Quartieri

Verona Che cosa si inaugura oggi?

Ponte sull’Adige di Porto San Pancrazio

Ponte sull’Adige di Porto San Pancrazio

Un fine settimana intenso di inaugurazioni per l’Amministrazione Comunale Veronese.
Sabato 22 gennaio si è svolta la cerimonia di intitolazione a Mariano Rumor, statista veneto, giornalista, segretario della Democrazia Cristiana e cinque volte Presidente del Consiglio dei Ministri, del nuovo ponte sull’Adige di Porto San Pancrazio. All’inaugurazione è presente Carlo Giovanardi, leader dei Popolari Liberali nel Pdl, sottosegretario alla Presidenza del consiglio.
Inaugurato nella stessa mattinata a Cadidavid, un nuovo parco pubblico con annesso Centro civico e un ponte ciclo-pedonale su canale Milani.
“L’opera è stata realizzata a costo zero per i cittadini” ha affermato il sindaco di Verona Flavio Tosi “perché è stata finanziata dalla ditta Marta Costruzioni Srl.”

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Le erbe magiche del solstizio d’inverno

Grande e inutile albero di Natale davanti a Porta Nuova

Grande e inutile albero di Natale davanti Porta Nuova

La stella di Natale, l’abete, l’agrifoglio, l’alloro, l’orchidea, l’elleboro, il vischio, gli agrumi, le bacche di rosa sono alcune delle piante che decorano le case nel periodo natalizio. Alcuni dicono che portino fortuna oppure possiedano proprietà curative.
Dopo le visite ai mercatini di Natale, le camminate sulle ciaspole, la corsa ai regali… concediti una passeggiata tra i campi, in collina. Sono molte le opportunità e godrai di numerosi benefici.
L’agrifoglio, Ilex aquifolium, è una pianta magica, ma anche tossica per gli esseri umani poiché irrita lo stomaco e l’intestino, è dannoso per il sistema nervoso e per il cuore. L’ingestione delle bacche può essere mortale per l’uomo. È invece un cibo prelibato per gli uccelli come il sorbo degli uccellatori. La pianta produce foglie molto belle e caratteristiche oltre a bacche rosse decorative (solo gli esemplari femmina).

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A Santa Lùssia na ponta de ùcia

San Giovanni in Valle

San Giovanni in Valle

A Santa Lùssia na ponta de ùcia, a Nadal un passo de gal, all’Epifania un passo de strìa e a Sant’Antonio un passo del demonio.
A Santa Lucia (13 dicembre) una punta di spillo, a Natale (25 dicembre) un passo di gallo, all’Epifania (6 gennaio) un passo di strega e a Sant’Antonio (17 gennaio) un passo di demonio.
I proverbi popolari avvisano che ci avviciniamo alla notte più lunga dell’anno, il solstizio d’inverno.

Il 13 dicembre a Verona il Sole sorge alle ore 07:47 e tramonta alle ore 16:34.
Durata del giorno 08:47
Il 25 dicembre il Sole sorge alle ore 07:54 e tramonta alle ore 16:38.
Durata del giorno 08:44
Il 1 gennaio 2011 il Sole sorge alle ore 07:56 e tramonta alle ore 16:43.
Durata del giorno 08:47
Il 6 gennaio 2011 il Sole sorge alle ore 07:56 e tramonta alle ore 16:48.
Durata del giorno 08:52
Il 17 gennaio 2011 il Sole sorge alle ore 07:52 e tramonta alle ore 17:01.
Durata del giorno 09:09
La durata della luce del giorno dopo Natale inizia ad aumentare, ad allungarsi, prima come una punta di spillo, poi un po’ di più, come un passo di gallo…

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Verona, il presepio dei conigli

Presepe dei conigli

Presepe dei conigli

Se non sei amante delle ciaspolate al chiar di luna in Lessinia e Monte Baldo, se hai già visto e rivisto tutti i mercatini di Natale a Verona e sei già stato a vedere le mostre dei presepi in Arena… ci sono ancora tante altre cose carine da vedere a Verona. Per esempio il presepe dei conigli, chiamato anche la Natività con i Santi Giovanni Battista e Girolamo, un dipinto ad olio su tela di 217×151 cm.
I personaggi rappresentati sono: Gesù bambino Giovanni Battista, San Giuseppe, Maria, due pastori, San Girolamo.
Gesù bambino è il personaggio che attira l’attenzione di chi osserva. Le sue manine e i suoi piedini sono in movimento. Il suo viso sorridente e lo sguardo attento sono incuriositi dalla presenza dei due conigli.
Il bambinello è appoggiato a terra su un mantello azzurro molto voluminoso che sembra avvolgerlo per proteggerlo dalla dura roccia.

