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	<title>Verona NET &#187; News</title>
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	<description>La nostra Verona. Vita, eventi, cronaca e politica della città scaligera.</description>
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		<title>101 luoghi dove innamorarsi a Verona per tutta la vita</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 18:58:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[1 I luoghi descritti nella tragedia Romeo e Giulietta scritta da William Shakespeare: il balcone della casa di Giulietta, la casa di Romeo, la tomba. Impossibile non scambiarsi un bacio sotto il balcone di Casa Capuleti (Via Cappello), dal quale Giulietta si affaccia e giura il suo amore a Romeo. “Questo germoglio d’amore, che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_7857" class="wp-caption alignleft" style="width: 237px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/02/progetto-Lovestone1.jpg" alt="Sulle piastrelle scrivi il tuo amore" width="227" height="110" class="size-full wp-image-7857" /><p class="wp-caption-text">Sulle piastrelle scrivi il tuo amore</p></div><strong>1 I luoghi descritti nella tragedia Romeo e Giulietta</strong> scritta da William Shakespeare: <em>il balcone della casa di Giulietta, la casa di Romeo, la tomba</em>.</p>
<p>Impossibile non scambiarsi un bacio sotto il <strong>balcone di Casa Capuleti</strong> <em>(Via Cappello)</em>, dal quale Giulietta si affaccia e giura il suo amore a Romeo.<br />
<em>“Questo germoglio d’amore, che si apre al mite vento dell’estate, sarà uno splendido fiore quando ci rivedremo ancora. Buona notte, buona notte! Un sonno dolce e felice scenda nel tuo cuore come nel mio!”</em> Recita Giulietta salutando Romeo.</p>
<p>La leggenda indica come la casa di Giulietta e dei Capuleti un tipico palazzetto in cotto del Duecento, un tempo proprietà della famiglia Dal Cappello.<br />
<em>La casa di Giulietta si trova in Via Cappello 2</em></p>
<p><span id="more-7853"></span></p>
<p><strong>Tomba di Giulietta</strong><br />
Il complesso conventuale di san Francesco al Corso, che risale al XIII secolo, accoglie il luogo in cui è posta l&#8217;arca, che secondo la leggenda, accolse i corpi di Romeo e Giulietta.<br />
Nell’annesso museo si possono ammirare cicli di affreschi dal Medioevo al Cinquecento provenienti da palazzi nobiliari veronesi, oltre a pale d’altare e dipinti dal Cinquecento al Settecento.<br />
<em>Tomba di Giulietta e Museo degli Affreschi “Giovanni Battista Cavalcaselle”<br />
Via del Pontiere 35 </em></p>
<p><strong>La casa dei Montecchi</strong>, edificio di origine medievale, si trova nella via delle Arche, non molto lontana dalla casa di Giulietta.<br />
<em>Casa di Romeo, Via Arche Scaligere 2</em></p>
<p><strong>Terrazza degli Innamorati</strong><br />
La Terrazza degli Innamorati si trova in <em>Via Cappello 23</em> ed è accessibile dal cortile della casa di Giulietta. Dalla terrazza si gode un&#8217;eccezionale panoramica sulla città. Su una delle 60.000 piastrelle che formano il pavimento della terrazza potrete incidere il vostro nome. Anche il vostro amore diventerà immortale e rimarrà scritto per sempre sulla pietra.<br />
<strong>(Segue)</strong></p>
<p><strong>Per informazioni</strong></p>
<p>http://www.comune.verona.it/turismo/Passeggiando/ItinerarioA/giulietta.htm</p>
<p>http://www.veronainlove.it/it/category/tags/san-valentino</p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.veronanet.it%2Fblog%2F2011%2F02%2F01%2F101-luoghi-dove-innamorarsi-a-verona-per-tutta-la-vita%2F&amp;linkname=101%20luoghi%20dove%20innamorarsi%20a%20Verona%20per%20tutta%20la%20vita"><img src="http://www.veronanet.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
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		<title>Gravi ritardi dei treni diretti a Milano a causa di un deragliamento</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 20:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Città]]></category>
