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	<title>Verona NET &#187; Cultura e Società</title>
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	<description>La nostra Verona. Vita, eventi, cronaca e politica della città scaligera.</description>
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		<title>Giulietta e Romeo d&#8217;Oriente</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 19:52:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[a storia di Giulietta è leggenda, ma le sofferenze d&#8217;amore che affliggono donne e uomini sono realtà. A Verona, la città che amorevolmente custodisce il mito dei due innamorati, i luoghi della leggenda hanno preso corpo e vita. Se la casa di Giulietta, con il celebre balcone è visitatissima, meno conosciuta è la Tomba di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_5595" class="wp-caption alignleft" style="width: 237px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/09/leggenda_cinese2.jpg" alt="Liang Shanbo e Zhu Yingtai" width="227" height="151" class="size-full wp-image-5595" /><p class="wp-caption-text">Liang Shanbo e Zhu Yingtai</p></div>La storia di Giulietta è leggenda, ma le sofferenze d&#8217;amore che affliggono donne e uomini sono realtà. A Verona, la città che amorevolmente custodisce il mito dei due innamorati, i luoghi della leggenda hanno preso corpo e vita. Se <strong>la casa di Giulietta</strong>, con il celebre balcone è visitatissima, meno conosciuta è la <strong><a href="http://www.veronanet.it/blog/tag/tomba-di-giulietta/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Tomba di Giulietta">Tomba di Giulietta</a></strong>, che rivive tra le mura dell&#8217;antico <em>ex-convento di San Francesco al Corso</em>, dove oggi si celebrano numerosi matrimoni.</p>
<p>All’ingresso è posta una scultura che ricorda l<strong>a leggenda di Liang Shanbo e Zhu Yingtai</strong>, <a href="http://www.veronanet.it/blog/tag/giulietta-e-romeo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Giulietta e Romeo">Giulietta e Romeo</a> d&#8217;Oriente.</p>
<p>Si narra che verso il 500 d.C. in una cittadina dello ZheJiang vivesse una fanciulla bella e intelligente.<br />
Per continuare a studiare la fanciulla, di nome <strong>Zhu YingTai</strong>, si travestì da uomo e partì alla volta di HangZhou. Durante il viaggio incontrò un giovane bello e gentile.<br />
Arrivati in città i due amici entrarono nella stessa scuola. Condividevano la stessa stanza e lo stesso letto. L’amicizia tra i due giovani diventava sempre più profonda e YingTai a poco a poco si innamorò dell’amico. Ma non poteva rivelargli la vera identità.<br />
Passarono tre anni e il padre di YingTai le ordinò di tornare a casa perché era ormai tempo che lei andasse in sposa. <strong>ShanBo</strong>, così si chiamava il ragazzo, scoprì la verità e si rese conto che il sentimento che provava per YingTai era profondo amore. Partì immediatamente per raggiungere la fanciulla e chiederla in sposa.<br />
Quando seppe che l’amata YingTai era stata promessa sposa tornò al paese natale. Prostrato dal dolore si ammalò gravemente e morì. Udita la notizia della morte la ragazza impazzì dal dolore. Il giorno stabilito per il matrimonio, YingTai, con il cuore a pezzi, salì sulla portantina nunziale. Quando arrivò alla tomba di Liang Shanbo, Zhu YingTai urlò: <em>“Se è rimasto qualcosa del tuo amore allora apri la tomba! Se nulla invece del nostro amore è rimasto, allora sarò moglie di un altro!”</em><br />
Improvvisamente il cielo si rannuvolò, fulmini e lampi saettarono nel vuoto. La tomba di Liang ShanBo si aprì e prima che chiunque avesse il tempo di reagire Zhu YingTai si gettò nella tomba aperta, che si richiuse dietro di lei.<br />
Il cielo ridivenne sereno, lampi e fulmini sparirono, la tomba di Liang ShanBo si riaprì e <strong>uscirono due farfalle che insieme sparirono all’orizzonte</strong>. Erano Liang ShanBo e Zhu YingTai.</p>
<p><span id="more-5575"></span></p>
<p>La città di <strong><a href="http://www.veronanet.it/blog/tag/ningbo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Ningbo">Ningbo</a></strong> della provincia del Zhejiang nella Cina sud-orientale e la città di Verona hanno firmato una relazione di città d&#8217;amicizia. Si trova nella parte centrale della fascia costiera cinese, vicino al Mare Donghai, sulla riva dell&#8217;Oceano Pacifico, a sud del delta del Fiume Azzurro.<br />
La storia d&#8217;amore di Liang Shanbo e Zhu Yingtai è un invito a conquistare la libertà di amarsi. La bella farfalla è simbolo di purezza, di libertà e di amore eterno.</p>
<p><em>La <a href="http://www.veronanet.it/blog/tag/tomba-di-giulietta/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Tomba di Giulietta">Tomba di Giulietta</a> si trova in via del Pontiere, 35 &#8211; Verona<br />
Orari: 8,30-19,30 &#8211; lunedì 13,45-19,30 Ingresso a pagamento.</em></p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.veronanet.it%2Fblog%2F2010%2F09%2F02%2Fgiulietta-e-romeo-doriente%2F&amp;linkname=Giulietta%20e%20Romeo%20d%26%238217%3BOriente"><img src="http://www.veronanet.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