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Inaugurata la mostra dei presepi in Arena, protagonisti i Re Magi

Piazza Bra, Verona

Piazza Bra, Verona

È stata inaugurata il 4 dicembre e si concluderà il 23 gennaio 2011 la 27 Rassegna Internazionale del Presepio nell’Arte e nella Tradizione. La mostra è collocata all’interno dell’Arena. È aperta dagli splendidi re magi in cartapesta del maestro Francesco Invidia e si conclude con le statue, raffiguranti i tre soggetti in dimensioni naturali, realizzate dal siciliano Calogero Amato. Lungo il percorso, è possibile ammirare cinque sezioni che ospitano le opere realizzate da artigiani e appassionati provenienti dai più diversi contesti geografici e culturali. Oltre alle sezioni dedicate alla tradizione presepista della Sicilia e del Veneto, in una parte della rassegna sono esposti i lavori della scultrice croata Margareta Kristic, seguiti da una sezione allestita con le opere dell’artista Lino Agnini.
La stella cometa, che nasce dall’Arena, è il simbolo della manifestazione.

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Verona si veste di luce

Entrata in piazza Bra

Entrata in piazza Bra

Ieri pomeriggio (2 dicembre 2010) sono state accese le luminarie natalizie posizionate sui principali monumenti, vie e piazze della città. Alla cerimonia di accensione, svolta sulla scalinata di Palazzo Barbieri, erano presenti il sindaco di Verona, Flavio Tosi, l’assessore al Commercio Enrico Corsi.
“Il progetto ‘Verona si veste di luce’ rende più bella e viva la città” ha dichiarato l’assessore, “dà nuovo slancio alle attività economiche cittadine.”

Il progetto sta anche mettendo in luce altri aspetti della città di Verona.
La sua fragilità, già drammaticamente evidenziata dalle alluvioni e dalle frane dei giorni scorsi… oggi, 3 novembre, è stata imposta all’attenzione dalla ceduta di una volta della rete fognaria in via Centro, all’altezza del Monumento.
Il giornale quotidiano della città ne fa solamente un problema di traffico. Forse sarebbe necessario chiedersi anche perché.

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Il presepe dei soldati a San Giovanni in Foro, Verona

San Giovanni in Foro

San Giovanni in Foro

L’Avvento è iniziato e nelle chiese è iniziata la preparazione dei presepi. Sabato 4 dicembre, nella suggestiva cornice dell’Arena di Verona, verrà inaugurata la 27 mostra internazionale del presepio nell’arte e nella tradizione.
Nella chiesa di San Giovanni in Foro si trova una piccola curiosità. La chiesa di San Giovanni in Foro a Verona presumibilmente risale al XII secolo. Sorge lungo corso Portoni Borsari, elegante via pedonale della città.
L’esterno presenta una sepoltura in marmo, con croce e stemmi e un trittico sovrapposto. Il campanile è in cotto.
Parte preziosa della chiesa è considerato il portalino rinascimentale, scolpito da Gerolamo Giolfino, recante ai lati dell’arco e alla sua sommità le statue dei Santi Giovanni Evangelista, Pietro e Giovanni Battista.

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Verona, i mercatini di Natale

Mercatini, bancarelle e sapori

Mercatini, bancarelle e sapori

Se arrivi a Verona in una di queste sere sarai attirato da forti profumi di dolci, mandorlato, salsicce… Una luce diffusa ti guida. Un via vai di ragazze, ragazzi, signore incappucciate e uomini. E finalmente quando raggiungerai quest’aria di festa, ti troverai nella centralissima Piazza Dante.
Trovarsi nel Mercatino di Natale di Verona significa passeggiare magicamente in una parte di Norimberga, nei tradizionali Christkindlesmarkt, i mercatini di Natale di Norimberga.
Circa trenta bancarelle in legno propongono addobbi e ghirlande, il Gluhwein (vin brulè) e i dolci tipici Lebkuchen e Stollen, oltre al pane tipico e alle salsicce.
Gli espositori, che provengono dalla Germania, offrono prodotti tipici dell’artigianato tedesco come le pantofole in feltro, le candele, le decorazioni natalizie, i giocattoli in legno, i maglioni in lana e specialità gastronomiche come le salsicce di Norimberga con i crauti, la birra, i biscotti di panpepato, i dolci natalizi tradizionali a base di miele, frutta secca e spezie.

