Cultura e Società
Scritto Martedì 31 Agosto 2010 da Renzo Zanoni

Palazzo Barbieri
Giovanni Battista da Persico fu podestà di Verona durante gli anni successivi al congresso di Vienna (1814-1815). È autore della
‘Descrizione di Verona e della sua provincia’ la guida ai monumenti della città di Verona, pubblicata nel 1820.
In quegli anni la struttura urbanistica della città fu al centro di profondi mutamenti.
Nel 1808
il listone fu completamente rifatto. Il progetto venne affidato all’architetto,
Luigi Trezza. Nel 1820 furono eseguiti alcuni
scavi attorno all’Anfiteatro per riportare in vista il basamento dell’edificio, interrato di circa due metri. Fu abbassato anche il piano della Bra di m 0,70 seguendo una linea lievemente inclinata dalla Gran Guardia all’Arena. Valentino Alberti, oste alle Tre Corone in corte Molòn, annota nel suo Diario che dal 31 dicembre 1821 al 5 gennaio 1822
la Bra’ “venne fatta tutta gualìva”.
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Tag:arena, Giovanni Battista da Persico, Piazza Bra, unità d'Italia, Verona
Scritto Martedì 31 Agosto 2010 da Renzo Zanoni

La sinagoga di Verona
Giornata europea della cultura ebraica
Domenica 5 settembre 2010
Per favorire la conoscenza della cultura ebraica, da alcuni anni, in Italia e in Europa, la prima domenica di settembre, si aprono le porte di sinagoghe, di musei e di biblioteche, e nelle piazze di tante città si dà vita a eventi che parlano di cultura ebraica, per dialogare e anche per fare festa, per vivere una giornata di “cose nuove”, da conoscere e toccare con mano.
Quest’anno il tema scelto in Europa è
‘Arte ed ebraismo’. La Giornata della Cultura possa rappresentare un importante momento di apertura verso l’Altro, in una società che dovrebbe tendere a includere e non a escludere, ad accettare l’alterità piuttosto che a rigettarla.
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Tag:cultura, cultura ebraica, ricerca, Verona
Scritto Lunedì 30 Agosto 2010 da Renzo Zanoni

Bivacco in via Bonfadio
Si è conclusa la 16ª edizione del “
Film Festival della Lessinia” che si è tenuta a Bosco Chiesanuova dal 21 al 29 agosto 2010.
Tra le novità una sezione destinata ai più piccoli,
“Le montagne dei bambini”: un programma di film d’animazione e lungometraggi provenienti da ogni parte del mondo. Altro evento speciale è dedicato ai giochi di montagna
“Come giocano i montanari”.
Sedici anni di film dedicati alla vita, alla storia e alle tradizioni delle montagne di ogni angolo del mondo.
www.filmfestivallessinia.it
La Giuria internazionale ha assegnato il Gran Premio Lessinia della Comunità Montana della Lessinia – Lessinia d’Oro al film “
Felicità” di
Salomé Aleksi. La regista di Tblisi racconta la storia di Tamara: immigrata in Italia, dove lavora come badante senza permesso di soggiorno, a servizio di un’anziana signora. La morte improvvisa del marito sconvolge la sua vita. Dall’Italia, dove non può tornare senza uscire dalla clandestinità, organizza e partecipa al funerale dal suo telefonino. Il cellulare, sistemato nella camera ardente, allestita nella casa georgiana, diventa il prolungamento dell’affetto e del dolore, il ponte che supera gli ostacoli delle frontiere.
Felicità, in contrasto con il tema trattato, è il motivetto della suoneria tratto dall’omonima canzone di Al Bano e Romina.
A ritirare il riconoscimento a nome della regista georgiana è intervenuta Tamara Vovcenco, badante in Italia che ha vissuto una storia analoga a quella raccontata nel film.
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Tag:CIE, Clandestini, festival, Film Festival della Lessinia, polizia municipale, Verona
Scritto Giovedì 26 Agosto 2010 da Renzo Zanoni

