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	<title>Verona NET &#187; Storia</title>
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	<description>La nostra Verona. Vita, eventi, cronaca e politica della città scaligera.</description>
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		<title>Quattro ciacole</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 13:56:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella foto L’Adige entra timoroso da ponte Castelvecchio nella città di Verona, ma poi ne esce raccontando, raccontando, raccontando… Quattro ciacole, quattro parole, si fanno la mattina al mercato, il pomeriggio al parco giochi, la sera al bar… È un parlare semplice fatto di opinioni, previsioni, qualche ironia. www.ciacole.org è il blog su Verona che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_8325" class="wp-caption alignleft" style="width: 265px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/02/castelvecchioVerona.jpg" alt="Verona, ponte a Castelvecchio" width="255" height="159" class="size-full wp-image-8325" /><p class="wp-caption-text">Verona, ponte a Castelvecchio</p></div><strong>Nella foto</strong> <em>L’Adige entra timoroso da ponte Castelvecchio nella città di Verona, ma poi ne esce raccontando, raccontando, raccontando…</em></p>
<p>Quattro ciacole, quattro parole, si fanno la mattina al mercato, il pomeriggio al parco giochi, la sera al bar… È un parlare semplice fatto di opinioni, previsioni, qualche ironia. <strong>www.ciacole.org</strong> è il blog su Verona che ho scoperto oggi. Trovi varie rubriche.</p>
<li>La rassegna stampa serale: le notizie sui <strong>fatti più importanti accaduti a Verona</strong> durante il giorno. La frase celebre del sindaco Tosi. Non sempre c’è.
<li>Proposte di gite fuori porta. <strong>Itinerari alla scoperta dei segreti di Verona</strong>.
<li>E poi <strong>1001 luoghi dove innamorarsi per sempre a Verona</strong>… guida d’amore alla scoperta della città di Verona.
<li><strong>Il diario segreto di Giulietta Capuleti</strong>…  dove l’adolescente veronese racconta le emozioni, i sogni, le paure… vissute nella città di Verona agli inizi del 1300.
<li><strong>Silvestro II</strong> nell’anno mille. Intorno all’anno 1000 d.C. Halima, Layla e Chantal, tre giovani ragazze, partono da Cordoba per consegnare una lettera a Silvestro II, pontefice in Roma… Lungo il viaggio si incontrano divertenti problemi da risolvere, racconti enigmatici, poesie, luoghi fantastici, strumenti magici…
<li><strong>Donne e uomini del risorgimento a Verona</strong>. Una rubrica stimolata dalle celebrazioni dei 150 dell’Unità d’Italia.
<li>Se non leggi i giornali pubblicati a Verona, non lasciarti perciò sfuggire una sagra molto caratteristica, una conferenza, un concerto particolare. Sul blog www.ciacole.org trovi il racconto che ti tranquillizza dopo una giornata nervosa di lavoro, le indicazioni per scoprire l’amore e dare un tocco personale alla tua serata, il problema divertente con cui sfidare gli amici… al bar.
<p><span id="more-8323"></span></p>
<p>Auguri agli amici del blog veronese!</p>
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		<title>Buon Capodanno Veneto a tutti!</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Feb 2011 16:23:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Batter Marzo, brusar Marzo, ciamar Marzo significa risvegliare l’anno nuovo la terra addormentata dal gelo dell’inverno perché si risvegli e si prepari per la nuova semina. Adulti e bambini, uomini e donne battevano, battevano incessantemente qualsiasi supporto facesse rumore, per svegliare la natura e la voglia di tornare a vivere dopo il letargo invernale. Le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_8255" class="wp-caption alignleft" style="width: 265px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/02/Giazza-La-festa-del-fuoco.jpg" alt="Giazza, festa del fuoco" width="255" height="194" class="size-full wp-image-8255" /><p class="wp-caption-text">Giazza, festa del fuoco</p></div><strong>Batter Marzo</strong>, brusar Marzo, ciamar Marzo <strong>significa risvegliare l’anno nuovo</strong> la terra addormentata dal gelo dell’inverno perché si risvegli e si prepari per la nuova semina.<br />
Adulti e bambini, uomini e donne battevano, battevano incessantemente qualsiasi supporto facesse rumore, per svegliare la natura e la voglia di tornare a vivere dopo il letargo invernale. Le persone si recavano sulle alture, munite di campanacci e “racole” (strumenti di legno che agitati producevano un forte rumore) e tutti insieme li scuotevano festosamente per invitare la bella stagione. Al contempo si accendevano dei fuochi, simbolo di coraggio e di forza.<br />