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		<title>Via gli zingari da Verona!</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 19:26:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Immagina un signore che ti guarda da sotto in su, con aria dimessa, che invoca perdono come avesse rubato più e più volte la marmellata… Stringe tra le dita una cartelletta arancione, che contiene l&#8217;elenco, nero su bianco, di una cinquantina di rom che non sono graditi in questa città perché sono persone, sempre le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/09/Zingara.jpg" alt="Zingara" width="227" height="176" class="alignleft size-full wp-image-5525" />Immagina un signore che ti guarda da sotto in su, con aria dimessa, che invoca perdono come avesse rubato più e più volte la marmellata… Stringe tra le dita una cartelletta arancione, che contiene l&#8217;elenco, nero su bianco, di una cinquantina di rom che non sono graditi in questa città perché sono persone, sempre le stesse, controllate più volte e che nel tempo hanno dimostrato di non volersi inserire nel nostro contesto e che continuano a delinquere.</p>
<p>Non è nuovo a queste imprese… Nell&#8217;ottobre 2009 è stato condannato dalla Cassazione a 4 mila euro di multa e alla sospensione per tre anni dai pubblici comizi. Le motivazioni della sentenza di condanna affermano che lui e altre persone hanno <em>«diffuso idee fondate sulla superiorità e sull&#8217;odio razziale ed etnico e incitato i pubblici amministratori competenti a commettere atti di <a href="http://www.veronanet.it/blog/tag/discriminazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con discriminazione">discriminazione</a> per motivi razziali ed etnici e conseguentemente creato un concreto turbamento alla coesistenza pacifica dei vari gruppi etnici nel contesto sociale al quale il messaggio era indirizzato.»</em></p>
<p><span id="more-5521"></span></p>
<p>Tuttavia l’altra mattina il signore con aria dimessa saliva con la sua cartelletta arancione stretta tra le dita le scale della prefettura… </p>
<p>C’è stato un convegno a Verona. Il tema: <em>Alle radici dell&#8217;Europa. Mori, giudei e zingari nei paesi del Mediterraneo occidentale</em>  (26 Novembre 2009 -28 Novembre 2009) <em>http://interculturale.net/events/alle-radici-delleuropa-mori</em></p>
<p>C’è un signore, fa il segretario del Pontificio Consiglio per i migranti e gli itineranti. È l’arcivescovo <strong><a href="http://www.veronanet.it/blog/tag/agostino-marchetto/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Agostino Marchetto">Agostino Marchetto</a></strong>. Afferma: <em>“Nelle relazioni tra cristiani e aderenti ad altre religioni riveste … grande importanza il principio della reciprocità, intesa non come un atteggiamento puramente rivendicativo, ma quale relazione fondata sul rispetto reciproco e sulla giustizia nei trattamenti giuridico-religiosi. La reciprocità è anche un atteggiamento del cuore e dello spirito, che ci rende capaci di vivere insieme e ovunque in parità di diritti e di doveri. Una sana reciprocità spinge ciascuno a diventare “avvocato” dei diritti delle minoranze dove la propria comunità religiosa è maggioritaria. Si pensi in questo caso anche ai numerosi migranti cristiani in Paesi con maggioranza non cristiana della popolazione, dove il diritto alla libertà religiosa è fortemente ristretto o conculcato.”</em> Erga migrantes caritas Christi, 14 maggio 2004, Mons. Marchetto</p>
<p>Oggi (1 settembre 2010) Sua Eccellenza <a href="http://www.veronanet.it/blog/tag/agostino-marchetto/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Agostino Marchetto">Agostino Marchetto</a> ha dato le dimissioni. La sua decisione è stata immediatamente accolta da papa Benedetto XVI.</p>
<p>La <strong>Fondazione Migrantes</strong> ha commissionato una ricerca all&#8217;Università di Verona a Sabrina Tosi Cambini e Carlotta Saletti Salza sotto la direzione di Leonardo Piasere. Su <em>‘La zingara rapitrice’</em>.  http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3498</p>
<p>Il 24-25 Giugno 2010, Roma, nel convegno <strong>Linguaggio, spazio e diversità in Italia dal 1861</strong><br />
Si è discusso di differenze geopolitiche, giudaismo, sessualità e comportamento sessuale, belli e brutti, Nord-Sud, disabilità, migranti, malati psichici&#8230; </p>
<p>Durante il convegno è stato presentato il manifesto razzista prodotto da Azione Universitaria, Roma, Ottobre 2007<br />
<strong>Foto</strong> <em>http://digilander.libero.it/ilsognodishura/ettes-7.htm</em></p>
<p><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/09/manifesto.jpg" alt="manifesto" width="331" height="334" class="alignleft size-full wp-image-5533" /></p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.veronanet.it%2Fblog%2F2010%2F09%2F01%2Fvia-gli-zingari-da-verona%2F&amp;linkname=Via%20gli%20zingari%20da%20Verona%21"><img src="http://www.veronanet.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
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		<title>Entrare alla casa di Giulietta… un euro o gratis?</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 21:08:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[’edificio e le mura della presunta casa natale di Giulietta in via Cappello racchiudono innumerevoli desideri d&#8217;amore. Il sogno d’amore ha voluto che lì sorgesse la casa di Giulietta, eroina della tragedia di Shakespeare.