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I soldati lombardo-veneti nell’esercito austriaco

Verona Cimitero militare austroungarico

Verona Cimitero militare austroungarico

Durante le guerre di indipendenza migliaia di giovani lombardi e veneti hanno strenuamente combattuto contro l’Italia e contro il tricolore. All’inizio del 1848 dei sessantuno battaglioni della fanteria imperiale agli ordini di Radetzky nove erano ungheresi, sei cechi, dieci slavi, dodici austriaci e ben ventiquattro lombardo-veneti. Si calcola che il 33 per cento dell’intero esercito austriaco fosse composto da lombardo-veneti, circa sessantamila tra soldati e ufficiali.
A Solferino avvenne la più lunga e spaventosa battaglia della guerra d’indipendenza italiana. In 14 ore di combattimento persero la vita 14mila militari dell’impero austriaco e 15mila franco-piemontesi. A questa carneficina assistette il ginevrino Henry Dunant rimanendo talmente impressionato dai tormenti degli oltre 40mila feriti abbandonati a se stessi che votò il resto della sua vita a una grande impresa umanitaria: la fondazione della Croce Rossa. In quell’inferno eccelsero per valore e zelo i soldati del Lombardo-Veneto, tanto che il 16° reggimento ne riportò grande onore.

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Carlotta Aschieri e l’annessione di Verona al regno d’Italia

Verona, via Mazzini

Verona, via Mazzini

La sera del 6 ottobre 1866 dal palazzo sopra al caffè Zampi (poi bar Motta, oggi negozio di biancheria intima) venne srotolato un grande tricolore. I soldati austriaci, infuriati, presero a sciabolate il grande tricolore e quindi colpirono la folla, saccheggiarono negozi e palazzi. Gli scontri culminarono con l’uccisione di Carlotta Aschieri, venticinquenne, incinta di sette mesi.

Una testimonianza dei fatti accaduti a Verona il 6 ottobre 1866 è contenuta in una lettera che Maria Anna De Stefani spedisce alla nonna Maria Gradenigo Bizio a Venezia.
Venne scritta sei giorni dopo quei fatti, il 12 ottobre 1866, quando Verona non era ancora italiana.

Carissima Nonna!

La faccenda un po’ seria l’avrà udita già raccontare, nondimeno voglio fargliene il ragguaglio.
La Guardia Nazionale faceva la sua prima comparsa e per tutto risuonavano i più clamorosi evviva. Uscita che fu e divisa in più parti a far guardia la folla anch’essa si disperse, e molta di questa si avviò verso la piazza Bra.
Passando per la Via Nuova gridarono unanime fuori la bandiera. I loro desideri furono subito paghi, e la festa proseguiva con ordine essendo stato permesso il farlo anche dal comandante Jacobo.
Giunti in Bra gli stessi gridi si fecero udire ed alcuni ufficiali ch’erano seduti al caffè fecero eco agli evviva.
Durante ciò un zelante ufficiale istriano sfoderò la spada e si diede a stracciare i biglietti, attaccati per tutto, con stampato: Vogliamo l’Italia Una e Vittorio Emmanuello per nostro Re costituzionale.
Poi diede più colpi sulla schiena alle persone a lui vicine, e veduti ben 12 Garibaldini che passeggiavano assieme andò loro incontro con la spada sguainata.
A quest’atto un d’essi tolta una sedia e voltosi al popolo, che un po’ intimorito si allontanava gridò: Veronesi vili o prodi! Ed alzata la sedia la diede su d’una tempia all’ufficiale insolente che sull’istante morì.
Allora fu un serra serra, da una parte s’adropavan le spade dall’altra si facevano volare e sassi e sedie.
La generale chiamata suonò e tutti i soldati uscirono dalla gran guardia. Il coraggio dei veronesi questa volta si mostrò, poiché, ad onta della quantità dei soldati, assalirono quattro volte gli austriaci e pare che quest’ultimi abbiano avuto la peggio.
Un tenente, due ufficiali e alcuni soldati semplici restarono morti e 15 ufficiali feriti, chi gravemente e chi leggermente.
Di civili restò uccisa una donna che rifuggitasi in un caffè fu sorpresa là entro, trapassata con la bajonetta e poi calpestata col calcio del fucile. Il marito per difenderla riportò molte ferite, ed anzi l’altr’jeri morì. Fu ferito ancora un Garibaldino e qualcun altro.
… Maria Anna

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