Cultura e Società

Riapre la funicolare che porta a Castel san Pietro

Tracciato funicolare

Tracciato della

Nella settimana di ferragosto i giornali locali e le televisioni annunciano che verrà riaperta la che portava le persone sulla cima del colle di .
La fu inaugurata il 4 novembre 1941, probabilmente realizzata come mezzo di propaganda per mostrare i progressi tecnici realizzati dal regime fascista. La costruzione della non era veramente necessaria. La linea è infatti lunga solo 180 metri e il dislivello di soli 55 metri. Questi motivi spiegano anche perché la linea fu abbandonata già nel 1944. I visitatori che volevano godere il panorama della città preferivano infatti salire al colle di a piedi.
Della è ancora oggi possibile vedere il tracciato e la stazione superiore.

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Zefirino Agostini e l’Unità d’Italia (4)

Scalone XVI ottobre

Scalone XVI ottobre

Verona fu per tutto l’Ottocento luogo d’origine di persone, provenienti dal mondo cattolico, che si dedicarono all’assistenza dei gruppi sociali più poveri e alla formazione dei giovani.
nacque a Verona il 24 settembre 1813. Passò l’infanzia e la fanciullezza presso i nonni paterni a Terrossa (Verona), dove imparò a leggere e scrivere. Poi frequentò le scuole presso il ginnasio municipale di Verona. A 18 anni entrò nel Seminario vescovile della diocesi. Anche don Nicola Mazza (1790-1865) fu uno dei suoi insegnanti.
Nel 1845 diventò arciprete nella parrocchia dei santi Nazario e Celso, a Veronetta. Lungo le strade del rione si alternavano ville a casupole in legno. C’era un flusso continuo di persone che avevano lasciato la povertà della montagna e della campagna in cerca di lavoro per sfamare i figli.
Don Zefirino desiderava poter fare qualcosa per le bambine e le ragazze in difficoltà che vivevano nella sua parrocchia.
Dal 1856 alcune giovani dell’Oratorio Mariano cominciarono a dedicare interamente la loro vita all’educazione umana e cristiana di queste ragazze.
Divenne il primo nucleo dal quale nacque la congregazione delle .
Don è riconosciuto come fondatore e padre spirituale della nascente istituzione.
http://www.orsolineverona.it/; http://www.orsolinefmi.it/storia.htm
Nel 1866 la chiesa fu trasformata in ospedale per accogliere i feriti della battaglia di Custoza.
Don Zefirino morì il 6 aprile 1896 a Verona e la sua salma riposa nella cappella della casa-madre delle (F.M.I.), che si estende, a Verona, da via Muro Padri a via Paradiso.
È stato beatificato da papa Giovanni Paolo II il 25 ottobre 1998.
La festa liturgica cade il 24 settembre.

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Domenico Cesconi e l’Unità d’Italia (3)

Verona, Porta Leoni

, Porta Leoni

Dopo il congresso di Vienna (1814-1815) l’Italia fu divisa in una decina di stati. Nel nord est venne costituito il Regno Lombardo-Veneto sotto il controllo dell’Austria. Comprendeva i territori del Veneto, Friuli e Lombardia orientale.
La dominazione austriaca (dal 1815 al 1866) trasformò in una città fortezza. Furono costruite mura, fortificazioni, castelli e ancora caserme, arsenali, edifici militari. Molti di essi sono oggi ancora ben conservati e documentano le raffinate tecniche ingegneristiche e architettoniche dell’Impero Austroungarico.

Il controllo militare e poliziesco della città di divenne molto duro. Tuttavia si diffusero anche a le nuove idee di libertà e la richiesta di costruire uno stato unitario.
Spesso gli incontri, segreti, avvenivano presso il negozio di libri antichi e moderni di Domenico Cesconi, in via Leoni all’Arco antico numero 1838. La libreria si trovava un po’ prima del vicoletto Leoni, già vicolo Ortolano, in fondo al quale si trova il monumentale ingresso di Palazzo Verità (poi Bianchini, Salgari, Tedeschi). Sopra il cornicione, entro un cartiglio, è segnata la cifra “1910″, che rappresenta il vecchio numero civico della casa impresso a stampo, come si usò fino alla riforma del 1871.

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Museo civico di storia naturale e Unità d’Italia (2)

Si stanno preparando le celebrazioni per il 150 anniversario dell’unificazione dell’Italia. Chi viveva a Verona nel 1861? Quale clima culturale si respirava?

Nel 1861 nasce a Verona il moderno . Tutte le collezioni cittadine, di arte e quelle naturalistiche vengono riunite nella stessa sede di palazzo Pompei. Il museo è organizzato sul modello viennese in quattro sezioni: Geologia e Paleontologia, Zoologia, Botanica e Preistoria. Sezione che, grazie ai ricchissimi ritrovamenti sui monti Lessini e negli insediamenti di palafitte sul lago di Garda e nella Bassa veronese, è una delle più celebri del pianeta.

