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	<title>Verona NET &#187; Scienza</title>
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	<description>La nostra Verona. Vita, eventi, cronaca e politica della città scaligera.</description>
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		<title>Il respiro di Verona</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 17:18:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una cappa di smog incombe sulla città. La situazione pericolosa per la salute dei cittadini preoccupa ben poco l’Amministrazione Comunale di Verona, tesa più a difendersi che ad analizzare il problema. Per il buon Federico Sboarina, Assessore allo Sport &#8211; Tempo Libero &#8211; Ecologia ed ambiente &#8211; Edilizia Sportiva, ogni rilevazione è una strumentalizzazione politica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_8023" class="wp-caption alignleft" style="width: 262px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2011/02/inquinamento.jpg" alt="Inquinatore di Sboarina" width="252" height="179" class="size-full wp-image-8023" /><p class="wp-caption-text">Inquinatore di Sboarina</p></div>Una cappa di smog incombe sulla città. La situazione pericolosa per la salute dei cittadini preoccupa ben poco l’Amministrazione Comunale di Verona, tesa più a difendersi che ad analizzare il problema. Per il buon <strong>Federico Sboarina</strong>, Assessore allo Sport &#8211; Tempo Libero &#8211; Ecologia ed ambiente &#8211; Edilizia Sportiva, ogni rilevazione è una strumentalizzazione politica e un tentativo di creare allarmismo. L’assessore, forse delirando, <em>accusa di causare inquinamento coloro che cuociono le bistecche</em> in casa e producono duemila microgrammi al metro cubo di polveri sottili.<br />
<strong>Massimo Valsecchi</strong>, responsabile del Dipartimento di prevenzione dell&#8217;Ulss 20, afferma invece: <em>«L&#8217;inquinamento dell&#8217;aria costituisce un reale problema sanitario per la città e secondo i nostri calcoli la cattiva qualità dell&#8217;aria che respiriamo comporta ogni anno a Verona la morte prematura di circa 90 persone»</em>. Il sito internet del Dipartimento <em>(http://prevenzione.ulss20.verona.it/)</em> parla di <em>“complessivo peggioramento della qualità dello stato di salute della popolazione, specie di quella infantile, anziana e di quella sofferente di patologie croniche, che abita la nostra zona”</em>. Inoltre segnala la <em>“scarsa organicità che ha finora caratterizzato i tentativi politici di fronteggiare una situazione che caratterizza tutta la pianura padana”</em>.<br />
Il dottor <strong>Carlo Pomari</strong> responsabile del Servizio di Fisiopatologia respiratoria dell&#8217;ospedale Negrar aggiunge: <em>“Il 18 per cento dei veronesi soffre di problemi respiratori, anche se non tutti vi danno peso”</em>.<br />
Inizia venerdì 11 febbbraio 2011 la seconda fase della ricerca <strong>Il respiro di Verona</strong> promosso dall&#8217;<em>ospedale Sacro Cuore-Don Calabria di Negrar e dall&#8217;università di Verona</em>.<br />
Per informazioni <em>http://ufficiostampa.comune.verona.it/nqcontent.cfm?a_id=9561&amp;id_com=9850</em></p>
<p><span id="more-8019"></span></p>
<p>Nella posta della Olga (L&#8217;Arena, quotidiano di Verona) si propone di mutare lo slogan <em>Verona in love</em> in <strong>Verona in smog</strong>, nome più consono a una città divenuta irrespirabile. </p>
<p><strong>Foto </strong><em>Scultura nel giardino del palazzo che ospita la Tomba di Giulietta<br />
A cuore aperto &#8211; scultura in acciaio di Piera Legnaghi<br />
</em></p>
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		<title>A Santa Lùssia na ponta de ùcia</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Dec 2010 18:45:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Santa Lùssia na ponta de ùcia, a Nadal un passo de gal, all&#8217;Epifania un passo de strìa e a Sant&#8217;Antonio un passo del demonio. A Santa Lucia (13 dicembre) una punta di spillo, a Natale (25 dicembre) un passo di gallo, all&#8217;Epifania (6 gennaio) un passo di strega e a Sant&#8217;Antonio (17 gennaio) un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_7273" class="wp-caption alignleft" style="width: 237px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/12/san_giovanni_valle.jpg" alt="San Giovanni in Valle" width="227" height="307" class="size-full wp-image-7273" /><p class="wp-caption-text">San Giovanni in Valle</p></div><em>A Santa Lùssia na ponta de ùcia, a Nadal un passo de gal, all&#8217;Epifania un passo de strìa e a Sant&#8217;Antonio un passo del demonio.</em><br />
<strong>A Santa Lucia</strong> <em>(13 dicembre)</em> una punta di spillo, <strong>a Natale</strong><em> (25 dicembre)</em> un passo di gallo, <strong>all&#8217;Epifania</strong> <em>(6 gennaio)</em> un passo di strega e <strong>a Sant&#8217;Antonio</strong> <em>(17 gennaio)</em> un passo di demonio.<br />
