Verona Una sconfinata giovinezza

Francesca Neri
Pupi Avati racconta la storia d’amore, struggente, disperata, tra una moglie e un marito colpito dall’Alzheimer. Una malattia con cui tante famiglie italiane devono fare i conti, argomento rimosso per eccellenza, che esce dalla quasi clandestinità, dalla dolorosa intimità con cui è vissuto nella vita reale, grazie al cinema.
Lino Settembre e sua moglie Chicca conducono una vita coniugale serena e senza difficoltà. Sono entrambi soddisfatti delle loro professioni, lui alla redazione sportiva del Messaggero e lei docente di Filologia Medievale alla Gregoriana. Lino da qualche tempo accusa problemi di memoria che mano a mano si accentuano andando a compromettere in modo sempre più evidente il quotidiano svolgersi delle sue attività sia nell’ambito professionale che familiare. Dapprima sia lui che Chicca decidono di riderci sopra ma il disturbo si manifesta sempre più fino a quando, dopo attenti e approfonditi esami, un neurologo diagnostica una patologia degenerativa delle cellule cerebrali.
Il cuore non dimentica
È stato presentato in questi giorni il progetto Caffé della memoria, destinato ai malati di Alzheimer e alle loro famiglie.
Si può imparare dalla demenza? Come comunicare quando il dialogo è difficile? Un convegno per famiglie, operatori socio-sanitari e volontari
per affrontare senza paura il problema della demenza e dell’alzheimer. Sabato 13 marzo dalle 8,45 alle 16,30
al Centro Monsignor Carraro in Lungadige Attiraglio, 45 – Verona. L’incontro è organizzato dal Centro Pastorale della Salute della Diocesi di Verona. Intervengono Pietro Vigorelli (http://www.formalzheimer.it), medico e psicoterapeuta, fondatore del gruppo “Anchise” e docente all’Università di Milano e Renato Bottura (http://www.renatobottura.it), medico con specializzazione in gerontologia e geriatria, dirigente sanitario della Fondazione “Monsignor Arrigo Mazzali” di Mantova.