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Verona Fieracavalli 4-7 novembre 2010

Verona, manifesto di Fieracavalli

Verona, manifesto di Fieracavalli

Nel montare un cavallo
noi prendiamo a prestito
la libertà.

Helen Thomson

È iniziata la 112ª edizione di Fieracavalli. L’evento internazionale offre un ricco programma di competizioni, convegni, dimostrazioni e spettacoli.
Gli operatori professionisti, gli esperti del settore trovano l’innovazione delle attrezzature e tante novità dell’abbigliamento e degli accessori per l’equitazione.
Incontri scientifici, culturali e professionali promossi da Enti, Associazioni di settore, Università e centri di ricerca per presentare e diffondere progetti e iniziative legati al mondo del cavallo.

La Fieracavalli nasce a Verona il 14 marzo 1898. Fin dall’inizio è anche sede per la presentazione di tecnologie innovative. Nel 1899, per esempio, ospita il primo congresso automobilistico indetto dall’Automobile Club d’Italia. Nel 1909 l’avvenimento clou della rassegna è una grande gara di palloni aerostatici.
Nel 1940 la fiera si apre mentre il mondo è in guerra, ma la drammatica situazione internazionale non sembra scalfire il successo della manifestazione, che si chiude addirittura con un giorno d’anticipo, perché sono stati venduti tutti i 6000 animali presenti.
Nel 1948 la fiera si apre nella nuova sede di Borgo Roma. Negli anni del dopoguerra lo sviluppo economico e l’agricoltura conoscono una notevole crescita, che porterà il cavallo a essere sempre più emarginato dalla vita dell’uomo. Fieracavalli propone tuttavia aspetti innovativi, dall’ippoterapia al trekking a cavallo…

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Verona, 4 novembre

Piazza Bra, 4 novembre

Piazza Bra, 4 novembre

Il 4 novembre 1918 il generale Armando Diaz emanava un laconico comunicato “Le nostre truppe hanno occupato Trento e sono sbarcate a Trieste. Il tricolore sventola sul Castello del Buon Consiglio e sulla Torre di San Giusto. Punte di cavalleria sono entrate a Udine.”
Non molto per ricordare 650.000 italiani caduti, 947.000 feriti e 600.000 dispersi.
La guerra contro l’Austria-Ungheria, iniziata il 24 maggio 1915, era terminata
La prima guerra mondiale si chiude ufficialmente l’11 novembre 1918, dopo la morte di oltre 15 milioni di uomini e donne, militari e civili.
Il Sacrario Militare di Redipuglia, il più grande sacrario militare italiano e uno dei più grandi al mondo, venne inaugurato nel 1938. Custodisce le salme di oltre 100.000 caduti della Grande Guerra.
Sulla sommità del massiccio del Grappa, nel sacrario costruito nel 1935 sono custoditi i resti mortali di 12.615 soldati.
Nel sacrario di Asiago riposano i resti di 33.086 caduti italiani e i resti di 20.000 caduti austro-ungarici.
La tomba del Milite Ignoto è una tomba che contiene i resti di un militare morto in guerra, il cui corpo non è stato identificato. È una tomba simbolica che rappresenta tutti coloro che sono morti nei conflitti e non sono mai stati identificati. La pratica di avere una tomba del milite ignoto si è diffusa soprattutto dopo la prima guerra mondiale, una guerra in cui il numero di corpi non identificati fu enorme.
In Italia la salma del milite ignoto venne posta nel monumento a Roma il 4 novembre 1921.

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A Verona la situazione è sotto controllo…

Chiusa sul fiume Fibbio in primavera

Chiusa sul fiume Fibbio in primavera

- Alle 14.22 di oggi è stata registrata una lieve scossa di terremoto con magnitudo 2.7.
Le località prossime all’epicentro sono i comuni di Magugnano e Malcesine in provincia di Verona.
- Sul lago è straripato l’Aril e una frana incombe su Malcesine
- Sono esondati il Tramigna e l’Alpone. Monteforte è vicina all’evacuazione generale.
- A San Martino Buon Albergo c’è stata una riunione straordinaria per valutare la situazione del fiume Fibbio, che in queste ultime ore ha raggiunto un livello allarmante.