I proverbi popolari avvisano che ci avviciniamo alla notte più lunga dell’anno, il solstizio d’inverno. </p>
<p><strong>Il 13 dicembre a Verona</strong> il Sole sorge alle ore 07:47  e tramonta alle ore 16:34.<br />
Durata del giorno 08:47<br />
<strong>Il 25 dicembre</strong> il Sole sorge alle ore 07:54 e tramonta alle ore 16:38.<br />
Durata del giorno 08:44<br />
<strong>Il 1 gennaio 2011</strong> il Sole sorge alle ore 07:56 e tramonta alle ore 16:43.<br />
Durata del giorno 08:47<br />
<strong>Il 6 gennaio 2011</strong> il Sole sorge alle ore 07:56 e tramonta alle ore 16:48.<br />
Durata del giorno 08:52<br />
<strong>Il 17 gennaio 2011</strong> il Sole sorge alle ore 07:52 e tramonta alle ore 17:01.<br />
Durata del giorno 09:09<br />
La durata della luce del giorno dopo Natale inizia ad aumentare, ad allungarsi, prima come una punta di spillo, poi un po’ di più, come un passo di gallo&#8230;</p>
<p><span id="more-7271"></span></p>
<p>In passato la progressiva maggiore durata della luce del giorno veniva celebrata con feste e riti. <strong>Santa Lucia</strong>, la santa della luce, risplende su queste giornate.<br />
<strong>Molte chiese antiche di Verona sono costruite nell&#8217;orientamento del solstizio</strong>. Ad esempio dalla posizione dove sorge l’attuale Chiesa di <strong>San Giovanni in Valle</strong>, che si trova a 70 m sul livello del mare, in via Fontana del Ferro 3, si poteva vedere tramontare il Sole sul piano dell’orizzonte proprio dietro dove è stata costruita la primitiva Chiesa di Santa Lucia extra,  che si trovava allo stesso livello altimetrico (70 m.s.l.m. ) di San Giovanni in Valle.<br />
Tale allineamento rispettava inoltre uno dei principi indicati da Vitruvio, l’architetto romano. L’orientamento al solstizio d’inverno permetteva alle case di sfruttare il massimo della luce solare e avere nessun lato della casa né troppo caldo nè troppo freddo.</p>
<p><strong>L’immagine</strong> è tratta da<br />
<em>http://www.veronissima.com/sito_italiano/html/tour_chiese_verona_in_valle.html</em><br />
Trovi degli approfondimenti su<br />
<em>http://laveja.blogspot.com/2008/12/verona-la-chiesa-di-san-giovani.html</em></p>
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		<title>Verona Il nuovo Polo chirurgico di Borgo Trento</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 10:41:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi nell&#8217;area dell&#8217;ospedale di Borgo Trento viene inaugurato il grande polo chirurgico, intitolato al prof. Pietro Confortini, pioniere dai trapianti renali in Italia. L&#8217;imponente struttura è dotata di 33 sale operatorie, con una potenzialità operativa di circa 120 interventi chirurgici al giorno, 24 diverse specialità di area chirurgica, compresi i trapianti, con tecnologie di avanguardia. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_7039" class="wp-caption alignleft" style="width: 265px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/11/Borgo_Trento_Hospital.jpg" alt="Il nuovo polo chirurgico in fase di costruzione" width="255" height="88" class="size-full wp-image-7039" /><p class="wp-caption-text">Il nuovo polo chirurgico in costruzione</p></div>Oggi nell&#8217;area dell&#8217;ospedale di Borgo Trento <strong>viene inaugurato</strong> il grande <strong>polo chirurgico</strong>, intitolato al prof. <em>Pietro Confortini</em>, pioniere dai trapianti renali in Italia. L&#8217;imponente struttura è dotata di 33 sale operatorie, con una potenzialità operativa di circa 120 interventi chirurgici al giorno, 24 diverse specialità di area chirurgica, compresi i trapianti, con tecnologie di avanguardia.<br />
<em>L’inaugurazione oggi, 30 novembre 2010, alle ore 15</em>, alla presenza di numerose autorità nazionali, regionali e locali. </p>
<p><strong>Le origini degli Istituti Ospitalieri</strong>, oggi Azienda Ospedaliera di Verona risalgono ai primi anni del Cinquecento. Oggi l&#8217;azienda opera su due sedi: l&#8217;Ospedale Civile Maggiore di Borgo Trento e l&#8217;Ospedale policlinico &#8220;Gianbattista Rossi&#8221; di Borgo Roma. Il nucleo storico dell&#8217;Azienda è l&#8217;Ospedale di Borgo Trento la cui origine risale all&#8217;antico ospedale situato in piazza Bra e denominato Santa Casa della Misericordia.<br />
Nel 1800 la <em>Santa Casa della Misericordia</em> era inadatta a soddisfare le esigenze sanitarie e sociali della città. Al suo posto fu individuato il <em>convento di Sant&#8217;Antonio al Corso</em> in via Valverde. Il Comune acquistò l&#8217;ex ospedale della Bra e lo fece demolire fra il 1819 ed il 1820 per realizzare al suo posto <em>Palazzo Barbieri</em>, sede attuale dell’Amministrazione Comunale.<br />
Nel 1895 il cavalier Alessandro Alessandri destinava un lascito testamentario a un istituendo &#8220;<em>Ospedale per bambini</em>&#8220;, che fu costruito nella zona nord-ovest di Verona (attuale borgo Trento). Nel 1926 il Consiglio Ospitaliero acquistò l&#8217;area limitrofa all&#8217;Alessandri, per costruirvi un nuovo <em>Tubercolosario</em>, lasciando la sede del Chievo.<br />