Poco importa che il luogo sia un falso storico. Il cortile è tra i luoghi più visitati d&#8217;Italia. I turisti, come in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_5495" class="wp-caption alignleft" style="width: 237px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/08/casa_di_giulietta.jpg" alt="Cortile della casa di Giulietta" width="227" height="170" class="size-full wp-image-5495" /><p class="wp-caption-text">Cortile della casa di Giulietta</p></div>L’edificio e le mura della presunta <strong>casa natale di Giulietta</strong> <em>in via Cappello</em> racchiudono innumerevoli desideri d&#8217;amore. Il sogno d’amore ha voluto che lì sorgesse la casa di Giulietta, eroina della tragedia di Shakespeare.<br />
Poco importa che il luogo sia un falso storico. Il cortile è tra i luoghi più visitati d&#8217;Italia. I turisti, come in un rituale, si fanno fotografare sotto il balcone oppure abbracciati alla statua di bronzo dello scultore Nereo Costantini, che venne collocata sul finire degli anni Sessanta.<br />
Nel corso degli anni i pellegrini d&#8217;amore hanno pulito a lucido il seno della Giulietta di bronzo che si trova nel cortile. </p>
<p>L’edificio presenta una bella facciata interna in mattoni a vista, un portale in stile gotico, finestre trilobate, una balaustra che mette in comunicazione dall’esterno i vari corpi della casa e, ovviamente, il famoso balcone.<br />
All’interno sono esposti arredi del XVI-XVII secolo, affreschi relativi alle vicende di Romeo e Giulietta e ceramiche rinascimentali veronesi.</p>
<p><span id="more-5489"></span></p>
<p>Fa discutere la proposta di alcuni assessori dell’<a href="http://www.veronanet.it/blog/tag/amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con amministrazione">Amministrazione</a> Comunale di <a href="http://www.veronanet.it/blog/tag/verona/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Verona">Verona</a> di <strong>far pagare ai visitatori l&#8217;ingresso</strong>.</p>
<p><strong>I contrari</strong> temono che via Cappello si trasformi in un ingorgo senza fine. <em>“È già difficile attraversare la strada ora, figuriamoci se i turisti dovessero mettersi in fila per acquistare un biglietto d&#8217;entrata.”</em> Altri affermano: <em>“Già si paga troppo per visitare i monumenti della città.”</em></p>
<p><strong>I favorevoli</strong> intravvedono un&#8217;opportunità per mantenere il decoro del luogo. E poi<br />
<em>“Occorre stare attenti a non farsi pestare i piedi ogni volta che si alzano gli occhi per ammirare il balcone.”</em></p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.veronanet.it%2Fblog%2F2010%2F08%2F31%2Fentrare-alla-casa-di-giulietta%25e2%2580%25a6-un-euro-o-gratis%2F&amp;linkname=Entrare%20alla%20casa%20di%20Giulietta%E2%80%A6%20un%20euro%20o%20gratis%3F"><img src="http://www.veronanet.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
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		<title>Giovanni Battista da Persico e l’Unità d’Italia (9)</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 20:17:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovanni Battista da Persico fu podestà di Verona durante gli anni successivi al congresso di Vienna (1814-1815). È autore della ‘Descrizione di Verona e della sua provincia’ la guida ai monumenti della città di Verona, pubblicata nel 1820.
In quegli anni la struttura urbanistica della città fu al centro di profondi mutamenti.
Nel 1808 il listone fu [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_5469" class="wp-caption alignleft" style="width: 230px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/08/Municipio_Verona.jpg" alt="Palazzo Barbieri" width="220" height="165" class="size-full wp-image-5469" /><p class="wp-caption-text">Palazzo Barbieri</p></div><br />
<strong>Giovanni Battista da Persico</strong> fu podestà di <a href="http://www.veronanet.it/blog/tag/verona/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Verona">Verona</a> durante gli anni successivi al congresso di Vienna (1814-1815). È autore della <em>‘Descrizione di <a href="http://www.veronanet.it/blog/tag/verona/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Verona">Verona</a> e della sua provincia’</em> la guida ai monumenti della città di <a href="http://www.veronanet.it/blog/tag/verona/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Verona">Verona</a>, pubblicata nel 1820.<br />
In quegli anni la struttura urbanistica della città fu al centro di profondi mutamenti.<br />
Nel 1808 <strong>il listone</strong> fu completamente rifatto. Il progetto venne affidato all&#8217;architetto, <em>Luigi Trezza</em>. Nel 1820 furono eseguiti alcuni <em>scavi attorno all&#8217;Anfiteatro </em>per riportare in vista il basamento dell&#8217;edificio, interrato di circa due metri. Fu abbassato anche il piano della Bra di m 0,70 seguendo una linea lievemente inclinata dalla Gran Guardia all&#8217;Arena. Valentino Alberti, oste alle Tre Corone in corte Molòn, annota nel suo Diario che dal 31 dicembre 1821 al 5 gennaio 1822 <em>la Bra’ &#8220;venne fatta tutta gualìva&#8221;</em>.</p>
<p><span id="more-5467"></span></p>
<p><a href="http://www.veronanet.it/blog/tag/verona/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Verona">Verona</a> ospitò il <strong>Congresso delle Potenze della Santa Alleanza</strong> (autunno 1822) e la città volle presentarsi all&#8217;eccezionale appuntamento nel migliore aspetto. Alla riunione parteciparono i sovrani d&#8217;Austria, di Russia, Prussia, Inghilterra, Sardegna-Toscana, Napoli, Modena e Parma. </p>
<p>Un anonimo cronista descrive così descrizione <strong>la vita del Listone nel 1837</strong> sulla rivista &#8220;Esperia&#8221;: <em>“&#8230; il Listone è il pubblico passeggio de&#8217; Veronesi, spazio libero esteso, quale in poche città si trova: qui gli uomini d&#8217;affari trovano ristoro e consolante colloquio, l&#8217;ozio si ricrea, e le belle vi accorrono a ricevere i tributi di sguardi e di sospiri dei loro adoratori&#8230; e i numerosi caffè offrono brillante e sufficiente accoglimento alle numerose riunioni che ivi convengono. Suonatori ambulanti e improvvisatori, poco gradevoli in vero, ma dalla vivacità degli abitanti sempre bene accolti, rompono la monotonia del cicalio; e le musiche militari della guarnigione aumentano assai il divertimento…”</em></p>