- L’autostrada A4 è ancora interrotta tra Verona e Vicenza. E non si sa quando riaprirà.
- Anche sull’Autobrennero (A22) vengono segnalati problemi all’altezza dell’allacciamento con l’A4 a Verona. L’accesso è reso inagibile a causa di un allagamento in seguito alle forti piogge cadute.
Il maltempo non concede tregua per fronteggiare l’emergenza.
Ma le autorità ci ripetono… non preoccupatevi la situazione è sotto controllo…

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Il maltempo isola Soave e San Bonifacio

Soave allagata

Soave allagata

Nel Veronese, tra San Bonifacio e Soave, sono tracimati il Tramigna e l’Alpone. Raggiungere i centri abitati di Soave, Monteforte d’Alpone e Cazzano di Tramigna è molto difficile.
L’autostrada A4 è sommersa dalle acque dell’Alpone, che ha invaso entrambe le corsie di marcia e si presenta come un lago. A causa degli allagamenti l’autostrada A4 è stata chiusa in entrambe le direzioni nel tratto tra Vicenza ovest e Verona est. E lo rimarrà probabilmente fino a martedì 2 novembre 2010.
Anche la strada regionale 11 è chiusa al traffico.
A San Bonifacio sono stati chiusi i due ponti in località Motta e Villabella, situati rispettivamente nel centro del paese e sulla strada regionale 11.
Molte località sono rimaste senza elettricità.
Il sistema regionale di protezione civile, che include quello della difesa del suolo, sta predisponendo gli interventi di ripristino degli argini e l’assistenza alla popolazione colpita. Per le persone evacuate a Soave si sta operando al fine di garantire loro il pernottamento fuori casa.

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Il ponte dei morti

Verona, cimitero monumentale

Verona, cimitero monumentale

I giorni di festa tra il 29 ottobre e il 1 novembre si presentano con due facce. Da una parte la commemorazione dei defunti. È consuetudine nel giorno dedicato al ricordo dei defunti visitare i cimiteri e portare in dono fiori sulle tombe dei propri cari.

Berto Barbarani, il poeta veronese, immagina di vendere poesie, da raccontare ai propri cari, all’entrata del cimitero. Lumini, fiori, monumenti si spengono, ma una poesia da raccontare in un orecchio…
C’elo che vol comprar ‘na poesia
Da contarghe ai so morti in te una recia?
Le candele le sà da sacrestia
E ‘na ghirlanda la deventa vecia;
i monumenti i dise la busia,
tuti li guarda ma nessun se specia!
Ci vol comprar ‘na bela poesia,
da contarghe a i so morti in te una recia?

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Ad Artistica 2010 lavato il sangue del quadro

Opera di Umberto Vaschetto

Opera di Umberto Vaschetto

Artistica 2010 è una rassegna d’arte dedicata a pittura, scultura, fotografia e installazioni a cura di Sabrina Sottile. È stata inaugurata il 22 ottobre 2010. Lo scenario scelto per l’edizione veronese è la prestigiosa Sala delle Conferenze del centralissimo Palazzo della Ragione. Il percorso espositivo promette di emozionare per la bellezza, la profondità concettuale, l’innovazione e l’originalità delle opere esposte; un vero viaggio nell’arte per riflettere, per introdurre in mondi fantastici e onirici e magari per qualche istante… far sognare.
Orario continuato dalle 10.00 alle 18.00 Ingresso libero e gratuito La mostra termina il 1 novembre 2010.

