L’orso Dino fa strage di asini

Orso-Yoghi-Boomerang1Leggendo i quotidiani locali di questi giorni è evidente che la presenza dell’orso Dino ha acceso la fantasia e lo humor poetico dei giornalisti. L’orso è diventato una favola che stimola anche qualche desiderio impronunciabile…

  • Era bello ed enorme… illuminato dalla luna. (dichiarano due fidanzati che hanno avuto con l’orso un incontro ravvicinato). Essendo maschio si avvicina alla maturità sessuale e psicologica. Si accoppia con qualsiasi cosa si muove… (Si deduce che: se qualcuno vuole approfittarne, si muove, altrimenti sta fermo e gli lancia sguardi di sfida, tipo: non mi fai paura… (come alle sagre di paese con qualche spasimante sgarbato).
  • Fa strage di asini
    Su questo aspetto c’è molta confusione.
    Il ciuccio vola 
più in alto dei mussi volanti (L’arena 3/5/2010). Un proverbio in codice? Mandiamo l’orso Dino.
    ll preside del liceo scientifico Keplero di Roma annuncia «Non ho soldi, li boccio tutti (sottinteso gli asini)?» Orso Dino datti da fare. (Rubo il detto a chi prima di me ha invitato Dino a darsi da fare con gli asini della Lega.)
    Il preside dell’istituto Fermi di Verona, più umano, farà pagare 100 euro alle famiglie per ogni corso di recupero (salvataggio) di 15 ore rivolte agli asinelli.

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    Incentivi a biomasse per produzione di energia

    bosco forestaPubblicato il quinto bando della Regione Veneto “Interventi agro-forestali per la produzione di biomasse”, (Legge regionale 14/2003), volto a sostenere – con lo stanziamento di un fondo di 475.000 euro – la diffusione di piantagioni di specie legnose e la realizzazione di cure colturali straordinarie ai boschi degradati, per la produzione di biomassa legnosa destinata ad usi energetici ed a trasformazioni industriali.
    L’importo del contributo da erogare non potrà essere maggiore delle spese effettivamente sostenute per la realizzazione degli interventi e non potrà eccedere i 2.500 euro/ha, comprensivi delle spese per lavori, anche eseguiti mediante contributi in natura, spese tecniche ed oneri connessi.
    Potranno beneficiare degli incentivi, presentando apposita domanda entro e non oltre il 29 settembre 2008, i soggetti privati e pubblici che abbiano titolo a condurre un terreno agrario od un terreno forestale. La superficie d’intervento dovrà essere compresa tra 3.000 e 40.000 mq per singola unità tecnico economica od unità fondiaria. Non saranno ammessi a contributo i terreni situati in zone montane, quelli coltivati a prato permanente o a pascolo e le superfici ritirate dalla produzione, non sottoposte a rotazione colturale. Non saranno, inoltre, finanziabili piantagioni realizzate con specie alloctone all’interno di ambiti sottoposti a particolari vincoli di tutela ambientale
    Alla domanda di contributo dovrà essere allegato, pena la sua non ammissibilità, un contratto di cessione della biomassa che sarà prodotta dalla coltura legnosa, che ne preveda la destinazione ad un impianto per la trasformazione in energia, oppure all’industria per assortimenti da lavoro. È previsto anche l’utilizzo aziendale di biomassa a fini energetici, a patto che i quantitativi risultino compatibili con la potenza ed i consumi medi della centrale termica già installata nell’azienda, che dovrà avere un rendimento superiore all’80%.
    Nella redazione della graduatoria, massimo punteggio sarà attribuito alle piantagioni di latifoglie a ciclo breve, per la produzione di biomassa per usi energetici destinata ad essere utilizzata nell’ambito della Regione del Veneto.
    Gli interventi dovranno essere conclusi, pena la revoca del contributo assegnato, entro, e non oltre, il 30 aprile 2010

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    In vino… veritas

    BaccoProprio ieri Vi ho parlato del workshop dedicato alla vendemmia e rimanendo in tema questa volta tocco un argomento sicuramente meno artistico. In questi giorni la nostra città ancora una volta ha catturato l’attenzione del Bel Paese per un primato assolutamente discutibile. Da quanto emerso infatti dai controlli effettuati sulle strade di Verona e del Lago di Garda nella notte del 29 Agosto i veronesi sembrerebbero per gran parte (il 50%) drogati e dediti a Bacco più di quanto non lo siano a tutto il resto.
    Effettivamente a Verona c’è chi beve più che in altre città, ma le accuse rivolte ai giovani della città mi paiono troppo azzardate. Secondo Domenico Secondulfo, docente di Sociologia all’Università di Verona, le informazioni divulgate dalla stampa nazionale e dai media sono sicuramente frutto di una distorsione della realtà, cosa che non di rado accade nel mondo dell’informazione, che a poco a poco si sta evolvendo al contrario trasformandosi in “deformazione”. In veneto esiste un rito, quello dello spritz, che sicuramente porta ad una maggiore cultura del bere, ma, come asserisce Secondulfo, non necessariamente influisce sul comportamento di guida. Secondo Alberto Fezzi, autore del libro “Sognando un Negroni”, libro sui locali della Verona da bere, nella nostra città non si beve di più, ma meglio. Da tutto questo vociferare intorno alle cattive inclinazioni dei veronesi emerge comunque un dato di fatto, i conducenti fermati nella notte del 29 Agosto non furono 80, come la maggior parte delle fonti di “deformazione” ha riportato, ma 576, di questi 80 furono sottoposti al test e 37 risultarono positivi. Quindi la percentuale è di 37 su 576, quindi del 6,4%.
    Detto ciò personalmente ritengo davvero che non si possa fare di tutta l’erba un fascio, certo, ci vorrebbe una maggior educazione a riguardo, e il nucleo famigliare dovrebbe essere in pole position in questo senso. L’anno scorso mi sono recata in Svezia, paese del Nord Europa dove l’alcool è sempre stato parte integrante della vita quotidiana dei giovani e dei meno giovani, forse un po’ troppo, al punto che, per arginare il problema si è deciso di vendere i superalcolici a prezzi esorbitanti e di attuare severe sanzioni a tutte le trasgressioni che possono derivare da abusi. Questo non significa impedire ai giovani di bere, ma responsabilizzarli, al punto che ho visto decine di taxi nelle tarde ore notturne per le vie di Stoccolma carichi di giovani allegri che, coscienti di non poter guidare lasciavano l’auto parcheggiata in garage. Insomma, se c’è un problema c’è sempre una soluzione, se non c’è la soluzione significa che neppure il problema esiste.

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