Aleardo Aleardi e l’Unità d’Italia (5)

Ponte Aleardo Aleardi
Fu assiduo frequentatore del salotto della contessa Anna Serego Gozzadini Alighieri, figlia di Teresa Maria Serego Alighieri.
A lui è intitolato il ponte che collega il centro storico al cimitero monumentale.
1 Abitò in Valpolicella Ne descrive i luoghi in due pagine autobiografiche. http://www.liberliber.it/biblioteca/a/aleardi/canti/html/indice.htm
Gli ideali risorgimentali erano arrivati anche in Valpolicella, ma le fasce deboli della popolazione erano rimaste a favore del dominio austriaco e si dimostravano alquanto fredde verso le nuove idee patriottiche. I nobili erano animati da ideali politici liberali. Nel 1851 la popolazione si trovò ad affrontare problemi ben più gravi quando i vigneti della valle furono colpiti dallo oidio e i bachi da seta dal calcino che, insieme ai rigidissimi inverni del 1854 e 1855, resero duri gli ultimi anni sotto il dominio asburgico.
Nel 1866, in seguito alla terza guerra di indipendenza, il Veneto venne annesso al Regno d’Italia. Il periodo successivo fu caratterizzato da una pesante crisi economica che dette origine al fenomeno dell’emigrazione e che vide numerosi abitanti della Valpolicella costretti a spostarsi all’estero alla ricerca di un lavoro. L’economia della zona subì un ulteriore colpo nel 1880 quando le viti furono colpite dalla peronospora, una delle più gravi malattie della vite…
L’atteggiamento populistico di Aleardi si ridimensionò nel 1859, quando il poeta scese in campo a difendere tenacemente il diritto di proprietà nei confronti delle rivendicazioni del proletariato.
(Poesia ‘Il comunismo’, 1859) “Contro il novello barbaro / Che spinger si consiglia / Verso un tremendo incognito / Questa civil famiglia, / Che sul campo eredato, / Dal mio sudor bagnato, / Pone una bieca lapida, / Che in nome del Signor / Mi scaccia, mi vitupera, / Mi appella rapitor.”