A 150 anni dalla fondazione… le modalità della gestione del ricco patrimonio da parte dell’Amministrazione Comunale di Verona, affermano i responsabili, ci espone al sarcasmo di tutti quei musei del mondo che farebbero pazzie per avere una fetta di questa nostra torta lasciata andare a male. Palazzo Pompei è stato venduto. Venduto il palazzo dove ha sede il museo, i reperti preistorici, marciscono in cantina coperti di muffa. La vendita (svendita?) di palazzi storici, che erano stati donati alla città per ospitare musei, sembra un tradimento della volontà dei benefattori.
Per raccogliere i soldi per costruire nuove rotatorie, finanziare il Polo finanziario e altre nuove opere… l’amministrazione comunale mette in vendita un po’ di palazzi donati nei secoli al municipio. , comprato dalla fondazione Cariverona, poi via via Palazzo Forti, palazzo Gobetti, palazzo Pompei, l’ex convento francescano di San Domenico. Preziose testimonianze artistiche dei secoli passati, non vecchie caserme o capannoni!
Irrita leggermente la battuta con cui Flavio Tosi, il sindaco leghista ha sbuffato contro il blocco dei lavori per un parcheggio sotterraneo dovuta alla scoperta di resti archeologici: «Meglio il parcheggio che la conservazione di quattro sassi!». Doc o dop non sono solamente i formaggi, i salumi, i vini… e le uniche cose da difendere non sono le quote latte.
Sembra che per il 150 anniversario dell’unificazione dell’Italia e il 150 anniversario della nascita del ci sia ancora molto da fare. Forse porre un limite all’utilizzo del patrimonio culturale nazionale da parte degli enti locali, che non lo sanno apprezzare perché esperti solamente in problemi agricoli, nell’asfaltatura strade, costruzione parcheggi…

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Daniele Comboni e l’Unità d’Italia (1)

Piazza Isolo, Daniele Comboni

Piazza Isolo,

Si stanno preparando le celebrazioni per il 150 anniversario dell’unificazione dell’Italia. Chi viveva a Verona nel 1861? Quale clima culturale si respirava?

17 marzo 1861 Proclamazione del Regno d’Italia.
18 marzo 1861 arriva a Verona con sette africani riscattati dalla schiavitù. Nel gennaio 1861 era stato inviato ad Aden da don Nicola Mazza con l’incarico di riscattare alcuni africani da educare a Verona.

(1831-1881) è il fondatore dei Missionari Comboniani del Cuore di Gesù e delle Pie Madri della Nigrizia.
Comboni aveva un’illimitata fiducia nelle capacità dei popoli africani e si prefisse la fondazione di scuole in cui formare medici, insegnanti, preti e suore africani. Diede vita alla rivista Nigrizia. Combatté contro la schiavitù fino alla morte, avvenuta nel 1881, a soli cinquant’anni, a causa di un’epidemia di colera che colpì Khartoum.

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Noi siam come le lucciole…

donnaSulla Statale 11, che congiunge con Peschiera, sono tornate le .
Giovani e belle.
Potrebbe sembrare un invito pubblicitario invece è la notizia, data dai giornali locali, di un evento poco decoroso, come ritiene l’amministrazione comunale di .
Le non sono gli insetti che si ammiravano nelle notti estive nei prati e in prossimità dell’acqua. Le femmine si fanno notare mentre si muovono tra i rami. I maschi, attirati dalla luce emessa dalla femmina, la raggiungono seguendo la scia odorosa.

Quando i giornali parlano di ‘’ intendono le .
Non prenderemo il problema sotto gamba.” È uno dei nostri cavalli di battaglia.” “Non si devono abbassare le antenne.” Ogni giorno la Polizia municipale pubblica il bollettino… Ieri sera nella zona di via Pasteur, viale del Lavoro, viale delle Nazioni in ZAI, sono stati sanzionati cinque uomini. Altri quattro clienti sono stati sanzionati sulla Strada Regionale 11. Controlli approfonditi anche in via Pisano a Borgo Venezia…

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Verona Santa Teuteria e Tosca

Verona, Santa Teuteria e Tosca

, Santa Teuteria e Tosca

Per chi in questi giorni rimane in città vi sono interessanti e numerosi luoghi da scoprire. Domenica 1 agosto è offerta l’opportunità di visitare il Sacello di Santa Teuteria e Tosca (Corso Cavour, ) e la Madonna del Carmelo a Vilmezzano di .