In questa occasione venivano recitate delle filastrocche scherzose, che avevano come protagonisti i giovani che si sarebbero sposati durante l’anno.</p>
<p><span id="more-8251"></span></p>
<p><strong>Secondo la tradizione veneta il 1 Marzo inizia l’anno nuovo</strong>. </p>
<p>La tradizione, ancora oggi, viene fatta rivivere da alcune comunità.<br />
La notte tra il 28 febbraio e il 1 marzo 2009 si svolge a <strong>Selva di Progno</strong> (VR) &#8211; frazione San Bortolo (Bartolomeo delle Montagne) il tradizionale appuntamento <em>&#8216;Osar marzo&#8217;</em>. Gli abitanti della Lessinia per l’occasione indossano i tipici costumi cimbri e cantano filastrocche antiche per chiamare la primavera.</p>
<p>A <strong>Marano di Valpolicella</strong> sono stati organizzati degli incontri (raccontar marzo a Marano), tre serate per parlare al cuore.</p>
<p>Anche a <strong>Cerea</strong> (VR) in questi giorni sono state organizzate rievocazioni storiche, esposizione di prodotti tipici del territorio e lavori antichi.</p>
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		<title>&#8216;Andare al 79&#8242; ovvero in carcere</title>
		<link>http://www.veronanet.it/blog/2011/02/25/andare-al-79-ovvero-in-carcere/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 17:50:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Verona, per indicare che si veniva reclusi in carcere, si diceva ‘essere portati al 79’. Sulla destra dell’Adige, camminando verso i giardini di Raggio di Sole, si estende un vasto terreno che gli Austriaci, nel 1840, utilizzarono per scopi militari. Costruirono due grandi quartieri militari destinati, rispettivamente, a un reggimento di fanteria e a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_8191" class="wp-caption alignleft" style="width: 258px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/02/campone-verona.jpg" alt="Ingresso all&#39;ex carcere" width="248" height="186" class="size-full wp-image-8191" /><p class="wp-caption-text">Ingresso all'ex carcere</p></div>A Verona, per indicare che si veniva reclusi in carcere, si diceva ‘<strong>essere portati al 79</strong>’.<br />
Sulla destra dell’Adige, camminando verso i giardini di Raggio di Sole, si estende un vasto terreno che gli Austriaci, nel 1840, utilizzarono per scopi militari. Costruirono due grandi quartieri militari destinati, rispettivamente, a un reggimento di fanteria e a uno di cavalleria.<br />
Dopo l&#8217;annessione all&#8217;Italia vi si insediò il <strong>79° reggimento di fanteria</strong>. Quando la caserma lasciò il posto al carcere, i veronesi dissero, in luogo di &#8216;essere portati in carcere&#8217;, ‘essere portati al 79’. </p>
<p><strong>L’ex carcere di Verona, ‘il Campone’, va in mostra</strong>. <em>Dal 28 febbraio al 14 marzo 2011</em> in sala Birolli, all&#8217;ex Macello, ai Filippini.<br />
Renzo Udali e Marco Troiani hanno girovagato nelle sezioni dell’ex carcere, cella dopo cella, corridoio dopo corridoio. Hanno documentato fotograficamente scritte e ricordi, cercando di conservare ciò che il tempo e il trasloco hanno abbandonato perché ne rimanesse traccia per sempre.</p>
<p><span id="more-8189"></span></p>
<p>In via Del Fante, dove si trovava il carcere, tutto è rimasto come l&#8217;ultimo giorno prima del trasloco (1° aprile 1995) nella nuova struttura di Montorio.<br />
Ci sono ancora i registri delle presenze, i cartellini dei detenuti, i libretti sanitari che stabilivano i turni per la guardia ai detenuti ricoverati in ospedale. Nell&#8217;ufficio del direttore si trovano ancora centinaia di volumi, che racchiudono gli appelli, le richieste, le annotazioni di servizio, la storia dietro le sbarre di chi in quella galera ha trascorso anni.<br />
Tutto intatto, coperto di guano, ma le stanze sono in parte ancora arredate. C&#8217;è la chiesa, con un mastodontico altare in marmo.</p>
<p><strong>Le caserme austriache</strong><br />
Il complesso detto ”il Campone” fu costruito nel 1840, contemporaneamente con Castel San Pietro e l’Arsenale.<br />
Il complesso poteva ospitare circa 4.000 soldati senza contare i quadrupedi e i numerosi carriaggi. Era dotato di impianti tecnologici e igienici decisamente all’avanguardia per il periodo.<br />
