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	<title>Verona NET &#187; Centro</title>
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	<description>La nostra Verona. Vita, eventi, cronaca e politica della città scaligera.</description>
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		<title>Il pozzo dell’amore e il segreto dell’abate dell’eremo di Garda</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Feb 2011 09:04:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[101 luoghi dove innamorarsi a Verona per tutta la vita (5 Puntata) In passato dal pozzo si traeva l’acqua, fonte di vita; era un luogo d’incontro, dove si chiacchierava e ci si innamorava. Il pozzo mette in comunicazione con un mondo profondo e misterioso. Dal pozzo si traggono ricchezze (pozzo di San Patrizio). A Verona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_8075" class="wp-caption alignleft" style="width: 237px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/02/pozzo-amore-verona.jpg" alt="Pozzo dell&#39;amore" width="227" height="337" class="size-full wp-image-8075" /><p class="wp-caption-text">Pozzo dell'amore</p></div><strong>101 luoghi dove innamorarsi a Verona per tutta la vita (</strong>5 Puntata)</p>
<p>In passato dal pozzo si traeva l’acqua, fonte di vita; era un luogo d’incontro, dove si chiacchierava e ci si innamorava. Il pozzo mette in comunicazione con un mondo profondo e misterioso. Dal pozzo si traggono ricchezze (pozzo di San Patrizio).</p>
<p><strong>A Verona si trovano numerosi pozzi dell’amore</strong>.<br />
Nella bellissima e raccolta <strong>piazzetta Tirabosco 8</strong> (Traversa al numero 15 di p.ta Borsari) trovi il vicolo cieco Pozzo San Marco, in fondo il pozzo dell’Amore. Sopra la grata che lo copre una formella di ottone con la frase <em>“Getta nel pozzo un solo soldino pensa un momento al tuo destino…, l’amore arriverà!”</em> Vicino c’è anche l’enoteca <strong>Oreste Dal Zovo</strong>. Vicolo San Marco in Foro, 7 (Traversa 15 porta Borsari) &#8211; Verona  <em>http://www.enotecadalzovo.it/pozzo.asp?lingua=italiano</em></p>
<p><span id="more-8069"></span></p>
<p><strong>Ad Affi,</strong> in provincia di Verona, si trova <strong>la frazione Pozzo dell’Amore</strong>, nella quale risiedono 18 abitanti.</p>
<p><strong>A Cavaion</strong>, uno dei più bei paesini dell’entroterra gardesano, circondato da macchie di verde, antichi orti e broli, e case sparse sul <em>monte San Michele</em>, si trovano lavatoi e pozzi in tutte le corti e contrade. Uno in particolare fu lo scenario dell’<strong>amore tra un giovane della <em>Caorsa</em> e una graziosa ragazza di Cavaion</strong>. Tuttavia il padre lo vedeva sposato con una ragazza ricca e nobile. Quando seppe dell’amore clandestino del figlio, lo mise di fronte a una scelta: <em>“O sposi la figlia del conte di Incaffi  o ti ritiri nell’eremo della Rocca di Garda”.</em><br />
Il giovane non tradì l’amore con la ragazza e si ritirò nel convento.<br />
Tra una preghiera e l’altra, l’orto da lavorare e le pergamene da trascrivere, il tempo passava, ma ogni sera l’innamorato guardava la luna e con grossi sospiri si domandava cosa stesse facendo la sua bella innamorata, si chiedeva quale sarebbe stato il fortunato giovane che l’avrebbe sposata.</p>
<p>Una mattina il priore del monastero chiamò il monaco per chiedergli un favore: <em>“Abbiamo bisogno di buon vino rosso, potresti andare ad acquistarlo a Cordevigo e passare anche a salutare tuo padre… ormai sono passati tanti anni e la rabbia non vi ha aiutato, ora è il momento del perdono…”</em>.<br />
Man mano che si avvicinava a Cavaion il cuore del monaco sussultava sempre più. Al pozzo vide la sua donna. Era ancora bella e gentile. Pensò che forse lei non l’avrebbe riconosciuto poiché aveva una lunga barba e poi indossava la tunica. Ma quando i loro sguardi si incontrarono, si ritrovarono abbracciati.<br />
Ancora oggi la tradizione vuole che durante le notti di luna piena gli innamorati, guardando la luna seduti accanto al pozzo dell’amore di Cavaion, esprimano i loro desideri. Le loro pene d’amore scompariranno.</p>
<p><strong>Gli altri luoghi d’amore descritti sono </strong></p>
<li><strong>1</strong> <em>Giulietta e Romeo</em>
<li><strong>2 </strong> <em>Fuga per due a Sirmione</em>
<li><strong>3 </strong> <em>Un nodo d’amore dalle origini divine (Valeggio sul Mincio)</em>
<li><strong>4 </strong> <em>Garda, rocca d’amore</em>
<li><strong>5 </strong> <em>Il pozzo dell’amore (Cavaion)</em><br />