Si cominciava a delineare un nuovo Ospedale Maggiore <em>&#8220;il quale fosse rispondente alle nuove necessità demografiche, al progresso della scienza e alle aumentate esigenze della tecnica sanitaria&#8221;</em>.  Negli anni successivi l’area fu completata con nuove costruzioni, servizi, cliniche, sale operatorie.</p>
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		<title>Cesare Lombroso moriva 101 anni fa</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 10:12:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[101 anni fa moriva Cesare Lombroso. Nato il 6 novembre 1835 a Verona da famiglia ebraica benestante. Compiuti gli studi universitari partecipa come medico militare alla campagna contro il brigantaggio, successiva all&#8217;unificazione d’Italia, e, incaricato di clinica psichiatrica e di antropologia a Pavia, svolge ricerche sul cretinismo e sulla pellagra. I suoi campi di interesse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_6467" class="wp-caption alignleft" style="width: 230px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/10/CesareLombrosoMonumentVeron.jpg" alt="Cesare Lombroso" width="220" height="174" class="size-full wp-image-6467" /><p class="wp-caption-text">Cesare Lombroso</p></div>101 anni fa moriva <strong>Cesare Lombroso</strong>. Nato il 6 novembre 1835 a Verona da famiglia ebraica benestante. Compiuti gli studi universitari partecipa come medico militare alla campagna contro il brigantaggio, successiva all&#8217;unificazione d’Italia, e, incaricato di clinica psichiatrica e di antropologia a Pavia, svolge ricerche sul cretinismo e sulla pellagra.<br />
I suoi campi di interesse si estendono allo studio delle malattie mentali, delle razze umane e alle applicazioni statistiche alle malattie sociali. Cesare Lombroso resta famoso per la sua <strong>teoria fisiognomica</strong>, ossia il tentativo di ricondurre la determinazione del carattere degli individui alle proprie caratteristiche fisiche (come le già citate misure del cranio o alcune sue deformità).<br />
<em>Cesare Lombroso sostenne che le condotte atipiche del delinquente o del genio sono condizionate, oltre che da componenti ambientali socioeconomiche (di cui non riconobbe però il vero peso), da fattori indipendenti dalla volontà, come l&#8217;ereditarietà e le malattie nervose, che diminuiscono la responsabilità del criminale in quanto questi è in primo luogo un malato.</em><br />
Il sogno di portare alla luce il male, il cancro oscuro che si nasconde nell&#8217;Uomo e che risiede dentro la sua testa, il nobile tentativo di Lombroso di <strong>preservare la società dal disordine</strong> delle azioni malvagie con azioni preventive, andrà incontro a inevitabile fallimento.<br />
Cesare Lombroso <em>muore a Torino il 19 ottobre 1909</em>.</p>
<p><span id="more-6465"></span></p>
<p>Suoi figli sono Paola Lombroso Carrara, antropologa e scrittrice per l&#8217;infanzia, Gina Lombroso, scrittrice e medico, e Ugo Lombroso fisiologo.</p>
<p>A Torino lo studio di Lombroso era presso la Facoltà di Medicina Legale, dove effettuò centinaia di autopsie sui corpi di criminali, prostitute e folli. Fondò poi il <strong>Museo di Antropologia Criminale di Torino</strong>, che raccoglie i materiali di tutte le sue ricerche.<br />
Attualmente il Museo di Antropologia Criminale non è visitabile, ma è in corso di definizione un progetto per la costituzione del <strong>Museo dell&#8217;Uomo</strong>.</p>
<p>Nella foto Monumento a Cesare Lombroso: giardini Cesare Lombroso, dietro la chiesa di san Giorgio in Braida.</p>
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		<title>Bioedilizia a Verona, Selese, Corte all&#8217;Olmo…</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 14:45:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Verona la bioedilizia è una realtà. Vari sono gli esempi di edifici che tengono conto dei canoni del vivere-sano: comfort, calo dei costi di gestione e di realizzazione, isolamento acustico e diminuzione delle emissioni nell’atmosfera. Alla base dei progetti vi è la convinzione della necessità di vivere in ambienti sani e naturali. Realizzare condomini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_6137" class="wp-caption alignleft" style="width: 237px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/09/corte-allolmo.jpg" alt="Corte all&#39;Olmo" width="227" height="149" class="size-full wp-image-6137" /><p class="wp-caption-text">Corte all'Olmo. la casa di legno</p></div><strong>A Verona la bioedilizia</strong> è una realtà. Vari sono gli esempi di edifici che tengono conto dei canoni del vivere-sano: comfort, calo dei costi di gestione e di realizzazione, isolamento acustico e diminuzione delle emissioni nell’atmosfera.<br />
