Verona La prima Giornata ecologica 2011

Alt! Amministrazione inquinante

Alt! Amministrazione inquinante

Domenica 30 gennaio inizia il programma di sensibilizzazione a un corretto utilizzo delle risorse naturali, quali l’acqua, l’aria, l’energia e il territorio.

  • In piazza Erbe giochi per bambini, ragazzi e famiglie.
  • Nel punto informativo dell’Ecosportello invece sarà possibile partecipare al progetto “Madeamano” che prevede di lavorare a maglia filati ottenuti dagli shopper di plastica.
    Si contribuirà così alla creazione di una bandiera tricolore che verrà esposta a maggio per celebrare i 150 anni dell’Unità di Italia. A chiunque porta delle borse di plastica usate sarà consegnata una borsa a rete in cotone per la spesa.
  • A Villa Buri, alle ore 10, il comitato del verde organizza una visita guidata nel .parco.
    Per la giornata ecologica non è previsto nessu blocco delle auto.
    La prima Giornata Ecologica 2011 è promossa dall’assessorato all’Ecologia e Ambiente del Comune di Verona.
    Silenzio totale invece sui dati riguardanti l’inquinamento a Verona. Secondo le misurazioni per 17 giorni di gennaio su 26 abbiamo respirato aria avvelenata.

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    La città degli orti anche a Verona?

    Le impronte dell'albero

    Le impronte dell'albero

    L’anno scolastico sta per iniziare e la Provincia di Ferrara, in collaborazione con i Centri di Educazione Ambientale (CEA) invita gli insegnanti a realizzare il progetto Le città degli orti, attraverso corsi di formazione rivolti ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado.
    Seguirà durante l’anno scolastico l’effettivo svolgimento dei laboratori per gli studenti.
    http://www.provincia.fe.it/sito?news
    =25269D43966AB0CEC1257798002CD8E8

    A Verona esistono due tipi di esperienza: le fattorie didattiche e gli orti didattici.
    L’orto didattico è l’occasione per conoscere il profumo degli aromi, i colori della natura, le proprietà della frutta, per farsi amici degli animali da accudire, per scoprire che quello che mangiamo non nasce sui banchi del supermercato (educazione alimentare), per imparare a rispettare l’ambiente. Rare sono tuttavia le esperienze di orti didattici nel comune e nella provincia di Verona.

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    Verona Pista ciclabile dall’Adige al Mincio

    Il fiume Mincio

    Il fiume Mincio

    Inizia la bella stagione e una gita in bicicletta diventa stuzzicante. Gli itinerari, che attraversano la provincia di Verona, (grandi buche, grandi opere, permettendo) sono molti.
    Si è parlato in questi giorni di una pista ciclabile che collega l’Adige al Mincio. La ciclopista scorrerà sugli argini del Canale Raccoglitore, che taglia la pianura fino al Tartaro Tione. È stato firmato l’accordo fra otto Comuni del veronese (San Giovanni Lupatoto, Zevio, Buttapietra, Castel d’Azzano, Mozzecane, Vigasio, Villafranca e Povegliano), Provincia e Consorzio Agro veronese. Tuttavia mancano i finanziamenti per realizzarla.
    In attesa… ecco una descrizione di un itinerario alternativo Verona, Peschiera, Mantova, che parte dalla stazione FS di Verona Porta Nuova.
    Un percorso affascinante che attraversa le colline moreniche del veronese e poi il parco naturale del Mincio e si conclude nella città dei principi Gonzaga.
    Uscito da Piazzale Venticinque Aprile prendi la strada sulla sinistra fino a raggiungere la ferrovia. Percorri via delle Coste, via Albere, via della Spianà. All’incrocio con via San Marco sottopassa la ferrovia, entra in San Massimo. Al primo semaforo svolta a sinistra e poi a destra per via Brigata Aosta. Prosegui per via Cason, Via Belvedere, via Ceolara, Via Rezzola. Entrato in Sommacampagna, sali verso la chiesa parrocchiale e dirigiti su via Guastalla. All’incrocio con via Monzambana svolta a destra e poi a sinistra per via San Rocco. Attraversata la località San Rocco, prosegui per Oliosi e su via Campagnarossa raggiungi Salionze, da dove scendi sull’alzaia del Mincio. Poco dopo la strada confluisce sulla pista ciclabile che proviene da Peschiera.
    La strada passa sotto le fortificazioni scaligere di Monzambano e il castello di Valeggio. Arriva a Borghetto sul Mincio, villaggio caratteristico per i molti mulini ad acqua e per le rovine del ponte visconteo.
    Dopo Borghetto si addentra nel Parco naturale del Mincio

    (http://www.parcodelmincio.it/), prosegue fino a Pozzolo e continua lungo i canali della campagna mantovana fino a confluire sulle ciclabili che permettono di visitare a Mantova. Per il ritorno da Mantova partono treni per Milano, Verona, Modena, Monselice, che trasportano anche le biciclette.

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    Grigliata a Cà Del Bue

    Cà de BueMa cos’è questo complesso luminoso ad alta tecnologia industriale? Gli “amici di Beppe Grillo” lo chiamano il “cancrovalorizzatore” e trovano d’accordo pure alcuni oncologi Italiani. L’impianto di trattamento di rifiuti di Cà del Bue è stato messo sotto accusa dai consiglieri proviciali di Rifondazione Comunista, Sinistra democratica e Verdi. Alla conferenza stampa si cita la relazione che la dottoressa Patrizia Gentilini ha tenuto nei giorni scorsi per il congresso nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica. La relazione ribadisce, qualora a qualche mente sfuggisse, che la diossina è un cancerogeno prodotto da combustione: “Non dobbiamo sentirci autorizzati ad aumentare la quantità di questa pericolosa sostanza con inutili combustioni, quando i rifiuti potrebbero essere eliminati e riciclati in altro modo“. Per tale ragione è stata proposta una visita all’impianto di Vadelago in provincia di Treviso, non pericoloso, non tossico e meno costoso ed è stato chiesto di rivedere le decisioni nel merito di Cà del Bue prima della pubblicazione del bando.
    Agsm, proprietario dell’impianto, entro qualche settimana pubblicherà il bando di gara per riconventire i forni a letto fluido mai funzionati, dispendiosi e superati con dei forni a griglia.
    I tecnici dell’Assessorato all’ambiente ritengono non sia possibile paragonare Vadelago a Cà del Bue, il primo impianto infatti recupera rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata, mentre il secondo si occuperà solo di rifiuti indifferenziati. Ricordiamo che il Piano regionale di gestione di rifiuti urbani, approvato nel 2000 prevede che entro il 2010 si giunga al 50% di raccolta differenziata, obiettivo raggiunto con tre anni di anticipo e che forse sarebbe il caso di implementare. Nonostante il nostro primato in ambito di differenziazione della raccolta, l’impianto di Cà del Bue è imprescindibile, anche perchè il Piano regionale non prevede discariche, e poi del resto è la stessa Unione Europea che ci suggerisce gli impianti con i forni a griglia, considerati all’avanguardia.
    Vorrà dire che ci troveremo tutti insieme a goderci una bella grigliata su questi avvenieristici forni a griglia.

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