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		<title>101 luoghi dove innamorarsi a Verona per tutta la vita</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 18:58:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[1 I luoghi descritti nella tragedia Romeo e Giulietta scritta da William Shakespeare: il balcone della casa di Giulietta, la casa di Romeo, la tomba. Impossibile non scambiarsi un bacio sotto il balcone di Casa Capuleti (Via Cappello), dal quale Giulietta si affaccia e giura il suo amore a Romeo. “Questo germoglio d’amore, che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_7857" class="wp-caption alignleft" style="width: 237px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/02/progetto-Lovestone1.jpg" alt="Sulle piastrelle scrivi il tuo amore" width="227" height="110" class="size-full wp-image-7857" /><p class="wp-caption-text">Sulle piastrelle scrivi il tuo amore</p></div><strong>1 I luoghi descritti nella tragedia Romeo e Giulietta</strong> scritta da William Shakespeare: <em>il balcone della casa di Giulietta, la casa di Romeo, la tomba</em>.</p>
<p>Impossibile non scambiarsi un bacio sotto il <strong>balcone di Casa Capuleti</strong> <em>(Via Cappello)</em>, dal quale Giulietta si affaccia e giura il suo amore a Romeo.<br />
<em>“Questo germoglio d’amore, che si apre al mite vento dell’estate, sarà uno splendido fiore quando ci rivedremo ancora. Buona notte, buona notte! Un sonno dolce e felice scenda nel tuo cuore come nel mio!”</em> Recita Giulietta salutando Romeo.</p>
<p>La leggenda indica come la casa di Giulietta e dei Capuleti un tipico palazzetto in cotto del Duecento, un tempo proprietà della famiglia Dal Cappello.<br />
<em>La casa di Giulietta si trova in Via Cappello 2</em></p>
<p><span id="more-7853"></span></p>
<p><strong>Tomba di Giulietta</strong><br />
Il complesso conventuale di san Francesco al Corso, che risale al XIII secolo, accoglie il luogo in cui è posta l&#8217;arca, che secondo la leggenda, accolse i corpi di Romeo e Giulietta.<br />
Nell’annesso museo si possono ammirare cicli di affreschi dal Medioevo al Cinquecento provenienti da palazzi nobiliari veronesi, oltre a pale d’altare e dipinti dal Cinquecento al Settecento.<br />
<em>Tomba di Giulietta e Museo degli Affreschi “Giovanni Battista Cavalcaselle”<br />
Via del Pontiere 35 </em></p>
<p><strong>La casa dei Montecchi</strong>, edificio di origine medievale, si trova nella via delle Arche, non molto lontana dalla casa di Giulietta.<br />
<em>Casa di Romeo, Via Arche Scaligere 2</em></p>
<p><strong>Terrazza degli Innamorati</strong><br />
La Terrazza degli Innamorati si trova in <em>Via Cappello 23</em> ed è accessibile dal cortile della casa di Giulietta. Dalla terrazza si gode un&#8217;eccezionale panoramica sulla città. Su una delle 60.000 piastrelle che formano il pavimento della terrazza potrete incidere il vostro nome. Anche il vostro amore diventerà immortale e rimarrà scritto per sempre sulla pietra.<br />
<strong>(Segue)</strong></p>
<p><strong>Per informazioni</strong></p>
<p>http://www.comune.verona.it/turismo/Passeggiando/ItinerarioA/giulietta.htm</p>
<p>http://www.veronainlove.it/it/category/tags/san-valentino</p>
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		<title>Itinerari del Risorgimento a Verona</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 15:36:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione del 150° anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia le guide turistiche di Verona propongono una serie di itinerari alla scoperta dei luoghi e delle vicende legate al Risorgimento italiano. Possono diventare un interessante strumento didattico per una scolaresca che voglia approfondire gli argomenti legati all&#8217;Unità d&#8217;Italia con un gita a Verona. Dopo la caduta di Napoleone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_7825" class="wp-caption alignleft" style="width: 237px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/01/Lasagna-verona.jpg" alt="Lasagna, la strada sulle Torricelle" width="227" height="339" class="size-full wp-image-7825" /><p class="wp-caption-text">Lasagna, la strada sulle Torricelle</p></div>In occasione del 150° anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia le guide turistiche di Verona propongono una serie di<strong> itinerari alla scoperta dei luoghi e delle vicende legate al Risorgimento italiano</strong>. Possono diventare un interessante strumento didattico per una scolaresca che voglia approfondire gli argomenti legati all&#8217;Unità d&#8217;Italia con un gita a Verona.</p>
<p>Dopo la caduta di Napoleone e il successivo Congresso di Vienna Verona si trovò a essere il centro dei possedimenti austriaci nel nord est della penisola: il Lombardo-Veneto. Nel 1830 fu inviato A Verona il maresciallo Radetzky sotto il cui comando vi erano 120.000 uomini.<br />
Al seguito del maresciallo Radetzky giunse a Verona un nutrito gruppo di ufficiali del genio con a capo il generale<strong> Franz von Scholl</strong>, geniale ingegnere militare cui fu affidato il compito di approntare un sistema difensivo per fare di Verona un inespugnabile caposaldo contro ogni tentativo di invasione.</p>
