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	<title>Verona NET &#187; Immigrazione</title>
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	<description>La nostra Verona. Vita, eventi, cronaca e politica della città scaligera.</description>
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		<title>Erbè, la Costituzione della Repubblica Italiana in lingua araba</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jan 2011 18:39:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il primo cittadino di Erbè ha consegnato una copia della Costituzione della Repubblica Italiana, tradotta in lingua araba, alle scuole elementari. L&#8217;ex presidente della Croce rossa italiana definisce il gesto del sindaco, Paolo Brazzarola, «di grande sapienza istituzionale e civile». «La copia in arabo l&#8217;ho avuta dall&#8217;Anci (Associazione dei Comuni italiani )» racconta. «Ho pensato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_7427" class="wp-caption alignleft" style="width: 230px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/01/brazzarolapaolo.jpg" alt="Il sindaco di Erbè, dr Paolo Brazzarola" width="220" height="332" class="size-full wp-image-7427" /><p class="wp-caption-text">Il sindaco di Erbè, dr Paolo Brazzarola</p></div><strong>Il primo cittadino di Erbè</strong> ha consegnato una copia della <strong>Costituzione della Repubblica Italiana</strong>, <strong>tradotta in lingua araba</strong>, alle scuole elementari.<br />
L&#8217;ex presidente della Croce rossa italiana definisce il gesto del sindaco, Paolo Brazzarola, <em>«di grande sapienza istituzionale e civile». «La copia in arabo l&#8217;ho avuta dall&#8217;Anci (Associazione dei Comuni italiani )</em>» racconta. <em>«Ho pensato che sarebbe stata più utile consegnarla alle scuole, dove ci sono molti bambini di lingua araba.»</em><br />
<em>«L&#8217;iniziativa del sindaco è una buona cosa; certo sarebbe meglio che una copia della Costituzione italiana tradotta in lingua araba venisse data a ogni famiglia visto che né i nostri figli né le insegnanti conoscono l&#8217;arabo.»</em> afferma una abitante di Erbè di origine marocchina.<br />
Il sindaco si è detto disponibile ad acquistare dall&#8217;Anci le copie del ‘<strong>libro delle regole’</strong>, come è stato definito da un alunno la Costituzione, necessarie per consegnarle agli alunni. <em>«Un modo certamente efficace per avvicinare anche gli adulti alle regole della Repubblica Italiana»</em> commenta. </p>
<p><span id="more-7425"></span></p>
<p>Il testo della Costituzione &#8211; ha rilevato il professore Tullio De Mauro &#8211; raccoglie tantissime parole che sono di uso frequente nella lingua italiana: questo perché, quando essa fu scritta, <strong>si cercò di renderla chiara e comprensibile per tutti</strong>.</p>
<p>La Costituzione Italiana entrò in vigore il 1 gennaio 1948. Definisce il carattere democratico della Repubblica Italiana, fondata sul lavoro, cioè sull’opposto del privilegio, sull’assoluto rispetto della dignità umana. È ispirata ai principi di libertà e uguaglianza validi per chiunque si trovi a vivere sul territorio italiano. </p>
<p><strong>Il testo</strong> della Costituzione della Repubblica Italiana <strong>in lingua araba si può scaricare</strong>, ad esempio, dal sito della prefettura di Vicenza.<br />
<em>http://www.prefettura.it/vicenza/index.php?f=Spages&amp;nodo=36413</em></p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.veronanet.it%2Fblog%2F2011%2F01%2F17%2Ferbe-la-costituzione-della-repubblica-italiana-in-lingua-araba%2F&amp;linkname=Erb%C3%A8%2C%20la%20Costituzione%20della%20Repubblica%20Italiana%20in%20lingua%20araba"><img src="http://www.veronanet.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
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		<title>Verona Il presepe della Procura e l’incubo di Tosi</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 11:21:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo il bambinello dalla pelle nera, presente nella natività allestita dal tribunale di Verona lo scorso anno, nel presepe 2010 compaiono le discusse panchine con il bracciolo divisorio. Le panchine con il bracciolo divisorio posto a metà, per impedire che vengano utilizzate come letto, sono state introdotte a Verona dalla giunta municipale del sindaco leghista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_7329" class="wp-caption alignleft" style="width: 237px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/12/panchine_antibivacco.jpg" alt="Presepe in tribunale di Verona, panchine antibivacco" width="227" height="154" class="size-full wp-image-7329" /><p class="wp-caption-text">Presepe, panchine antibivacco</p></div>Dopo il bambinello dalla pelle nera, presente nella <strong>natività allestita dal tribunale di Verona</strong> lo scorso anno, nel presepe 2010 compaiono le discusse <strong>panchine con il bracciolo divisorio</strong>. Le panchine con il bracciolo divisorio posto a metà, per impedire che vengano utilizzate come letto, sono state introdotte a Verona dalla giunta municipale del sindaco leghista Flavio Tosi.</p>