Dopo l’annessione (1866) le autorità militari italiane scelsero di smantellare le strutture, ma il generale <strong>Giuseppe Salvatore Pianel</strong>* si oppose a una tale politica e contribuì affinché la piazzaforte veronese non andasse in rovina.<br />
Nel periodo bellico, 1940-1945, la struttura subì notevoli danni a causa dei bombardamenti aerei.<br />
Nel dopoguerra la caserma di fanteria divenne carcere fino al 1° aprile 1994, mentre la caserma di cavalleria è stata in uso all&#8217;Esercito Italiano (caserma Mastino) sino agli anni settanta, ristrutturata nei primi anni ottanta, venne destinata a sede del Tribunale di Verona.</p>
<p>* <strong>Giuseppe Salvatore Pianell</strong> (Palermo, 9 novembre 1818 – Verona, 5 aprile 1892) è stato un generale e politico italiano.<br />
A metà ottobre Pianell fu nominato comandante del Dipartimento di Verona, grado corrispondente a Generale di Corpo d’Armata, a metà ottobre 1866. Al termine della III guerra di indipendenza.<br />
Nel 1882 Pianell, quale comandante delle forze dell’Italia del Nord, organizzò e guidò con successo i soccorsi per l’alluvione di Verona e del Polesine. Per riconoscenza la giunta municipale veronese gli conferì la nomina di cittadino onorario. Chiese, ma non ottenne mai di poter andare in congedo.<br />
Compì, allora, il suo dovere fino all’ultimo. Il 20 marzo 1892, in occasione della parata annuale a Verona per il compleanno di Re Umberto I, nonostante la pioggia insistente, rimase immobile a cavallo in attesa che sfilassero tutti i reparti intervenuti. Pochi giorni dopo, nel suo appartamento di Palazzo Carli, sede anche del Comando militare, si mise a letto con una bronchite e il 5 aprile 1892, dopo aver ricevuto i conforti religiosi, spirò fra i suoi familiari, a poco più di 73 anni.</p>
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		<title>4 marzo, ‘Venardi gnocolar’</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 19:13:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si avvicina la fine del carnevale e venerdì 4 marzo 2011 sfilerà per le vie del centro cittadino veronese il corteo mascherato, al quale parteciperanno circa 60 carri allegorici, accompagnati dalle maschere della tradizione carnevalesca veronese, da majorettes, gruppi musicali italiani ed europei. La sfilata prende il via alle ore 13.30 in corso Porta Nuova [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_8169" class="wp-caption alignleft" style="width: 237px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/02/carnevale-2007.jpg" alt="Carnevale 2007, sfilata" width="227" height="203" class="size-full wp-image-8169" /><p class="wp-caption-text">Carnevale 2007, sfilata</p></div>Si avvicina la fine del carnevale e <strong>venerdì 4 marzo 2011</strong> sfilerà per le vie del centro cittadino veronese <strong>il corteo mascherato</strong>, al quale parteciperanno circa 60 carri allegorici, accompagnati dalle  maschere della tradizione carnevalesca veronese, da majorettes, gruppi musicali italiani ed europei.<br />
La sfilata prende il via alle ore 13.30 in corso Porta Nuova e si conclude in tarda serata in piazza San Zeno.<br />
<strong>È la 481° edizione del Bacanal del Gnoco</strong>.</p>
<p>Il<strong> Baccanale</strong> era una festività romana in onore del dio Bacco, dio del vino e di altri vizi.<br />
Il <strong>gnoco o gnocco</strong> è uno dei primi piatti più conosciuti: semplice e sostanzioso. Le origini degli gnocchi sono da ricercarsi nel periodo in cui le patate, provenienti dal continente americano, vennero importate in Europa. A quel tempo tuttavia esistevano già alcune varietà di gnocchi preparate con altri alimenti.</p>
<p><span id="more-8167"></span></p>
<p><strong>Il papà del gnoco</strong> è la principale maschera del carnevale veronese rappresentata da un uomo anziano, rubicondo e con una lunga barba bianca, simile a Babbo Natale, vestito di broccato nocciola e mantello, con una tuba rossa a cui sono attaccati dei sonagli. Poiché è considerato <strong>il re del Bacanal</strong> del Gnoco, ha come scettro una grande forchetta dorata, in cui è infilzato <strong>uno gnocco di patata</strong>. Si muove a cavallo di una mula che, in altri tempi, alla fine del periodo carnevalesco, veniva tradizionalmente mangiata sotto forma di pastissada. La pastissada de caval era pronta quando, stacotta, tendeva a disfarsi. Più <strong>la pastissada</strong> è consumata, migliore risulta il suo gusto. Viene servita con polenta molto calda oppure utilizzata come sugo per condire gli gnocchi. </p>