Garibaldi, piazza Francesco Viviani
Nell’esercito che seguì Garibaldi i gruppi più numerosi erano lombardi, veneti, liguri… Erano barcaioli, ufficiali in aspettativa, possidenti, braccianti, sensali, scrivani, avvocati, scultori, droghieri, capistazione, barbieri, trafficanti, cocchieri… Fra di loro non si capivano, perché ognuno parlava il proprio dialetto. A casa ne tornò poco più della metà.
L’
elenco alfabetico completo di tutti i componenti la spedizione dei Mille fu pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del Regno d’Italia del 12 novembre 1878.
Dal sito www.esercito.difesa.it/root/garibaldi/i_mille/veneto.pdf
puoi vedere i ritratti di alcuni dei veronesi che parteciparono all’impresa.
Elenco dei veronesi…
Barbesi Alessandro di Gaetano, nato a Verona il 27 luglio 1825, albergatore. http://www.clubdomenica.it/mille/pages/Barbesi%20Alessandro%20-%20Verona.html Aveva 35 anni.
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Tag:Barbesi Alessandro, Barbieri Gerolamo, Bellini Antonio, Biffi Luigi Adolfo, Bisi Giovan Battista, Bonvicini Federico, Bovolone, Bozzola Candido, Butturini Antonio, Caprino Veronese, Castagna Pietro, Cengiarotti Sante, Contro Silvio, Damaso Lipidio, Fabris Placido, Fantoni Giovanni Battista, Fiorentini Pietro, Flessati Giuseppe, Marconzini Giuseppe, Patresi Robert, Patresi Roberto, Prina Luigi, Rizzi Catterino, Rotta Giuseppe, Siliotto Antonio, unità d'Italia, Verona, Villafranca, Zanini Luigi, Zoppi Cesare
Scritto Mercoledì 25 Agosto 2010 da Renzo Zanoni

Zulieta e Romeo al balcone
Vittorio Betteloni (1840-1910) è un poeta italiano nato a Verona. Studente a Pisa è tentato dall’impresa garibaldina del 1860. Dopo la laurea in legge,
“sceglie una consapevole sepoltura nella quieta provincia veronese, senza nemmeno attendere la cosidetta liberazione del 1866.” Dal 1877 insegna letteratura italiana nel Reale Collegio degli Angeli di Verona e collabora ai due quotidiani veronesi, L’Adige e L’Arena.
http://www.betteloni.it/storia.htm
La sua attività poetica appartiene agli anni che seguono la realizzazione dell’unità. Nella penisola italiana si assiste al progressivo affermarsi del Regno d’Italia come stato unitario che porta al dissolvimento degli stati regionali (1861 fine del Regno delle Due Sicilie, 1866 annessione del Veneto, 1870 conquista dello Stato Pontificio). Il nuovo stato unitario è assillato da problemi interni connessi a una economia arretrata e alla presenza di un altissimo indice di analfabetismo.
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Tag:unità d'Italia, Verona, vittorio betteloni, zulieta e romeo
Scritto Martedì 24 Agosto 2010 da Renzo Zanoni
Manca un mese alla prima manifestazione italiana delle vittime di abusi sessuali da parte del clero cattolico. Si svolgerà a Verona il 25 settembre 2010. La manifestazione è organizzata dall’associazione “La colpa” (www.lacolpa.it), formata dalle vittime di violenza e dai loro familiari.
Quali sono le origini di questo fenomeno che ha generato sentimenti di rabbia, di incredulità e disagio?
Come ha reagito la Chiesa Cattolica?
Che cosa fa dei tanti preti anziani che in varie occasioni si denudano?
Prete nudista in spiaggia a Rimini Arrivava in spiaggia a Rimini, si spogliava completamente e poi si sdraiava sul lettino coprendosi i genitali con il costume o i pantaloncini poggiati sopra. Uno spogliarello che si ripeteva da tempo (forse addirittura dall’estate precedente) tra le perplessità e qualche lamentela degli altri bagnanti.
Così fino alla settimana scorsa, quando l’ennesimo “strip” è costato una denuncia per atti osceni in luogo pubblico a un sacerdote sui 70 anni. (18 luglio 2010)
Parroco in perizoma, denunciato L’avevano notato fin dal giorno del suo arrivo a Torri del Benaco, perché quel signore, per età e ruolo, forse avrebbe dovuto scegliere costumi da bagno meno vistosi. E invece il sacerdote di 69 anni, celebrante in una parrocchia del Padovano e in vacanza sul lago di Garda, indossava perizoma azzardati. (26 luglio 2007)
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Tag:cultura, pedofili, sacerdoti, sesso, sessualità, Verona
Scritto Domenica 22 Agosto 2010 da Renzo Zanoni

Verona, ponte Risorgimento
Esiste anche una versione femminile, poco conosciuta, della sofferta storia del Risorgimento italiano. Eppure furono molte le donne che militarono nelle associazioni carbonare e parteciparono alle insurrezioni. Si tratta soprattutto di aristocratiche, come del resto, almeno all’inizio, lo furono in gran parte anche gli uomini.
Tonina Marinelli, esule veneta, vestita da garibaldina, fu al fianco del marito durante la spedizione dei Mille. Combatté strenuamente, fu promossa di grado e decorata sul campo di battaglia. Morì a Firenze nel maggio del 1862. La sua memoria fu celebrata in versi da Francesco Dall’Ongaro (1808- 1873; drammaturgo e librettista italiano) autore della canzone che si insegnava a scuola.
E la bandiera di tre colori
sempre è stata la più bella:
noi vogliamo sempre quella,
noi vogliam la libertà!
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Tag:donne, E la bandiera di tre colori, Il filo che ci unisce, madamaknit, Tonina Marinelli, unità d'Italia, Verona
Scritto Mercoledì 18 Agosto 2010 da Renzo Zanoni