In una piccola piazza sul lato destro di Corso Cavour, a poche decine di metri dalla romana Porta dei Borsari si trova, imponente e maestosa, la millenaria chiesa dei Santissimi Apostoli.
Dalla sacrestia si accede al sacello (sepolcro) delle Sante Teuteria e Tosca: una piccola chiesa edificata nel quinto secolo sopra una zona cimiteriale romana. È una delle chiese più antiche del Veneto.
Le sue antiche mura conservano il trecentesco sarcofago in marmo rosso delle Sante. La leggenda narra che Tosca, sorella di S. Procolo, si era ritirata in preghiera e meditazione in un luogo solitario di . Qui fu raggiunta da Teuteria, figlia del re d’Inghilterra, che sfuggiva alle insidie di Osvaldo, pretendente indesiderato. Per difendersi dai sicari dell’uomo, le due ragazze si rifugiarono in una grotta, la cui imboccatura venne chiusa, per miracolo, da spesse ragnatele, mettendo le due vergini al sicuro. Le due vissero insieme per il resto della vita e morirono nel 263 d.C.

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La bella Angiolina e il brigante Falasco

Rifugio del Falasco

Rifugio del Falasco

Incontri in Valpantena. Itinerari per una gita

Il rapimento della bella Angiolina Nel 1675 il conte Provolo Giusti, per mano dei suoi scagnozzi, sequestrò la bella Angela Lonardi, che stava per sposare il fidanzato, il marchese Lionello Sagramoso. Un atto di arroganza e di sopraffazione simile alla storia di Renzo e Lucia, raccontata nei Promessi Sposi.

L’amore della bella Angela Lonardi venne immortalata in una canzone popolare.
O Angiolina, bell’Angiolina,
innamorato io son di te,
innamorato da l’altra sera
quando venni a ballar con te.

E la s’ha messo la veste rossa
e le scarpette come rose,
e le scarpette come rosette,
fatte apposta per ben ballar.

La triste storia è stata raccontata, a fine Ottocento, dall’abate Pietro Caliari. Il romanzo è stato ristampato dalla Comunità parrocchiale di Santa Maria in Stelle.

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Che bello il mio piercing al seno!

Federica Pellegrini

Federica Pellegrini

“Che bello il mio piercing al seno!?” afferma Federica Pellegrini (classe 1988), nuotatrice italiana.
Federica pensa: Per un figlio rinuncerei alle Olimpiadi di Londra.” Anzi no, rovinerebbe i miei piani! “Vorrei essere una mamma giovane. Credo molto nella famiglia. Sono stata fortunata perché ho alle spalle dei genitori fantastici che mi hanno sempre supportata e incoraggiata nelle mie scelte.” (intervista a Gioia)
“Odio l’idea della sportiva che se ne va in giro in scarpe da ginnastica, tuta e maglietta. Non lo concepisco. Prima di tutto sono una donna: amo il mio sport, ma un’atleta non deve essere un maschiaccio per forza. Io mi dipingo le unghie e mi metto i tacchi alti.”

Dopo aver conquistato il record del mondo a Melbourne, si è regalata un piercing, con la sbarretta d’argento e le due sferette, sul capezzolo sinistro. “Pensavo facesse molto più male, dato che si tratta di una zona delicata” afferma la campionessa “Ho voluto seguire attentamente le varie fasi, non mi sono coperta gli occhi e ho guardato tutto. Lorenzo (il tatuatore ndr) ha stretto il capezzolo del seno sinistro in una pinza con due fori. In quei buchi ha infilato l’ago che ha attraversato la carne e subito dopo ha infilato una piccola asta di metallo con due palline alle estremità.”
“Il capezzolo era quello che ci voleva per fare una cosa trasgressiva.” Immagino che numerose persone si sentano trasgressive perché si tatuano oppure si fanno un piercing!

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Le gravidanze da spiaggia

ragazze-suoraScrive Patrizia Stella (pedagogista veronese, Diploma accademico di Magistero in Scienze Religiose presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose delle Venezie, con sede a ): “Non posso tacere il mio più vivo rammarico alla notizia sulla campagna pro-contraccezione lanciata ai per il periodo estivo. Incentivare i a fare con assoluta libertà usando il contraccettivo, come fosse il rimedio a eventuali malattie o gravidanze indesiderate, significa privarli della loro responsabilità, considerarli solo poveri animali da accoppiamento istintivo…“
http://www.webalice.it/paoloconti1/PATRIZIA_STELLA.html

Le gravidanze da spiaggia
“Ogni anno a settembre i nostri studi si riempiono di ragazze rimaste incinte in villeggiatura o con problemi di malattie trasmesse attraverso rapporti sessuali poco sicuri” dice il presidente di SIGO (società italiana di ginecologia e ostetricia), Giorgio Vittori. “Secondo le stime, il 30% delle adolescenti e delle torna dalle con infezioni ginecologiche (condilomi, herpes, gonorrea, sifilide o nel peggiore dei casi hiv, il virus dell’Aids) o con gravidanze indesiderate.” Un fenomeno che preoccupa tanto più perché, sempre secondo Vittori “Mancano i punti di riferimento per quanto riguarda l’educazione sessuale.”

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