Persone
Scritto Martedì 31 Agosto 2010 da Renzo Zanoni

Palazzo Barbieri
Giovanni Battista da Persico fu podestà di Verona durante gli anni successivi al congresso di Vienna (1814-1815). È autore della
‘Descrizione di Verona e della sua provincia’ la guida ai monumenti della città di Verona, pubblicata nel 1820.
In quegli anni la struttura urbanistica della città fu al centro di profondi mutamenti.
Nel 1808
il listone fu completamente rifatto. Il progetto venne affidato all’architetto,
Luigi Trezza. Nel 1820 furono eseguiti alcuni
scavi attorno all’Anfiteatro per riportare in vista il basamento dell’edificio, interrato di circa due metri. Fu abbassato anche il piano della Bra di m 0,70 seguendo una linea lievemente inclinata dalla Gran Guardia all’Arena. Valentino Alberti, oste alle Tre Corone in corte Molòn, annota nel suo Diario che dal 31 dicembre 1821 al 5 gennaio 1822
la Bra’ “venne fatta tutta gualìva”.
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Tag:arena, Giovanni Battista da Persico, Piazza Bra, unità d'Italia, Verona
Scritto Giovedì 26 Agosto 2010 da Renzo Zanoni

Garibaldi, piazza Francesco Viviani
Nell’esercito che seguì Garibaldi i gruppi più numerosi erano lombardi, veneti, liguri… Erano barcaioli, ufficiali in aspettativa, possidenti, braccianti, sensali, scrivani, avvocati, scultori, droghieri, capistazione, barbieri, trafficanti, cocchieri… Fra di loro non si capivano, perché ognuno parlava il proprio dialetto. A casa ne tornò poco più della metà.
L’
elenco alfabetico completo di tutti i componenti la spedizione dei Mille fu pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del Regno d’Italia del 12 novembre 1878.
Dal sito www.esercito.difesa.it/root/garibaldi/i_mille/veneto.pdf
puoi vedere i ritratti di alcuni dei veronesi che parteciparono all’impresa.
Elenco dei veronesi…
Barbesi Alessandro di Gaetano, nato a Verona il 27 luglio 1825, albergatore. http://www.clubdomenica.it/mille/pages/Barbesi%20Alessandro%20-%20Verona.html Aveva 35 anni.
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Tag:Barbesi Alessandro, Barbieri Gerolamo, Bellini Antonio, Biffi Luigi Adolfo, Bisi Giovan Battista, Bonvicini Federico, Bovolone, Bozzola Candido, Butturini Antonio, Caprino Veronese, Castagna Pietro, Cengiarotti Sante, Contro Silvio, Damaso Lipidio, Fabris Placido, Fantoni Giovanni Battista, Fiorentini Pietro, Flessati Giuseppe, Marconzini Giuseppe, Patresi Robert, Patresi Roberto, Prina Luigi, Rizzi Catterino, Rotta Giuseppe, Siliotto Antonio, unità d'Italia, Verona, Villafranca, Zanini Luigi, Zoppi Cesare
Scritto Mercoledì 25 Agosto 2010 da Renzo Zanoni
Vittorio Betteloni (1840-1910) è un poeta italiano nato a
Verona. Studente a Pisa è tentato dall’impresa garibaldina del 1860. Dopo la laurea in legge,
“sceglie una consapevole sepoltura nella quieta provincia veronese, senza nemmeno attendere la cosidetta liberazione del 1866.” Dal 1877 insegna letteratura italiana nel Reale Collegio degli Angeli di
Verona e collabora ai due quotidiani veronesi, L’Adige e L’Arena.
http://www.betteloni.it/storia.htm
La sua attività poetica appartiene agli anni che seguono la realizzazione dell’unità. Nella penisola italiana si assiste al progressivo affermarsi del Regno d’Italia come stato unitario che porta al dissolvimento degli stati regionali (1861 fine del Regno delle Due Sicilie, 1866 annessione del Veneto, 1870 conquista dello Stato Pontificio). Il nuovo stato unitario è assillato da problemi interni connessi a una economia arretrata e alla presenza di un altissimo indice di analfabetismo.
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Tag:unità d'Italia, Verona, vittorio betteloni, zulieta e romeo
Scritto Martedì 24 Agosto 2010 da Renzo Zanoni
Manca un mese alla prima manifestazione italiana delle vittime di abusi sessuali da parte del clero cattolico. Si svolgerà a Verona il 25 settembre 2010. La manifestazione è organizzata dall’associazione “La colpa” (www.lacolpa.it), formata dalle vittime di violenza e dai loro familiari.
Quali sono le origini di questo fenomeno che ha generato sentimenti di rabbia, di incredulità e disagio?
Come ha reagito la Chiesa Cattolica?
Che cosa fa dei tanti preti anziani che in varie occasioni si denudano?
Prete nudista in spiaggia a Rimini Arrivava in spiaggia a Rimini, si spogliava completamente e poi si sdraiava sul lettino coprendosi i genitali con il costume o i pantaloncini poggiati sopra. Uno spogliarello che si ripeteva da tempo (forse addirittura dall’estate precedente) tra le perplessità e qualche lamentela degli altri bagnanti.
Così fino alla settimana scorsa, quando l’ennesimo “strip” è costato una denuncia per atti osceni in luogo pubblico a un sacerdote sui 70 anni. (18 luglio 2010)
Parroco in perizoma, denunciato L’avevano notato fin dal giorno del suo arrivo a Torri del Benaco, perché quel signore, per età e ruolo, forse avrebbe dovuto scegliere costumi da bagno meno vistosi. E invece il sacerdote di 69 anni, celebrante in una parrocchia del Padovano e in vacanza sul lago di Garda, indossava perizoma azzardati. (26 luglio 2007)
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Tag:cultura, pedofili, sacerdoti, sesso, sessualità, Verona
Scritto Domenica 22 Agosto 2010 da Renzo Zanoni
Esiste anche una versione femminile, poco conosciuta, della sofferta storia del Risorgimento italiano. Eppure furono molte le
donne che militarono nelle associazioni carbonare e parteciparono alle insurrezioni. Si tratta soprattutto di aristocratiche, come del resto, almeno all’inizio, lo furono in gran parte anche gli uomini.
Tonina Marinelli, esule veneta, vestita da garibaldina, fu al fianco del marito durante la spedizione dei Mille. Combatté strenuamente, fu promossa di grado e decorata sul campo di battaglia. Morì a Firenze nel maggio del 1862. La sua memoria fu celebrata in versi da Francesco Dall’Ongaro (1808- 1873; drammaturgo e librettista italiano) autore della canzone che si insegnava a scuola.
E la bandiera di tre colori
sempre è stata la più bella:
noi vogliamo sempre quella,
noi vogliam la libertà!
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Tag:donne, E la bandiera di tre colori, Il filo che ci unisce, madamaknit, Tonina Marinelli, unità d'Italia, Verona
Scritto Martedì 17 Agosto 2010 da Renzo Zanoni