<p>In Bra si teneva il mercato del legname, del fieno e della paglia, del bestiame.<br />
II 27 settembre 1822 fu inaugurata <strong>la prima Fiera del nuovo secolo</strong>, così descritta da un cronista: <em>&#8220;Per ordine della Municipalità, nella Chiesa di San Nicolò, alle ore otto antimeridiane, fu cantata messa solenne. Poscia monsignore Dionisi, vicario generale con ventiquattro religiosi seguiti dal Regio Delegato, il signor Giovanni Battista Da Persico podestà, entrarono nello stradone di mezzo della Fiera&#8230; Furono nella Bra costruite settantasei botteghe di legno di bella forma e aggradevole con due colonne schiacciate fra una e un&#8217;altra porta delle botteghe, sostenenti un cornicione e fregio dorico, con metope allusive al commercio che girava all&#8217;intorno delle botteghe. Negli spazi o strade che conducevano nella fiera erano disposte varie piramidi per adornamento delle medesime.&#8221;</em></p>
<p>Nel 1827 prevale l&#8217;idea di costruire in <a href="http://www.veronanet.it/blog/tag/piazza-bra/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Piazza Bra">piazza Bra</a> un grandioso edificio, da destinarsi a sede della Guardia civica austriaca. Il 16 dicembre 1830 la Congregazione Municipale affidò all&#8217;ingegnere <strong>Giuseppe Barbieri </strong>l&#8217;elaborazione di un progetto. Tra l&#8217;approvazione di questo (1831) e la costruzione dell&#8217;edificio passarono sedici anni. Nel 1866, annesso il Veneto all&#8217;Italia, si pensò di trasferire nell&#8217;edificio della <strong>Gran Guardia Nuova</strong>, come era stato chiamato, la residenza municipale. </p>
<p>Di lì a pochi anni <em>la parte centrale della Bra fu sistemata a giardino</em> in mezzo all&#8217;infuriare delle polemiche di coloro che vedevano in quell&#8217;intervento urbanistico uno snaturamento del ruolo storico della piazza.</p>
<p>Vennero inoltre costruite <em>le prime linee ferroviarie</em> e furono aperte nuove strade fra i centri più popolosi. Da questi grandiosi lavori militari l&#8217;economia cittadina trasse un notevole miglioramento. Anche il commercio venne favorito dalla presenza di soldati, che arrivarono a superare il numero di 35.000.</p>
<p>Il codice austriaco, entrato in vigore già dal 1815, era assai rigido e severo. La durezza dei modi, l&#8217;uso delle bastonature, il permanere dl forti tasse e della coscrizione obbligatoria suscitarono nel popolo vivo malcontento. </p>
<p><em>Listòn è il largo marciapiede che fiancheggia <a href="http://www.veronanet.it/blog/tag/piazza-bra/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Piazza Bra">piazza Bra</a> sul lato ovest e collega corso Porta Nuova con via Mazzini.</em></p>
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		<title>Giornata europea della cultura ebraica</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 16:15:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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Domenica 5 settembre 2010
Per favorire la conoscenza della cultura ebraica, da alcuni anni, in Italia e in Europa, la prima domenica di settembre, si aprono le porte di sinagoghe, di musei e di biblioteche, e nelle piazze di tante città si dà vita a eventi che parlano di cultura ebraica, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_5451" class="wp-caption alignleft" style="width: 237px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/08/Sinagoga-Verona.jpg" alt="La sinagoga di Verona" width="227" height="152" class="size-full wp-image-5451" /><p class="wp-caption-text">La sinagoga di Verona</p></div>Giornata europea della cultura ebraica<br />
<strong>Domenica 5 settembre 2010</strong><br />
Per favorire la conoscenza della cultura ebraica, da alcuni anni, in Italia e in Europa, la prima domenica di settembre, si aprono le porte di sinagoghe, di musei e di biblioteche, e nelle piazze di tante città si dà vita a eventi che parlano di cultura ebraica, per dialogare e anche per fare festa, per vivere una giornata di “cose nuove”, da conoscere e toccare con mano.<br />
Quest’anno il tema scelto in Europa è <strong>‘Arte ed ebraismo’</strong>. La Giornata della Cultura possa rappresentare un importante momento di apertura verso l’Altro, in una società che dovrebbe tendere a includere e non a escludere, ad accettare l’alterità piuttosto che a rigettarla. </p>
<p><span id="more-5445"></span></p>
<p><strong>A Verona</strong>, la giornata inizia presso la Sinagoga, Via Portici, 3 (Tel. 045/8007112 ) alle ore 10,30. Prosegue poi con <strong>visite guidate all’antico ghetto, al cimitero ebraico di Via Badile</strong>; mostre, musica e teatro. Si conclude con la proiezione del film israeliano &#8220;La banda &#8211; Bikur ha-Tizmoret&#8221; di Eran Kolirin.</p>
<p>La festa della cultura avviene quest’anno qualche giorno prima della <strong>festività ebraica di Rosh Ha-Shanà</strong><em> (8 settembre)</em>.<br />
Rosh haShana (in ebraico letteralmente principio dell&#8217;anno) <em>è il capodanno religioso</em> previsto nel calendario ebraico. Apre anche un periodo di penitenza. È dovere di ogni ebreo compiere un&#8217;analisi del proprio comportamento e riflettere sui torti che si sono fatti nei confronti dei propri conoscenti. Una volta riconosciuto con se stessi di aver agito in maniera scorretta, occorre chiedere il perdono del danneggiato. Quest&#8217;ultimo ha il dovere di offrire il proprio perdono. </p>
<p><strong>La sinagoga di Verona</strong>, edificata nel 1864, sorge nell&#8217;area dell&#8217;antico ghetto, <strong>in Via Portici</strong>, una via laterale di via Mazzini.</p>
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		<title>Film Festival della Lessinia</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 17:55:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[i è conclusa la 16ª edizione del “Film Festival della Lessinia” che si è tenuta a Bosco Chiesanuova dal 21 al 29 agosto 2010.