		<category><![CDATA[Cronoca]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[deragliamento]]></category>
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		<description><![CDATA[Lunedì 31 gennaio intorno alle 4.30 un treno merci diretto a Milano è deragliato a causa della presenza di un furgone sui binari. A circa duecento metri dalla stazione di Romano l treno si è scontrato con un furgone Ford Transit, abbandonato sul binario. L’automezzo era stato utilizzato qualche ora prima da una banda di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_7839" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/01/furgone-sui-binari.jpg" alt="Il furgone sui binari" width="240" height="184" class="size-full wp-image-7839" /><p class="wp-caption-text">Il furgone sui binari</p></div>Lunedì 31 gennaio intorno alle 4.30 un treno merci diretto a Milano <strong>è deragliato a causa della presenza di un furgone sui binari</strong>. A circa duecento metri dalla stazione di Romano l treno si è scontrato con un furgone Ford Transit, <strong>abbandonato</strong> sul binario. L’automezzo era stato utilizzato qualche ora prima da una banda di malviventi per sfondare la vetrina di una ricevitoria del lotto.<br />
Per scaricare la merce rubata e recuperare il denaro contenuto nelle macchinette i malviventi hanno «parcheggiato» il furgone sui binari. Spaccati i videogiochi e il cambiamonete con una mazza, hanno razziato il denaro e sono scappati, abbandonando il furgone e le carcasse delle macchinette. Ripulire i binari dalla merce persa dal treno e mettere in sicurezza l&#8217;area coinvolta nel deragliamento sarà un lavoro molto lungo.	</p>
<p><span id="more-7837"></span></p>
<p>L’azione compiuta è sconvolgente.</p>
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		<title>Verona Concorso a premi sul tricolore</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 11:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Prossimi eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[17 marzo 2011]]></category>
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		<description><![CDATA[In occasione delle celebrazioni del 150 anniversario della proclamazione dell’Unità d’Italia la Provincia di Verona indice un concorso sul tricolore rivolto a tutte le scuole dell&#8217;Infanzia, Primarie, Secondarie di I e II grado statali e paritarie oltre ai C.F.P. di Verona e provincia. Per ogni ordine sono previste 3 sezioni: foto-video-multimediale, grafico-pittorica e letteraria. Gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/01/frecce-tricolori.jpg" alt="frecce-tricolori" width="248" height="213" class="alignleft size-full wp-image-7805" />In occasione delle celebrazioni del 150 anniversario della proclamazione dell’Unità d’Italia la Provincia di Verona indice <strong>un concorso sul tricolore</strong> rivolto <strong>a tutte le scuole </strong>dell&#8217;Infanzia, Primarie, Secondarie di I e II grado statali e paritarie oltre ai C.F.P. di Verona e provincia. Per ogni ordine sono previste 3 sezioni: foto-video-multimediale, grafico-pittorica e letteraria.<br />
Gli studenti potranno partecipare singolarmente, in piccoli gruppi e su segnalazione diretta della  Scuola potranno  essere  valutati  anche  lavori  teatrali,  musicali  e coreutici. Il  lavoro singolo o di  gruppo dovrà essere presentato e autorizzato dal Dirigente scolastico/Direttore.<br />
Per ciascuna sezione saranno attribuiti premi ai primi classificati.<br />
L&#8217;iscrizione al concorso è gratuita.<br />
Il  materiale dovrà pervenire entro lunedì 14 Febbraio 2011.</p>
<p><span id="more-7801"></span></p>
<p><strong>Per informazioni</strong><br />
<em>http://portale.provincia.vr.it/comunicazione/ufficio-stampa-e-comunicazione/news/bando-di-concorso-il-tricolore-la-nostra-bandiera<br />
www.provincia.vr.it &#8211;  www.istruzioneverona.it  &#8211;  www.prefettura.it/verona</em></p>