<p><em>A questo proposito si narra che una sera tardi Tosi, in una visita all’estero, con dei suoi amici arrivasse in un hotel. Purtroppo le stanze erano tutte occupate, tranne una, dove rimaneva libero solamente un letto, mentre nell’altro dormiva un negro. Tosi, seppure con disgusto, prese la camera. Si trattava solo di una notte. La mattina presto avrebbe preso il treno. Si raccomandò perciò alla cameriera del piano affinché lo svegliasse, non solo bussando alla porta, ma tirandolo giù dal letto.<br />
Prima di coricarsi la combriccola fece fuori un bel po’ di roba forte e gli amici stranieri, prima di trascinare il nostro in camera, lo spalmarono di fuliggine e la sbornia era tanto forte che lui nemmeno se ne accorse.<br />
Il mattino seguente il cameriere svegliò Tosi, che si precipitò alla stazione, salì sul treno e infine andò alla toilette per lavarsi. Allora si guardò allo specchio ed esclamò con rabbia: “Quel cretino ha svegliato il negro!”…<br />
</em></p>
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		<title>Sindaco Tosi incontra primo ministro Repubblica Moldava</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Nov 2010 17:25:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Sindaco Flavio Tosi ha incontrato questa mattina (18/11/2010) una delegazione della Repubblica Moldava in Italia per una serie di appuntamenti istituzionali. Erano presenti il primo ministro moldavo Vladimir Filat, il ministro delle Finanze Vyacheslav Negruta, il vice ministro degli Affari esteri Natalia Gherman; la delegazione era accompagnata dall’ambasciatore italiano in Moldova Stefano De Leo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_6895" class="wp-caption alignleft" style="width: 230px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/11/premier_moldav.jpg" alt="Incontro tra il sindaco di Verona e il premier moldavo" width="220" height="147" class="size-full wp-image-6895" /><p class="wp-caption-text">Flavio Tosi e Vladimir Filat</p></div>Il Sindaco <strong>Flavio Tosi</strong> ha incontrato questa mattina (18/11/2010) <strong>una delegazione della Repubblica Moldava</strong> in Italia per una serie di appuntamenti istituzionali. Erano presenti il primo ministro moldavo <em>Vladimir Filat</em>, il ministro delle Finanze <em>Vyacheslav Negruta</em>, il vice ministro degli Affari esteri <em>Natalia Gherman</em>; la delegazione era accompagnata dall’ambasciatore italiano in Moldova <em>Stefano De Leo</em> e dal vicesindaco di San Giovanni Lupatoto <em>Giuseppe Stoppato</em>.<br />
<em>“I cittadini moldavi che vivono a Verona sono circa un migliaio” ha detto il Sindaco “persone che lavorano con impegno e che si sono integrate molto bene nella nostra società.” </em></p>
<p><span id="more-6891"></span></p>
<p><strong>I pulmini moldavi</strong><br />
Secondo il sito <em>http://moldinit.com/publ/un_appello_dai_moldavi_sfrattati/5-1-0-147</em> i moldavi che abitano a Verona sono circa ottomila&#8230;<br />
Da anni una quindicina di pulmini fanno la spola tra Verona e la Moldavia. Ogni sabato e domenica badanti, muratori, camerieri, pizzaioli, lavoratori moldavi, che abitano a Verona, spediscono, attraverso i pulmini, pacchi con cibo, medicine, vestiario da inviare ai propri cari in Moldova e magari ricevere un pacco con cibo locale, per riassaporare il calore di casa.<br />
Fino a qualche tempo fa erano ospitati <strong>nel parcheggio di via Torbido</strong> (Porta Vescovo). Così è stato anche con l&#8217;entrata di Amt a gestire i parcheggi, sebbene la cifra di affitto per le due mattine di sabato e domenica fosse salita a 500 euro al mese, con affitto rinnovato ogni tre mesi.<br />
Poi da un giorno all&#8217;altro i vigili si sono presentati al parcheggio di via Torbido e hanno indicato la nuova sede: <strong>Quadrante Europa</strong>. La zona dove sono stati confinati non è servita dai mezzi pubblici e le donne impiegate nelle famiglie non possono arrivarci. I 15 pulmini hanno portato nelle casse della ditta che gestisce il parcheggio al confine con il Comune di Sommacampagna ben 1.800 euro, che moltiplicati per 12 mesi diventano 21mila e 600.<br />