Tra le novità una sezione destinata ai più piccoli, “Le montagne dei bambini”: un programma di film d’animazione e lungometraggi provenienti da ogni parte del mondo. Altro evento speciale è dedicato ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_5419" class="wp-caption alignleft" style="width: 230px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/08/Bivacco_via_Bonfadio.jpg" alt="Bivacco in via Bonfadio" width="220" height="165" class="size-full wp-image-5419" /><p class="wp-caption-text">Bivacco in via Bonfadio</p></div>Si è conclusa la 16ª edizione del “<strong>Film <a href="http://www.veronanet.it/blog/tag/festival/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con festival">Festival</a> della Lessinia</strong>” che si è tenuta a Bosco Chiesanuova dal 21 al 29 agosto 2010.<br />
Tra le novità una sezione destinata ai più piccoli, <em>“Le montagne dei bambini”</em>: un programma di film d’animazione e lungometraggi provenienti da ogni parte del mondo. Altro evento speciale è dedicato ai giochi di montagna <em>“Come giocano i montanari”</em>.<br />
Sedici anni di film dedicati alla vita, alla storia e alle tradizioni delle montagne di ogni angolo del mondo. <em>www.filmfestivallessinia.it</em><br />
La Giuria internazionale ha assegnato il Gran Premio Lessinia della Comunità Montana della Lessinia – Lessinia d’Oro al film &#8220;<strong>Felicità</strong>&#8221; di <em>Salomé Aleksi</em>. La regista di Tblisi racconta la storia di Tamara: immigrata in Italia, dove lavora come badante senza permesso di soggiorno, a servizio di un&#8217;anziana signora. La morte improvvisa del marito sconvolge la sua vita. Dall&#8217;Italia, dove non può tornare senza uscire dalla clandestinità, organizza e partecipa al funerale dal suo telefonino. Il cellulare, sistemato nella camera ardente, allestita nella casa georgiana, diventa il prolungamento dell&#8217;affetto e del dolore, il ponte che supera gli ostacoli delle frontiere.<br />
<em>Felicità</em>, in contrasto con il tema trattato, è il motivetto della suoneria tratto dall&#8217;omonima canzone di Al Bano e Romina.<br />
<em>A ritirare il riconoscimento a nome della regista georgiana è intervenuta Tamara Vovcenco, badante in Italia che ha vissuto una storia analoga a quella raccontata nel film.</em></p>
<p><span id="more-5417"></span></p>
<p>Il Premio del Comune di Bosco Chiesanuova &#8211; Lessinia d’Argento è andato all&#8217;opera <em>&#8220;Himalaya, le chemin du ciel&#8221;</em> (Himalaya, il cammino del cielo) della regista francese Marianne Chaud. “Uno sguardo delicato ed empatico sulle aspettative, i sogni e la vita dei bambini buddisti che abbracciano la vita religiosa nelle comunità monastiche sulle montagne dello Zanskar &#8221; è la motivazione data dalla giuria. </p>
<p>Il Premio della Giuria dei bambini è andato alla serie di cartoni animati che hanno spopolato in Russia: <em>&#8220;Masha i medved&#8221;</em>. La storia di Masha, una piccola peste, e Mishka, il simpatico orso, diventati amici inseparabili; lei a tormentarlo, lui pazientemente a volerle bene. </p>
<p>La foto <strong>Sgomberato bivacco in via Bonfadio</strong><br />
Una cittadina moldava di 46 anni è stata accompagnata oggi al Cie di Torino dagli agenti della Polizia municipale per l’avvio della procedura di espulsione.<br />
È stata trovata in una baracca costruita con materiali di recupero all’interno del boschetto di via Bonfadio. È stata denunciata per invasione e occupazione di suolo pubblico.<br />
Sul posto sono intervenuti gli operatori dell’Amia per la pulizia immediata dell’area. </p>
<p><em>Foto http://ufficiostampa.comune.verona.it/media/_Ufficio_Stampa/Allegati/FOTO/Bivacco_via_Bonfadio.JPG<br />
</em></p>
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		<title>Verona garibaldina e l’Unità d’Italia (8)</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 20:49:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ell’esercito che seguì Garibaldi i gruppi più numerosi erano lombardi, veneti, liguri&#8230; Erano barcaioli, ufficiali in aspettativa, possidenti, braccianti, sensali, scrivani, avvocati, scultori, droghieri, capistazione, barbieri, trafficanti, cocchieri&#8230; Fra di loro non si capivano, perché ognuno parlava il proprio dialetto. A casa ne tornò poco più della metà.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_5285" class="wp-caption alignleft" style="width: 230px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/08/garibaldi.jpg" alt="Garibaldi, piazza Francesco Viviani" width="220" height="165" class="size-full wp-image-5285" /><p class="wp-caption-text">Garibaldi, piazza Francesco Viviani</p></div>Nell’esercito che seguì Garibaldi i gruppi più numerosi erano lombardi, veneti, liguri&#8230; Erano barcaioli, ufficiali in aspettativa, possidenti, braccianti, sensali, scrivani, avvocati, scultori, droghieri, capistazione, barbieri, trafficanti, cocchieri&#8230; Fra di loro non si capivano, perché ognuno parlava il proprio dialetto. A casa ne tornò poco più della metà.<br />
L&#8217;<strong>elenco alfabetico completo di tutti i componenti la spedizione dei Mille</strong> fu pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del Regno d&#8217;Italia del 12 novembre 1878. </p>
<p><em>Dal sito www.esercito.difesa.it/root/garibaldi/i_mille/veneto.pdf</em><br />
puoi vedere i ritratti di alcuni dei veronesi che parteciparono all’impresa. </p>
<p><strong>Elenco dei veronesi…</strong><br />
<strong><a href="http://www.veronanet.it/blog/tag/barbesi-alessandro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Barbesi Alessandro">Barbesi Alessandro</a></strong> di Gaetano, nato a<strong> Verona</strong> il 27 luglio 1825, albergatore. <em>http://www.clubdomenica.it/mille/pages/Barbesi%20Alessandro%20-%20Verona.html</em> Aveva 35 anni.</p>
<p><span id="more-5283"></span></p>
<p><strong>Barbieri Gerolamo</strong>, di Giovan Battista. Nato a <strong>Bussolengo</strong> il 7 giugno 1839, ivi residente, veterinario. Aveva 21 anni.<br />
