Cultura e Società

Quel «metodo Ganzer» nato a Verona

Il generale Giampaolo Ganzer

Il generale Giampaolo Ganzer

Condannato il capo del Raggruppamento operativo speciale dei (Ros). Comandò a .
È stato condannato a 14 anni di carcere e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
“Piena fiducia” a Ganzer è stata ribadita sia dal Comando generale dell’Arma dei che dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, e dal ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli.

Quando la condanna al carcere comporta il carcere? Si chiede la gente. Non perché piaccia vedere la gente andare in carcere, ma, così, per semplice curiosità.

Dopo 170 udienze, cinque anni di processo, l’attuale comandante del Raggruppamento operativo speciale dei (Ros) è stato condannato dal collegio di giudici del Tribunale di Milano per “aver costituito un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, al peculato, al falso e ad altri reati, alfine di fare una carriera rapida”.

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Libertà? Uno zaino in spalla!

zainoQualche ragazzo, per cercare uno schizzo di adrenalina, per noia, gli zaini va a rubarli agli altri.
Per la maggior parte lo zaino è simbolo di avventura, libertà, scoperta. Autonomia. Soprattutto per chi rappresenta il primo strappo con la famiglia, la prima ‘fuga’ da soli. A diciassette anni, poco più, poco meno.

Che cosa offre a chi parte?

  • La diocesi di attraverso il Centro Pastorale e Adolescenti mette a disposizione numerose opportunità. Il pellegrinaggio a Santiago de Compostela, sulla tomba dell’apostolo Giacomo. Una esperienza di profondo rinnovamento… Un campo di servizio e condivisione in Moldavia. Oppure un
campo di preghiera e lavoro presso un monastero cistercense. http://www.giovaniverona.it/area/17-20-enni/5/
    http://www.diocesiverona.it/pls/s2ewdiocesiverona/v3_s2ew_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=16507

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    Verona e Ningbo

    Di-dio-cinaL’assessore Vittorio Di Dio e il presidente del Consiglio comunale Pieralfonso Fratta Pasini hanno incontrato giovedì 1 luglio 2010 una delegazione della città cinese di , in visita a nell’ambito del patto di amicizia che lega dal 2007 le due città.

    è una delle città più antiche della Cina, città commerciale sulla via della seta. grande porto. Si trova nella provincia cinese dello Zhejiang. 5.400.000 abitanti, un buon aeroporto e una storia interessante.

    Da visitare il lago della Luna, il Padiglione Tianyi, la più antica biblioteca privata esistente in Cina, la Casa del Ventaglio. L’imponente Torre del Tamburo segna l’inizio di una animata via pedonale con negozi, ristoranti e molte attività commerciali. In zona è da visitare anche la Pagoda Tianning.

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    Verona Dov’è l’orso Dino?

    Chi è il nuovo presidente di Federcaccia'

    Chi è il nuovo presidente di Federcaccia'

    Dov’è l’?
    Non lo so. Sono forse io il suo guardiano?

    Dove, seguendo le orme di Dino, si scopre che il nuovo presidente di Federcaccia-Veneto è , sindaco a , e altre cose…

    L’ si aggira e colpisce sui monti Lessini. Estradiamo l’… Ora basta con l’ Qui ci scappa il morto. L’ semina il terrore. Si pensa alla cattura L’ è ancora in fuga e i danni si estendono. L’ ha ormai scatenato uno scompiglio.
    Tutti hanno paura dell’. Dino, l’orso che da qualche tempo sta facendo strage di animali sull’Altopiano di Asiago, dovrà essere catturato e allontanato.

    L’Italia sfratta l’ “Nessuno torca un pelo all’” (Giancarlo Galan) L’ e la strage degli asini. L’ fa la sua comparsa nel Parco Nazionale Dolomiti …

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    Verona Un orologio di pietra per contare le ore della notte

    Basilica San Zeno, Verona

    Basilica ,

    Il solstizio ci lascia un regalo: un orologio di pietra per contare le ore della notte. Si trova nel rosone della basilica di a .