Ora si trovano in un parcheggio vicino alla chiesa di San Michele (Verona città)</p>
<p><em>Perché il sindaco di Verona non spiega alle ‘persone che lavorano con impegno e che si sono integrate molto bene nella nostra società’ perché non si trova un luogo che ospiti per due mattine la settimana una quindicina di pulmini…</em></p>
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		<title>16-17 ottobre, la Giornata della badante</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 16:51:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 16 e domenica 17 ottobre, in piazza Bra, si tiene la Giornata della badante, manifestazione promossa dall’organizzazione Privatassistenza Verona Est, Sud e Legnago con il patrocinio dell’assessorato ai Servizi Sociali e Famiglia del Comune di Verona e del patronato Acli. Lo scopo della manifestazione è informare i cittadini e le assistenti familiari sui diritti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/10/badante.jpg" alt="badante" width="227" height="169" class="alignleft size-full wp-image-6381" />Sabato 16 e domenica 17 ottobre, in piazza Bra, si tiene la <strong>Giornata della badante</strong>, manifestazione promossa dall’organizzazione <em>Privatassistenza Verona Est, Sud e Legnago</em> con il patrocinio dell’assessorato ai Servizi Sociali e Famiglia del Comune di Verona e del patronato Acli.<br />
<strong>Lo scopo della manifestazione</strong> è informare i cittadini e le assistenti familiari sui diritti e i doveri del rapporto di lavoro e per far conoscere la Rete degli Sportelli di <em>Assistenza Domiciliare “Euriclea”</em>. <br />
<strong>Privatassistenza Verona Est, Sud è</strong> un’organizzazione specializzata in servizi di assistenza domiciliare e infermieristica per anziani e disabili e di supporto alla famiglia. Durante l’iniziativa sarà offerta consulenza legale e sanitaria gratuita. Inoltre, in collaborazione con la Croce gialla, saranno eseguiti sempre gratuitamente test diagnostici di pressione e glicemia e saranno distribuiti prodotti per l’igiene e la cura dell’assistito.</p>
<p><span id="more-6379"></span></p>
<p>Si stima che le famiglie che in Italia ricorrono ai servizi di collaboratori domestici siano <em><strong>due milioni 412 mila</strong></em>, mentre i collaboratori assunti ufficialmente sono un milione 538 mila. La maggior parte delle persone hanno un contratto di lavoro che copre solo in parte l’attività svolta. Il 62%, un milione 495 mila sono le persone irregolari (stima per difetto).<br />
È l’incontro di due grandi “debolezze” quella dell’anziano in difficoltà e della lavoratrice straniera, sola e spesso priva delle essenziali tutele. Le donne straniere considerano questa attività non un’aspirazione personale, soprattutto se legata a un livello di scolarizzazione medio alto. “Guadagno molto rispetto al mio paese d’origine e lo posso fare per alcuni anni, anche se aspiro a un ruolo diverso, che mi permetta di avere maggiore libertà.”<br />
<strong>Se non ci fossero le badanti, solo in Veneto ci vorrebbero almeno 30 mila posti letto in più per anziani non autosufficienti</strong>.<br />
Si tratta di un fenomeno esploso in questi ultimi anni. Ciò avviene, nella maggior parte dei casi, in un clima di illegalità.</p>
<p><strong>Molte sarebbero le cose da fare</strong>.<br />
Semplificare le procedure per le assunzioni. Aumentare i benefici fiscali per i datori di lavoro, ovvero le famiglie che si trovano ad affrontare problematiche pressanti anche sotto il profilo economico. Sostenere e accompagnare professionalmente le lavoratrici straniere impegnate nel lavoro di cura con attività formative.</p>
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		<title>Verona Piazza San Nicolò</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Sep 2010 12:29:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[]Il Sindaco Flavio Tosi e l’assessore all’Arredo urbano Luigi Pisa hanno inaugurato (24/09/2010) piazza San Nicolò al termine dei lavori di riqualificazione iniziati lo scorso gennaio. I lavori hanno riguardato l’eliminazione del tratto di strada di fronte alla chiesa per la realizzazione del sagrato da congiungere alla piazza; la nuova pavimentazione; la creazione di nuove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_6129" class="wp-caption alignleft" style="width: 208px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/09/Piazza_San_Nicolo_100.jpg" alt="Commozione dietro una panchina anti-bivacco" width="198" height="202" class="size-full wp-image-6129" /><p class="wp-caption-text">Pianto per panchina anti-bivacco</p></div>]Il Sindaco Flavio Tosi e l’assessore all’Arredo urbano Luigi Pisa hanno inaugurato (24/09/2010)<br />
