Film Festival della Lessinia

Bivacco in via Bonfadio

Bivacco in via Bonfadio

Si è conclusa la 16ª edizione del “Film Festival della Lessinia” che si è tenuta a Bosco Chiesanuova dal 21 al 29 agosto 2010.
Tra le novità una sezione destinata ai più piccoli, “Le montagne dei bambini”: un programma di film d’animazione e lungometraggi provenienti da ogni parte del mondo. Altro evento speciale è dedicato ai giochi di montagna “Come giocano i montanari”.
Sedici anni di film dedicati alla vita, alla storia e alle tradizioni delle montagne di ogni angolo del mondo. www.filmfestivallessinia.it
La Giuria internazionale ha assegnato il Gran Premio Lessinia della Comunità Montana della Lessinia – Lessinia d’Oro al film “Felicità” di Salomé Aleksi. La regista di Tblisi racconta la storia di Tamara: immigrata in Italia, dove lavora come badante senza permesso di soggiorno, a servizio di un’anziana signora. La morte improvvisa del marito sconvolge la sua vita. Dall’Italia, dove non può tornare senza uscire dalla clandestinità, organizza e partecipa al funerale dal suo telefonino. Il cellulare, sistemato nella camera ardente, allestita nella casa georgiana, diventa il prolungamento dell’affetto e del dolore, il ponte che supera gli ostacoli delle frontiere.
Felicità, in contrasto con il tema trattato, è il motivetto della suoneria tratto dall’omonima canzone di Al Bano e Romina.
A ritirare il riconoscimento a nome della regista georgiana è intervenuta Tamara Vovcenco, badante in Italia che ha vissuto una storia analoga a quella raccontata nel film.

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Quel «metodo Ganzer» nato a Verona

Il generale Giampaolo Ganzer

Il generale Giampaolo Ganzer

Condannato il capo del Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri (Ros). Comandò a Verona.
È stato condannato a 14 anni di carcere e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
“Piena fiducia” a Ganzer è stata ribadita sia dal Comando generale dell’Arma dei Carabinieri che dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, e dal ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli.

Quando la condanna al carcere comporta il carcere? Si chiede la gente. Non perché piaccia vedere la gente andare in carcere, ma, così, per semplice curiosità.

Dopo 170 udienze, cinque anni di processo, l’attuale comandante del Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri (Ros) è stato condannato dal collegio di giudici del Tribunale di Milano per “aver costituito un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, al peculato, al falso e ad altri reati, alfine di fare una carriera rapida”.

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Verona La maledizione dei Cie

Verona, via Vigasio

Verona, via Vigasio

Si racconta che, per quanto riguarda Verona, gli ispettori del Viminale stanno valutando l’apertura di un (Cie) Centro di identificazione ed espulsione dei clandestini presso l’ex caserma di Bovolone-Isola Rizza o l’ex caserma ‘Pietro Schiavo’ presso la località Sacra Famiglia nel quartiere Borgo Roma.
A Verona o in provincia sono pochi quelli che sorridono all’idea di vedersi piazzare un Cie. È rimasto Andrea Miglioranzi, esponente della Fiamma Tricolore e capogruppo della Lista Tosi in Consiglio comunale, il quale afferma: “Io farei un Cie in ogni provincia. E chi non è a favore non vuole la legalità e la sicurezza!”
Mezza giunta comunale di Verona ha espresso il proprio malumore contro il sindaco Tosi, perché sembra aver deciso in completa autonomia la località dove edificare il serraglio di tutte le paure veronesi. Anche gli otto assessori del Popolo della Libertà vogliono decidere quale sarà il sito dove costruire il Cie. “Non andiamo al traino di nessuno, governiamo insieme.” propongono.
Il Cie è un boccone amaro, ahimè! Il sig. Fabio Venturi, Presidente della V Circoscrizione e vicepresidente della Provincia di Verona, invita tutti a vivere la scelta in un rapporto di condivisione.
Molti temono che la presenza di un Cie vicino a casa deprezzi i loro beni. In coloro che hanno paura, la paura non diminuisce, ma aumenta e il loro bisogno di sicurezza è alle stelle. Costoro, invece di recintare il mondo, forse dovrebbero rinchiudersi in un bunker, in una tomba (extra)
Qualcuno afferma che si dovrebbe aver vergogna solo a pensare all’eventualità di costruire un centro Cie.