<p><span id="more-7821"></span></p>
<p>Vennero inizialmente restaurate e dotate di <strong>bastioni pentagonali</strong> più moderni le mura Sanmicheliane di epoca veneziana. Tra il 1837 e il 1844 furono progettate e costruite sulle colline a sinistra dell&#8217;Adige il <strong>fortin</strong>o della <em>Biondella</em>, le<em> quattro Torri Massimiliane</em>, i forti <em>San Leonardo, San Mattia e Santa Sofia.</em></p>
<p>Dal 1848 al 1859 vennero costruiti <strong>12 forti</strong>: <em>forte Chievo, Croce Bianca, Spianata, San Zeno, Santa Lucia, Fenilon, San Massimo, Palio, Porta Nuova, Tombetta, Santa Caterina, San Michele</em>.<br />
Oggi purtroppo molti sono andati distrutti ma alcuni sono ancora visitabili assieme a buona parte della cinta muraria cittadina.</p>
<p><strong>Le Caserme e gli Edifici Amministrativi</strong><br />
Parallelamente alle opere fortificate si resero necessari una serie di fabbricati che fungevano da sostegno.<br />
Oltre alle numerose <strong>strade militari</strong>, le infrastrutture comprendevano gli edifici per i comandi e gli uffici, le caserme, l&#8217;ospedale, l&#8217;arsenale, il tribunale con le carceri militari, il panificio con i depositi granari e il mulino, magazzini e opifici vari, i servizi di collegamento e trasporto militare.<br />
Sede del comando militare era <strong>Palazzo Carli</strong>, compreso tra Castelvecchio e piazza Bra.<br />
Gli ufficiali del Governo risiedevano invece nel <strong>convento di Sant&#8217;Eufemia</strong>.<br />
Il Comando di Verona trovò la sua sede nella<strong> Gran Guardia Nuova</strong>, in piazza Bra, progettato in un austero stile neoclassico dal veronese Giuseppe Barbieri e che oggi, col nome di palazzo Barbieri è diventato il municipio di Verona.<br />
Il continuo ampliamento della guarnigione di stanza a Verona rese necessaria la costruzione di altri due complessi. Il primo a sinistra dell&#8217;Adige, dove sorge il teatro romano: <strong>Castel San Pietro</strong>, edificato tra il 1854 e il 1856.<br />
La posizione aveva funzioni sia logistiche poiché vicino ai forti delle Torricelle, sia psicologiche in quanto imponeva la sua massiccia presenza sulla città, e le bocche da fuoco montate sul piazzale antistante erano un perenne monito ai veronesi. L&#8217;altro complesso fu costruito nella zona detta <strong>Campone</strong> a nord est del bastione di SS. Trinità, chiamato poi Caserma Mastino e oggi diventato il tribunale di Verona.</p>
<p>Addossato alla chiesa di San Tommaso venne costruito un severo edificio che ospitava il <strong>tribunale austriaco</strong>. In esso si compì l&#8217;inflessibile e spesso crudele repressione austriaca.</p>
<p><strong>L&#8217;arsenale</strong> fu costruito nel grande spiazzo detto della <em>Campagnola</em>, che si trovava sulla riva sinistra dell&#8217;Adige, oltre il ponte di Castelvecchio. All&#8217;interno dell&#8217;area trovarono posto 10 fabbricati in cui erano ricavati magazzini e laboratori per la manutenzione e riparazione dell&#8217;armamento, degli affusti e dei carri.  </p>
<p>Per rifornire di cibo il numero crescente di militari di stanza a Verona venne realizzato un grande complesso dotato di deposito emolitura del grano, per la confezione e cottura del pane. Il complesso fu costruito a sinistra dell&#8217;Adige verso porta Vescovo, nei pressi del luogo dove sorgeva la chiesa scaligera di <strong>Santa Marta</strong> da cui prese il nome. </p>
<p>Venne anche realizzato un grande ed efficiente <strong>ospedale militare</strong> nei pressi di <strong>Porta Palio</strong>. L&#8217;opera fu disegnata secondo gli allora moderni schemi di architettura ospedaliera, con ampie corsie, luminose e arieggiate, sale operatorie, adeguate rampe per le barelle&#8230; L&#8217;ospedale disponeva di 1.000 letti, un numero considervole per l&#8217;epoca ma che si rivelò del tutto insufficiente durante la guerra del 1866.</p>
<p><em>Per qualsiasi domanda o informazione sulle visite guidate organizzate dalle guide turistiche di Verona in occasione del 150° anniversario dell&#8217;unità d&#8217;Italia o per prenotare uno degli itinerari guidati proposti,: visita il sito<br />
</em>http://www.veronissima.com/sito_italiano/html/tour_itinerari_unita_italia-verona.html</p>
<p><strong>Nella foto</strong> Caratteristica era la strada militare, completamente incassata e defilata quindi dall’osservazione e dal tiro, che serviva questi forti, e che tuttora esiste seppure rovinata, detta della &#8221; <strong>lasagna</strong> &#8221; per la guida centrale in pietra viva su cui camminavano in fila le truppe che si avvicendavano nella guarnigione dei forti.</p>