Scalone XVI ottobre
Verona fu per tutto l’Ottocento luogo d’origine di persone, provenienti dal mondo cattolico, che si dedicarono all’assistenza dei gruppi sociali più poveri e alla formazione dei
giovani.
Zefirino Agostini nacque a Verona il 24 settembre 1813. Passò l’infanzia e la fanciullezza presso i nonni paterni a Terrossa (Verona), dove imparò a leggere e scrivere. Poi frequentò le scuole presso il ginnasio municipale di Verona. A 18 anni entrò nel Seminario vescovile della diocesi. Anche don Nicola Mazza (1790-1865) fu uno dei suoi insegnanti.
Nel 1845 diventò arciprete nella parrocchia dei
santi Nazario e Celso, a Veronetta. Lungo le strade del rione si alternavano ville a casupole in legno. C’era un flusso continuo di persone che avevano lasciato la povertà della montagna e della campagna in cerca di lavoro per sfamare i figli.
Don Zefirino desiderava poter fare qualcosa per le bambine e le ragazze in difficoltà che vivevano nella sua parrocchia.
Dal 1856 alcune
giovani dell’Oratorio Mariano cominciarono a dedicare interamente la loro vita all’educazione umana e cristiana di queste ragazze.
Divenne il primo nucleo dal quale nacque la congregazione delle
Orsoline Figlie di Maria Immacolata.
Don Zefirino Agostini è riconosciuto come fondatore e padre spirituale della nascente istituzione.
http://www.orsolineverona.it/; http://www.orsolinefmi.it/storia.htm
Nel 1866 la chiesa fu trasformata in ospedale per accogliere i feriti della battaglia di Custoza.
Don Zefirino morì il 6 aprile 1896 a Verona e la sua salma riposa nella cappella della casa-madre delle
Orsoline Figlie di Maria Immacolata (F.M.I.), che si estende, a Verona, da via Muro Padri a via Paradiso.
È stato beatificato da papa Giovanni Paolo II il 25 ottobre 1998.
La festa liturgica cade il 24 settembre.
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Tag:Orsoline Figlie di Maria Immacolata, unità d'Italia, Verona, Zefirino Agostini
Scritto Domenica 1 Agosto 2010 da Renzo Zanoni
Sulla Statale 11, che congiunge Verona con Peschiera, sono tornate le lucciole.
Giovani e belle.
Potrebbe sembrare un invito pubblicitario invece è la notizia, data dai giornali locali, di un evento poco decoroso, come ritiene l’amministrazione comunale di Verona.
Le lucciole non sono gli insetti che si ammiravano nelle notti estive nei prati e in prossimità dell’acqua. Le femmine si fanno notare mentre si muovono tra i rami. I maschi, attirati dalla luce emessa dalla femmina, la raggiungono seguendo la scia odorosa.
Quando i giornali parlano di ‘lucciole’ intendono le prostitute.
“Non prenderemo il problema sotto gamba.” È uno dei nostri cavalli di battaglia.” “Non si devono abbassare le antenne.” Ogni giorno la Polizia municipale pubblica il bollettino… Ieri sera nella zona di via Pasteur, viale del Lavoro, viale delle Nazioni in ZAI, sono stati sanzionati cinque uomini. Altri quattro clienti sono stati sanzionati sulla Strada Regionale 11. Controlli approfonditi anche in via Pisano a Borgo Venezia…
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Tag:Borgo Venezia, lucciole, politica, polizia municipale, prostitute, sesso, statale 11, Verona
Scritto Mercoledì 28 Luglio 2010 da Renzo Zanoni