Alla base dei progetti vi è la convinzione della necessità di vivere in ambienti sani e naturali. Realizzare condomini risparmiando nei costi normalmente sostenuti per riscaldamento invernale, condizionamento estivo e produzione di acqua calda.<br />
<strong>Visita i tre centri</strong> puoi renderti conto personalmente del significato di bioedilizia, dei costi, dei benefici. Trovi persone simpatiche ad accoglierti. Sono infatti anche agriturismi, fattorie didattiche dove si coltiva secondo i criteri della bioagricoltura.</p>
<p><span id="more-6135"></span></p>
<p><strong>Condominio Leonardo</strong> <em>Si trova alla Bassona, in Via G. Falcone 18</em>. È un condominio ecologico dotato di impianto geotermico (per il riscaldamento e condizionamento degli ambienti) alimentato da un sistema di pannelli fotovoltaici. Sono stati installati dei pannelli solari per la produzione dell’acqua calda e un sistema di recupero delle acque piovane per gli usi domestici secondari (voce che con i tradizionali sistemi di approvvigionamento idraulico incide non poco sui costi in bolletta). Completano l’edificio il “tetto verde” sulla copertura, le ampie superfici vetrate e gli intonaci a base di terra cruda.<br />
Trovi altre notizie sul sito <em>http://www.selese.org/bioedilizia-a-verona</em> dove puoi scoprire gli eventi promossi da <strong>el Sélese</strong>, <em>Distretto di Economia Solidale della provincia di Verona</em>.</p>
<p><strong>Bioagriturismo Tirtha</strong> Si trova in v<em>ia Tremolè 18/a 37026 Pescantina, Verona</em><br />
Sono stati recuperati una stalla e un portico costruiti negli anni &#8217;60. Le scelte progettuali adottate riguardano l&#8217;isolamento termico e acustico delle pareti, dei vetri e dei serramenti per il risparmio energetico. Le pitture sono state scelte con componenti naturali e biologiche. La buona traspirabilità delle pareti e del tetto permette così all&#8217;edificio di respirare.<br />
Per il  riscaldamento è utilizzato un sistema di geotermia che prevede l&#8217;uso dell&#8217;acqua attraverso una pompa di calore con un impianto a bassa temperatura. L&#8217;impianto di riscaldamento è realizzato a pavimento. Il sistema consente anche un servizio di raffrescamento durante il periodo estivo. L&#8217;acqua utilizzata per l&#8217;impianto viene poi recuperata in una vasca di decantazione che raccoglie anche le acque piovane, le quali nel periodo estivo vengono utilizzate per gli orti e il giardino. Gli erogatori dei sanitari miscelano l&#8217;acqua con l&#8217;aria permettendo un ulteriore risparmio di acqua potabile. Per i pavimenti il legno scelto è il bambù, un materiale molto robusto che evita di partecipare alla deforestazione. Scopri sul sito le attività di bioagriturismo, coltivazione dell’orto, danza, yoga… organizzate nel centro <em>http://www.tirtha.it/Pagina/Dove_Siamo.aspx</em></p>
<p><strong>Corte all&#8217;Olmo</strong> <em>(Strada Vicinale Cà Nova Toro 39, Cà di David – Verona)</em> è  una fattoria didattica, un agriturismo, dove si coltivano pesche e kiwi secondo i criteri dell’agricoltura biologica. Tra le varie attività promosse la terapia occupazionale, corsi di cucina naturale…<br />
Sul sito trovi anche le date nelle quali settimanalmente puoi incontrare bioarchitetti, esperti, imprese di costruzione… <em>http://www.corteallolmo.com/</em></p>
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		<title>Giuseppe Zamboni e e l’Unità d’Italia (12)</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Sep 2010 17:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sulla Casa del Clero, Via Pietà Vecchia, 2 (a fianco della Cattedrale) si trova l’iscrizione Qui il 25 luglio 1846 morì il fisico Giuseppe Zamboni inventore dell’elettromotore perpetuo. Lo ricorda anche un busto di marmo nell&#8217;androne di ingresso dell&#8217;Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere, Via Leoncino, 6 &#8211; Palazzo Erbisti. Immagino che frugando nella memoria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_6029" class="wp-caption alignleft" style="width: 230px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/09/Casa-del-Clero-di-Verona.jpg" alt="Casa del Clero, Verona" width="220" height="165" class="size-full wp-image-6029" /><p class="wp-caption-text">Casa del Clero, Verona</p></div><em>Sulla Casa del Clero, Via Pietà Vecchia, 2</em> (a fianco della Cattedrale) si trova l’iscrizione<br />
<strong>Qui il 25 luglio 1846 morì il fisico Giuseppe Zamboni inventore dell’elettromotore perpetuo.</strong> Lo ricorda anche un busto di marmo nell&#8217;androne di ingresso dell&#8217;Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere, Via Leoncino, 6 &#8211;  Palazzo Erbisti.<br />
Immagino che frugando nella memoria tra le conoscenze del periodo scolastico non si trovi alcun collegamento tra l&#8217;elettricità e il nome di Giuseppe Zamboni. Infatti si tratta di un personaggio noto solo ad alcuni addetti ai lavori e pure a pochi suoi attuali concittadini. Eppure un pezzetto di storia della fisica, per nulla trascurabile, è stata da lui costruita grazie al suo contributo.<br />