<p><strong>ll tricolore italiano</strong> fu decretato a Reggio Emilia come bandiera della Repubblica Cispadana il 7 gennaio 1797. Nel 1861 il Tricolore, caricato dello stemma di Casa Savoia, divenne bandiera ufficiale del Regno d&#8217;Italia. Alla nascita della Repubblica lo stemma fu abolito e il Tricolore, seppure con proporzioni diverse, tornò ad essere quello del 1798. L&#8217;uso di questa bandiera è puntualmente sancito da un&#8217;apposita norma della Costituzione:<em> «La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.»</em><br />
(art. 12 della Costituzione della Repubblica italiana)</p>
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		<title>Verona Bepo Patata e la principessa Sissi</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 10:25:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si sono svolte le elezioni (30 gennaio 2011) delle maschere Bepo Patata e la Principessa Sissi che rappresentano Borgo Venezia al carnevale. Domenica 27 febbraio 2011: incoronazione delle maschere dei sei Borghi e sfilata nel Borgo S. Croce di tutte le maschere cittadine. La maschera principale è Bepo patata così chiamato Francesco Giuseppe Imperatore d&#8217;Austria. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_7789" class="wp-caption alignleft" style="width: 258px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/01/sissi-carnevale.jpg" alt="Bepo Patata e Sissi" width="248" height="186" class="size-full wp-image-7789" /><p class="wp-caption-text">Bepo Patata e Sissi</p></div>Si sono svolte le <strong>elezioni</strong> (30 gennaio 2011) delle maschere <strong>Bepo Patata e la Principessa Sissi</strong> che rappresentano <strong>Borgo Venezia</strong> al carnevale.<br />
Domenica 27 febbraio 2011: incoronazione delle maschere dei sei Borghi e sfilata nel Borgo S. Croce di tutte le maschere cittadine. </p>
<p>La maschera principale è <strong>Bepo patata</strong> così chiamato <em>Francesco Giuseppe Imperatore d&#8217;Austria</em>. Nacque nel castello di Schönbrunn (Vienna) nel 1830 e qui morì nel 1916. Era figlio dell&#8217;arciduca Francesco Carlo e di Sofia di Baviera. Salì al trono diciottenne nel 1848. Iniziò così il suo lunghissimo regno del quale avrebbe visto lo sfacelo dell’impero asburgico.<br />
Sul mantello abbiamo messo le teste dei tacchini, nel dialetto veronese piti, al posto dell&#8217;aquila imperiale.</p>
<p><span id="more-7787"></span></p>
<p><div id="attachment_7791" class="wp-caption alignleft" style="width: 258px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/01/carnevale-radesky.jpg" alt="General Radecio e Radecela" width="248" height="186" class="size-full wp-image-7791" /><p class="wp-caption-text">General Radecio e Radecela</p></div>Viene poi la <strong>principessa Sissi</strong> ovvero <em>Elisabetta di Wittelsbach</em> (Monaco di Baviera, 24 dicembre 1837 – Ginevra, 10 settembre 1898) nata duchessa in Baviera, fu imperatrice d&#8217;Austria, regina apostolica d&#8217;Ungheria e regina di Boemia e di Croazia come consorte di Francesco Giuseppe d&#8217;Austria.</p>
<p>Il <strong>Generale Radetzki</strong> chiamato da noi &#8220;<em>General Radecio</em>&#8220;. Non sappiamo se il General Radetzki avesse una compagna fissa. Noi abbiamo pensato di dargli una compagna nella figura della &#8220;Radeciela&#8221;.</p>
<p>Ultimo, la maschera più amata dai bambini, il &#8220;<strong>Frate Feton</strong>&#8220;. Maschera, questa, che vuole fare omaggio ai frati del Barana nostri vicini di borgo. </p>
<p><em>http://www.comitatodeiseiborghi.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=52&amp;Itemid=55</em></p>
<p>Maschere all&#8217;insegna del Risorgimento!<br />
Altre maschere dei 6 borghi sono:<br />
Ducato della Seola &#8211; Borgo Santa Croce<br />
Campanar De San Giusto e la so Mula &#8211; Borgo Trieste<br />
Visconte di In The Dark &#8211; San Felice Extra</p>
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		<title>Verona Basta paura, sono finiti i soldi</title>
		<link>http://www.veronanet.it/blog/2011/01/30/verona-basta-paura-sono-finiti-i-soldi/</link>