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		<title>Svastiche sui muri di Verona</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 10:08:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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		<description><![CDATA[In questi giorni appaiono con frequenza svastiche e altri simboli nazisti sui muri di abitazioni, scuole, enti pubblici di Verona. Per il quotidiano locale si tratta di una guerra di scritte sui muri in città tra giovani di opposte fazioni politiche. Qualche giorno fa la Polizia Municipale di Verona ha fermato, identificato e denunciato per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_7733" class="wp-caption alignleft" style="width: 237px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/01/svastiche-a-verona.jpg" alt="Verona umiliata" width="227" height="226" class="size-full wp-image-7733" /><p class="wp-caption-text">Verona umiliata</p></div>In questi giorni appaiono con frequenza svastiche e altri <strong>simboli nazisti</strong> <strong>sui muri di abitazioni</strong>, scuole, enti pubblici <strong>di Verona</strong>. Per il quotidiano locale si tratta di una guerra di scritte sui muri in città tra giovani di opposte fazioni politiche.<br />
Qualche giorno fa la Polizia Municipale di Verona ha fermato, identificato e denunciato per violazione della legge Mancino e danneggiamento aggravato un veronese 45enne che aveva da poco sfregiato il muro dell&#8217;anagrafe di via Adigetto con una svastica e con la scritta &#8220;ebrei schiffosi&#8221;.</p>
<p>Ricordo <strong>un aneddoto</strong>. Quando <strong>Jan Hus</strong> (Husinec, 1371 circa – Costanza, 6 luglio 1415), teologo, dalla Chiesa cattolica e condannato dal Concilio di Costanza, condannato a bruciatre sul rogo, vide un contadino che mosso dall’ignoranza e dal fanatismo correva a gettare sulle fiamme altre fascine, esclamò: <em>“ O santa semplicità!”</em></p>
<p><span id="more-7731"></span></p>
<p>Che cos’è che muove la ‘semplicità’ di queste persone a inneggiare a ideologie, sistemi di governo che hanno fatto uccidere deliberatamente milioni di persone?<br />
Che si sentano protetti dal sindaco Flavio Tosi, quello che aveva imposto un neonazista all’Istituto storico della Resistenza e ha proibito ai missionari comboniani di esporre la bandiera della pace al palazzo della Gran Guardia?</p>
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		<title>Verona La prima Giornata ecologica 2011</title>
		<link>http://www.veronanet.it/blog/2011/01/29/verona-la-prima-giornata-ecologica-2011/</link>
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		<pubDate>Sat, 29 Jan 2011 17:21:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica 30 gennaio inizia il programma di sensibilizzazione a un corretto utilizzo delle risorse naturali, quali l’acqua, l’aria, l’energia e il territorio. In piazza Erbe giochi per bambini, ragazzi e famiglie. Nel punto informativo dell’Ecosportello invece sarà possibile partecipare al progetto “Madeamano” che prevede di lavorare a maglia filati ottenuti dagli shopper di plastica. Si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_7691" class="wp-caption alignleft" style="width: 268px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/01/verona-inquinamento.jpg" alt="Alt! Amministrazione inquinante" width="258" height="238" class="size-full wp-image-7691" /><p class="wp-caption-text">Alt! Amministrazione inquinante</p></div><strong>Domenica 30 gennaio</strong> inizia il programma di sensibilizzazione a un corretto utilizzo delle risorse naturali, quali l’acqua, l’aria, l’energia e il territorio.</p>
<li>In piazza Erbe giochi per bambini, ragazzi e famiglie.
<li>Nel punto informativo dell’Ecosportello invece sarà possibile partecipare al progetto “Madeamano” che prevede di lavorare a maglia filati ottenuti dagli shopper di plastica.<br />
Si contribuirà così alla creazione di una bandiera tricolore che verrà esposta a maggio per celebrare i 150 anni dell’Unità di Italia. A chiunque porta delle borse di plastica usate sarà consegnata una borsa a rete in cotone per la spesa. </p>
<li>A Villa Buri, alle ore 10, il comitato del verde organizza una visita guidata nel .parco.<br />
Per la giornata ecologica non è previsto nessu blocco delle auto.<br />
<strong>La prima Giornata Ecologica 2011</strong> è promossa dall’assessorato all’Ecologia e Ambiente del Comune di Verona.<br />
Silenzio totale invece sui dati riguardanti l’inquinamento a Verona. Secondo le misurazioni per 17 giorni di gennaio su 26 abbiamo respirato aria avvelenata.</p>
<p><span id="more-7689"></span></p>
<li>Poiché <strong>il numero massimo di giornate</strong> con inquinamento medio superiore al limite è al massimo di 35 in un anno, dobbiamo concludere che la situazione è allarmante. Poiché la situazione dell’inquinamento a Verona è perfettamente identica all’anno scorso, dobbiamo concludere che le iniziative promosse dall’attuale amministrazione non sono servite a nulla e che all’attuale amministrazione non importa nulla della salute dei cittadini.
