Immigrazione

Arcole Il kebab indigesto

Arcole, cittadini in piazza

Arcole, cittadini in piazza

Il kebab (in lingua araba significa “carne arrostita”) è un piatto, a base di carne, tipico della gastronomia turca, persiana e araba. La carne è solitamente di agnello e manzo, montone o pollo, non di maiale poiché vietata dall’Islam.
Ad alcuni non piace, come non riescono a digerire la cultura cui appartiene.
Arcole è un paese della pianura veneta, sorto dalla bonifica delle valli (paludi) zerpane, conosciuto per la battaglia combattuta tra il 15 e 17 Novembre 1796 tra le truppe austriache e quelle francesi. È stato immortalato nel dipinto di Antoine Jean Gros (1771 – 1835, pittore francese), Bonaparte al ponte di Arcole, conservato al Museo del Louvre a Parigi.
Quegli spazi agrari immensi, percorsi dalla voce accorata di una civiltà contadina, che si va spegnendo… e da una nuova e intelligente imprenditorialità, che ha realizzato numerose imprese nel territorio contribuendo a offrire occupazione e sviluppo… sono state messi in fermento da una comunità islamica, un’ottantina di persone, compresi donne e bambini.
Venerdì 28 maggio 2010 si sono ritrovati icittadini in piazzan piazza Europa ad Arcole, hanno ascoltato l’imam, quindi hanno steso i loro tappeti, si sono inginocchiati e hanno pregato Dio, Allah, rivolti verso La Mecca. L’edificio di via Nuova, il centro di preghiera, dove da circa quindici anni erano abituati ad andare a pregare, era stato chiuso qualche giorno prima dall’Amministrazione comunale di Arcole. «Il Comune ha cambiato le serrature dell’ingresso due giorni fa, non potevamo avvisare tutti. Per non creare tensioni, abbiamo deciso di metterci qui e lo faremo anche i prossimi venerdì e nelle sere in cui ci troviamo a pregare.».
«Se vogliono pregare in piazza possono farlo» chiarisce il sindaco e parlamentare della Lega nord, Giovanna Negro «ma prima devono presentare richiesta di occupazione di suolo pubblico. Quando faranno richiesta, valuteremo se permettere loro di riunirsi, se la piazza è libera e se ci sono le condizioni di sicurezza per poterli accogliere. In caso contrario farò intervenire la forza pubblica.»
L’onorevole Giovanna Negro, infermiera di ferro, non è nuova a questa interpretazione molto soggettiva della democrazia… “Se è vero quello che è stato scritto, e cioè che il sindaco di Arcole ha fatto dipingere i muri di verde…” commenta Massimo Giorgetti, segretario provinciale di An, affermo che “Un sindaco non può mettersi a marcare il territorio come fanno i cani, tanto più se si tratta di un onorevole, che non ha nemmeno bisogno di cercare visibiltà.”
Che cosa fa l’onorevole Giovanna Negro nel Parlamento della Repubblica Italiana? L’ultima impresa della signora… un’interrogazione presentata in commissione. “Premesso che da oltre un mese le cronache, non solo locali, riferiscono della presenza di un orso che, migrato spontaneamente dalla Slovenia…”
Che Allah, Signore Compassionevole e Misericordioso (Corano, Sura I, vv 1) ci guidi (nella compassione e nella misericordia).

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Via Caroto, la foresta dei fuorilegge

parcheggioQuesta mattina (27/05/2010) la polizia locale e la protezione civile hanno disboscato un’area lungo via Caroto, sotto le mura di Alto San Nazaro. Trovati tre nuovi insediamenti abusivi, che non si vedevano dalla strada a causa della fitta vegetazione. Si sa… domenica 30 maggio da via Caroto transitano i corridori del Giro d’Italia e tutto deve essere pulito. “Disboscare era l’unica maniera per ridare sicurezza e avviare il recupero dell’area” ha spiegato il comandante della Pollzia Locale Luigi Altamura (Retribuzione lorda 2009 84.897 Euro, retribuzione netta 50.703,84 Euro), che per fortuna non esercita la sua professione in Trentino Alto Adige. Qualcuno lo definisce il braccio armato dello sceriffo Tosi. Tra le sue proposte al terzo Forum per la sicurezza, organizzato dal Comando di Verona installare telecamere di videosorveglianza sui cassonetti dell’immondizia.

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Isola Rizza, Chi compra la base militare?