Le opere di Umberto Vaschetto, torinese, hanno suscitato emozioni molto forti. Un opera rappresenta un feto impiccato nel suo stesso cordone ombelicale, un altro uccide la madre per sopravvivere alle sue intenzioni abortive, un crocefisso ricoperto di articoli di quotidiani che parlano di preti pedofili e di violenze in genere, sul quale sta il volto della Sindone e una scritta: “wanted”.
Nessuno è rimasto indifferente, qualcuno ha parlato di offese, provocazione, altri hanno cercato di capire il significato dei lavori.
Una mano anonima ha lavato la chiazza rosso sangue ai piedi della rappresentazione, parte integrante della composizione.
“Sono rimasto sorpreso nel vedere che la macchia di sangue sul pavimento è sparita da un giorno all’altro. Non mi sono perso d’animo, l’ho ricreata venerdì scorso. Mi sono informato, qualcuno deve aver cancellato involontariamente il colore. Non me la sono presa, del resto amo vedere la gente che reagisce in maniera diversa di fronte ai miei quadri.”

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In paradiso si fuma?

IL santo in alto a sinistra fuma!

IL santo in alto a sinistra fuma!

C’è un prete (classe 1967) della diocesi di Verona dal 1993, che illustra con vignette le pagine del Vangelo, non per banalizzare il messaggio che contengono, ma al contrario per cogliere la potenza di gioia che è nascosta nella storia di Gesù… http://www.gioba.it/
Molto interessante… tuttavia nella vignetta che illustra la lettura del Vangelo per la festività di Tutti i Santi, il beato, che sta in alto a sinistra, sta fumando.

In Italia la legge 165/1962 vieta ogni forma di pubblicità dei prodotti per fumatori su carta stampata, Tv, manifestazioni sportive, magliette o altro. Il Decreto Ministeriale 425 del 1991 vieta la pubblicità televisiva delle sigarette e di qualunque altro prodotto del tabacco, anche se effettuata in maniera indiretta mediante nomi, marchi o simboli di aziende produttrici.
L’art. 51 della legge 16 Gennaio 2003, n. 3 ‘Tutela della salute dei non fumatori’, vieta di fumare nei locali pubblici30.
La normativa intende tutelare la salute dei non fumatori, quindi la regola è il divieto il fumo in tutti i luoghi pubblici e privati aperti al pubblico.
Il fumo di tabacco è la più rilevante causa di morte prematura, e rappresenta uno dei più gravi problemi di sanità pubblica a livello mondiale, (il Ministero della Salute stima che in Italia avvengano ogni anno più di 80.000 decessi attribuibili al fumo) ma è prevenibile.
Forse il reverendo vuole dirci che il paradiso ormai è l’unico posto dove è permesso fumare, poiché il sindaco di Verona Flavio Tosi lo ha proibito anche nei parchi.

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Isola della Scala: dalla festa della zucca ad Halloween

La zucca lanterna

La zucca lanterna

La settima festa della zucca si gusta dal 28 al 31 ottobre a Isola della Scala. La manifestazione è imperniata sulla promozione dei prodotti locali, durante la quale vengono proposti al pubblico dolci e piatti a base di zucca: risotto con la zucca, tortelli di zucca, minestrone di zucca, dolci con la zucca… una festa mangereccia!