<strong>piazza San Nicolò</strong> al termine dei lavori di riqualificazione iniziati lo scorso gennaio.<br />
I lavori hanno riguardato l’eliminazione del tratto di strada di fronte alla chiesa per la realizzazione del sagrato da congiungere alla piazza; la nuova pavimentazione; la creazione di nuove aiuole; l’inserimento di nuove piantumazioni e di nuovi elementi di arredo.<br />
Don Roberto Vinco, parroco di San Nicolò, ringrazia ma osserva <strong>le panchine anti-bivacco</strong> che paiono la negazione della piazza come spazio concreto e simbolico dell&#8217;accoglienza.</p>
<p><strong>Penso</strong> c<em>he le panchine anti-bivacco non siano frutto di un atteggiamento razzista dell’attuale amministrazione comunale… no! no! La causa è la mancanza di fantasia.</em><br />
Per questo motivo propongo all’attuale amministrazione alcune varianti alla tradizionale panchina anti-bivacco, ormai in disuso.<br />
<img src="http://www.veronanet.it/files/2010/09/panchina1.jpg" alt="panchina1" width="198" height="154" class="alignleft size-full wp-image-6073" /><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/09/panchina1a.jpg" alt="panchina1a" width="198" height="132" class="alignleft size-full wp-image-6075" /><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/09/panchina8.jpg" alt="panchina8" width="198" height="131" class="alignleft size-full wp-image-6115" /><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/09/panchina2.jpg" alt="panchina2" width="198" height="198" class="alignleft size-full wp-image-6081" /><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/09/panchina31.jpg" alt="panchina3" width="193" height="252" class="alignleft size-full wp-image-6093" /><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/09/panchina4.jpg" alt="panchina4" width="198" height="123" class="alignleft size-full wp-image-6099" /><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/09/panchina5.jpg" alt="panchina5" width="198" height="137" class="alignleft size-full wp-image-6103" /><div id="attachment_6109" class="wp-caption alignleft" style="width: 208px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/09/panchina11.jpg" alt="Panchina per leggere i libri" width="198" height="152" class="size-full wp-image-6109" /><p class="wp-caption-text">Panchina per leggere i libri</p></div><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/09/panchina10.jpg" alt="panchina10" width="198" height="167" class="alignleft size-full wp-image-6111" /></p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.veronanet.it%2Fblog%2F2010%2F09%2F27%2Fverona-piazza-san-nicolo%2F&amp;linkname=Verona%20Piazza%20San%20Nicol%C3%B2"><img src="http://www.veronanet.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>È vietato la burda o il burqa?</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 13:38:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell’agosto 2009 una donna musulmana ha scelto il burkini per nuotare in una piscina di Verona. Il burkini è composto da un pantalone che arriva fino alla caviglia, una tunica lunga, composta da un cappuccio per coprire testa, collo e spalle. Caos nell’impianto. Alcune mamme si sono lamentate perché i loro bambini si erano impauriti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_5885" class="wp-caption alignleft" style="width: 237px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/09/burka-e-burda.jpg" alt="Burda e burqa" width="227" height="170" class="size-full wp-image-5885" /><p class="wp-caption-text">Burda e burqa</p></div>Nell’agosto 2009 una donna musulmana ha scelto il burkini per nuotare <strong>in una piscina di Verona</strong>. <em>Il burkini</em> è composto da un pantalone che arriva fino alla caviglia, una tunica lunga, composta da un cappuccio per coprire testa, collo e spalle.<br />
Caos nell’impianto. Alcune mamme si sono lamentate perché i loro bambini si erano impauriti.</p>
<p>Qualche giorno fa in un piccolo paese in provincia di Latina, <strong>a Sonnino</strong> una mamma marocchina accompagna il figlio all&#8217;asilo indossando il burqa, il tradizionale velo che copre completamente la donna, compreso il viso. Scoppia il panico con genitori alle prese con i figli in lacrime per quella presenza misteriosa, definita dai piccoli <strong>la maestra nera</strong>.</p>