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		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 17:15:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La paura individuale è un fenomeno che coinvolge una elevata percentuale di cittadini, soprattutto tra le donne e in modo particolare modo tra gli abitanti della Campania e Puglia. I dati sono stati resi noti a novembre 2010 dall’Istituto Nazionale di Statistica. Un caso particolare è il Veneto, che presenta una percentuale maggiore sia rispetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_7757" class="wp-caption alignleft" style="width: 258px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/01/borgo-roma-commissariato1.jpg" alt="Inaugurazione commissariato" width="248" height="186" class="size-full wp-image-7757" /><p class="wp-caption-text">Inaugurazione commissariato</p></div><strong>La paura individuale</strong> è un fenomeno che coinvolge una elevata percentuale di cittadini, soprattutto tra le donne e in modo particolare modo tra gli abitanti della Campania e Puglia. I dati sono stati resi noti a novembre 2010 dall’Istituto Nazionale di Statistica.<br />
<em>Un caso particolare è il Veneto, che presenta una percentuale maggiore sia rispetto alla media italiana che a<br />
quella delle altre regioni del Nord-est. Evita, infatti, di uscire di casa perché ha paura il 26,6 per cento dei veneti<br />
contro il 23,3 per cento dei residenti nel Nord-est.</em><br />
Secondo l&#8217;<strong>indagine dell&#8217;Istat</strong> in Italia c’è stata una netta diminuzione di alcuni reati ma il Veneto mostra i livelli più elevati di paura tra i cittadini, <em>“sebbene i suoi abitanti non presentino tassi di vittimizzazione particolarmente diversi dagli altri”</em>. </p>
<p><span id="more-7751"></span></p>
<p>Indagini statistiche a parte ora nella patria dei sindaci sceriffi, delle ronde, delle campagne elettorali passate più a parlare di immigrati che di politica, la sicurezza non è più un problema. Almeno, non lo è più per la Lega.<br />
<strong>Il bilancio della Regione Veneto 2011</strong> assegna zero euro al tema della sicurezza dei cittadini. “Non esiste più il problema?”<br />
“ No! In realtà sono finiti i soldi.”</p>
<p><strong>Nella foto</strong> <em>Borgo Roma, riaperto il commissariato di polizia (30 giugno 2010).<br />
La dirigente Rapetti: &#8220;Ancora più presenti sul territorio per aumentare la sicurezza dei cittadini&#8221;. Erano presenti il presidente della Provincia Giovanni Miozzi, il vicepresidente Fabio Venturi, in veste anche di presidente della Quinta Circoscrizione, l&#8217;assessore provinciale al Patrimonio Stefano Marcolini, il questore Vincenzo Stingone e la dirigente del commissariato Cristina Rapetti.<br />
</em></p>
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		<title>I giorni della merla</title>
		<link>http://www.veronanet.it/blog/2011/01/29/i-giorni-della-merla/</link>
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		<pubDate>Sat, 29 Jan 2011 18:47:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo la tradizione i giorni della merla sono gli ultimi tre giorni di Gennaio (29, 30 e 31). Si dice che siano i tre giorni più freddi dell&#8217;anno. Racconta la leggenda che una merla, con uno splendido candido piumaggio, era regolarmente perseguitata da Gennaio, che si divertiva ad aspettare che uscisse dal nido in cerca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_7709" class="wp-caption alignleft" style="width: 341px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/01/merla-merlo.jpg" alt="Merlo e merla" width="331" height="134" class="size-full wp-image-7709" /><p class="wp-caption-text">Merlo e merla</p></div>Secondo la tradizione i giorni della merla sono gli <strong>ultimi tre giorni di Gennaio (29, 30 e 31)</strong>. Si dice che siano i tre giorni più freddi dell&#8217;anno.<br />