<p>Durante la sfilata il papà del gnoco, assieme ai suoi servitori (i gobeti), dispensa caramelle ai bambini e confezioni di gnocchi (Rana!) per gli adulti. </p>
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		<title>Nel cuore di Verona</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Feb 2011 17:52:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Romeo Montecchi, esiliato dalla città di Verona, vive la separazione dall’amore di Giulietta come tortura, paura di non esistere, morte, inferno. &#8220;Non c&#8217;è mondo per me aldilà delle mura di Verona: c&#8217;è solo purgatorio, c&#8217;è tortura, lo stesso inferno; bandito da qui, è come fossi bandito dal mondo; e l&#8217;esilio dal mondo vuol dir morte.&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/02/verona-cuore.jpg" alt="verona-cuore" width="255" height="183" class="alignleft size-full wp-image-8087" /><strong>Romeo Montecchi</strong>, esiliato dalla città di Verona, vive la separazione dall’amore di Giulietta come tortura, paura di non esistere, morte, inferno.<br />
<em>&#8220;Non c&#8217;è mondo per me aldilà delle mura di Verona:<br />
c&#8217;è solo purgatorio, c&#8217;è tortura, lo stesso inferno;<br />
bandito da qui, è come fossi bandito dal mondo;<br />
e l&#8217;esilio dal mondo vuol dir morte.&#8221;</em><br />
I versi, tratti dalla tragedia di <strong>William Shakespeare</strong>, (1564 -1616) drammaturgo e poeta inglese, sono scolpiti <strong>sulla porta della Bra</strong>. Il sito appartiene a una tappa del suggestivo itinerario attraverso i luoghi dove il poeta inglese collocò gli incontri segreti, i duelli, le parole dell’amore tra Giulietta e Romeo. </p>
<p>Lo sono <strong>il balcone, nel giardino dei Capuleti, in via Cappello</strong>, che raccolse la loro tenerezza.<br />
<strong>Giulietta</strong>: <em>Chi sei tu che, protetto dalla notte, inciampi in nel mio segreto? Come sei potuto venir qui, dimmi, e perché? I muri del giardino sono alti e difficili da scalare&#8230;</em><br />
<strong>Romeo</strong>: <em>Con le leggere ali dell&#8217;amore ho superato questi muri, poiché non ci sono limiti di pietra che possano impedire il passaggio ad amore: e ciò che amore può fare, amore osa tentarlo&#8230;</em><br />
<strong>Giulietta</strong>: <em>È quasi giorno, io vorrei che tu fossi già partito, ma senza allontanarti più dell&#8217;uccellino, che una bimba lascia saltellare per un poco fuori della sua mano, e subito per mezzo di un filo di seta lo riconduce a sé con uno strattone&#8230;</em><br />
<strong>Romeo</strong>: <em>Io vorrei essere il tuo uccellino</em>.<br />
<strong>Giulietta</strong>: <em>Anch&#8217;io vorrei che tu lo fossi o caro: ma avrei paura di ucciderti per il troppo bene. Buona notte, buona notte! L&#8217;addio che ci separa è un dolore così dolce, che ti direi &#8220;buona notte&#8221; fino a domattina.</em> </p>
<p><span id="more-8085"></span></p>
<p>L&#8217;itinerario sosta poi presso il <strong>monastero di San Francesco al Corso</strong>, oggi sede del Museo degli Affreschi Giovanni Battista Cavalcaselle. <strong>Nel sotterraneo del chiostro</strong> si trova la tappa più suggestiva del percorso sulle tracce del mito di Giulietta e Romeo: il luogo dove i due innamorati, a causa di una perfida successione di eventi, persero la vita.</p>
<p>Se per Romeo ‘non c’è mondo fuor delle mura di Verona’, chi governava la città in quei tempi spingeva lo sguardo verso mondi sconosciuti alla maggior parte delle persone. <strong>Can Francesco della Scala detto Cangrande</strong> I (1291- 1329), come prima lo zio <strong>Leonardino della Scala, detto Mastino I</strong>, acquistò quel nome “Cane” grazie alla fama di Kublai Khan e del Gran Khan, potentissimi signori del lontano, <strong>estremo oriente</strong>. Cangrande della Scala aperse la propria casa a poeti e artisti, tra cui il sommo <strong>Dante Alighieri</strong>, e fondò un’Università di corte dove insegnavano i maggiori letterati dell’epoca, scrittori di novelle cortesi e forse di filosofie orientali.<br />
Anche Cangrande ne fu allievo? <em>È forse questo il segreto della statua equestre di Cangrande che sorride sereno come i saggi orientali?</em></p>
<p>Il giardino dei Capuleti si trova vicino alla reggia dei Signori di Verona, accanto alle loro magnifiche tombe (arche scaligere).<br />
Uno stimolo per non ripiegarsi solamente sulle ragioni del cuore, ma per comprendere meglio, attraverso la visita ai monumenti della città intera, la cultura e gli ideali, che identificano Verona, enunciati anche nel discorso del principe<br />