<li>I volontari di Legambiente hanno percorso la città trasportando il misuratore di polveri sottili opportunamente tarato, individuando un tragitto urbano medio, che potrebbe essere percorso nella quotidianità dai cittadini, per valutare l&#8217;esposizione alle polveri sottili.<br />
La zona più inquinata risulta essere corso Milano, seguita da Castelvecchio e poi davanti al Duomo e in piazza Bra.<br />
Una novità: la misurazione dell’aria inquinata presente negli autobus di linea. All&#8217;interno dei mezzi pubblici, specialmente quelli a gasolio, è stato registrato il dato più alto, con 999 microgrammi di concentrazione di polveri sottili nella zona di San Zeno. E l&#8217;attraversamento in autobus di Borgo Trento sul bus a gasolio numero 32 ha registrato 406,85 microgrammi. </p>
<p>Per ulteriori informazioni contattare l’Ecosportello al numero 045 8078666 o  consultare il sito del comune di Verona.</p>
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		<title>Verona Valentino e Giulietta</title>
		<link>http://www.veronanet.it/blog/2011/01/26/verona-valentino-e-giulietta/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 14:58:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Romeo, perché ti chiami Romeo? Cambia il tuo nome. In fondo, che cos&#8217;è un nome? Potresti chiamarti Valentino…” E con questa preghiera della giovane Giulietta, durante la festività di San Valentino, si aprono gratuitamente a Verona i luoghi simbolo dell’amore. Varie sono le iniziative in programma. http://www.veronainlove.it/ &#8220;Se ami qualcuno&#8230; portalo a Verona&#8221;. Verona attende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_7585" class="wp-caption alignleft" style="width: 293px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/01/tomba-di-giulietta.jpg" alt="Chiostro ex convento dei Frati Minori" width="283" height="215" class="size-full wp-image-7585" /><p class="wp-caption-text">Chiostro ex convento dei Frati Minori</p></div><em>&#8220;Romeo, perché ti chiami Romeo? Cambia il tuo nome. In fondo, che cos&#8217;è un nome? Potresti chiamarti Valentino…”</em><br />
E con questa preghiera della giovane Giulietta, durante la festività di San Valentino, si aprono gratuitamente a Verona i luoghi simbolo dell’amore.<br />
Varie sono <strong>le iniziative in programma</strong>.<br />
<em>http://www.veronainlove.it/</em></p>
<p>&#8220;<strong>Se ami qualcuno&#8230; portalo a Verona&#8221;</strong>. Verona attende a braccia aperte gli innamorati in occasione del 14 febbraio. Per San Valentino, la casa e la tomba di Giulietta, luoghi simbolo dell&#8217;amore e del dramma dei due giovani amanti, saranno aperte gratuitamente al pubblico. </p>
<p>Il <em>Club di Giulietta</em> mostrerà <strong>le lettere più belle</strong> provenienti da ogni parte del mondo, indirizzate all&#8217;Innamorata di Verona (ingresso libero). </p>
<p><span id="more-7583"></span></p>
<p>Dal 12 al 14 febbraio <strong>piazza dei Signori </strong>ospiterà lo scenografico cuore realizzato con i box di degustazione e vendita di prodotti tipici. Anche <strong>piazza Bra</strong> sarà teatro di originali eventi d&#8217;amore. </p>
<p><strong>&#8220;Due cuori a tavola&#8221;</strong> <em>concorso culinario</em> con menù d’amore (innamoramento, gelosia, amore folle, amore istituzionale, sexes…) promosso dai ristoranti che esporranno la locandina &#8220;Verona in Love&#8221;. </p>
<p>Spazio anche alle nuove tecnologie. Nello studio di registrazione collocato sotto il <strong>loggiato di Fra’ Giocondo</strong> sarà possibile lasciare il proprio messaggio d&#8217;amore che verrà poi condiviso su YouTube. </p>
<p>I più timidi potranno invece lasciare un messaggio sulla bacheca di &#8220;Verona in Love&#8221;… (tanto pioverà).</p>
<p><strong>Sposami a Verona</strong>: un matrimonio nella città dell’Amore eterno.</p>
<p><strong>Ti amo e te lo scrivo!</strong> Lascia il tuo romantico messaggio sulla bacheca di Verona in Love.<br />
E poi tango, musica classica, presentazione di libri…</p>
<p>Che cosa manca in questo carrozzone del circo dell’amore?</p>
<p>Il comune di Verona mette a disposizione per il matrimonio civile alcuni dei suoi più bei palazzi e, con un accordo con i proprietari, delle ville stupende. Cerca su<br />
<em>http://www.sposamiaverona.it/nqcontent.cfm?a_id=18113</em></p>
<p><strong>Nell’immagine</strong> Chiostro ex convento dei Frati Minori Il matrimonio viene celebrato in sala Guarienti davanti agli affreschi di uno dei protagonisti della pittura veronese del Cinquecento. La leggenda colloca nel convento la tomba di Giulietta.</p>