<p><strong>Il Parlamento francese</strong> ha approvato il progetto di legge che proibisce l’uso del velo integrale islamico nei luoghi pubblici. Il testo è stato approvato dal Senato e La Francia diventa il primo Paese dell’Unione Europea ad adottare una simile misura, che però, deve ottenere l’approvazione della Corte Costituzionale.</p>
<p><span id="more-5877"></span></p>
<p>Alla posizione francese si accodano alcuni politici italiani.<br />
<em>Il ministro per le Pari Opportunità</em> Mara Carfagna chiede di seguirne l’esempio.<br />
<em>Il presidente della Camera</em> Gianfranco Fini definisce “non soltanto giusto, ma opportuno e doveroso” il divieto di indossare il burqa deciso dal Parlamento francese.<br />
<em>Zaia</em>: “Il burqa va vietato e i Rom mandati via di qui.”<br />
Già il fatto che dei politici si occupino di qualcosa che non riguardi l&#8217;acquisto di una nuova villa, come accaparrarsi tutti i rappresentanti di un consiglio di amministrazione, quali leggi far approvare per non essere condannati per le loro ruberie è addirittura strabiliante.</p>
<p>Il termine arabo <strong>burda</strong> (lett. &#8220;<em>mantello</em>&#8220;) sta a indicare il pezzo di stoffa indossato fin dall&#8217;età preislamica dagli Arabi sopra i vestiti per ripararsi dal freddo notturno ma anche dalla calura.</p>
<p><strong>Burda</strong> è il nome della <em>rivista rivolta al pubblico femminile</em>, che oltre ai cartamodelli offre un panorama completo di tendenze nella moda anche maschile, notizie su fiere e mostre, informazioni su prodotti di bellezza, ricette di cucina, idee da fare.</p>
<p><strong>Hubert Burda</strong>, uno dei mostri sacri dell&#8217;editoria europea, è a capo del gruppo che si chiama Hubert Burda Media, possiede 261 periodici, 186 dei quali all&#8217;estero, una fortissima presenza nell&#8217;editoria digitale. Il padre e la madre di Hubert, Franz e Aenne, nella Germania devastata dalla guerra lanciarono la loro piccola casa editrice nell&#8217;editoria femminile, nel 1949 inventarono Burda Moden e nel 1951 vi allegarono i cartamodelli: fu un successo mondiale strepitoso. Ha innovato soprattutto con il successo clamoroso di Focus. E continua a farlo.</p>
<p><strong>Burqa</strong> <em>Velo integrale indossato dalle donne afgane, generalmente di colore azzurro, copre tutto il corpo e anche il volto. Munito di una griglia che serve a nascondere gli occhi. Il burqa somiglia al purdah portato da alcune donne in India e in Pakistan</em>.<br />
Lo <strong>Chador</strong> è il velo di colore nero portato in Iran. Il termine può indicare tanto il fazzoletto che copre la testa quanto l&#8217;ampio mantello che lo accompagna.<br />
E poi il <strong>chadri</strong>, variante del chador iraniano, l’<strong>Haik</strong>, ampio tessuto di colore bianco che copre il corpo dalla testa ai piedi, a volte nascondendo in parte anche il volto.<br />
Era il velo tradizionale delle donne in alcune regioni del Marocco e dell’Algeria.<br />
<strong>Hijab</strong>, Il termine deriva dal verbo arabo hajaba (nascondere) e indica ora il fazzoletto che nasconde i capelli, le orecchie e la nuca.<br />
In generale è accompagnato da una tunica o da uno spolverino. <strong>Niqab</strong> velo di colore nero, che copre in parte o completamente il volto, lasciando solo una fessura per gli occhi. Alcune donne lo portano aggiungendo occhiali da sole e guanti.<br />
<strong>Abaya</strong> Lungo mantello nero che copre tutto il corpo, dalla testa ai piedi, indossato soprattutto nei paesi del Golfo Persico.</p>
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		<title>Via gli zingari da Verona!</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 19:26:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/09/Zingara.jpg" alt="Zingara" width="227" height="176" class="alignleft size-full wp-image-5525" />Immagina un signore che ti guarda da sotto in su, con aria dimessa, che invoca perdono come avesse rubato più e più volte la marmellata… Stringe tra le dita una cartelletta arancione, che contiene l&#8217;elenco, nero su bianco, di una cinquantina di rom che non sono graditi in questa città perché sono persone, sempre le stesse, controllate più volte e che nel tempo hanno dimostrato di non volersi inserire nel nostro contesto e che continuano a delinquere.</p>