Tracciato della funicolare
Nella settimana di ferragosto i giornali locali e le televisioni annunciano che verrà riaperta la funicolare che portava le persone sulla cima del colle di Castel San Pietro.
La funicolare fu inaugurata il 4 novembre 1941, probabilmente realizzata come mezzo di propaganda per mostrare i progressi tecnici realizzati dal regime fascista. La costruzione della funicolare non era veramente necessaria. La linea è infatti lunga solo 180 metri e il dislivello di soli 55 metri. Questi motivi spiegano anche perché la linea fu abbandonata già nel 1944. I visitatori che volevano godere il panorama della città preferivano infatti salire al colle di Castel San Pietro a piedi.
Della funicolare è ancora oggi possibile vedere il tracciato e la stazione superiore.
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Tag:castel san pietro, funicolare, teatro romano, Verona
Scritto Martedì 17 Agosto 2010 da Renzo Zanoni

Scalone XVI ottobre
Verona fu per tutto l’Ottocento luogo d’origine di persone, provenienti dal mondo cattolico, che si dedicarono all’assistenza dei gruppi sociali più poveri e alla formazione dei giovani.
Zefirino Agostini nacque a Verona il 24 settembre 1813. Passò l’infanzia e la fanciullezza presso i nonni paterni a Terrossa (Verona), dove imparò a leggere e scrivere. Poi frequentò le scuole presso il ginnasio municipale di Verona. A 18 anni entrò nel Seminario vescovile della diocesi. Anche don Nicola Mazza (1790-1865) fu uno dei suoi insegnanti.
Nel 1845 diventò arciprete nella parrocchia dei
santi Nazario e Celso, a Veronetta. Lungo le strade del rione si alternavano ville a casupole in legno. C’era un flusso continuo di persone che avevano lasciato la povertà della montagna e della campagna in cerca di lavoro per sfamare i figli.
Don Zefirino desiderava poter fare qualcosa per le bambine e le ragazze in difficoltà che vivevano nella sua parrocchia.
Dal 1856 alcune giovani dell’Oratorio Mariano cominciarono a dedicare interamente la loro vita all’educazione umana e cristiana di queste ragazze.
Divenne il primo nucleo dal quale nacque la congregazione delle
Orsoline Figlie di Maria Immacolata.
Don Zefirino Agostini è riconosciuto come fondatore e padre spirituale della nascente istituzione.
http://www.orsolineverona.it/; http://www.orsolinefmi.it/storia.htm
Nel 1866 la chiesa fu trasformata in ospedale per accogliere i feriti della battaglia di Custoza.
Don Zefirino morì il 6 aprile 1896 a Verona e la sua salma riposa nella cappella della casa-madre delle Orsoline Figlie di Maria Immacolata (F.M.I.), che si estende, a Verona, da via Muro Padri a via Paradiso.
È stato beatificato da papa Giovanni Paolo II il 25 ottobre 1998.
La festa liturgica cade il 24 settembre.
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Tag:Orsoline Figlie di Maria Immacolata, unità d'Italia, Verona, Zefirino Agostini
Scritto Martedì 10 Agosto 2010 da Renzo Zanoni

Verona, Porta Leoni
Dopo il congresso di Vienna (1814-1815) l’Italia fu divisa in una decina di stati. Nel nord est venne costituito il Regno Lombardo-Veneto sotto il controllo dell’Austria. Comprendeva i territori del Veneto, Friuli e Lombardia orientale.
La dominazione austriaca (dal 1815 al 1866) trasformò Verona in una città fortezza. Furono costruite mura, fortificazioni, castelli e ancora caserme, arsenali, edifici militari. Molti di essi sono oggi ancora ben conservati e documentano le raffinate tecniche ingegneristiche e architettoniche dell’Impero Austroungarico.
Il controllo militare e poliziesco della città di Verona divenne molto duro. Tuttavia si diffusero anche a Verona le nuove idee di libertà e la richiesta di costruire uno stato unitario.
Spesso gli incontri, segreti, avvenivano presso il negozio di libri antichi e moderni di Domenico Cesconi, in via Leoni all’Arco antico numero 1838. La libreria si trovava un po’ prima del vicoletto Leoni, già vicolo Ortolano, in fondo al quale si trova il monumentale ingresso di Palazzo Verità (poi Bianchini, Salgari, Tedeschi). Sopra il cornicione, entro un cartiglio, è segnata la cifra “1910″, che rappresenta il vecchio numero civico della casa impresso a stampo, come si usò fino alla riforma del 1871.
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Tag:domenico cesconi, Parco delle Mura di Verona, unità d'Italia, Verona