Base militare Isola Rizza

Base militare Isola Rizza

A Verona sono due le strutture militari che il 5 giugno 2010 passeranno al Demanio.
Il sindaco leghista del comune di Isola Rizza, Elisa De Berti, si sta già muovendo: vuole comprare l’intera base del Gruppo intercettori teleguidati dell’Aeronautica Militare.
Per quale motivo? Il centro clandestini mette paura.
La base del Gruppo intercettatori telecomandati (Isola Rizza) e la base dell’aeronautica «Franco Cappa» (Bovolone) sono le più indicate per ospitare il Centro d’identificazione ed espulsione dei clandestini (CIE) in Veneto fortemente voluto dagli amministratori della Lega Nord. “Il Centro si deve fare, è indispensabile, è assurdo continuare a pagare per trasferire a Udine gli irregolari fermati dai vigili.” Si afferma. Tuttavia la soluzione migliore è che lo realizzino altrove. Così pensano i sindaci leghisti dei due comuni veronesi e la cittadinanza che li ha eletti. L’idea di ritrovarsi con centinaia di clandestini rinchiusi in un’area circondata dal filo spinato mette paura. Si deprezzano terreni e case.
Per questo motivo il sindaco leghista di Isola Rizza e la sua amministrazione ha deciso di acquistare l’intera base militare destinandola a fini residenziali e artigianali. «Il Cie è una struttura necessaria per il territorio, ma farò di tutto per impedire che venga realizzato qui.” Ciò che viene costruito per garantire la sicurezza, diventa un pericolo!
Anche il sindaco di Bovolone, Riccardo Fagnani, afferma: “Un centro per i clandestini in provincia di Verona è necessario. È ovvio che, fosse per me, non lo farei qui. In quella base militare ci vedrei bene un ospedale, vista la posizione strategica.”
Qualcuno suggerisce: “Ci sarebbe da fare una seria politica dell’integrazione, una politica abitativa vera. Lì andrebbero spesi i soldi, non per costruire i Cie.”
Ma in una regione massacrata dagli imperativi della Lega Nord queste proposte risuonano come affermazioni di complicità con i delinquenti.

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Blitz al parco San Giacomo, Borgo Roma

Entrata parco San Giacomo

Entrata parco San Giacomo

Trascrivo integralmente la notizia pubblicata dalla redazione di infoverona.it

Blitz congiunto di esercito, carabinieri e ronde al parco San Giacomo in borgo Roma.
Venerdì 7 maggio 2010, alle 16.50, una rapidissima ed efficace operazione di polizia ha ripristinato una situazione di ordine che stava rapidamente degenerando nell’area verde antistante il policlinico.
Una jeep mimetica con a bordo tre militari e un carabiniere, affiancati da una ronda appiedata, ha fermato una immigrata dell’est europeo.
La giovane stava fumando.
I cinque tutori dell’ordine sono riusciti a riportare la legalità nel parco, intimando energicamente alla donna di “spegnere subito la sigaretta”, poiché un’ordinanza del sindaco Tosi proibisce il vizio del fumo nei parchi pubblici.
Camionetta militare e guardia civica hanno bloccato il vialetto dove la donna stava camminando, attendendo fino a quando la signora, chinatasi a terra, non ha spento la sigaretta sul ghiaino.
Significativo il commento della ronda giallovestita: “Oh vèdito… braa! L’è così che se fa!”.
Poi ronda, militari in mimetica e carabiniere hanno ripreso la perlustrazione del suolo padano.
Meno di tre minuti dopo, la stessa ronda – da sola – ha sventato l’assalto a uno dei giochi per bambini. Tre manigoldi di circa 7 anni si stavano divertendo a far scendere dei sassolini dallo scivolo, creando un fastidioso rumore di rotolamento sulla lamiera.
La guardia civica, benché in inferiorità numerica, con un conciso e perentorio “no i sasi là!” è riuscita ad allontanare la gang e a riportare legalità e serenità nel parco.


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Verona Se non fosse extracomunitario…

Monastero del Bene Comune

Monastero del Bene Comune

Il vicepresidente della sesta circoscrizione Loris Marini, che a fine febbraio, in una seduta di circoscrizione, aveva aprostrofato il consigliere Ghebremariam Tesfaù con un “Vergognati extracomunitario” , lunedì sera, come aveva promesso, ha presentato le scuse istituzionali al consigliere del Pd e a tutto il Consiglio, rincarando la dose. “Sono stato frainteso perché non mi hanno lasciato finire la frase. Volevo dire che se non fosse stato un extracomunitario non si sarebbe offeso.”

