acque del lago di Garda, che contenevano il veleno ‘diossina’, responsabile di decine di migliaia di nascite di bambini malformati e di tumori nelle persone.

Le diossine sono estremamente tossiche per l’uomo e gli animali, e sono tra i più potenti veleni conosciuti.
L’avvelenamento avviene attraverso gli alimenti, in particolare dal grasso di animali a loro volta esposti a diossina.
“Più che di diossine” dichiara Michele Bertucco, presidente di Legambiente Veneto “dobbiamo parlare di sostanze (PCB, policlorobifenili) che non hanno una origine naturale. I Pcb sono stati largamente impiegati nelle acciaierie, nelle centrali elettriche, nonché nei motori di automobile. In passato (ma forse ancora oggi), la sostituzione di questi oli dielettrici avveniva scaricando in ambiente quelli esausti, come pure quando si trattava di demolire impianti vecchi o rottamare automobili. I Pcb si accumulano sui fondali ed entrano nella catena alimentare soprattutto attraverso quei pesci, come le anguille, che vivono e si cibano su quei limi.”

Leggi tutto »

  • Share/Bookmark

Verona Basta paura, sono finiti i soldi

Inaugurazione commissariato

Inaugurazione commissariato

La paura individuale è un fenomeno che coinvolge una elevata percentuale di cittadini, soprattutto tra le donne e in modo particolare modo tra gli abitanti della Campania e Puglia. I dati sono stati resi noti a novembre 2010 dall’Istituto Nazionale di Statistica.
Un caso particolare è il Veneto, che presenta una percentuale maggiore sia rispetto alla media italiana che a
quella delle altre regioni del Nord-est. Evita, infatti, di uscire di casa perché ha paura il 26,6 per cento dei veneti
contro il 23,3 per cento dei residenti nel Nord-est.

Secondo l’indagine dell’Istat in Italia c’è stata una netta diminuzione di alcuni reati ma il Veneto mostra i livelli più elevati di paura tra i cittadini, “sebbene i suoi abitanti non presentino tassi di vittimizzazione particolarmente diversi dagli altri”.

Leggi tutto »

  • Share/Bookmark

Da Le Grazie al Crear

bovoÈ stata inaugurata giovedì 1 luglio dall’assessore al Decentramento Marco Padovani e dal presidente della 5ª Circoscrizione Fabio Venturi la pista ciclopedonale in strada Le Grazie, a Borgo Roma.
La pista è lunga 300 metri!

Tuttavia si può proseguire per una interessante biciclettata in compagnia descritta
http://www.piste-ciclabili.com/itinerari/2116-verona-borgo-roma-san-giovanni-lupatoto-percorso-del-crear

Lunghezza: Strada le Grazie – Via Provinciale Est 8,5 km
Percorso del Crear: Via Fosse Crear – Via Campagnini 11,6 km
Totale: Borgo Roma – Percorso del Crear – Borgo Roma 28,6 km

La cartina descrive il percorso dalla strada delle Grazie all’inizio della ciclabile del Crear.

Davanti l’autostrada A 4 e la tangenziale sud curva a destra. Dopo il sottopasso e una breve salita continua per strada del Vignale. Attraversa con attenzione via Ca’ di Aprili e prosegui per via Muraiola.
All’incrocio con via Bovo gira a destra. All’incrocio svolta a sinistra e procedi per via Bovolino fino all’incrocio con via Provinciale Est.
Svolta a sinistra e raggiungi via Fosse Crear dove inizia il percorso ciclabile, lungo 12 chilometri, che si snoda nella campagna di Raldon attraversando coltivazioni di pregio e le risorgive.
Pedalando con tranquillità per un paio d’ore si possono apprezzare le bellezze naturali della zona.
La strada è scorrevole e priva di difficoltà, poco trafficata… per una biciclettata in compagnia.
Un percorso ricco anche di storia. Nella località Bovo ad esempio esisteva un castello, distrutto da Ezzelino da Romano nel 1234. A ricordarlo c’è ancora un obelisco. La chiesa parrocchiale è dedicata a San Bovo e conserva dipinti del Gobbini, Brusasorzi e Farinati.

  • Share/Bookmark

Verona La maledizione dei Cie

Verona, via Vigasio

Verona, via Vigasio

Si racconta che, per quanto riguarda Verona, gli ispettori del Viminale stanno valutando l’apertura di un (Cie) Centro di identificazione ed espulsione dei clandestini presso l’ex caserma di Bovolone-Isola Rizza o l’ex caserma ‘Pietro Schiavo’ presso la località Sacra Famiglia nel quartiere Borgo Roma.
A Verona o in provincia sono pochi quelli che sorridono all’idea di vedersi piazzare un Cie. È rimasto Andrea Miglioranzi, esponente della Fiamma Tricolore e capogruppo della Lista Tosi in Consiglio comunale, il quale afferma: “Io farei un Cie in ogni provincia. E chi non è a favore non vuole la legalità e la sicurezza!”
Mezza giunta comunale di Verona ha espresso il proprio malumore contro il sindaco Tosi, perché sembra aver deciso in completa autonomia la località dove edificare il serraglio di tutte le paure veronesi. Anche gli otto assessori del Popolo della Libertà vogliono decidere quale sarà il sito dove costruire il Cie. “Non andiamo al traino di nessuno, governiamo insieme.” propongono.
Il Cie è un boccone amaro, ahimè! Il sig. Fabio Venturi, Presidente della V Circoscrizione e vicepresidente della Provincia di Verona, invita tutti a vivere la scelta in un rapporto di condivisione.
Molti temono che la presenza di un Cie vicino a casa deprezzi i loro beni. In coloro che hanno paura, la paura non diminuisce, ma aumenta e il loro bisogno di sicurezza è alle stelle. Costoro, invece di recintare il mondo, forse dovrebbero rinchiudersi in un bunker, in una tomba (extra)
Qualcuno afferma che si dovrebbe aver vergogna solo a pensare all’eventualità di costruire un centro Cie.

  • Share/Bookmark