<em>“Sudditi ribelli, nemici della pace! Dico a voi, non uomini, ma belve, che per una vana parola, turbate con le vostre risse la quiete delle nostre contrade e costringete perfino i vecchi di Verona a lasciare le vesti che alla loro età si convengono e a impugnare con la vecchia mano le vecchie spade, arrugginite nella pace, per separare voi arrugginiti nell&#8217;odio…” </em>(Giulietta e Romeo, Atto I, scena I)</p>
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		<title>101 luoghi dove innamorarsi a Verona per tutta la vita</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 18:58:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[1 I luoghi descritti nella tragedia Romeo e Giulietta scritta da William Shakespeare: il balcone della casa di Giulietta, la casa di Romeo, la tomba. Impossibile non scambiarsi un bacio sotto il balcone di Casa Capuleti (Via Cappello), dal quale Giulietta si affaccia e giura il suo amore a Romeo. “Questo germoglio d’amore, che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_7857" class="wp-caption alignleft" style="width: 237px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/02/progetto-Lovestone1.jpg" alt="Sulle piastrelle scrivi il tuo amore" width="227" height="110" class="size-full wp-image-7857" /><p class="wp-caption-text">Sulle piastrelle scrivi il tuo amore</p></div><strong>1 I luoghi descritti nella tragedia Romeo e Giulietta</strong> scritta da William Shakespeare: <em>il balcone della casa di Giulietta, la casa di Romeo, la tomba</em>.</p>
<p>Impossibile non scambiarsi un bacio sotto il <strong>balcone di Casa Capuleti</strong> <em>(Via Cappello)</em>, dal quale Giulietta si affaccia e giura il suo amore a Romeo.<br />
<em>“Questo germoglio d’amore, che si apre al mite vento dell’estate, sarà uno splendido fiore quando ci rivedremo ancora. Buona notte, buona notte! Un sonno dolce e felice scenda nel tuo cuore come nel mio!”</em> Recita Giulietta salutando Romeo.</p>
<p>La leggenda indica come la casa di Giulietta e dei Capuleti un tipico palazzetto in cotto del Duecento, un tempo proprietà della famiglia Dal Cappello.<br />
<em>La casa di Giulietta si trova in Via Cappello 2</em></p>
<p><span id="more-7853"></span></p>
<p><strong>Tomba di Giulietta</strong><br />
Il complesso conventuale di san Francesco al Corso, che risale al XIII secolo, accoglie il luogo in cui è posta l&#8217;arca, che secondo la leggenda, accolse i corpi di Romeo e Giulietta.<br />
Nell’annesso museo si possono ammirare cicli di affreschi dal Medioevo al Cinquecento provenienti da palazzi nobiliari veronesi, oltre a pale d’altare e dipinti dal Cinquecento al Settecento.<br />
<em>Tomba di Giulietta e Museo degli Affreschi “Giovanni Battista Cavalcaselle”<br />
Via del Pontiere 35 </em></p>
<p><strong>La casa dei Montecchi</strong>, edificio di origine medievale, si trova nella via delle Arche, non molto lontana dalla casa di Giulietta.<br />
<em>Casa di Romeo, Via Arche Scaligere 2</em></p>
<p><strong>Terrazza degli Innamorati</strong><br />
La Terrazza degli Innamorati si trova in <em>Via Cappello 23</em> ed è accessibile dal cortile della casa di Giulietta. Dalla terrazza si gode un&#8217;eccezionale panoramica sulla città. Su una delle 60.000 piastrelle che formano il pavimento della terrazza potrete incidere il vostro nome. Anche il vostro amore diventerà immortale e rimarrà scritto per sempre sulla pietra.<br />
<strong>(Segue)</strong></p>
<p><strong>Per informazioni</strong></p>
<p>http://www.comune.verona.it/turismo/Passeggiando/ItinerarioA/giulietta.htm</p>
<p>http://www.veronainlove.it/it/category/tags/san-valentino</p>
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		<title>Itinerari del Risorgimento a Verona</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 15:36:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione del 150° anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia le guide turistiche di Verona propongono una serie di itinerari alla scoperta dei luoghi e delle vicende legate al Risorgimento italiano. Possono diventare un interessante strumento didattico per una scolaresca che voglia approfondire gli argomenti legati all&#8217;Unità d&#8217;Italia con un gita a Verona. Dopo la caduta di Napoleone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_7825" class="wp-caption alignleft" style="width: 237px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/01/Lasagna-verona.jpg" alt="Lasagna, la strada sulle Torricelle" width="227" height="339" class="size-full wp-image-7825" /><p class="wp-caption-text">Lasagna, la strada sulle Torricelle</p></div>In occasione del 150° anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia le guide turistiche di Verona propongono una serie di<strong> itinerari alla scoperta dei luoghi e delle vicende legate al Risorgimento italiano</strong>. Possono diventare un interessante strumento didattico per una scolaresca che voglia approfondire gli argomenti legati all&#8217;Unità d&#8217;Italia con un gita a Verona.</p>