<em>http://www.comune.bussolengo.vr.it/Bussolengo/CBConoscereBussol.nsf/InformazioniWeb/4184c44636a9d7a8c12573e100666fc7?OpenDocument&amp;From=Conoscere%20Bussolengo&amp;blocco=Bussolenghesi%20illustri&amp;label=&amp;Click=</em></p>
<p><strong>Bellini Antonio</strong>, fu Giovanni Vincenzo. Nato a Verona il 7 luglio 1835, residente a <strong>Bovolone</strong>, commerciante. Aveva 25 anni.</p>
<p><strong>Biffi Luigi Adolfo</strong> di Ermenegildo. Nato a <strong>Caprino</strong>, il 24 maggio 1846, morto a Calatafimi nel 1860. Aveva 14 anni.<br />
<em>Morì a Calatafimi prima di fare sedici anni per tre palle al ventre sparate dai Cacciatori borbonici: “Dopo averlo fatto girare su se stesso e annaspare con le braccia all’aria, lo stesero morto quasi addosso al bergamasco Gaspare Tibelli, caduto tra i primi colpito da una palla in fronte.” Luigi era scappato di casa ed era partito nascondendosi sul treno a Milano. È stato il morto più giovane, non il più giovane volontario. Il primato spetta a Giuseppe Marchetti, veneziano undicenne che salpò per la Sicilia trascinatovi dal babbo Luigi, non si sa se per necessità o per ansia di gloria familiare. “Fortunato fanciullo cui toccava nella vita un mattino così bello!” scrisse Giuseppe Cesare Abba.</em></p>
<p><strong>Bisi Giovan Battista</strong>, fu Domenico. Nato a <strong>Legnago</strong> il 6 maggio 1832, residente a Rovigo, tenente nelle RR. dogane. Aveva 28 anni.</p>
<p><strong>Bonvicini Federico</strong>, nato a <strong>Terranegra di Legnago</strong> il 3 ottobre 1839. Morì a Bisuschio, Varese il 1° maggio 1910. Faceva il mediatore. Aveva 21 anni.</p>
<p><strong><a href="http://www.veronanet.it/blog/tag/bozzola-candido/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Bozzola Candido">Bozzola Candido</a></strong> di Andrea, nato a <strong>Legnago</strong> il 16 luglio 1835, residente a Padova, negoziante panettiere. Morto a Noventa, Padova il 31 marzo 1914, panettiere, ex tenente.  Aveva 25 anni<br />
 <em>http://www.clubdomenica.it/mille/pages/Bozzola%20Candido%20-%20Legnago.html</em>.</p>
<p><strong>Butturini Antonio</strong>, fu Pietro, nato a <strong>Pescantina</strong> il 23 novembre 1826, residente a Verona, agente di farmacia. Aveva 34 anni.</p>
<p><strong><a href="http://www.veronanet.it/blog/tag/castagna-pietro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Castagna Pietro">Castagna Pietro</a></strong>, di Agostino. Nato a <strong>Santa Lucia, Verona</strong> il 15 novembre 1838, ivi residente, possidente. Aveva 22 anni.</p>
<p><strong>Cengiarotti Sante</strong>, fu Michele, nato a <strong>Caldiero di San Bonifacio</strong> l&#8217;11 ottobre 1834. Aveva 26 anni.</p>
<p><strong>Contro Silvio</strong> di Luigi, nato a <strong>Cologna Veneta</strong> il 22 aprile 1841, già capitano di fanteria, inscritto nella Tesoreria di Novara. Aveva 19 anni.</p>
<p><strong><a href="http://www.veronanet.it/blog/tag/damaso-lipidio/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Damaso Lipidio">Damaso Lipidio</a></strong> (e non Dalmazio Antonio), di genitori ignoti, nato a <strong>Verona</strong> il 10 dicembre 1826, (già) residente a Monza, morto il 23 ottobre 1861. Aveva 34 anni.</p>
<p><strong>Fabris Placido</strong> fu Bernaudo, nato a <strong>Povegliano</strong> il 3 gennaio 1839, possidente. Aveva 21 anni.</p>
<p><strong>Fantoni Giovanni Battista</strong>, fu Francesco. Nato a <strong>Legnago</strong> il 4 giugno 1840. Già sottotenente nel 35° fanteria, residente a Piombino, cassiere della Banca agricola. Aveva 20 anni.</p>
<p><strong>Fiorentini Pietro</strong>, fu Giuseppe, nato a <strong>Verona</strong> il 28 giugno 1825, morto a Milano il 28 dicembre 1861. Domestico. Aveva 35 anni.</p>
<p><strong>Flessadi o Flessati Giuseppe</strong>, fu Domenico, nato a <strong>Cerea</strong> il 9 maggio 1830, morto a Legnago il 14 marzo 1861. Aveva 30 anni.</p>
<p><strong>Gilieri Girolamo</strong> fu Antonio, nato a <strong>Porto Legnago</strong> l&#8217;11 luglio 1825, morto a Palermo nel 1860. Aveva 35 anni.</p>
<p><strong><a href="http://www.veronanet.it/blog/tag/marconzini-giuseppe/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Marconzini Giuseppe">Marconzini Giuseppe</a></strong> fu Girolamo, nato a <strong>Ronco sull&#8217;Adige</strong> il 27 aprile 1837, residente a Illasi, agente di campagna. Aveva 23 anni.</p>
<p><strong>Patresi Roberto</strong> (non Gilberto) fu Antonio, nato a <strong>Legnago</strong> il 25 gennaio 1804, residente a Milano. Ufficiale pensionato. Morto il 3 aprile 1877. Aveva 56 anni.</p>
<p><strong>Pirotti o Pirolli Pietro</strong> fu Bartolomeo, nato a <strong>Verona</strong> il 21 luglio 1821, residente a Milano, maggiore pensionato. Aveva 39 anni.</p>
<p><strong>Prina Luigi</strong> di Giuseppe, nato a <strong><a href="http://www.veronanet.it/blog/tag/villafranca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Villafranca">Villafranca</a></strong> il 20 dicembre 1830, ivi residente, mediatore, morto nell’ospedale di <a href="http://www.veronanet.it/blog/tag/villafranca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Villafranca">Villafranca</a> il 25 marzo 1877. Aveva 30 anni.</p>
<p><strong>Rizzi Catterino Felice</strong>, di Giovanni Battista, <strong>Isola Porcarizza</strong>, Verona il 28 agosto 1842, residente a Montagnana. Aveva 18 anni.</p>
<p><strong>Rotta (e non Rota) Giuseppe</strong>, di Giovanni, Caprino Veronese. Nato a <strong>Caprino Veronese</strong> il 6 maggio 1833, (già) capitano nel 35° fanteria, morto nel Napoletano nel 1863, combattendo contro il brigantaggio. Aveva 27 anni.</p>
<p><strong><a href="http://www.veronanet.it/blog/tag/siliotto-antonio/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Siliotto Antonio">Siliotto Antonio</a> </strong>di Gervasio, nato a <strong>Porto Legnago</strong> il 6 agosto 1838, residente a Legnago, avvocato. Aveva 22 anni.</p>