<strong>Giuseppe Zamboni</strong> <em>(Arbizzano, 1º giugno 1776 – Verona, 25 luglio 1846)</em> è stato un abate e fisico italiano, padre dell&#8217;elettromotore perpetuo. È conosciuto come l&#8217;inventore, nel 1812, della pila a secco.<br />
Fu avviato agli studi di filosofia e teologia, come spesso accadeva in quell&#8217;epoca, visto che il seminario forniva anche una buona preparazione culturale. A soli 23 anni, nel 1800, fu nominato abate e chiamato a insegnare filosofia nella <em>scuola comunale di S. Sebastiano</em>, che poteva considerarsi l&#8217;università locale. Oggi resta l&#8217;antica facciata del complesso originario e l&#8217;attuale edificio ospita la sede della <em>Biblioteca Civica</em> in cui sono conservati i suoi manoscritti, i libri e gli articoli da lui pubblicati. Nel 1805 ebbe il riconoscimento degli studi fatti nel campo della elettrologia e ottenne l&#8217;incarico di professore di &#8220;Fisica sperimentale e matematica applicata&#8221; all&#8217;Imperial Regio Convitto, divenuto poi con proclama napoleonico l&#8217;attuale <em>Liceo Classico Scipione Maffei</em>.<br />
<strong>Le pile, dette &#8220;a secco&#8221;</strong>, erano costruite con materiali che l&#8217;abate riteneva avessero i migliori effetti elettromotori senza l&#8217;intervento apparente di processi chimici, i quali lentamente modificavano i metalli e degradavano le prestazioni della pila.<br />
<em>L&#8217;applicazione pratica dell&#8217;energia elettrica prodotta dalle pile</em> fu un obiettivo dello Zamboni sin dall&#8217;inizio delle sue sperimentazioni. Nel 1812 scriveva che &#8220;è troppo naturale il pensiero di tale applicazione, perché dato un modo oscillatorio non è certo difficile produrre con esso il moto circolare di una ruota&#8221;. Per realizzare il suo progetto aveva un fedele alleato, il meccanico del laboratorio di fisica dell&#8217;Istituto in cui insegnava, Carlo Streizig (macchinista del gabinetto fisico del Regio Liceo), che era anche orologiaio.<br />
Alcuni <strong>orologi</strong> sono conservati al Liceo Maffei di Verona (due orologi originali esteticamente assai pregevoli senza però le relative pile). Un pendolo completo di pile originali datato 1830, funzionante ancora nel 1930, è conservato al Museo di Storia della Fisica del dell&#8217;Università di Padova.<br />
<em>http://www.grigiotorino.it/progettomeg/art06.htm</em></p>
<p><span id="more-6025"></span></p>
<p><strong>Villa Turco-Zamboni</strong> &#8211; Arbizzano<br />
Nella villa nacque e operò l&#8217;abate Giuseppe Zamboni. Risale alla seconda metà del secolo XVI° e viene considerata una forma di transizione dalla casa di campagna, signorile ma imponente, alla villa sontuosa. Nel lato a nord del cortile è situata la residenza padronale formata da un portico di tre archi sopra al quale si trovano i sette archi della loggia, sormontata a sua volta da un piano fornito di quattro finestre a timpano piuttosto abbassato. All&#8217;interno bellissimi affreschi decorano le pareti del locale al piano terreno (battezzato &#8220;delle Grazie&#8221;), mentre sulla scala appaiono soltanto in frammenti. La villa, divenuta proprietà dei Zamboni intorno agli inizi del secolo scorso, era dotata di un oratorio, sconsacrato in epoca fascista.<br />
Arbizzano è un paese della Valpolicella e frazione del comune di Negrar.</p>
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		<title>Museo civico di storia naturale e Unità d’Italia (2)</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 11:03:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si stanno preparando le celebrazioni per il 150 anniversario dell’unificazione dell’Italia. Chi viveva a Verona nel 1861? Quale clima culturale si respirava? Nel 1861 nasce a Verona il moderno Museo civico di storia naturale. Tutte le collezioni cittadine, di arte e quelle naturalistiche vengono riunite nella stessa sede di palazzo Pompei. Il museo è organizzato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_4919" class="wp-caption alignleft" style="width: 237px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/08/PalazzoPompei1.jpg" alt="Museo civico di storia naturale" width="227" height="166" class="size-full wp-image-4919" /><p class="wp-caption-text">Museo civico di storia naturale</p></div>Si stanno preparando le celebrazioni per il 150 anniversario dell’unificazione dell’Italia. Chi viveva a Verona nel 1861? Quale clima culturale si respirava?</p>
<p><strong>Nel 1861 nasce a Verona il moderno Museo civico di storia naturale</strong>. Tutte le collezioni cittadine, di arte e quelle naturalistiche vengono riunite nella stessa sede di palazzo Pompei. Il museo è organizzato sul modello viennese in quattro sezioni: Geologia e Paleontologia, Zoologia, Botanica e Preistoria. Sezione che, grazie ai ricchissimi ritrovamenti sui monti Lessini e negli insediamenti di palafitte sul lago di Garda e nella Bassa veronese, è una delle più celebri del pianeta.</p>