<strong>Racconta la leggenda</strong> che una merla, con uno splendido candido piumaggio, era regolarmente perseguitata da Gennaio, che si divertiva ad aspettare che uscisse dal nido in cerca di cibo per ricoprirla di freddo e gelo. La merla un anno decise di fare provviste sufficienti per un mese e si riparò nella tana.<br />
Gennaio allora aveva solo 28 giorni. L&#8217;ultimo giorno del mese la merla uscì dal nascondiglio e si mise a cantare per sbeffeggiarlo. Gennaio si offese e chiese in prestito tre giorni a Febbraio. Poi scatenò bufere di neve, vento, gelo, pioggia. La merla si rifugiò in un camino dove restò al riparo per tre gio. Quando uscì, era salva, ma il suo bel piumaggio si era annerito a causa del fumo e così rimase per sempre con le piume nere.</p>
<p><span id="more-7705"></span></p>
<p>I proverbi indicavano ai contadini i lavori che dovevano essere iniziati nei campi e davano loro qualche lezione di meteorologia.<br />
<strong>Se a gennaio c’è molto freddo, il raccolto sarà abbondante</strong>.<br />
<em>Neve de genar inpenisse el granar.<br />
Sotto la neve pane, sotto l&#8217;acqua fame.<br />
Sant’Antonio dalla barba bianca, se non nevica non si mangia.<br />
Le gallina hanno ripreso a fare le uova. A San Bovo (2 gennaio) se ronpe el primo ovo. Non v’è gallina o gallinaccia che di gennaio uova non faccia.</em></p>
<p><strong>Qualche consiglio</strong><br />
<em>Chi vuole un buon aglio lo pianti con la luna di gennaio.<br />
La luna di gennaio è la luna del vino.<br />
Il sole comincia a scaldare e le giornate si allungano.<br />
San Sebastiano (20/01) con la viola in mano. Per San Sebastiano un&#8217;ora abbiamo.<br />
A Santa Agnese (21/01) corre la lucertola per le siepi.</em></p>
<p><strong>Il maschio</strong> è lungo fino a 25 centimetri e presenta un piumaggio in genere completamente nero o marrone scuro; il becco, e il contorno degli occhi sono di un giallo acceso tendente all&#8217;arancione.<br />
<strong>La femmina</strong> è, invece, di colore bruno scuro, con la gola più chiara, striata. </p>
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		<title>Le erbe magiche del solstizio d’inverno</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Dec 2010 15:03:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La stella di Natale, l’abete, l’agrifoglio, l’alloro, l’orchidea, l’elleboro, il vischio, gli agrumi, le bacche di rosa sono alcune delle piante che decorano le case nel periodo natalizio. Alcuni dicono che portino fortuna oppure possiedano proprietà curative. Dopo le visite ai mercatini di Natale, le camminate sulle ciaspole, la corsa ai regali… concediti una passeggiata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_7303" class="wp-caption alignleft" style="width: 312px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/12/albero_natale_Verona.jpg" alt="Grande e inutile albero di Natale davanti a Porta Nuova" width="302" height="140" class="size-full wp-image-7303" /><p class="wp-caption-text">Grande e inutile albero di Natale davanti Porta Nuova</p></div><em>La stella di Natale, l’abete, l’agrifoglio, l’alloro, l’orchidea, l’elleboro, il vischio, gli agrumi, le bacche di rosa</em> sono alcune delle piante che decorano le case nel periodo natalizio. Alcuni dicono che portino fortuna oppure possiedano  proprietà curative.<br />
Dopo le visite ai mercatini di Natale, le camminate sulle ciaspole, la corsa ai regali… concediti una passeggiata tra i campi, in collina. Sono molte le opportunità e godrai di numerosi benefici.<br />
<strong>L&#8217;agrifoglio</strong>, Ilex aquifolium, è una pianta magica, ma anche tossica per gli esseri umani poiché irrita lo stomaco e l&#8217;intestino, è dannoso per il sistema nervoso e per il cuore. L&#8217;ingestione delle bacche può essere mortale per l’uomo. È invece un cibo prelibato per gli uccelli come il sorbo degli uccellatori. La pianta produce foglie molto belle e caratteristiche oltre a bacche rosse decorative <em>(solo gli esemplari femmina)</em>.</p>
<p><span id="more-7301"></span></p>