<p><strong>Zanini Luigi </strong>fu Giovanni, nato a <strong><a href="http://www.veronanet.it/blog/tag/villafranca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Villafranca">Villafranca</a></strong> il 28 settembre 1823, residente a Milano. Aveva 37 anni.</p>
<p><strong>Zoppi Cesare</strong> di Francesco Antonio, nato a <strong>Verona</strong> l&#8217;1 agosto 1844, ivi residente, diurnista all&#8217;ufficio comunale. Aveva 16 anni.</p>
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		<item>
		<title>Vittorio Betteloni e l’Unità d’Italia (7)</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 18:26:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[strong>Vittorio Betteloni (1840-1910) è un poeta italiano nato a Verona. Studente a Pisa è tentato dall’impresa garibaldina del 1860. Dopo la laurea in legge, &#8220;sceglie una consapevole sepoltura nella quieta provincia veronese, senza nemmeno attendere la cosidetta liberazione del 1866.” Dal 1877 insegna letteratura italiana nel Reale Collegio degli Angeli di Verona e collabora ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_5261" class="wp-caption alignleft" style="width: 237px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/08/Zulieta-e-romeo_balcone.jpg" alt="Zulieta e Romeo al balcone" width="227" height="273" class="size-full wp-image-5261" /><p class="wp-caption-text">Zulieta e Romeo al balcone</p></div><strong>Vittorio Betteloni</strong> (1840-1910) è un poeta italiano nato a Verona. Studente a Pisa è tentato dall’impresa garibaldina del 1860. Dopo la laurea in legge, <em>&#8220;sceglie una consapevole sepoltura nella quieta provincia veronese, senza nemmeno attendere la cosidetta liberazione del 1866.”</em> Dal 1877 insegna letteratura italiana nel Reale Collegio degli Angeli di Verona e collabora ai due quotidiani veronesi, L&#8217;Adige e L&#8217;<a href="http://www.veronanet.it/blog/tag/arena/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con arena">Arena</a>. <em>http://www.betteloni.it/storia.htm</em></p>
<p>La sua attività poetica appartiene agli anni che seguono la realizzazione dell’unità. Nella penisola italiana si assiste al progressivo affermarsi del Regno d&#8217;Italia come stato unitario che porta al dissolvimento degli stati regionali (1861 fine del Regno delle Due Sicilie, 1866 annessione del Veneto, 1870 conquista dello Stato Pontificio). Il nuovo stato unitario è assillato da problemi interni connessi a una economia arretrata e alla presenza di un altissimo indice di analfabetismo. </p>
<p><span id="more-5253"></span></p>
<p>Nella poesia il sentimentalismo precipita nella lirica lacrimosa, una produzione comunque di successo, rivolta al pubblico borghese e aristocratico (femminile). (Giovanni Prati e Aleardo Aleardi)<br />
Al sentimentalismo lacrimoso reagisce l<em>a poesia realistico-borghese di Vittorio Betteloni</em> e Olindo Guerrini, il gruppo della Scapigliatura, Giosuè Carducci, che stringe con Vittorio un&#8217;amicizia destinata a durare tutta la vita. </p>
<p>Dal Canzoniere.<br />
<em>Poi ti tenevo dietro piano piano, / com&#8217;è costume dei novelli amanti, / pur di scorgerti solo da lontano, / senza parere all&#8217;occhio dei passanti: / e tu con atto cauto e sospettoso, / per non mostrar che a me ponessi mente, / volgevi a mezzo il capo tuo vezzoso, / ad or ad or non molto di sovente; / ma non molto di rado tuttavia / temendo pur che addietro io fossi troppo, / o non pigliassi a caso un&#8217;altra via, / o in qualche amico non facessi intoppo. / Quindi arrivata, ancor sul limitare / il piede soffermavi un breve istante: / là t&#8217;arrestavi a rapida guardare / s&#8217;io pur non ero tuttavia distante; / poscia, fatte le scale in un momento, / al terrazzo accorrendo t&#8217;affacciavi; / io ti venivo innanzi lento, lento, / tu col sorriso allor mi salutavi.</em></p>
<p>Nel frammento <em>A se stesso</em>, datato luglio 1910, probabilmente i suoi ultimi versi, c&#8217;è la leggerezza tenue e ironica di tutta la sua vita:<br />
<em>Ho compiuti settant&#8217;anni, / e son qui pien di malanni / che mi tocca sopportar / con la gran filosofia / di chi altro non può far. / Con la gran filosofia / di chi aspetta d&#8217;andar via / per più indietro non tornar. / Disperarsi è tempo perso, / di restare non c&#8217;è verso: / devo andare all&#8217;ora mia: / dunque andiamo, e così sia.</em> Il 1 settembre ricorre il centenario della sua morte.</p>
<p>Poco noto è il  poema ottocentesco di Vittorio Betteloni “<strong>La storia de Zulieta e Romeo</strong>”. </p>
<p>Il poema è un omaggio di Betteloni alle donne della sua amata città. Il poeta si serve della storia di Giulietta per criticare da un lato e adulare dall’altro le ragazze di inizio secolo scorso. Vittorio è aristocratico e popolaresco, è romantico ma indignato, anzi pieno di rabbia contro una società egoista, avida di potenza quale era (ed è forse ancora?) la sua Verona. </p>
<p>Il testo è stato messo in scena dal Teatro Impiria.<br />
<em>http://www.teatroimpiria.net</em><br />
Il disegno è di Prosdocimi.</p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.veronanet.it%2Fblog%2F2010%2F08%2F25%2Fvittorio-betteloni-e-l%25e2%2580%2599unita-d%25e2%2580%2599italia-7%2F&amp;linkname=Vittorio%20Betteloni%20e%20l%E2%80%99Unit%C3%A0%20d%E2%80%99Italia%20%287%29"><img src="http://www.veronanet.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
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		<title>Abusi del clero, a Verona manifestazione nazionale</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 17:46:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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		<description><![CDATA[Manca un mese alla prima manifestazione italiana delle vittime di abusi sessuali da parte del clero cattolico. Si svolgerà a Verona il 25 settembre 2010. La manifestazione è organizzata dall’associazione &#8220;La colpa&#8221; (www.lacolpa.it), formata dalle vittime di violenza e dai loro familiari.