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La sentenza chimica

Centro 'Nicola Tommasoli'

Centro 'Nicola Tommasoli'

  • Sgomberata la scuola di Borgo Venezia occupata abusivamente dal centro sociale ‘La Chimica’. (2007)
  • Inaugurato il nuovo centro di aggregazione giovanile. (8 maggio 2010)
  • Sentenza del giudice riguardante i giovani responsabili dell’illecita invasione. (2010)

    Appena salito al trono (elezioni amministrative del 27-28 maggio 2007) il sindaco Flavio Tosi ha mantenuto la promessa di chiudere il campo nomadi di Boscomantico e sgomberare la scuola di Borgo Venezia occupata abusivamente dal centro sociale ‘La Chimica’. Sgombero effettivamente compiuto il 22 agosto 2007. Dopo aver fatto radere al suolo l’edificio, sono iniziati nel novembre del 2008 i lavori per realizzare un centro di aggregazione sociale.

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    Verona, San Zen che ride

    San_ZenoOggi a Verona si festeggia san Zeno o (Zenone). Dal 362 alla morte fu vescovo di Verona. Proveniva dall’Africa, forse dalla Mauritania. Per fortuna non c’erano ancora i CIE (Centro d’identificazione ed espulsione… dal Veneto). I tosi, i maroni e gli altri sarebbero venuti dopo. Chissà se riderebbe ancora?

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    Isola Rizza, Chi compra la base militare?

    Base militare Isola Rizza

    Base militare Isola Rizza

    A Verona sono due le strutture militari che il 5 giugno 2010 passeranno al Demanio.
    Il sindaco leghista del comune di Isola Rizza, Elisa De Berti, si sta già muovendo: vuole comprare l’intera base del Gruppo intercettori teleguidati dell’Aeronautica Militare.
    Per quale motivo? Il centro clandestini mette paura.
    La base del Gruppo intercettatori telecomandati (Isola Rizza) e la base dell’aeronautica «Franco Cappa» (Bovolone) sono le più indicate per ospitare il Centro d’identificazione ed espulsione dei clandestini (CIE) in Veneto fortemente voluto dagli amministratori della Lega Nord. “Il Centro si deve fare, è indispensabile, è assurdo continuare a pagare per trasferire a Udine gli irregolari fermati dai vigili.” Si afferma. Tuttavia la soluzione migliore è che lo realizzino altrove. Così pensano i sindaci leghisti dei due comuni veronesi e la cittadinanza che li ha eletti. L’idea di ritrovarsi con centinaia di clandestini rinchiusi in un’area circondata dal filo spinato mette paura. Si deprezzano terreni e case.
    Per questo motivo il sindaco leghista di Isola Rizza e la sua amministrazione ha deciso di acquistare l’intera base militare destinandola a fini residenziali e artigianali. «Il Cie è una struttura necessaria per il territorio, ma farò di tutto per impedire che venga realizzato qui.” Ciò che viene costruito per garantire la sicurezza, diventa un pericolo!
    Anche il sindaco di Bovolone, Riccardo Fagnani, afferma: “Un centro per i clandestini in provincia di Verona è necessario. È ovvio che, fosse per me, non lo farei qui. In quella base militare ci vedrei bene un ospedale, vista la posizione strategica.”
    Qualcuno suggerisce: “Ci sarebbe da fare una seria politica dell’integrazione, una politica abitativa vera. Lì andrebbero spesi i soldi, non per costruire i Cie.”
    Ma in una regione massacrata dagli imperativi della Lega Nord queste proposte risuonano come affermazioni di complicità con i delinquenti.

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