<p>Non è nuovo a queste imprese… Nell&#8217;ottobre 2009 è stato condannato dalla Cassazione a 4 mila euro di multa e alla sospensione per tre anni dai pubblici comizi. Le motivazioni della sentenza di condanna affermano che lui e altre persone hanno <em>«diffuso idee fondate sulla superiorità e sull&#8217;odio razziale ed etnico e incitato i pubblici amministratori competenti a commettere atti di discriminazione per motivi razziali ed etnici e conseguentemente creato un concreto turbamento alla coesistenza pacifica dei vari gruppi etnici nel contesto sociale al quale il messaggio era indirizzato.»</em></p>
<p><span id="more-5521"></span></p>
<p>Tuttavia l’altra mattina il signore con aria dimessa saliva con la sua cartelletta arancione stretta tra le dita le scale della prefettura… </p>
<p>C’è stato un convegno a Verona. Il tema: <em>Alle radici dell&#8217;Europa. Mori, giudei e zingari nei paesi del Mediterraneo occidentale</em>  (26 Novembre 2009 -28 Novembre 2009) <em>http://interculturale.net/events/alle-radici-delleuropa-mori</em></p>
<p>C’è un signore, fa il segretario del Pontificio Consiglio per i migranti e gli itineranti. È l’arcivescovo <strong>Agostino Marchetto</strong>. Afferma: <em>“Nelle relazioni tra cristiani e aderenti ad altre religioni riveste … grande importanza il principio della reciprocità, intesa non come un atteggiamento puramente rivendicativo, ma quale relazione fondata sul rispetto reciproco e sulla giustizia nei trattamenti giuridico-religiosi. La reciprocità è anche un atteggiamento del cuore e dello spirito, che ci rende capaci di vivere insieme e ovunque in parità di diritti e di doveri. Una sana reciprocità spinge ciascuno a diventare “avvocato” dei diritti delle minoranze dove la propria comunità religiosa è maggioritaria. Si pensi in questo caso anche ai numerosi migranti cristiani in Paesi con maggioranza non cristiana della popolazione, dove il diritto alla libertà religiosa è fortemente ristretto o conculcato.”</em> Erga migrantes caritas Christi, 14 maggio 2004, Mons. Marchetto</p>
<p>Oggi (1 settembre 2010) Sua Eccellenza Agostino Marchetto ha dato le dimissioni. La sua decisione è stata immediatamente accolta da papa Benedetto XVI.</p>
<p>La <strong>Fondazione Migrantes</strong> ha commissionato una ricerca all&#8217;Università di Verona a Sabrina Tosi Cambini e Carlotta Saletti Salza sotto la direzione di Leonardo Piasere. Su <em>‘La zingara rapitrice’</em>.  http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3498</p>
<p>Il 24-25 Giugno 2010, Roma, nel convegno <strong>Linguaggio, spazio e diversità in Italia dal 1861</strong><br />
Si è discusso di differenze geopolitiche, giudaismo, sessualità e comportamento sessuale, belli e brutti, Nord-Sud, disabilità, migranti, malati psichici&#8230; </p>
<p>Durante il convegno è stato presentato il manifesto razzista prodotto da Azione Universitaria, Roma, Ottobre 2007<br />
<strong>Foto</strong> <em>http://digilander.libero.it/ilsognodishura/ettes-7.htm</em></p>
<p><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/09/manifesto.jpg" alt="manifesto" width="331" height="334" class="alignleft size-full wp-image-5533" /></p>
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		<title>Film Festival della Lessinia</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 17:55:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è conclusa la 16ª edizione del “Film Festival della Lessinia” che si è tenuta a Bosco Chiesanuova dal 21 al 29 agosto 2010. Tra le novità una sezione destinata ai più piccoli, “Le montagne dei bambini”: un programma di film d’animazione e lungometraggi provenienti da ogni parte del mondo. Altro evento speciale è dedicato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_5419" class="wp-caption alignleft" style="width: 230px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/08/Bivacco_via_Bonfadio.jpg" alt="Bivacco in via Bonfadio" width="220" height="165" class="size-full wp-image-5419" /><p class="wp-caption-text">Bivacco in via Bonfadio</p></div>Si è conclusa la 16ª edizione del “<strong>Film Festival della Lessinia</strong>” che si è tenuta a Bosco Chiesanuova dal 21 al 29 agosto 2010.<br />
Tra le novità una sezione destinata ai più piccoli, <em>“Le montagne dei bambini”</em>: un programma di film d’animazione e lungometraggi provenienti da ogni parte del mondo. Altro evento speciale è dedicato ai giochi di montagna <em>“Come giocano i montanari”</em>.<br />
Sedici anni di film dedicati alla vita, alla storia e alle tradizioni delle montagne di ogni angolo del mondo. <em>www.filmfestivallessinia.it</em><br />