    , esperto veronese in gnomonica e membro della British Horological Institute, lo descrive nella sua relazione all’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere di .
    www.aaslvr.it/Forlati.pdf

    L’orologio non ha meccanismi, ma è costituito da un cerchio, il Rosone, fatto di marmo bianco e rosso ammonite, messo sulla facciata della Basilica. Guardato esternamente è simile a una grande ruota col mozzo, incorniciata da quattro cerchi. Nel cerchio più grande, verticalmente sopra, il Signore del tempo indica il Solstizio Estivo, il giorno più lungo dell’anno. Contrapposto, sotto, un personaggio supino simboleggia col riposo la lunga notte del Solstizio Invernale, il giorno più corto dell’anno.
    rosoneDi notte, dal loro posto di preghiera nel coro, i monaci guardavano attraverso la finestra (rosone) il cielo e leggevano le ore.
    Le due ultime stelle o ruote del Carro Maggiore, allineate come una virtuale lancetta d’orologio, corrono fantasticamente a ritroso attorno alla stella Polare. Sono visibili oltre le colonnette radiali e, col trascorrere della notte, oltrepassando i vari settori, stabiliscono l’orario.

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    A passeggio per Verona nel solstizio d’estate

    ipericoI giorni del d’estate circoscrivono un breve ma intenso arco di tempo. In questi 9 giorni (21-29 giugno) tutte le piante vengono influenzate con particolare forza e potere, sono impregnate di miracolose virtù. Procurati un manuale di erbe e alberi e programma una passeggiata nei prati. Le erbe di san Giovanni si trovano lungo le siepi, ai margini dei sentieri. Qualcuno afferma che guariscono, ma allora devi cercare consiglio presso qualche esperto. Certamente la camminata fa bene al corpo e imparare a conoscere la natura fa scoprire tesori nascosti…
    Per purificare la terra si bruciano 9 tipi di erbe: , ruta, verbena, vischio, lavanda, timo, finocchio, piantaggine e artemisia.
    Per propiziare la fortuna prepara un sacchettino di colore giallo oro o rosso con erbe e fiori di campo, grano e chicchi di riso. Appendilo in casa, sul luogo di lavoro o ponilo sotto il cuscino per rendere meravigliosi i tuoi sogni.
    Per preparare l’acqua di San Giovanni raccogli erbe e fiori. La sera del 23 giugno ponili in un recipiente colmo d’acqua e durante la notte lascialo sul davanzale. La mattina lavati con quest’acqua. Si dice che conservi la bellezza e allontani le malattie.

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    Le feste del solstizio a Verona

    Piazza Erbe, la berlina

    Piazza Erbe, la berlina

    Se oggi (21 giugno), giorno del d’estate, passeggerai in Piazza delle Erbe, a Verona, ricorda: stai camminando in mezzo a un antico mistero.
    Quando i Romani costruirono la città dentro l’ansa dell’Adige, si allinearono sulle antiche tracce di riferimento posizionando i monumenti e le altre opere urbane nel rispetto dei luoghi sacri presenti nella città precedente.
    http://www.veja.it/?p=6569
    Un allineamento, che unisce su una distanza di oltre 5 km la berlina di Piazza Erbe, la chiesa di San Giovanni in Valle e la colonna marmorea detta préa fita, pilotòn, (nome medioevale per pietra infissa), torna, ogni anno, a riproporsi astronomicamente all’alba del 24 giugno. In quel giorno il sole sorge dietro Montorio (l’antico mons orior cioè il monte-da cui-sorge il sole) in asse con i due consunti segni di croce incisi ormai da secoli sui lati della prèa fita.

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    La sentenza chimica

    Centro 'Nicola Tommasoli'

    Centro 'Nicola Tommasoli'

  • Sgomberata la scuola di Borgo Venezia occupata abusivamente dal centro sociale ‘’. (2007)
  • Inaugurato il nuovo centro di aggregazione giovanile. (8 maggio 2010)
  • Sentenza del giudice riguardante i responsabili dell’illecita invasione. (2010)

    Appena salito al trono (elezioni amministrative del 27-28 maggio 2007) il sindaco ha mantenuto la promessa di chiudere il campo nomadi di Boscomantico e sgomberare la scuola di Borgo Venezia occupata abusivamente dal centro sociale ‘’. Sgombero effettivamente compiuto il 22 agosto 2007. Dopo aver fatto radere al suolo l’edificio, sono iniziati nel novembre del 2008 i lavori per realizzare un centro di aggregazione sociale.