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		<title>Verona Che cosa ci fa un carro ferroviario in piazza Bra?</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 16:48:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ha a che fare con Hitler. C’erano gli ebrei sopra. Il 27 gennaio di ogni anno si celebra il Giorno della Memoria, una ricorrenza istituita con una legge con la quale il Parlamento italiano aderisce alla proposta internazionale di commemorare in questo giorno le vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, dell&#8217;Olocausto e in onore di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_7565" class="wp-caption alignleft" style="width: 265px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/01/Giorno_memoria_Verona.jpg" alt="Piazza Bra" width="255" height="169" class="size-full wp-image-7565" /><p class="wp-caption-text">Piazza Bra</p></div>Ha a che fare con Hitler. C’erano gli ebrei sopra.<br />
Il <strong>27 gennaio</strong> di ogni anno si celebra il <strong>Giorno della Memoria</strong>, una ricorrenza istituita con una legge con la quale il Parlamento italiano aderisce alla proposta internazionale di commemorare in questo giorno le vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, dell&#8217;Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.<br />
Il testo dell&#8217;<strong>articolo 1 della legge </strong>così definisce le finalità del Giorno della Memoria:<br />
<em>“La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell&#8217;abbattimento dei cancelli di Auschwitz, &#8220;Giorno della Memoria&#8221;, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.”</em></p>
<p><span id="more-7563"></span></p>
<p>L’evento pone varie domande.<br />
<strong>Per quale motivo il nazismo, il fascismo ritenne indesiderabili</strong> persone ed etnie varie come ebrei, omosessuali, oppositori politici, Rom, Sinti, zingari, testimoni di Geova, pentecostali, malati di mente, portatori di handicap… e applicò una strategia per cancellarli, distruggerli, annientarli? Per quale motivo si guardano ancora oggi con diffidenza queste persone?</p>
<p><strong>Si continuerà a parlare della Shoah quando non ci saranno più sopravissuti</strong> di quella terribile esperienza?<br />
La domanda pone una questione reale in un mondo affascinato dalle tecnologie dell’immediato.</p>
<p>Quando si affronta la questione del Medio Oriente e i rapporti tra lo stato di Israele e i Palestinesi alcuni affermano che <strong>le vittime di ieri sono diventate i torturatori di oggi</strong>.<br />
La memoria democratica dell’Europa si fonda su una decisione “mai più deve accadere quella cosa”, mai più l’esclusione, la discriminazione. L’Europa condivide la necessità di una tolleranza radicale.<br />
Nel celebrare le vittime delle memorie (il colonialismo, la schiavitù, l’olocausto…) è necessario rispettare la distanza che ci separa dai perseguitati. Mio padre è stato deportato, io non sono stato deportato. Noi non siamo qui per rivestirci di sofferenze che non abbiamo conosciuto, ma per onorare quelli che hanno sofferto, comprendere ciò che hanno vissuto.<br />
Alla luce di queste considerazioni è evidente che vi siano altri mezzi per sostenere la causa palestinese e come la memoria di ciò che è accaduto non debba essere derisa.</p>
<p>Durante la giornata della memoria le televisioni offrono <strong>una programmazione speciale</strong>: documentari, fiction, dibattiti, proiezione di film d’epoca…<br />
La programmazione si propone di svolgere un’opera educativa, ma gioca sull’emozione del pubblico, sulla compassione, sulla pietà.<br />
Solamente un esercizio di riflessione, di ricostruzione dei fatti con razionalità permette di condurre chi guarda a non dimenticare, a cambiare la propria vita, la propria mentalità.</p>
<p><strong>Che cos’è una buona memoria?</strong><br />
È una memoria che accetta di affrontare la complessità delle situazioni, agisce con inquietudine, non accetta il manicheismo, necessita di molto tatto.</p>
<p><strong>Il calendario delle celebrazioni</strong> nella giornata della memoria a Verona <em>http://portale.comune.verona.it/nqcontent.cfm?a_id=28196</em></p>
<p><strong>Dal 24 al 31 gennaio 2011</strong> &#8211; Piazza Bra esposizione sul Liston di <strong>un carro ferroviario</strong> utilizzato dal 1943 al 1945 per le deportazioni nei campi di sterminio.<br />
L’allestimento interno è volutamente scarno. Si trovano semplicemente due porte originali delle celle del carcere di Corso Porta Nuova e alcuni manichini.<br />
Il vuoto è “riempito” dall’ossessiva ripetizione dei nomi degli ottomila deportati italiani ebrei. I visitatori vengono accolti da un gruppo di ragazzi del Liceo Messedaglia e da alcuni Volontari dell&#8217;Associazione Figli della Shoa.</p>