<p><strong>L&#8217;albero di Natale</strong> che generalmente si acquista è un abete.<br />
<strong>Consigli</strong> S<em>e in casa allestisci un albero senza radici: conserva l&#8217;albero in un luogo fresco, possibilmente all&#8217;esterno, comunque lontano dai caloriferi, fino a che non sarai pronto per addobbarlo. Riponilo in un recipiente capiente pieno d&#8217;acqua, più acqua c&#8217;è meglio è. Utilizza acqua tiepida (circa a 30°). Lascia sempre una riserva d&#8217;acqua in maniera tale che l&#8217;albero rimanga sempre bagnato. Assicurati che il livello dell&#8217;acqua non scenda mai al di sotto del taglio perché ciò indurirà il tronco e ridurrà l&#8217;assorbimento dell&#8217;acqua. La soluzione migliore è quella di posizionare l&#8217;albero in un treppiede e collocarlo in un secchio.<br />
Per un albero con radici utilizza un sottovaso molto capiente, in cui sia possibile lasciare sempre una buona riserva d&#8217;acqua. Bagna regolarmente l&#8217;albero. Posiziona l&#8217;albero lontano da fonti di calore e spegni le lampadine quando esci di casa o vai a dormire. Contrariamente a quanto si crede un albero di natale raccolto da poco e ben annaffiato è impossibile da incendiare.<br />
Terminato il periodo natalizio utilizza i rami dell&#8217;albero nel tuo giardino. Gli aghi di abete sono ottimi anche per inacidire il terreno delle piante acidofile. Utilizza il tronco dell&#8217;albero come palo di sostegno per altre piante. Se hai un albero con radici posizionalo all&#8217;esterno sul balcone o piantalo in giardino. Oppure regala il tuo albero a gruppi di volontari che raccolgono gli alberi per piantarli in zone di rimboschimento. Chiedi informazioni alla stazione del Corpo Forestale dello Stato più vicino.</em></p>
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		<title>A Santa Lùssia na ponta de ùcia</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Dec 2010 18:45:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Santa Lùssia na ponta de ùcia, a Nadal un passo de gal, all&#8217;Epifania un passo de strìa e a Sant&#8217;Antonio un passo del demonio. A Santa Lucia (13 dicembre) una punta di spillo, a Natale (25 dicembre) un passo di gallo, all&#8217;Epifania (6 gennaio) un passo di strega e a Sant&#8217;Antonio (17 gennaio) un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_7273" class="wp-caption alignleft" style="width: 237px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/12/san_giovanni_valle.jpg" alt="San Giovanni in Valle" width="227" height="307" class="size-full wp-image-7273" /><p class="wp-caption-text">San Giovanni in Valle</p></div><em>A Santa Lùssia na ponta de ùcia, a Nadal un passo de gal, all&#8217;Epifania un passo de strìa e a Sant&#8217;Antonio un passo del demonio.</em><br />
<strong>A Santa Lucia</strong> <em>(13 dicembre)</em> una punta di spillo, <strong>a Natale</strong><em> (25 dicembre)</em> un passo di gallo, <strong>all&#8217;Epifania</strong> <em>(6 gennaio)</em> un passo di strega e <strong>a Sant&#8217;Antonio</strong> <em>(17 gennaio)</em> un passo di demonio.<br />
I proverbi popolari avvisano che ci avviciniamo alla notte più lunga dell’anno, il solstizio d’inverno. </p>
<p><strong>Il 13 dicembre a Verona</strong> il Sole sorge alle ore 07:47  e tramonta alle ore 16:34.<br />
Durata del giorno 08:47<br />
<strong>Il 25 dicembre</strong> il Sole sorge alle ore 07:54 e tramonta alle ore 16:38.<br />
Durata del giorno 08:44<br />
<strong>Il 1 gennaio 2011</strong> il Sole sorge alle ore 07:56 e tramonta alle ore 16:43.<br />
Durata del giorno 08:47<br />
<strong>Il 6 gennaio 2011</strong> il Sole sorge alle ore 07:56 e tramonta alle ore 16:48.<br />
Durata del giorno 08:52<br />
<strong>Il 17 gennaio 2011</strong> il Sole sorge alle ore 07:52 e tramonta alle ore 17:01.<br />
Durata del giorno 09:09<br />
La durata della luce del giorno dopo Natale inizia ad aumentare, ad allungarsi, prima come una punta di spillo, poi un po’ di più, come un passo di gallo&#8230;</p>
<p><span id="more-7271"></span></p>