Tracce della zucca, che si trovano nel nostro passato veronese, portano direttamente alla festa di Halloween.
Il ciclo vegetativo della zucca si conclude alla fine di ottobre, periodo che presso i popoli dediti all’agricoltura segnava la fine dei raccolti e l’inizio dell’inverno. La vita cambiava radicalmente. Le persone si chiudevano nelle loro case per trascorrere al caldo le lunghe e fredde notti invernali.
Si praticavano dei riti divinatori che riguardavano le previsioni metereologiche, i matrimoni e la fortuna.
Si preparavano con un altro frutto simbolo di questo periodo, la mela. Si sbucciava una mela. Più lungo era il pezzo di mela sbucciato senza romperlo, più lunga sarebbe stata la vita di chi la sbucciava.
Il collegamento tra frutti della terra (mele, zucche…) e anime è dovuto al fatto che nelle religioni primitive il culto dei morti era collegato alla terra. I defunti erano sotterrati in attesa di una loro rinascita, come rinasce la pianta dalle sementi inerti interrate.
La zucca scavata e illuminata al suo interno da una candela rappresentava la morte. La zucca era montata su un bastone che il mascherato teneva in mano. Un tabarro, infine, ne copriva la testa e il resto del corpo. La zucca era posta sulla testa e la persona sembrava così molto più alta del normale. Le persone che componevano il piccolo corteo terrifico erano generalmente tre. Gli altri due avevano dei tabarri scuri e un cappellaccio nero in testa. Non portavano una vera e propria maschera sul viso, ma potevano avere il volto dipinto (ad esempio potevano disegnarsi dei baffi) per rendersi meno riconoscibili. Si appostavano fuori dalle stalle e aspettavano che le persone uscissero dai filò. Le persone vedevano questo mascheramento e si spaventavano moltissimo.
Era uno scherzo un po’ macabro che si faceva per spaventare i vecchietti per le strade, che appunto pensavano che la morte li inseguisse.
Il cristianesimo incorporò le vecchie festività pagane conferendo loro un significato compatibile con il suo messaggio. Per questo motivo nell’835 Papa Gregorio IV spostò la festa di Tutti i Santi dal 13 maggio al 1° novembre,
La nuova festa prese il nome di Halloween, che è la forma contratta di “All Hallows Even” ovvero notte o “Eve” (vigilia) di Ognissanti.

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I soldati lombardo-veneti nell’esercito austriaco

Verona Cimitero militare austroungarico

Verona Cimitero militare austroungarico

Durante le guerre di indipendenza migliaia di giovani lombardi e veneti hanno strenuamente combattuto contro l’Italia e contro il tricolore. All’inizio del 1848 dei sessantuno battaglioni della fanteria imperiale agli ordini di Radetzky nove erano ungheresi, sei cechi, dieci slavi, dodici austriaci e ben ventiquattro lombardo-veneti. Si calcola che il 33 per cento dell’intero esercito austriaco fosse composto da lombardo-veneti, circa sessantamila tra soldati e ufficiali.
A Solferino avvenne la più lunga e spaventosa battaglia della guerra d’indipendenza italiana. In 14 ore di combattimento persero la vita 14mila militari dell’impero austriaco e 15mila franco-piemontesi. A questa carneficina assistette il ginevrino Henry Dunant rimanendo talmente impressionato dai tormenti degli oltre 40mila feriti abbandonati a se stessi che votò il resto della sua vita a una grande impresa umanitaria: la fondazione della Croce Rossa. In quell’inferno eccelsero per valore e zelo i soldati del Lombardo-Veneto, tanto che il 16° reggimento ne riportò grande onore.

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Verona La sicurezza delle donne

Donne guerriere, donne complete...'

Donne guerriere, donne complete...'

Martedì 26 ottobre La giornata sulla sicurezza delle donne inizia con il convegno alle ore 9 in Gran Guardia, durante il quale interverranno la giornalista di Al Jazeera International Barbara Serra, lo psichiatra Vittorino Andreoli e il docente dell’Università di Padova Antonio Papisca.
Segue alle 12 la tavola rotonda “Vita da donna. Vita sicura?” moderata dalla giornalista de Il Sole 24 ore Raffaella Calandra.
La sera invece, alle ore 21 al Teatro Filarmonico, si tiene lo spettacolo teatrale a scopo benefico “Uomini che amano le donne”, ideato da “The exnovo”, con Laura Barriales e gli artisti di Zelig. L’incasso della serata sarà interamente devoluto alla Fondazione Doppia Difesa Onlus
Di quale sicurezza si parla?

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