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		<title>Le erbe magiche del solstizio d’inverno</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Dec 2010 15:03:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La stella di Natale, l’abete, l’agrifoglio, l’alloro, l’orchidea, l’elleboro, il vischio, gli agrumi, le bacche di rosa sono alcune delle piante che decorano le case nel periodo natalizio. Alcuni dicono che portino fortuna oppure possiedano proprietà curative. Dopo le visite ai mercatini di Natale, le camminate sulle ciaspole, la corsa ai regali… concediti una passeggiata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_7303" class="wp-caption alignleft" style="width: 312px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/12/albero_natale_Verona.jpg" alt="Grande e inutile albero di Natale davanti a Porta Nuova" width="302" height="140" class="size-full wp-image-7303" /><p class="wp-caption-text">Grande e inutile albero di Natale davanti Porta Nuova</p></div><em>La stella di Natale, l’abete, l’agrifoglio, l’alloro, l’orchidea, l’elleboro, il vischio, gli agrumi, le bacche di rosa</em> sono alcune delle piante che decorano le case nel periodo natalizio. Alcuni dicono che portino fortuna oppure possiedano  proprietà curative.<br />
Dopo le visite ai mercatini di Natale, le camminate sulle ciaspole, la corsa ai regali… concediti una passeggiata tra i campi, in collina. Sono molte le opportunità e godrai di numerosi benefici.<br />
<strong>L&#8217;agrifoglio</strong>, Ilex aquifolium, è una pianta magica, ma anche tossica per gli esseri umani poiché irrita lo stomaco e l&#8217;intestino, è dannoso per il sistema nervoso e per il cuore. L&#8217;ingestione delle bacche può essere mortale per l’uomo. È invece un cibo prelibato per gli uccelli come il sorbo degli uccellatori. La pianta produce foglie molto belle e caratteristiche oltre a bacche rosse decorative <em>(solo gli esemplari femmina)</em>.</p>
<p><span id="more-7301"></span></p>
<p><strong>L&#8217;albero di Natale</strong> che generalmente si acquista è un abete.<br />
<strong>Consigli</strong> S<em>e in casa allestisci un albero senza radici: conserva l&#8217;albero in un luogo fresco, possibilmente all&#8217;esterno, comunque lontano dai caloriferi, fino a che non sarai pronto per addobbarlo. Riponilo in un recipiente capiente pieno d&#8217;acqua, più acqua c&#8217;è meglio è. Utilizza acqua tiepida (circa a 30°). Lascia sempre una riserva d&#8217;acqua in maniera tale che l&#8217;albero rimanga sempre bagnato. Assicurati che il livello dell&#8217;acqua non scenda mai al di sotto del taglio perché ciò indurirà il tronco e ridurrà l&#8217;assorbimento dell&#8217;acqua. La soluzione migliore è quella di posizionare l&#8217;albero in un treppiede e collocarlo in un secchio.<br />
Per un albero con radici utilizza un sottovaso molto capiente, in cui sia possibile lasciare sempre una buona riserva d&#8217;acqua. Bagna regolarmente l&#8217;albero. Posiziona l&#8217;albero lontano da fonti di calore e spegni le lampadine quando esci di casa o vai a dormire. Contrariamente a quanto si crede un albero di natale raccolto da poco e ben annaffiato è impossibile da incendiare.<br />
Terminato il periodo natalizio utilizza i rami dell&#8217;albero nel tuo giardino. Gli aghi di abete sono ottimi anche per inacidire il terreno delle piante acidofile. Utilizza il tronco dell&#8217;albero come palo di sostegno per altre piante. Se hai un albero con radici posizionalo all&#8217;esterno sul balcone o piantalo in giardino. Oppure regala il tuo albero a gruppi di volontari che raccolgono gli alberi per piantarli in zone di rimboschimento. Chiedi informazioni alla stazione del Corpo Forestale dello Stato più vicino.</em></p>
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		<title>Verona, il presepio dei conigli</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 18:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se non sei amante delle ciaspolate al chiar di luna in Lessinia e Monte Baldo, se hai già visto e rivisto tutti i mercatini di Natale a Verona e sei già stato a vedere le mostre dei presepi in Arena&#8230; ci sono ancora tante altre cose carine da vedere a Verona. Per esempio il presepe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_7177" class="wp-caption alignleft" style="width: 230px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/12/presepe_conigli.jpg" alt="Presepe dei conigli" width="220" height="316" class="size-full wp-image-7177" /><p class="wp-caption-text">Presepe dei conigli</p></div>Se non sei amante delle ciaspolate al chiar di luna in Lessinia e Monte Baldo, se hai già visto e rivisto tutti i mercatini di Natale a Verona e sei già stato a vedere le mostre dei presepi in Arena&#8230; ci sono ancora tante altre cose carine da vedere a Verona. Per esempio il <strong>presepe dei conigli</strong>, chiamato anche la <strong>Natività con i Santi Giovanni Battista e Girolamo</strong>, un dipinto ad olio su tela di 217&#215;151 cm.<br />