<p>In passato la progressiva maggiore durata della luce del giorno veniva celebrata con feste e riti. <strong>Santa Lucia</strong>, la santa della luce, risplende su queste giornate.<br />
<strong>Molte chiese antiche di Verona sono costruite nell&#8217;orientamento del solstizio</strong>. Ad esempio dalla posizione dove sorge l’attuale Chiesa di <strong>San Giovanni in Valle</strong>, che si trova a 70 m sul livello del mare, in via Fontana del Ferro 3, si poteva vedere tramontare il Sole sul piano dell’orizzonte proprio dietro dove è stata costruita la primitiva Chiesa di Santa Lucia extra,  che si trovava allo stesso livello altimetrico (70 m.s.l.m. ) di San Giovanni in Valle.<br />
Tale allineamento rispettava inoltre uno dei principi indicati da Vitruvio, l’architetto romano. L’orientamento al solstizio d’inverno permetteva alle case di sfruttare il massimo della luce solare e avere nessun lato della casa né troppo caldo nè troppo freddo.</p>
<p><strong>L’immagine</strong> è tratta da<br />
<em>http://www.veronissima.com/sito_italiano/html/tour_chiese_verona_in_valle.html</em><br />
Trovi degli approfondimenti su<br />
<em>http://laveja.blogspot.com/2008/12/verona-la-chiesa-di-san-giovani.html</em></p>
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		<title>Il presepe dei soldati a San Giovanni in Foro, Verona</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 21:49:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Avvento è iniziato e nelle chiese è iniziata la preparazione dei presepi. Sabato 4 dicembre, nella suggestiva cornice dell’Arena di Verona, verrà inaugurata la 27 mostra internazionale del presepio nell’arte e nella tradizione. Nella chiesa di San Giovanni in Foro si trova una piccola curiosità. La chiesa di San Giovanni in Foro a Verona presumibilmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_7093" class="wp-caption alignleft" style="width: 230px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/11/San_Giovanni_in_Foro.jpg" alt="San Giovanni in Foro" width="220" height="284" class="size-full wp-image-7093" /><p class="wp-caption-text">San Giovanni in Foro</p></div>L’Avvento è iniziato e nelle chiese è iniziata la preparazione dei presepi. Sabato 4 dicembre, nella suggestiva cornice dell’Arena di Verona, verrà inaugurata la <strong>27 mostra internazionale del presepio nell’arte e nella tradizione</strong>.<br />
<strong>Nella chiesa di San Giovanni in Foro</strong> si trova una piccola curiosità. La chiesa di San Giovanni in Foro a Verona presumibilmente risale al XII secolo. Sorge lungo corso Portoni Borsari, elegante via pedonale della città.<br />
L’esterno presenta una sepoltura in marmo, con croce e stemmi e un trittico sovrapposto. Il campanile è in cotto.<br />
Parte preziosa della chiesa è considerato <em>il portalino rinascimentale</em>, scolpito da Gerolamo Giolfino, recante ai lati dell&#8217;arco e alla sua sommità le statue dei Santi Giovanni Evangelista, Pietro e Giovanni Battista.</p>
<p><span id="more-7091"></span></p>
<p>All&#8217;interno della bellissima Chiesa si trova <strong>un piccolo presepe</strong> con piccolissime statue, creato dai soldati durante la Prima Guerra Mondiale, nel 1917.<br />
La chiesa si era resa disponibile come luogo di accoglienza e cura dei feriti e sicuramente uno o più soldati hanno realizzato il piccolo presepe durante la loro degenza. Non si conosce quale materiale sia stato utilizzato, ma si presume che le statuine siano in gesso. L&#8217;opera è sigillata in una vetrinetta e non è mai stata toccata.<br />
Sotto alla vetrinetta si legge: <em>&#8220;Presepio e statue fatte manualmente dai soldati presenti in questa chiesa, diventata ospedale militare, nel Natale di guerra del 1917.&#8221;</em></p>
<p>Poche persone sanno anche che nella chiesa è stato recentemente collocato, accanto all&#8217;altar maggiore, <strong>un pendolo di Foucault</strong>. Si tratta di una realizzazione del 1987, opera dell&#8217;artista Giovanni Cavalleri, cui si deve anche il mosaico che ne costituisce il quadrante, ispirato all&#8217;antico mosaico della grotta di Conone a Nazareth (Basilica dell&#8217;Annunciazione).<br />
