Borgo Trento

Esche all’arsenico per uccidere i colombi

Lancio colombi per matrimoni

Lancio colombi per matrimoni

Perché non ammazzare anche i gatti randagi? I cani randagi? Gli uom… randagi?

In questi giorni ignoti idioti a Borgo Trento hanno disseminato il quartiere con esche velenose per i piccioni. Uno scenario tristissimo: piccioni uccisi da bocconi di riso avvelenati. Gli animali cercano di volare, ma sbattono contro le auto in sosta e contro i muretti, poi muoiono tra l’indifferenza generale.
Un’anziana coppia di pensionati è stata denunciata per aver dato del cibo ai piccioni. I vigili hanno perfino imposto loro di sigillare il balcone con una rete.

Perché le catture e le uccisioni sono inutili oltre che eticamente contestate da una vasta parte della popolazione?

  • 1 Lo spazio lasciato vacante dagli animali bruscamente allontanati viene immediatamente rioccupato da altri esemplari o tramite un incremento delle nascite o da arrivi da colonie limitrofe.
  • 2 I colombi inoltre sono animali sociali, sono in grado di vedere quello che succede a un altro essere della propria specie e quindi è difficile riuscire a superare il 40 % delle catture, a meno che non si sia in grado di ammazzare i colombi tutti insieme, molto rapidamente.
  • 3Le ordinanze di divieto di somministrazione di cibo colpevolizzanoi cittadini e non individuano la vera causa del comportamento. Le persone che assistono le colonie sono spesso anziane e sole, cioè proprio cittadini che sono trascurati dal corso normale della vita.
    Sarebbe meglio educare le persone sulle necessità alimentari degli animali, come sia importante dare un cibo equilibrato e adatto.
  • 4Spesso le rimostranze sono legate alla presenza di guano, che una semplice ripulitura dei siti può mettere a tacere, oppure all’aspetto sanitario.
  • 5La pericolosità dei colombi per la salute umana è talmente bassa che le normali attenzioni igieniche, generalmente seguite da tutte le persone, (ad esempio lavarsi le mani e lavare i cibi prima del loro utilizzo) bastano per evitare qualsiasi pericolo.
    Le zoonosi, ossia le malattie che normalmente colpiscono gli umani sono quelle che si contagiano non vivendo con gli animali ma mangiandoli. (Vedi le anguille alla diossina sul lago di Garda)

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    Cesare Lombroso moriva 101 anni fa

    Cesare Lombroso

    Cesare Lombroso

    101 anni fa moriva Cesare Lombroso. Nato il 6 novembre 1835 a Verona da famiglia ebraica benestante. Compiuti gli studi universitari partecipa come medico militare alla campagna contro il brigantaggio, successiva all’unificazione d’Italia, e, incaricato di clinica psichiatrica e di antropologia a Pavia, svolge ricerche sul cretinismo e sulla pellagra.
    I suoi campi di interesse si estendono allo studio delle malattie mentali, delle razze umane e alle applicazioni statistiche alle malattie sociali. Cesare Lombroso resta famoso per la sua teoria fisiognomica, ossia il tentativo di ricondurre la determinazione del carattere degli individui alle proprie caratteristiche fisiche (come le già citate misure del cranio o alcune sue deformità).
    Cesare Lombroso sostenne che le condotte atipiche del delinquente o del genio sono condizionate, oltre che da componenti ambientali socioeconomiche (di cui non riconobbe però il vero peso), da fattori indipendenti dalla volontà, come l’ereditarietà e le malattie nervose, che diminuiscono la responsabilità del criminale in quanto questi è in primo luogo un malato.
    Il sogno di portare alla luce il male, il cancro oscuro che si nasconde nell’Uomo e che risiede dentro la sua testa, il nobile tentativo di Lombroso di preservare la società dal disordine delle azioni malvagie con azioni preventive, andrà incontro a inevitabile fallimento.
    Cesare Lombroso muore a Torino il 19 ottobre 1909.