<p>A 150 anni dalla fondazione… le modalità della gestione del ricco patrimonio da parte dell’Amministrazione Comunale di Verona, affermano i responsabili, ci espone al sarcasmo di tutti quei musei del mondo che farebbero pazzie per avere una fetta di questa nostra torta lasciata andare a male. Palazzo Pompei è stato venduto. <strong>Venduto il palazzo dove ha sede il museo</strong>, i reperti preistorici, marciscono in cantina coperti di muffa. La vendita (svendita?) di palazzi storici, che erano stati donati alla città per ospitare musei, sembra un tradimento della volontà dei benefattori.<br />
Per raccogliere i soldi per costruire nuove rotatorie, finanziare il Polo finanziario e altre nuove opere… l’amministrazione comunale mette in vendita un po’ di palazzi donati nei secoli al municipio. <em>Castel San Pietro</em>, comprato dalla fondazione Cariverona, poi via via <em>Palazzo Forti</em>, <em>palazzo Gobetti</em>, <em>palazzo Pompei</em>, l’<em>ex convento francescano di San Domenico</em>. Preziose testimonianze artistiche dei secoli passati, non vecchie caserme o capannoni!<br />
Irrita leggermente la battuta con cui <em>Flavio Tosi</em>, il sindaco leghista ha sbuffato contro il blocco dei lavori per un parcheggio sotterraneo dovuta alla scoperta di resti archeologici: <em>«Meglio il parcheggio che la conservazione di quattro sassi!».</em>  Doc o dop non sono solamente i formaggi, i salumi, i vini… e le uniche cose da difendere non sono le quote latte.<br />
Sembra che per il 150 anniversario dell’unificazione dell’Italia e il 150 anniversario della nascita del Museo civico di storia naturale ci sia ancora molto da fare. Forse porre un limite all&#8217;utilizzo del patrimonio culturale nazionale da parte degli enti locali, che non lo sanno apprezzare perché esperti solamente in problemi agricoli, nell’asfaltatura strade, costruzione parcheggi&#8230;</p>
<p><span id="more-4911"></span></p>
<p>Nel frattempo il museo può essere visitato. La segreteria didattica offre inoltre l’opportunità ai bambini di trascorrere il pomeriggio in compagnia di un esperto, guidati in un gioco attraverso le collezioni.</p>
<p><strong>Si può festeggiare il proprio compleanno</strong> in modo divertente e costruttivo con una caccia al tesoro nella preistoria.<br />
<em>Per informazioni Segreteria Didattica Aster L.ge Porta Vittoria, 9 &#8211; Verona<br />
tel 045 8000 466 tel/fax 045 8000 804</em></p>
<p><em>http://www.verona.net/it/musei/museo_di_storia_naturale.html</p>
<p>http://it.wikipedia.org/wiki/Museo_civico_di_storia_naturale_%28Verona%29</em></p>
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		<title>Verona e Ningbo</title>
		<link>http://www.veronanet.it/blog/2010/07/03/verona-e-ningbo/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 17:56:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’assessore Vittorio Di Dio e il presidente del Consiglio comunale Pieralfonso Fratta Pasini hanno incontrato giovedì 1 luglio 2010 una delegazione della città cinese di Ningbo, in visita a Verona nell’ambito del patto di amicizia che lega dal 2007 le due città. Ningbo è una delle città più antiche della Cina, città commerciale sulla via [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/07/Di-dio-cina.jpg" alt="Di-dio-cina" width="193" height="102" class="alignleft size-full wp-image-4171" />L’assessore Vittorio Di Dio e il presidente del Consiglio comunale Pieralfonso Fratta Pasini hanno incontrato giovedì 1 luglio 2010 una <strong>delegazione della città cinese di Ningbo, in visita a Verona</strong> nell’ambito del patto di amicizia che lega dal 2007 le due città.</p>
<p><strong>Ningbo</strong> è una delle città più antiche della Cina, città commerciale sulla via della seta. grande porto. Si trova nella provincia cinese dello Zhejiang. 5.400.000 abitanti, un buon aeroporto e una storia interessante.<br />
<div id="attachment_4177" class="wp-caption alignleft" style="width: 203px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/07/cina.jpg" alt="Ningbo" width="193" height="145" class="size-full wp-image-4177" /><p class="wp-caption-text">Ningbo</p></div>Da visitare il <em>lago della Luna</em>, il <em>Padiglione Tianyi</em>, la più antica biblioteca privata esistente in Cina, la <em>Casa del Ventaglio</em>. L&#8217;imponente <em>Torre del Tambur</em>o segna l&#8217;inizio di una animata via pedonale con negozi, ristoranti e molte attività commerciali. In zona è da visitare anche la <em>Pagoda Tianning</em>.</p>
<p><span id="more-4169"></span></p>
<p><strong>Casa del Ventaglio</strong> L’edificio sfrutta l’energia geotermica per il riscaldamento invernale e il raffrescamento estivo, con sonde geotermiche che catturano il calore. Il design è ispirato alle lanterne di carta e ai ventagli della tradizione cinese. Ospita un centro visitatori, laboratori di ricerca e aule per i corsi di specializzazione.<br />