Il pendolo di San Giovanni in Foro compie un&#8217;oscillazione completa in 5,8 secondi.<br />
In realtà esso non torna mai nella posizione iniziale, ma risulta spostato lateralmente di qualche millimetro.<br />
Oscillazione dopo oscillazione, questi lievi spostamenti si accumulano e dopo un&#8217;ora si può osservare una rotazione del piano di oscillazione. Se la terra fosse ferma, il piano di oscillazione del pendolo rimarrebbe sempre costante. </p>
<p>Notizie tratte da<em> http://ffz.leonardo.it/discussione.aspx?idd=7434550&amp;p=3</em></p>
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		<title>Verona Il nuovo Polo chirurgico di Borgo Trento</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 10:41:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi nell&#8217;area dell&#8217;ospedale di Borgo Trento viene inaugurato il grande polo chirurgico, intitolato al prof. Pietro Confortini, pioniere dai trapianti renali in Italia. L&#8217;imponente struttura è dotata di 33 sale operatorie, con una potenzialità operativa di circa 120 interventi chirurgici al giorno, 24 diverse specialità di area chirurgica, compresi i trapianti, con tecnologie di avanguardia. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_7039" class="wp-caption alignleft" style="width: 265px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/11/Borgo_Trento_Hospital.jpg" alt="Il nuovo polo chirurgico in fase di costruzione" width="255" height="88" class="size-full wp-image-7039" /><p class="wp-caption-text">Il nuovo polo chirurgico in costruzione</p></div>Oggi nell&#8217;area dell&#8217;ospedale di Borgo Trento <strong>viene inaugurato</strong> il grande <strong>polo chirurgico</strong>, intitolato al prof. <em>Pietro Confortini</em>, pioniere dai trapianti renali in Italia. L&#8217;imponente struttura è dotata di 33 sale operatorie, con una potenzialità operativa di circa 120 interventi chirurgici al giorno, 24 diverse specialità di area chirurgica, compresi i trapianti, con tecnologie di avanguardia.<br />
<em>L’inaugurazione oggi, 30 novembre 2010, alle ore 15</em>, alla presenza di numerose autorità nazionali, regionali e locali. </p>
<p><strong>Le origini degli Istituti Ospitalieri</strong>, oggi Azienda Ospedaliera di Verona risalgono ai primi anni del Cinquecento. Oggi l&#8217;azienda opera su due sedi: l&#8217;Ospedale Civile Maggiore di Borgo Trento e l&#8217;Ospedale policlinico &#8220;Gianbattista Rossi&#8221; di Borgo Roma. Il nucleo storico dell&#8217;Azienda è l&#8217;Ospedale di Borgo Trento la cui origine risale all&#8217;antico ospedale situato in piazza Bra e denominato Santa Casa della Misericordia.<br />
Nel 1800 la <em>Santa Casa della Misericordia</em> era inadatta a soddisfare le esigenze sanitarie e sociali della città. Al suo posto fu individuato il <em>convento di Sant&#8217;Antonio al Corso</em> in via Valverde. Il Comune acquistò l&#8217;ex ospedale della Bra e lo fece demolire fra il 1819 ed il 1820 per realizzare al suo posto <em>Palazzo Barbieri</em>, sede attuale dell’Amministrazione Comunale.<br />
Nel 1895 il cavalier Alessandro Alessandri destinava un lascito testamentario a un istituendo &#8220;<em>Ospedale per bambini</em>&#8220;, che fu costruito nella zona nord-ovest di Verona (attuale borgo Trento). Nel 1926 il Consiglio Ospitaliero acquistò l&#8217;area limitrofa all&#8217;Alessandri, per costruirvi un nuovo <em>Tubercolosario</em>, lasciando la sede del Chievo.<br />
Si cominciava a delineare un nuovo Ospedale Maggiore <em>&#8220;il quale fosse rispondente alle nuove necessità demografiche, al progresso della scienza e alle aumentate esigenze della tecnica sanitaria&#8221;</em>.  Negli anni successivi l’area fu completata con nuove costruzioni, servizi, cliniche, sale operatorie.</p>
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