<p>Dopo la caduta di Napoleone e il successivo Congresso di Vienna Verona si trovò a essere il centro dei possedimenti austriaci nel nord est della penisola: il Lombardo-Veneto. Nel 1830 fu inviato A Verona il maresciallo Radetzky sotto il cui comando vi erano 120.000 uomini.<br />
Al seguito del maresciallo Radetzky giunse a Verona un nutrito gruppo di ufficiali del genio con a capo il generale<strong> Franz von Scholl</strong>, geniale ingegnere militare cui fu affidato il compito di approntare un sistema difensivo per fare di Verona un inespugnabile caposaldo contro ogni tentativo di invasione.</p>
<p><span id="more-7821"></span></p>
<p>Vennero inizialmente restaurate e dotate di <strong>bastioni pentagonali</strong> più moderni le mura Sanmicheliane di epoca veneziana. Tra il 1837 e il 1844 furono progettate e costruite sulle colline a sinistra dell&#8217;Adige il <strong>fortin</strong>o della <em>Biondella</em>, le<em> quattro Torri Massimiliane</em>, i forti <em>San Leonardo, San Mattia e Santa Sofia.</em></p>
<p>Dal 1848 al 1859 vennero costruiti <strong>12 forti</strong>: <em>forte Chievo, Croce Bianca, Spianata, San Zeno, Santa Lucia, Fenilon, San Massimo, Palio, Porta Nuova, Tombetta, Santa Caterina, San Michele</em>.<br />
Oggi purtroppo molti sono andati distrutti ma alcuni sono ancora visitabili assieme a buona parte della cinta muraria cittadina.</p>
<p><strong>Le Caserme e gli Edifici Amministrativi</strong><br />
Parallelamente alle opere fortificate si resero necessari una serie di fabbricati che fungevano da sostegno.<br />
Oltre alle numerose <strong>strade militari</strong>, le infrastrutture comprendevano gli edifici per i comandi e gli uffici, le caserme, l&#8217;ospedale, l&#8217;arsenale, il tribunale con le carceri militari, il panificio con i depositi granari e il mulino, magazzini e opifici vari, i servizi di collegamento e trasporto militare.<br />
Sede del comando militare era <strong>Palazzo Carli</strong>, compreso tra Castelvecchio e piazza Bra.<br />
Gli ufficiali del Governo risiedevano invece nel <strong>convento di Sant&#8217;Eufemia</strong>.<br />
Il Comando di Verona trovò la sua sede nella<strong> Gran Guardia Nuova</strong>, in piazza Bra, progettato in un austero stile neoclassico dal veronese Giuseppe Barbieri e che oggi, col nome di palazzo Barbieri è diventato il municipio di Verona.<br />
Il continuo ampliamento della guarnigione di stanza a Verona rese necessaria la costruzione di altri due complessi. Il primo a sinistra dell&#8217;Adige, dove sorge il teatro romano: <strong>Castel San Pietro</strong>, edificato tra il 1854 e il 1856.<br />
La posizione aveva funzioni sia logistiche poiché vicino ai forti delle Torricelle, sia psicologiche in quanto imponeva la sua massiccia presenza sulla città, e le bocche da fuoco montate sul piazzale antistante erano un perenne monito ai veronesi. L&#8217;altro complesso fu costruito nella zona detta <strong>Campone</strong> a nord est del bastione di SS. Trinità, chiamato poi Caserma Mastino e oggi diventato il tribunale di Verona.</p>
<p>Addossato alla chiesa di San Tommaso venne costruito un severo edificio che ospitava il <strong>tribunale austriaco</strong>. In esso si compì l&#8217;inflessibile e spesso crudele repressione austriaca.</p>
<p><strong>L&#8217;arsenale</strong> fu costruito nel grande spiazzo detto della <em>Campagnola</em>, che si trovava sulla riva sinistra dell&#8217;Adige, oltre il ponte di Castelvecchio. All&#8217;interno dell&#8217;area trovarono posto 10 fabbricati in cui erano ricavati magazzini e laboratori per la manutenzione e riparazione dell&#8217;armamento, degli affusti e dei carri.  </p>
<p>Per rifornire di cibo il numero crescente di militari di stanza a Verona venne realizzato un grande complesso dotato di deposito emolitura del grano, per la confezione e cottura del pane. Il complesso fu costruito a sinistra dell&#8217;Adige verso porta Vescovo, nei pressi del luogo dove sorgeva la chiesa scaligera di <strong>Santa Marta</strong> da cui prese il nome. </p>