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    Tonina Marinelli e l’Unità d’Italia (6)

    Verona, ponte Risorgimento

    Verona, ponte Risorgimento

    Esiste anche una versione femminile, poco conosciuta, della sofferta storia del Risorgimento italiano. Eppure furono molte le donne che militarono nelle associazioni carbonare e parteciparono alle insurrezioni. Si tratta soprattutto di aristocratiche, come del resto, almeno all’inizio, lo furono in gran parte anche gli uomini.
    Tonina Marinelli, esule veneta, vestita da garibaldina, fu al fianco del marito durante la spedizione dei Mille. Combatté strenuamente, fu promossa di grado e decorata sul campo di battaglia. Morì a Firenze nel maggio del 1862. La sua memoria fu celebrata in versi da Francesco Dall’Ongaro (1808- 1873; drammaturgo e librettista italiano) autore della canzone che si insegnava a scuola.
    E la bandiera di tre colori
    sempre è stata la più bella:
    noi vogliamo sempre quella,
    noi vogliam la libertà!

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    Via Diaz, varchi elettronici

    Telecamere su via Diaz

    Telecamere su via Diaz

    Un consiglio…
    Dal ponte che ebbe il nome dalla Vittoria di Vittorio Veneto (4 novembre 1918) si entra dalla Campagnola nel centro storico della città di Verona.
    Fu scelto il progetto denominato ‘nec descendere nec morari’, diminuiva infatti la rampa o pontàra dei ponti antichi, evitando l’ascesa e la sosta, specie ai carri con animali. Il ponte lungo m 111 e largo m 17 fu costruito dall’impresa Tosadori, aperto il 4 novembre 1929 e compiuto nel 1931 con l’erezione dei gruppi equestri monumentali di bronzo, simboleggianti la Vittoria. I due verso Campagnola sono opera di Angelo Biancini da Castelbolognese. Singolare in uno (non è chiaro se con intenzione sarcastica) la Vittoria in atto di tagliarsi con la spada il pollice.
    Attraversato il ponte trovi il Palazzo Carlotti, di proprietà dell’omonima famiglia, è un palazzo del XVII secolo, in stile barocco. Grandioso è il portale tra due gruppi di colonne che sostengono il balcone, sopra il quale sono murati due medaglioni del secolo XV. I timpani delle finestre del primo piano sono sormontati da mascheroni, quelli del secondo da una conchiglia fra due cornucopie. Immediatamente sotto il davanzale della quarta finestra del piano rialzato stava la scritta di un soldato della Repubblica Veneta a ricordo del servizio di pattuglia reso durante la corsa del palio il 2 marzo 1710, ultima domenica di Carnevale, firmata “sergente Jacometo”.
    In posizione quasi simmetrica a palazzo Carlotti sorge palazzo Serenelli-Benciolini, con un fianco appoggiato a Porta Borsari e con la facciata cinquecentesca prospiciente via Armando Diaz. Incassata sulla destra del portico che serve da androne al palazzo c’è una lapide in marmo locale con incise le lettere “Spor eant”, un simbolo dell’Impero romano.
    La Porta Borsari è una porta delle mura romane di Verona. In età romana aveva il nome di Porta Iovia per la presenza del vicino tempietto dedicato a Giove Lustrale. L’attuale nome è riferito ai bursarii, ossia ai soldati di guardia che riscuotevano il dazio…

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    Cena etnica di solidarietà