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    Bastioni Campo Marzio

    Bastione Campo Marzo

    Bastione Campo Marzo

    possiede una cinta muraria lunga nove chilometri, che occupa un’area di quasi 50 mila metri quadri. In questi giorni è stata presentata una parte, bastioni Campo Marzio, che ripulita è diventata un bellissimo giardino all’aperto, con un pista ciclo-pedonale fruibile da chiunque.

    La maggioranza delle fortificazioni è stata costruita tra il 1833 e il 1848, grazie al piano dell’ingegnere militare austriaco Franz von Scholl, che ammodernò i bastioni di epoca veneziana per la protezione del lato meridionale.
    Da Porta Vittoria (vicino al fiume Adige), scaligera, dal nome della vicina chiesa dedicata a S. Maria della Vittoria da Cangrande II dopo aver sconfitto il fratello Fregnano, il vallo prosegue fino alla casamatta della Batteria Pellegrini (1838). Le cannoniere sono scomparse sotto terra, tanto che si fatica a capire la funzione di questa difesa, che era stata inserita nella cortina per battere il fronte rettilineo fino all’Adige.
    All’interno gli edifici del’Università di e la caserma Passalacqua, all’esterno la trafficatissima via Torbido. Prosegue il bastione di Campo Marzio.
    Arrivati alla Porta di Campofiore, aperta nel 1865 per il raccordo ferroviario con la stazione di Porta Vescovo, si vedono abbastanza bene l’orecchione sinistro e il fianco ritirato.
    Sulla destra si vede il fianco destro del piccolo Bastione delle Maddalene. È la prima opera a tracciato bastionato costruita a , nel 1527. Le quattro cannoniere sui fianchi corrispondono ad altrettante casamatte, con cui vennero sostituite nel restauro del 1840 le originarie postazioni superiori a cielo aperto e le casamette inferiori. Dopo il bastione delle Maddalene il vallo scompare, riempito per un lungo tratto. La breccia stradale prima della porta del Vescovo è del 1920.

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    Verona. Violenza su un artista di strada

    Pinocchio, statua vivente

    Pinocchio, statua vivente

    ore 11,00, Verona, un gruppo di 10 , tra cui una ragazza, sette dei quali minorenni, scelgono come vittima un che attirava i turisti mimando il celebre personaggio di Collodi. Lo deridono, insultano, rapinano.
    La banda è composta da un albanese, un colombiano, un argentino, un romeno, un serbo e da veronesi di città e provincia… tutti ubriachi, alle ore 11.

    Statua vivente è il termine attribuito a un mimo, che posa per strada restando immobile come una statua. Imita con realismo e grazie a un raffinato trucco, le sembianze di una vera e propria statua fatta in candido marmo o in bronzo oppure realizzata con altri materiali.
    Per raffinare questa tecnica gli artisti debbono affrontare un lungo allenamento teso a ottenere un particolare controllo del sistema nervoso sottoposto a un forte stress in termini di pazienza.
    Lo scopo di una statua vivente è stupire e divertire il passante, spesso invitato con impercettibili ammiccamenti del volto (e talvolta con rapidi movimenti delle mani) a lasciar cadere una monetina in un apposito cestino lasciato ai piedi della base su cui la statua si mette in posa.
    A Verona un di strada (in inglese busker) giocolere, musicista, clown, mimo (con le statue viventi), arte circense, cantastorie, chiunque intende occupare il suolo pubblico per esporre attività del proprio ingegno deve presentare domanda al Comune di Verona.
    Informazioni e contatti Sig.ra Zuccoloto Marina;
    email: attiv.econ.osap@comune.verona.it

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