Proprio ieri Vi ho parlato del workshop dedicato alla vendemmia e rimanendo in tema questa volta tocco un argomento sicuramente meno artistico. In questi giorni la nostra città ancora una volta ha catturato l’attenzione del Bel Paese per un primato assolutamente discutibile. Da quanto emerso infatti dai controlli effettuati sulle strade di Verona e del Lago di Garda nella notte del 29 Agosto i veronesi sembrerebbero per gran parte (il 50%) drogati e dediti a Bacco più di quanto non lo siano a tutto il resto.
Effettivamente a Verona c’è chi beve più che in altre città, ma le accuse rivolte ai giovani della città mi paiono troppo azzardate. Secondo Domenico Secondulfo, docente di Sociologia all’Università di Verona, le informazioni divulgate dalla stampa nazionale e dai media sono sicuramente frutto di una distorsione della realtà, cosa che non di rado accade nel mondo dell’informazione, che a poco a poco si sta evolvendo al contrario trasformandosi in “deformazione”. In veneto esiste un rito, quello dello spritz, che sicuramente porta ad una maggiore cultura del bere, ma, come asserisce Secondulfo, non necessariamente influisce sul comportamento di guida. Secondo Alberto Fezzi, autore del libro “Sognando un Negroni”, libro sui locali della Verona da bere, nella nostra città non si beve di più, ma meglio. Da tutto questo vociferare intorno alle cattive inclinazioni dei veronesi emerge comunque un dato di fatto, i conducenti fermati nella notte del 29 Agosto non furono 80, come la maggior parte delle fonti di “deformazione” ha riportato, ma 576, di questi 80 furono sottoposti al test e 37 risultarono positivi. Quindi la percentuale è di 37 su 576, quindi del 6,4%.
Detto ciò personalmente ritengo davvero che non si possa fare di tutta l’erba un fascio, certo, ci vorrebbe una maggior educazione a riguardo, e il nucleo famigliare dovrebbe essere in pole position in questo senso. L’anno scorso mi sono recata in Svezia, paese del Nord Europa dove l’alcool è sempre stato parte integrante della vita quotidiana dei giovani e dei meno giovani, forse un po’ troppo, al punto che, per arginare il problema si è deciso di vendere i superalcolici a prezzi esorbitanti e di attuare severe sanzioni a tutte le trasgressioni che possono derivare da abusi. Questo non significa impedire ai giovani di bere, ma responsabilizzarli, al punto che ho visto decine di taxi nelle tarde ore notturne per le vie di Stoccolma carichi di giovani allegri che, coscienti di non poter guidare lasciavano l’auto parcheggiata in garage. Insomma, se c’è un problema c’è sempre una soluzione, se non c’è la soluzione significa che neppure il problema esiste.