<p>Venne anche realizzato un grande ed efficiente <strong>ospedale militare</strong> nei pressi di <strong>Porta Palio</strong>. L&#8217;opera fu disegnata secondo gli allora moderni schemi di architettura ospedaliera, con ampie corsie, luminose e arieggiate, sale operatorie, adeguate rampe per le barelle&#8230; L&#8217;ospedale disponeva di 1.000 letti, un numero considervole per l&#8217;epoca ma che si rivelò del tutto insufficiente durante la guerra del 1866.</p>
<p><em>Per qualsiasi domanda o informazione sulle visite guidate organizzate dalle guide turistiche di Verona in occasione del 150° anniversario dell&#8217;unità d&#8217;Italia o per prenotare uno degli itinerari guidati proposti,: visita il sito<br />
</em>http://www.veronissima.com/sito_italiano/html/tour_itinerari_unita_italia-verona.html</p>
<p><strong>Nella foto</strong> Caratteristica era la strada militare, completamente incassata e defilata quindi dall’osservazione e dal tiro, che serviva questi forti, e che tuttora esiste seppure rovinata, detta della &#8221; <strong>lasagna</strong> &#8221; per la guida centrale in pietra viva su cui camminavano in fila le truppe che si avvicendavano nella guarnigione dei forti.</p>
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		<title>Verona Concorso a premi sul tricolore</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 11:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione delle celebrazioni del 150 anniversario della proclamazione dell’Unità d’Italia la Provincia di Verona indice un concorso sul tricolore rivolto a tutte le scuole dell&#8217;Infanzia, Primarie, Secondarie di I e II grado statali e paritarie oltre ai C.F.P. di Verona e provincia. Per ogni ordine sono previste 3 sezioni: foto-video-multimediale, grafico-pittorica e letteraria. Gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/01/frecce-tricolori.jpg" alt="frecce-tricolori" width="248" height="213" class="alignleft size-full wp-image-7805" />In occasione delle celebrazioni del 150 anniversario della proclamazione dell’Unità d’Italia la Provincia di Verona indice <strong>un concorso sul tricolore</strong> rivolto <strong>a tutte le scuole </strong>dell&#8217;Infanzia, Primarie, Secondarie di I e II grado statali e paritarie oltre ai C.F.P. di Verona e provincia. Per ogni ordine sono previste 3 sezioni: foto-video-multimediale, grafico-pittorica e letteraria.<br />
Gli studenti potranno partecipare singolarmente, in piccoli gruppi e su segnalazione diretta della  Scuola potranno  essere  valutati  anche  lavori  teatrali,  musicali  e coreutici. Il  lavoro singolo o di  gruppo dovrà essere presentato e autorizzato dal Dirigente scolastico/Direttore.<br />
Per ciascuna sezione saranno attribuiti premi ai primi classificati.<br />
L&#8217;iscrizione al concorso è gratuita.<br />
Il  materiale dovrà pervenire entro lunedì 14 Febbraio 2011.</p>
<p><span id="more-7801"></span></p>
<p><strong>Per informazioni</strong><br />
<em>http://portale.provincia.vr.it/comunicazione/ufficio-stampa-e-comunicazione/news/bando-di-concorso-il-tricolore-la-nostra-bandiera<br />
www.provincia.vr.it &#8211;  www.istruzioneverona.it  &#8211;  www.prefettura.it/verona</em></p>
<p><strong>ll tricolore italiano</strong> fu decretato a Reggio Emilia come bandiera della Repubblica Cispadana il 7 gennaio 1797. Nel 1861 il Tricolore, caricato dello stemma di Casa Savoia, divenne bandiera ufficiale del Regno d&#8217;Italia. Alla nascita della Repubblica lo stemma fu abolito e il Tricolore, seppure con proporzioni diverse, tornò ad essere quello del 1798. L&#8217;uso di questa bandiera è puntualmente sancito da un&#8217;apposita norma della Costituzione:<em> «La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.»</em><br />
(art. 12 della Costituzione della Repubblica italiana)</p>
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		<title>Verona Cento iniziative per 150 anni dell&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 18:14:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 17 marzo 2011 è una nuova festa nazionale. Scuole e uffici pubblici saranno chiusi. Perché? Il 17 marzo 1861 è il giorno in cui il nuovo Parlamento, con sede a Palazzo Carignano, Torino, proclama il Regno d&#8217;Italia, con capitale a Torino e Vittorio Emanuele II suo re. Tra il 16 e il 17 marzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/01/bandiera-italiana.jpg" alt="bandiera-italiana" width="215" height="199" class="alignleft size-full wp-image-7777" /><strong>Il 17 marzo 2011</strong> è una nuova festa nazionale. Scuole e uffici pubblici saranno chiusi.<br />