Tutte le stanze dell&#8217;edificio ricevono luce naturale. La ventilazione è basata su un camino centrale con apertura sul tetto, un concetto antico ma ancora pienamente funzionale.  La struttura applica le principali tecnologie per la realizzazione di edifici e impianti eco-sostenibili. Scelte architettoniche e impiantistiche sfruttano le risorse naturali a vantaggio dell’efficienza energetica.<br />
<div id="attachment_4183" class="wp-caption alignleft" style="width: 208px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/07/palazzo-ventaglio.jpg" alt="Casa del Ventaglio" width="198" height="303" class="size-full wp-image-4183" /><p class="wp-caption-text">Casa del Ventaglio</p></div>“L’edificio è composto da due gusci: quello interno è di cemento, quello esterno in vetro, ma tra uno e l’altro c‘è uno spazio utilizzato per ventilare la struttura”.<br />
Il centro produce il cento per cento del proprio fabbisogno energetico. I collettori solari forniscono energia per il sistema di raffreddamento e riscaldamento, e anche il sistema geotermico viene utilizzato per stabilizzare la temperatura all’interno dell’edificio in modo naturale. Sono esempi di impianti “verdi”, una delle specializzazioni della Facoltà.<br />
È stato progettato da Mario Cucinella secondo i criteri dell&#8217;edilizia sostenibile.</p>
<p>http://it.euronews.net/2010/05/19/da-ningbo-una-generazione-verde-per-la-cina/</p>
<p><em>Nella foto Assessore Vittorio Di Dio, presidente del Consiglio comunale Pieralfonso Fratta Pasini e vicesindaco della città di Ningbo, Wu Hemin</em></p>
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		<title>Verona Un orologio di pietra per contare le ore della notte</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 21:37:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il solstizio ci lascia un regalo: un orologio di pietra per contare le ore della notte. Si trova nel rosone della basilica di San Zeno a Verona. Paolo Forlati, esperto veronese in gnomonica e membro della British Horological Institute, lo descrive nella sua relazione all’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere di Verona. www.aaslvr.it/Forlati.pdf L’orologio non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_4041" class="wp-caption alignleft" style="width: 203px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/06/san-zeno.jpg" alt="Basilica San Zeno, Verona" width="193" height="147" class="size-full wp-image-4041" /><p class="wp-caption-text">Basilica San Zeno, Verona</p></div>Il solstizio ci lascia un regalo: un orologio di pietra per contare le ore della notte. Si trova nel rosone della <strong>basilica di San Zeno a Verona</strong>.</p>
<p><strong>Paolo Forlati</strong>, esperto veronese in gnomonica e membro della <em>British Horological Institute</em>, lo descrive nella sua relazione all’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere di Verona.<br />
<em>www.aaslvr.it/Forlati.pdf</em></p>
<p>L’orologio non ha meccanismi, ma è costituito da un cerchio, il Rosone, fatto di marmo bianco e rosso ammonite, messo sulla facciata della Basilica. <strong>Guardato esternamente</strong> è simile a una grande ruota col mozzo, incorniciata da quattro cerchi. Nel cerchio più grande, verticalmente sopra, <em>il Signore del tempo indica il Solstizio Estivo</em>, il giorno più lungo dell’anno. Contrapposto, sotto, <em>un personaggio supino simboleggia</em> col riposo la lunga notte del <em>Solstizio Invernale</em>, il giorno più corto dell’anno.<br />
<img src="http://www.veronanet.it/files/2010/06/rosone.jpg" alt="rosone" width="195" height="146" class="alignleft size-full wp-image-4053" />Di notte, dal loro posto di preghiera nel coro, i monaci guardavano attraverso la finestra (rosone) il cielo e leggevano le ore.<br />
Le due ultime stelle o ruote del Carro Maggiore, allineate come una virtuale lancetta d’orologio, corrono fantasticamente a ritroso attorno alla stella Polare. Sono visibili oltre le colonnette radiali e, col trascorrere della notte, oltrepassando i vari settori, stabiliscono l’orario.</p>
<p><span id="more-4031"></span></p>
<p>L’orologio astronomico stellare fu costruito dall’<strong>Arcidiacono Pacifico</strong>, morto verso la prima metà del IX secolo lasciando alla sua Verona tante opere d’arte e interessanti lavori. <em>&#8220;Se a partire dal Polus mantieni lo sguardo lungo la linea retta, puoi conoscere le ore senza il canto del gallo.&#8221;</em> Dice il monaco benedettino.</p>
<p>I<strong>l terremoto avvenuto nel 1117</strong> rovinò completamente Verona, l’Anfiteatro e l’intera Abbazia di San Zeno. Nel restauro, iniziato dopo oltre 100 anni dal cataclisma, i resti dell’enorme finestrone furono ricomposti. Tuttavia chi lo fece non comprese la sua funzione di <em>horologium notturnum</em>,  edificato a nord, verso la stella polare per stabilire giusti orari alle lodi della notte.<br />