Il quotidiano ‘il Verona’ (17 marzo 2010) riporta oggi 12 notizie riguardanti la città di Verona

  • 1 È stato condannato a tre anni e sei mesi di carcere Raen Kule, accusato di essere uno dei membri della gang…
  • 2 Cento chili di cocaina arrivati a Verona in cinque mesi. I Carabinieri di Caprino Veronese hanno ricostruito e poi sgominato l’organizzazione, con l’arresto di due albanesi, Bledar Hakorja e Abraim Goga…
  • 3 A Vigasio ricoverato all’ospedale con un trauma cranico e alcune fratture agli arti un albanese di 26 anni, coinvolto ieri mattina in un incidente sul lavoro.
  • 4 Spacciatori di hashish sui gradini della chiesa di San Giovanni Ilarione. Arrestati due pusher marocchini: Zakaria El Mouddene e Abdellah Bouhali…
  • 5 Tenta di rubare le due figlie alla nonna, che le aveva in affidamento per scappare in Kosovo e imporre loro la cultura e le tradizioni di quel Paese. Uka Severdjan, nato a Pristina 38 anni fa…
  • 6 Il vicepresidente della sesta circoscrizione Loris Marini…
    La metà riguarda delitti commessi da persone di origine extracomunitaria. Che sia razzismo?

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    Verona Vivo in modo focoso

    mimmo_di_carloL’insulto «scappato».

    Domenico Di Carlo detto Mimmo (Cassino, 23 marzo 1964), mediocre calciatore italiano, attualmente allena il Chievo Verona. È il primo allenatore italiano a essere squalificato, per una giornata di campionato, per aver bestemmiato in campo. “Chiedo scusa a tutti per quanto successo.” Forse il baldo giovanotto dovrebbe anzitutto chiedere scusa a Colui che ha bestemminato. Ma non sembra rendersi conto della gravità dell’azione commessa… “Ritengo giusto il regolamento ma ogni tanto servirebbe usare anche il buon senso.” Nemmeno i suoi sostenitori hanno compreso: “Porta pazienza Mister ti hanno voluto punire come allenatore di un Chievo sempre più Grande. Tu hai la colpa di aver “riportato” il Chievo in A l’anno scorso.

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    Verona, Un giorno senza di noi

    stranieri1 marzo 2010 Sciopero dei lavoratori stranieri. Anche i migranti veronesi aderiscono oggi a “Un giorno senza di noi”. http://www.primomarzo2010.it

    Iniziative a Verona
    Dalle 16.00 alle 20.00 Piazza Brà – Verona
    Presidio happening antirazzista per i diritti di cittadinanza dei migranti. Musica per tutti!
    http://www.cub.it/article/?c=&id=6257&print=1

    Ore 11 – Piazza S. Toscana
    Porta Vescovo, Verona

    Laura Calafà, Professore associato di Diritto del lavoro presso l’Università degli Studi di Verona, organizza per questa giornata iniziative seminariali sulla condizione degli stranieri in Italia.

    L’iniziativa si scontra purtroppo con il problema della “ricattabilità” dei lavoratori migranti: per molti di loro non presentarsi un giorno al lavoro significa perderlo. Gli organizzatori lanciano un invito alla mobilitazione nelle forme più diverse. E a chi non può scioperare dicono di indossare qualcosa di giallo, il colore simbolo della manifestazione. Il giallo è stato scelto come colore perché è considerato il colore del cambiamento e per la sua neutralità politica.

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    Francesca, a Verona oggi non è al cinema