    logoCasa del Colle e Caritas organizzano in collaborazione con FEVOSS la prima Cena etnica di solidarietà. L’evento si svolgerà venerdì 20 novembre a partire dalle ore 19.00, in via Santa Toscana 9, nei locali della FEVOSS, vicino a Porta Vescovo.
    La cena benefica – spiega Carlo Croce, vicedirettore della Caritas Diocesana – è il pretesto per creare nel quartiere di Veronetta occasioni di incontro e scambio gastronomico-culturale tra cittadini italiani e stranieri. L’evento è anche benefico, poiché la somma raccolta andrà a coprire i costi delle tipologie di vestiario mancante a Casa del Colle: abbigliamento intimo per uomo, donna e bambino, di cui c’è molto bisogno. Naturalmente – conclude Croce – l’appello a regalare abbigliamento intimo nuovo è rivolto anche a quanti non avranno occasione di partecipare alla cena etnica”. Quello di Venerdì 20 novembre sarà il primo appuntamento di una serie che Casa del Colle organizzerà durante l’anno, offrendo a tutti coloro che vorranno partecipare, un virtuale “giro del mondo” attraverso le specialità culinarie delle varie etnie che vivono nel quartiere.
    La prima cena farà conoscere la cucina del Nord Africa. Per maggiori informazioni e prenotazioni telefona allo 0458300677 .

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    manutenzione del manto stradale dal 1 luglio al 15 agosto

    Asfalto crepatoNei prossimi giorni inizieranno importanti interventi stradali in alcuni quartieri della città, per un investimento complessivo di oltre 2 milioni di euro. Paolo Tosato, assessore alle Strade ha illustrato oggi il progetto spiegando che la maggior parte degli interventi stradali sono stati concentrati durante il periodo estivo per limitare il più possibile i disagi alla viabilità cittadina, a tal fine è stata ipotizzata anche la possibilità di organizzare turni di lavoro serali o notturni.
    L’intervento più rilevante riguarda l’asfaltatura del manto stradale di via Cà di Cozzi, Via Trento e Via Mameli fino all’intersezione con via Monte Ortigara, la strada che conduce ad Avesa, con la possibilità di proseguire fino a via Bassini, all’incrocio con piazzale Stefani se vi saranno risorse economiche sufficienti. I lavori inizieranno la prima settimana di luglio con termine previsto entro la pausa del ferragosto. Lo stanziamento economico per questo progetto ammonta a 500 mila euro, frutto di una variazione di bilancio approvata dalla Giunta l’anno scorso, quest’anno è stato approvato un secondo stanziamento della stessa cifra che consentirà, nell’aprile del 2009, di continuare la manutenzione stradale di Via Mameli fino a Porta San Giorgio e di procedere con il riassestamento dei marciapiedi dell’intera strada. Nello stesso periodo avrà luogo l’intervento di asfaltatura e sistemazione dei marciapiedi di via Elena Da Persico a Golosine. Il progetto prevede il completamento degli attraversamenti pedonali e la realizzazione di griglie intorno alle piante del parcheggio; nel tratto tra via Golosine e via Tognolo si procederà alla sostituzione dell’impianto di illuminazione.
    Particolarmente complesso risulterà il rifacimento dell’asfaltatura di piazzale Porta Nuova, via Città di Nimes e di ampi tratti di viale Dal Cero, nei punti maggiormente deteriorati, sempre previsto per il mese di luglio, in questo caso i lavori verranno svolti per la maggior parte in orario notturno, così da ridurre il disagio alla viabilità già messa alla prova da altri interventi in Piazzale XXV aprile..
    Un altro intervento di asfaltatura verrà eseguito per Strada La Rizza e per il tratto di collegamento con Strada dell’Alpo; nel corso dei lavori si procederà anche all’asfaltatura del piazzale antistante la Chiesa della frazione La Rizza.
    Anche via Centro verrà coinvolta in quest’opera di “ristrutturazione”, nel tratto compreso tra via Campagnol Tombetta e via Polveriera Vecchia e in Strada dell’Alpo, strade sottoposte all’attraversamento quotidiano di mezzi pesanti che ne compromettono l’integrità provocando ampie buche.
    Infine altri inteventi di asfaltatura riguardano due strade della Valdonega: via Castello San Felice, sulle Torricelle  e via Nievo, da breccia San Giorgio a via Marsala.
    Per completare il tutto i marciapiedi: a metà luglio inizieranno gli interventi di sistemazione dei marciapiedi di via Ugo Bassi e, nella parte più deteriorata, di via Ciro Menotti nel quartiere di Borgo Trento.

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