La Giuria internazionale ha assegnato il Gran Premio Lessinia della Comunità Montana della Lessinia – Lessinia d’Oro al film &#8220;<strong>Felicità</strong>&#8221; di <em>Salomé Aleksi</em>. La regista di Tblisi racconta la storia di Tamara: immigrata in Italia, dove lavora come badante senza permesso di soggiorno, a servizio di un&#8217;anziana signora. La morte improvvisa del marito sconvolge la sua vita. Dall&#8217;Italia, dove non può tornare senza uscire dalla clandestinità, organizza e partecipa al funerale dal suo telefonino. Il cellulare, sistemato nella camera ardente, allestita nella casa georgiana, diventa il prolungamento dell&#8217;affetto e del dolore, il ponte che supera gli ostacoli delle frontiere.<br />
<em>Felicità</em>, in contrasto con il tema trattato, è il motivetto della suoneria tratto dall&#8217;omonima canzone di Al Bano e Romina.<br />
<em>A ritirare il riconoscimento a nome della regista georgiana è intervenuta Tamara Vovcenco, badante in Italia che ha vissuto una storia analoga a quella raccontata nel film.</em></p>
<p><span id="more-5417"></span></p>
<p>Il Premio del Comune di Bosco Chiesanuova &#8211; Lessinia d’Argento è andato all&#8217;opera <em>&#8220;Himalaya, le chemin du ciel&#8221;</em> (Himalaya, il cammino del cielo) della regista francese Marianne Chaud. “Uno sguardo delicato ed empatico sulle aspettative, i sogni e la vita dei bambini buddisti che abbracciano la vita religiosa nelle comunità monastiche sulle montagne dello Zanskar &#8221; è la motivazione data dalla giuria. </p>
<p>Il Premio della Giuria dei bambini è andato alla serie di cartoni animati che hanno spopolato in Russia: <em>&#8220;Masha i medved&#8221;</em>. La storia di Masha, una piccola peste, e Mishka, il simpatico orso, diventati amici inseparabili; lei a tormentarlo, lui pazientemente a volerle bene. </p>
<p>La foto <strong>Sgomberato bivacco in via Bonfadio</strong><br />
Una cittadina moldava di 46 anni è stata accompagnata oggi al Cie di Torino dagli agenti della Polizia municipale per l’avvio della procedura di espulsione.<br />
È stata trovata in una baracca costruita con materiali di recupero all’interno del boschetto di via Bonfadio. È stata denunciata per invasione e occupazione di suolo pubblico.<br />
Sul posto sono intervenuti gli operatori dell’Amia per la pulizia immediata dell’area. </p>
<p><em>Foto http://ufficiostampa.comune.verona.it/media/_Ufficio_Stampa/Allegati/FOTO/Bivacco_via_Bonfadio.JPG<br />
</em></p>
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		<title>Verona La maledizione dei Cie</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 13:44:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si racconta che, per quanto riguarda Verona, gli ispettori del Viminale stanno valutando l’apertura di un (Cie) Centro di identificazione ed espulsione dei clandestini presso l’ex caserma di Bovolone-Isola Rizza o l’ex caserma ‘Pietro Schiavo’ presso la località Sacra Famiglia nel quartiere Borgo Roma. A Verona o in provincia sono pochi quelli che sorridono all’idea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_3859" class="wp-caption alignleft" style="width: 230px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/06/via-vigasio1.jpg" alt="Verona, via Vigasio" width="220" height="152" class="size-full wp-image-3859" /><p class="wp-caption-text">Verona, via Vigasio</p></div>Si racconta che, per quanto riguarda Verona, gli ispettori del Viminale stanno valutando l’apertura di un <strong>(Cie) Centro di identificazione ed espulsione dei clandestini</strong> presso l’<em>ex caserma di Bovolone-Isola Rizza</em> o l’<em>ex caserma ‘Pietro Schiavo’ presso la località Sacra Famiglia nel quartiere Borgo Roma</em>.<br />
A Verona o in provincia sono pochi quelli che sorridono all’idea di vedersi piazzare un Cie. È rimasto <em>Andrea Miglioranzi</em>, esponente della Fiamma Tricolore e capogruppo della Lista Tosi in Consiglio comunale, il quale afferma: <em>“Io farei un Cie in ogni provincia. E chi non è a favore non vuole la legalità e la sicurezza!”</em><br />
Mezza giunta comunale di Verona ha espresso il proprio malumore contro il sindaco Tosi, perché sembra aver deciso in completa autonomia la località dove edificare il serraglio di tutte le paure veronesi. Anche gli otto assessori del Popolo della Libertà vogliono decidere quale sarà il sito dove costruire il Cie. “Non andiamo al traino di nessuno, governiamo insieme.” propongono.<br />