Federica Pellegrini
“Che bello il mio piercing al seno!?” afferma Federica Pellegrini (classe 1988), nuotatrice italiana.
Federica pensa:
“Per un figlio rinuncerei alle Olimpiadi di Londra.” Anzi no, rovinerebbe i miei piani!
“Vorrei essere una mamma giovane. Credo molto nella famiglia. Sono stata fortunata perché ho alle spalle dei genitori fantastici che mi hanno sempre supportata e incoraggiata nelle mie scelte.” (intervista a Gioia)
“Odio l’idea della sportiva che se ne va in giro in scarpe da ginnastica, tuta e maglietta. Non lo concepisco. Prima di tutto sono una donna: amo il mio sport, ma un’atleta non deve essere un maschiaccio per forza. Io mi dipingo le unghie e mi metto i tacchi alti.”
Dopo aver conquistato il record del mondo a Melbourne, si è regalata un piercing, con la sbarretta d’argento e le due sferette, sul capezzolo sinistro. “Pensavo facesse molto più male, dato che si tratta di una zona delicata” afferma la campionessa “Ho voluto seguire attentamente le varie fasi, non mi sono coperta gli occhi e ho guardato tutto. Lorenzo (il tatuatore ndr) ha stretto il capezzolo del seno sinistro in una pinza con due fori. In quei buchi ha infilato l’ago che ha attraversato la carne e subito dopo ha infilato una piccola asta di metallo con due palline alle estremità.”
“Il capezzolo era quello che ci voleva per fare una cosa trasgressiva.” Immagino che numerose persone si sentano trasgressive perché si tatuano oppure si fanno un piercing!
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Tag:Federica Pellegrini, piercing capezzolo, sport, Verona
Scritto Mercoledì 14 Luglio 2010 da Renzo Zanoni
Scrive Patrizia Stella (pedagogista veronese, Diploma accademico di Magistero in Scienze Religiose presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose delle Venezie, con sede a Verona): “Non posso tacere il mio più vivo rammarico alla notizia sulla campagna pro-contraccezione lanciata ai giovani per il periodo estivo. Incentivare i ragazzi a fare sesso con assoluta libertà usando il contraccettivo, come fosse il rimedio a eventuali malattie o gravidanze indesiderate, significa privarli della loro responsabilità, considerarli solo poveri animali da accoppiamento istintivo…“
http://www.webalice.it/paoloconti1/PATRIZIA_STELLA.html
Le gravidanze da spiaggia
“Ogni anno a settembre i nostri studi si riempiono di ragazze rimaste incinte in villeggiatura o con problemi di malattie trasmesse attraverso rapporti sessuali poco sicuri” dice il presidente di SIGO (società italiana di ginecologia e ostetricia), Giorgio Vittori. “Secondo le stime, il 30% delle adolescenti e delle giovani torna dalle vacanze con infezioni ginecologiche (condilomi, herpes, gonorrea, sifilide o nel peggiore dei casi hiv, il virus dell’Aids) o con gravidanze indesiderate.” Un fenomeno che preoccupa tanto più perché, sempre secondo Vittori “Mancano i punti di riferimento per quanto riguarda l’educazione sessuale.”
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Tag:giovani, informazione, libertà, ragazzi, sesso, sessualità, travelsex, vacanze, Verona, Viaggi
Scritto Martedì 13 Luglio 2010 da Renzo Zanoni

Il generale Giampaolo Ganzer
Condannato il capo del Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri (Ros). Comandò a Verona.
È stato condannato a 14 anni di carcere e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
“Piena fiducia” a Ganzer è stata ribadita sia dal Comando generale dell’Arma dei Carabinieri che dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, e dal ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli.
Quando la condanna al carcere comporta il carcere? Si chiede la gente. Non perché piaccia vedere la gente andare in carcere, ma, così, per semplice curiosità.
Dopo 170 udienze, cinque anni di processo, l’attuale comandante del Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri (Ros) è stato condannato dal collegio di giudici del Tribunale di Milano per “aver costituito un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, al peculato, al falso e ad altri reati, alfine di fare una carriera rapida”.
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Tag:carabinieri, carcere, CIE, Giampaolo Ganzer, Verona