<strong>Perché?</strong> Il 17 marzo 1861 è il giorno in cui il nuovo Parlamento, con sede a Palazzo Carignano, Torino,  proclama il Regno d&#8217;Italia, con capitale a Torino e Vittorio Emanuele II suo re.</p>
<p>Tra il 16 e il 17 marzo si svolgerà la <strong>notte tricolore</strong>, una grande festa popolare.<br />
Un sito Internet raccoglie il calendario degli eventi. <em> http://www.italiaunita150.it/</em></p>
<p><strong>Anche Verona</strong> e il suo territorio si è mobilitata per i 150 anni dell&#8217;Unità d&#8217;Italia. Il prefetto Perla Stancari ha presieduto una riunione per il coordinamento degli eventi.  Sono oltre 100 le iniziative sinora comunicate al prefetto da parte di Provincia, Comune di Verona, altri Comuni ed enti promotori.<br />
La programmazione dei numerosi eventi, su invito di S.E. il Prefetto, viene pubblicata sul sito internet della Prefettura, (non ancora attivo, ma lo sarà per il 17 marzo…) in modo da consentire a tutti una loro visione complessiva e aggiornata. <em>http://www.prefettura.it/verona/</em></p>
<p><span id="more-7769"></span></p>
<p>Il Prefetto ha inoltre sensibilizzato i partecipanti a ricercare una serie di luoghi, eventi-simbolo, presenti sul territorio, in modo da costruire un percorso che evidenzi i diversi momenti della storia che hanno portato, anche dopo l&#8217;unificazione e fino alla Carta Costituzionale, a consolidare gli alti valori che il nostro Paese esprime.</p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.veronanet.it%2Fblog%2F2011%2F01%2F30%2Fverona-cento-iniziative-per-150-anni-dellitalia%2F&amp;linkname=Verona%20Cento%20iniziative%20per%20150%20anni%20dell%26%238217%3BItalia"><img src="http://www.veronanet.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
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		<title>Svastiche sui muri di Verona</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 10:08:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Flavio Tosi]]></category>
		<category><![CDATA[Verona]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni appaiono con frequenza svastiche e altri simboli nazisti sui muri di abitazioni, scuole, enti pubblici di Verona. Per il quotidiano locale si tratta di una guerra di scritte sui muri in città tra giovani di opposte fazioni politiche. Qualche giorno fa la Polizia Municipale di Verona ha fermato, identificato e denunciato per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_7733" class="wp-caption alignleft" style="width: 237px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/01/svastiche-a-verona.jpg" alt="Verona umiliata" width="227" height="226" class="size-full wp-image-7733" /><p class="wp-caption-text">Verona umiliata</p></div>In questi giorni appaiono con frequenza svastiche e altri <strong>simboli nazisti</strong> <strong>sui muri di abitazioni</strong>, scuole, enti pubblici <strong>di Verona</strong>. Per il quotidiano locale si tratta di una guerra di scritte sui muri in città tra giovani di opposte fazioni politiche.<br />
Qualche giorno fa la Polizia Municipale di Verona ha fermato, identificato e denunciato per violazione della legge Mancino e danneggiamento aggravato un veronese 45enne che aveva da poco sfregiato il muro dell&#8217;anagrafe di via Adigetto con una svastica e con la scritta &#8220;ebrei schiffosi&#8221;.</p>
<p>Ricordo <strong>un aneddoto</strong>. Quando <strong>Jan Hus</strong> (Husinec, 1371 circa – Costanza, 6 luglio 1415), teologo, dalla Chiesa cattolica e condannato dal Concilio di Costanza, condannato a bruciatre sul rogo, vide un contadino che mosso dall’ignoranza e dal fanatismo correva a gettare sulle fiamme altre fascine, esclamò: <em>“ O santa semplicità!”</em></p>
<p><span id="more-7731"></span></p>
<p>Che cos’è che muove la ‘semplicità’ di queste persone a inneggiare a ideologie, sistemi di governo che hanno fatto uccidere deliberatamente milioni di persone?<br />
Che si sentano protetti dal sindaco Flavio Tosi, quello che aveva imposto un neonazista all’Istituto storico della Resistenza e ha proibito ai missionari comboniani di esporre la bandiera della pace al palazzo della Gran Guardia?</p>
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