Perciò oggi l’orientamento è sbagliato. Inserito così com’è, sulla facciata al tramonto non funziona come orologio: né di giorno, né di notte…</p>
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		<title>A passeggio per Verona nel solstizio d’estate</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 17:14:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abitare]]></category>
		<category><![CDATA[Città]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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		<category><![CDATA[iniziative ecologiche]]></category>
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		<description><![CDATA[I giorni del solstizio d&#8217;estate circoscrivono un breve ma intenso arco di tempo. In questi 9 giorni (21-29 giugno) tutte le piante vengono influenzate con particolare forza e potere, sono impregnate di miracolose virtù. Procurati un manuale di erbe e alberi e programma una passeggiata nei prati. Le erbe di san Giovanni si trovano lungo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/06/iperico.jpg" alt="iperico" width="193" height="257" class="alignleft size-full wp-image-3807" />I giorni del <strong>solstizio d&#8217;estate</strong> circoscrivono un breve ma intenso arco di tempo. In questi <strong>9 giorni (21-29 giugno)</strong> tutte le piante vengono influenzate con particolare forza e potere, sono impregnate di miracolose virtù. Procurati un manuale di erbe e alberi e programma <strong>una passeggiata nei prati</strong>. Le <strong>erbe di san Giovanni</strong> si trovano lungo le siepi, ai margini dei sentieri. Qualcuno afferma che guariscono, ma allora devi cercare consiglio presso qualche esperto. Certamente la camminata fa bene al corpo e imparare a conoscere la natura fa scoprire tesori nascosti…<br />
Per purificare la terra si bruciano 9 tipi di erbe: iperico, ruta, verbena, vischio, lavanda, timo, finocchio, piantaggine e artemisia.<br />
Per propiziare la <strong>fortuna</strong> prepara un sacchettino di colore giallo oro o rosso con erbe e fiori di campo, grano e chicchi di riso. Appendilo in casa, sul luogo di lavoro o ponilo sotto il cuscino per rendere meravigliosi i tuoi sogni.<br />
Per preparare l’<strong>acqua di San Giovanni</strong> raccogli erbe e fiori. <em>La sera del 23 giugno ponili in un recipiente colmo d’acqua e durante la notte lascialo sul davanzale. La mattina lavati con quest’acqua. Si dice che conservi la bellezza e allontani le malattie.</em></p>
<p><span id="more-3799"></span></p>
<p><strong>Le erbe di San Giovanni sono</strong> le bacche rosso fuoco del <strong>ribes</strong>, i rami di <strong>vischio</strong> dal colore dorato, il <strong>sambuco</strong> sanguinante, l’<strong>artemisia</strong> cara alla dea greca Artemide, l&#8217;<strong>arnica</strong>, la <strong>maggiorana</strong>; il <strong>timo</strong> capace di risvegliare il coraggio in coloro che ne odorano il profumo balsamico.  L’infuso è consigliato per guarire la tosse oppure come condimento e aroma nelle pietanze.<br />
Le foglie fresche della <strong>ruta</strong>, l’erba allegra, sono usate con moderazione per insaporire insalate, carni, pesci o per aromatizzare la grappa. L&#8217;erba contro la paura si mette in tasca quando si devono affrontare situazioni pericolose.<br />
La sacra <strong>verbena</strong>, dalle proprietà digestive e cicatrizzanti, dal profumo gradevole e penetrante, il cui infuso facilita la visione di realtà altrimenti nascoste.<br />
L&#8217;<strong>erica</strong>, più forte della dura crosta di terra invernale, i cui  fiori assomigliano, rovesciati, ai copricapi degli elfi. Fra i suoi rami riposano le fate. Le api, che posseggono una saggezza segreta, sono particolarmente ghiotte dei fiori e il loro miele è squisito.<br />
Nella notte di San Giovanni fiorisce la <strong>felce</strong>. Risplende come il fuoco. Chiunque la possieda in questa magica notte e salga una montagna tenendola in mano, vedrà brillare di fiamma azzurra i tesori della terra.<br />
Se la getti in aria, ricadrà nel punto preciso dove è nascosto un tesoro. Il fortunato a cui accade tutto questo non deve spaventarsi: se riesce a conservare la calma, raggiungerà la conoscenza di tutto ciò che sta succedendo o succederà nel mondo.<br />
L’erba di San Giovanni è l’<strong>iperico</strong>, una macchia di colore giallo oro misto a rame. I fiori, numerosi e brillanti, durano soltanto un giorno, poi appassiscono e assumono un colore rosso ruggine. I petali, strofinati tra le dita, contengono un succo, detto per il suo colore &#8220;sangue di San Giovanni&#8221;, è una sostanza molto efficace per curare varie patologie.<br />
L&#8217;iperico cura la mente e il corpo, disintossica il fegato. Cura le nevriti, le infiammazioni del trigemino, l´herpes (fuoco di San Antonio), le sciatiche e le lombalgie. Allevia la spossatezza e la depressione. </p>
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