<strong>Il Cie è un boccone amaro, ahimè!</strong> Il sig. <em>Fabio Venturi</em>, Presidente della V Circoscrizione e vicepresidente della Provincia di Verona, invita tutti a vivere la scelta in un rapporto di condivisione.<br />
Molti temono che la presenza di un Cie vicino a casa deprezzi i loro beni. In coloro che hanno paura, la paura non diminuisce, ma aumenta e il loro bisogno di sicurezza è alle stelle. Costoro, invece di recintare il mondo, forse dovrebbero rinchiudersi in un bunker, in una <em>tomba (extra)</em>…<br />
Qualcuno afferma che si dovrebbe aver vergogna solo a pensare all’eventualità di costruire un centro Cie.</p>
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		<title>Verona Bed e Breakfast Educativo</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 16:02:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inaugurazione a Verona di una comunità residenziale e di un Bed &#38; Breakfast Educativo. I servizi sono attivati dalla Cooperativa Energie Sociali e godono del partenariato dell’assessorato ai Servizi sociali del Comune di Verona e del finanziamento della Fondazione Cariverona. La piccola comunità residenziale è un servizio educativo rivolto ad adolescenti da 13 a 18 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/06/casa-mani.jpg" alt="casa-mani" width="193" height="163" class="alignleft size-full wp-image-3637" />Inaugurazione a Verona di una comunità residenziale e di un <strong>Bed &amp; Breakfast Educativo</strong>.  I servizi sono attivati dalla <em>Cooperativa Energie Sociali</em> e godono del partenariato dell’assessorato ai Servizi sociali del Comune di Verona e del finanziamento della Fondazione Cariverona.</p>
<p>La <strong>piccola comunità residenziale</strong> è un servizio educativo rivolto ad adolescenti da 13 a 18 anni, e offre loro uno spazio per stare bene, capire la propria storia, orientarsi e darsi una programmazione per il futuro.<br />
Il <strong>Bed &amp; Breakfast Educativo</strong> è rivolto ai giovani di età compresa tra 18 e 19 anni. Ha l’obiettivo di favorirne l’inserimento nel mondo del lavoro e di aiutarli nella ricerca di una casa. I ragazzi possono risiedervi per un periodo di tempo che va da pochi mesi a un anno. </p>
<p>In altre città il servizio è svolto da famiglie, il cui compito è offrire una stanza a uso esclusivo dell’ospite, una presenza adulta in casa dopo l’orario di lavoro o di studio del ragazzo/a, la colazione del mattino e il pasto serale in un clima di calorosa ospitalità familiare. L’obiettivo non è creare un legame permanente col ragazzo, ma incoraggiarlo ad affrontare con le proprie forze il mondo degli adulti.<br />
Dove il servizio è già attivo da tempo viene utilizzato da ragazzi stranieri, nella maggioranza dei casi privi di riferimenti familiari sul territorio, mentre per i giovani italiani si tratta per lo più di ragazzi provenienti da nuclei familiari problematici e inadeguati. <em>http://www.cam-minori.org/B&amp;BP.htm</em></p>
<p><span id="more-3633"></span></p>
<p>Il <strong>XIV rapporto su Verona</strong>, presentato dalla <em>Curia Diocesana di Verona</em>, si sofferma su aspetti della società giovanile veronese inquietanti ma carichi di promesse e di speranze.<br />
In particolare analizza l’impatto immigratorio, la relativa dimensione quantitativa e qualitativa, e il pericolo di segregazione etnica.<br />
Offre inoltre una interessante <strong>analisi del quartiere Veronetta</strong>, nel quale è presente ora il Bed &amp; Breakfast Educativo, protagonista in questi ultimi anni di una significativa trasformazione socio-culturale, che deve ancora rivelare a pieno la sua dimensione valoriale per tutta la città.<br />
<em>XIV° Rapporto su Verona, Anno 2008, Curia Diocesana di Verona, Ufficio Documentazione e Studi, Quaderno n. 34, 2008.</em></p>
<p>Una interessante analisi<strong> Un patto per le nuove generazioni</strong> <em>Rapporto sulla condizione dell&#8217;Infanzia nella provincia di Verona, analisi e approfondimento sullo stato di benessere dei bambini e dei ragazzi nella provincia di Verona.</em>è stata pubblicata nel gennaio 2010, a cura del Centro Studi G.B. Rossi e Unicef.<br />
<em>http://www.centrostudigbrossi.it/index.php/un-patto-per-le-nuove-generazioni-anno-2009</em></p>
<p><strong>Energie sociali</strong> è una Cooperativa Sociale Onlus, nata nel giugno 2008. Si occupa di progettazione e gestione di servizi alla persona, di animazione e aggregazione giovanile, di immigrazione e intercultura…<br />
<em>http://www.energiesociali.it/chi_siamo.asp</em></p>
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