<strong>I personaggi rappresentati</strong> sono: Gesù bambino Giovanni Battista, San Giuseppe, Maria, due pastori, San Girolamo.<br />
Gesù bambino è il personaggio che attira l’attenzione di chi osserva. Le sue manine e i suoi piedini sono in movimento. Il suo viso sorridente e lo sguardo attento sono incuriositi dalla presenza dei due conigli.<br />
Il bambinello è appoggiato a terra su un mantello azzurro molto voluminoso che sembra avvolgerlo per proteggerlo dalla dura roccia.</p>
<p><span id="more-7175"></span></p>
<p>L’autore dell’opera è <strong>Girolamo Dai Libri</strong> ( 1474 ca. – 1555 ), pittore e miniatore veronese. Egli fu maestro nell&#8217;arte del decorare “dei libri”.<br />
Compose miniature e libri per Santa Maria in Organo, San Nazaro e Celso, San Bernardino e San Giorgio in Braida.<br />
Dipinse il  Presepio dei conigli  nel 1500, a inizio carriera.<br />
Nei suoi dipinti appare sempre la finezza del miniatore.<br />
Dal 1812 l’opera <strong>si trova nel museo di Castelvecchio</strong>, dove è possibile ammirarla.</p>
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		<title>Inaugurata la mostra dei presepi in Arena, protagonisti i Re Magi</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Dec 2010 19:08:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_7147" class="wp-caption alignleft" style="width: 265px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/12/piazza_bra.jpg" alt="Piazza Bra, Verona" width="255" height="163" class="size-full wp-image-7147" /><p class="wp-caption-text">Piazza Bra, Verona</p></div>È stata inaugurata il <strong>4 dicembre</strong> e si concluderà il <strong>23 gennaio 2011</strong> la <strong>27 Rassegna Internazionale del Presepio nell&#8217;Arte e nella Tradizione</strong>. La mostra è collocata all’interno dell’Arena. È aperta dagli splendidi re magi in cartapesta del maestro <em>Francesco Invidia</em> e si conclude con le statue, raffiguranti i tre soggetti in dimensioni naturali, realizzate dal siciliano <em>Calogero Amato</em>. Lungo il percorso, è possibile ammirare <strong>cinque sezioni</strong> che ospitano le opere realizzate da artigiani e appassionati provenienti dai più diversi contesti geografici e culturali. Oltre alle sezioni dedicate alla tradizione presepista della Sicilia e del Veneto, in una parte della rassegna sono esposti i lavori della scultrice croata <em>Margareta Kristic</em>, seguiti da una sezione allestita con le opere dell&#8217;artista <em>Lino Agnini</em>.<br />
La stella cometa, che nasce dall&#8217;Arena, è il simbolo della manifestazione.</p>
<p><span id="more-7145"></span></p>
<p><strong>Ai tre misteriosi personaggi</strong>, ricordati solamente nel Vangelo di Matteo, la religione cristiana attribuisce i nomi di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre<br />
<em>Melechior</em>, da Melech, significa re. <em>Baldassarre</em> era il nome di un mitico re babilonese. <em>Gasparre</em> vuol dire signore di Saba. Erano sapienti studiosi di astronomia originari dell&#8217;altopiano iranico.<br />
<em>Portarono tre doni: l&#8217;oro, l&#8217;incenso e la mirra</em>. L&#8217;oro. il dono riservato ai re, l&#8217;incenso, testimonianza di adorazione alla divinità, la mirra, una gommaresina aromatica, usata nel culto dei morti.<br />
Nel IV secolo le sacre reliquie dei re magi, risposte dentro una cassa di legno, avvolte in tessuti intrisi di profumi e di mirra, vennero portate a Milano da Sant&#8217;Elena e depositate nella chiesa di Sant&#8217;Eustorgio,  la basilica dei re.<br />
Nel 1164 durante l&#8217;assedio di Federico Barbarossa, i resti dei Re Magi furono trafugati e trasportati a Colonia, dove, per contenere i loro resti, venne costruita una bellissima Basilica.<br />
Nel linguaggio <strong>epifania</strong> indica la manifestazione di una divinità. La festa cristiana cade il 6 gennaio, cioè dodici giorni dopo il Natale. Ricorda l&#8217;adorazione da parte dei Re Magi, il battesimo di Gesù e il primo miracolo avvenuto a Cana.<br />
Dai doni dei Re Magi a Gesù proviene la tradizione di portare dolci e giocattoli ai bambini. Protagonista della tradizione è <strong>la befana</strong>, <em>una storpiatura della parola epifania</em> (epifana, befana…), trasformata nei secoli in una gentile vecchietta.</p>
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