    francescaFrancesca
    L’Italia vista dalla Romania: paura e desiderio

    Il film Francesca di Bobby Paunescu, oggetto di polemiche alla mostra del cinema a Venezia, è arrivato il 27 novembre nelle sale italiane (Ancona, Asti, Bergamo, Bologna, Firenze, Genova, Pordenone, Ravenna, Rimini, Torino, Vicenza, Latina, Milano, Piacenza, Udine…). A Verona verrà proiettato il 7 e 8 gennaio 2010 al cinema Diamante, nella rassegna cinema d’essai.
    Il film romeno ha suscitato le ire dell’onorevole Alessandra Mussolini e del sindaco di Verona, Flavio Tosi, che si sono sentiti offesi da una frase ingiuriosa, rivolta nei loro confronti, all’inizio del film. «La Mussolini è una troia che vuole ammazzare tutti i romeni» «Quello stronzo del sindaco di Verona» Immediata la richiesta dei due di impedire la circolazione del film: lesivo dei loro diritti e di una pericolosità sociale senza precedenti. La Mussolini sembra più preoccupata dell’appellativo che le è stato donato, che del suo ‘desiderio di ammazzare tutti’.
    Mussolini e Tosi sono però stati sconfitti.
    Il giudice ha autorizzato l’uscita del film nelle sale dichiarando di non poter accogliere la richiesta della Mussolini di impedire la proiezione del film perché, prima del suo diritto a non essere diffamata, va tutelato il diritto di critica del regista romeno di manifestare liberamente il proprio pensiero attraverso la realizzazione di un film.
    Se l’Italia fosse un paese normale avrebbe accolto il film con la dovuta preoccupazione e i sentiti ringraziamenti da parte del Parlamento. Temo però che non lo sia e che provocherà ulteriori polemiche.
    La provocazione lanciata dal film sta proprio nella paradossale specularità del pregiudizio. Una distinta signora di Bucarest descrive gli italiani come esseri dallo sguardo inquietante, che rapiscono poveri rumeni in salute per l’espianto degli organi. Dalla parte opposta i rumeni non sono graditi in Italia e sospettati di essere potenziali assassini, ladri e stupratori seriali.
    Un cortocircuito della verità che determina, a seconda del punto di vista, una perfetta mutuabilità di vittime e carnefici.
    La trama Bucarest. Francesca è una maestra d’asilo. Tramite un intermediario ha trovato un lavoro in Italia, come “assistente” di un anziano. Avrà, vitto, alloggio e stipendio. Vuole partire, ha i soldi, ma cerca anche l’approvazione dei suoi. Eppure tutti sembrano vedere nell’Italia un pericolo certo, un luogo violento, un finto miraggio.
    Sembra di passare attraverso uno specchio e osservare una realtà simile e contraria.
    Il film, ben dialogato e recitato, senza gridare al mondo sentenze o invettive, lancia alla politica un invito a riflettere sull’esplosiva situazione rumena.

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    Venti di UNICEF

    German-Unicef-Ad20 anni della
    Convenzione sui diritti dell’infanzia

    La sede e il punto di incontro del comitato provinciale UNICEF – Verona si trova in via Michelangelo, 23/A (zona Stadio), 37138 Verona

    Il 20 novembre del 1989, vent’anni fa, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvava la Convenzione sui diritti dell’infanzia, che rappresenta lo strumento normativo internazionale più importante e completo in materia di promozione e tutela dei diritti dell’infanzia.
    Contempla l’intera gamma dei diritti e delle libertà attribuiti anche agli adulti (diritti civili, politici, sociali, economici, culturali).
    Costituisce uno strumento giuridico vincolante per gli Stati che la ratificano, oltre a offrire un quadro di riferimento organico nel quale collocare tutti gli sforzi compiuti in cinquant’anni a difesa dei diritti dei bambini.
    L’Italia ha ratificato la Convenzione il 27 maggio 1991 con la legge n. 176.
    In quanto dotata di valenza obbligatoria e vincolante, la Convenzione del 1989, obbliga gli Stati che l’hanno ratificata a uniformare le norme di diritto interno a quelle della Convenzione e ad attuare tutti i provvedimenti necessari ad assistere i genitori e le istituzioni nell’adempimento dei loro obblighi nei confronti dei minori.

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    Cena etnica di solidarietà

    logoCasa del Colle e Caritas organizzano in collaborazione con FEVOSS la prima Cena etnica di solidarietà. L’evento si svolgerà venerdì 20 novembre a partire dalle ore 19.00, in via Santa Toscana 9, nei locali della FEVOSS, vicino a Porta Vescovo.
    La cena benefica – spiega Carlo Croce, vicedirettore della Caritas Diocesana – è il pretesto per creare nel quartiere di Veronetta occasioni di incontro e scambio gastronomico-culturale tra cittadini italiani e stranieri. L’evento è anche benefico, poiché la somma raccolta andrà a coprire i costi delle tipologie di vestiario mancante a Casa del Colle: abbigliamento intimo per uomo, donna e bambino, di cui c’è molto bisogno. Naturalmente – conclude Croce – l’appello a regalare abbigliamento intimo nuovo è rivolto anche a quanti non avranno occasione di partecipare alla cena etnica”. Quello di Venerdì 20 novembre sarà il primo appuntamento di una serie che Casa del Colle organizzerà durante l’anno, offrendo a tutti coloro che vorranno partecipare, un virtuale “giro del mondo” attraverso le specialità culinarie delle varie etnie che vivono nel quartiere.
    La prima cena farà conoscere la cucina del Nord Africa. Per maggiori informazioni e prenotazioni telefona allo 0458300677 .

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