Quali sono le origini di questo fenomeno che ha generato sentimenti di rabbia, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/08/nudisti.jpg" alt="nudisti" width="198" height="198" class="alignleft size-full wp-image-5221" />Manca un mese alla prima manifestazione italiana delle <strong>vittime di abusi sessuali </strong>da parte del clero cattolico. Si svolgerà a <strong>Verona il 25 settembre 2010</strong>. La manifestazione è organizzata dall’<strong>associazione &#8220;La colpa&#8221;</strong> <em>(www.lacolpa.it)</em>, formata dalle vittime di violenza e dai loro familiari.</p>
<p><em>Quali sono le origini di questo fenomeno che ha generato sentimenti di rabbia, di incredulità e disagio?<br />
Come ha reagito la Chiesa Cattolica? </em><br />
<em>Che cosa fa dei tanti preti anziani che in varie occasioni si denudano?</em></p>
<p><em>Prete nudista in spiaggia a Rimini</em> Arrivava in spiaggia a Rimini, si spogliava completamente e poi si sdraiava sul lettino coprendosi i genitali con il costume o i pantaloncini poggiati sopra. Uno spogliarello che si ripeteva da tempo (forse addirittura dall&#8217;estate precedente) tra le perplessità e qualche lamentela degli altri bagnanti.<br />
Così fino alla settimana scorsa, quando l&#8217;ennesimo &#8220;strip&#8221; è costato una denuncia per atti osceni in luogo pubblico a un sacerdote sui 70 anni. (18 luglio 2010)<br />
<em>Parroco in perizoma</em>, denunciato L’avevano notato fin dal giorno del suo arrivo a Torri del Benaco, perché quel signore, per età e ruolo, forse avrebbe dovuto scegliere costumi da bagno meno vistosi. E invece il sacerdote di 69 anni, celebrante in una parrocchia del Padovano e in vacanza sul lago di Garda, indossava perizoma azzardati. (26 luglio 2007)</p>
<p><span id="more-5219"></span></p>
<p><em>A volte certi comportamenti, soprattutto negli anziani, non sembrano avere un significato sessuale, ma dipendono forse dalla confusione o dal disorientamento. Anche un comportamento di tipo sessuale può essere dovuto alla perdita delle inibizioni, alla ridotta opportunità di esprimersi sessualmente, a un errore nel riconoscere la persona o al bisogno di contatto fisico, di sicurezza e di intimità. </em></p>
<p>Forse la chiesa cattolica dovrebbe riflettere sulla sua cultura riguardo la sessualità.<br />
Ma forse è più semplice, in un paese dove il buon senso se ne è fuggito, risolvere i problemi chiamando i carabinieri o scomunicare le persone.</p>
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		<title>Tonina Marinelli e l’Unità d’Italia (6)</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Aug 2010 18:07:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Zanoni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[E la bandiera di tre colori]]></category>
		<category><![CDATA[Il filo che ci unisce]]></category>
		<category><![CDATA[madamaknit]]></category>
		<category><![CDATA[Tonina Marinelli]]></category>
		<category><![CDATA[unità d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Verona]]></category>

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		<description><![CDATA[siste anche una versione femminile, poco conosciuta, della sofferta storia del Risorgimento italiano. Eppure furono molte le donne che militarono nelle associazioni carbonare e parteciparono alle insurrezioni. Si tratta soprattutto di aristocratiche, come del resto, almeno all’inizio, lo furono in gran parte anche gli uomini.
Tonina  Marinelli, esule veneta, vestita da garibaldina, fu al fianco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_5177" class="wp-caption alignleft" style="width: 230px"><img src="http://www.veronanet.it/files/2010/08/ponte-risorgimento.jpg" alt="Verona, ponte Risorgimento" width="220" height="165" class="size-full wp-image-5177" /><p class="wp-caption-text"><a href="http://www.veronanet.it/blog/tag/verona/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Verona">Verona</a>, ponte Risorgimento</p></div>Esiste anche una versione femminile, poco conosciuta, della sofferta storia del Risorgimento italiano. Eppure furono molte le donne che militarono nelle associazioni carbonare e parteciparono alle insurrezioni. Si tratta soprattutto di aristocratiche, come del resto, almeno all’inizio, lo furono in gran parte anche gli uomini.<br />
<strong>Tonina  Marinelli</strong>, esule veneta, vestita da garibaldina, fu al fianco del marito durante la spedizione dei Mille. Combatté strenuamente, fu promossa di grado e decorata sul campo di battaglia. Morì a Firenze nel maggio del 1862. La sua memoria fu celebrata in versi da Francesco Dall’Ongaro (1808- 1873; drammaturgo e librettista italiano) autore della canzone che si insegnava a scuola.<br />
<em>E la bandiera di tre colori<br />
sempre è stata la più bella:<br />
noi vogliamo sempre quella,<br />
noi vogliam la libertà!</p>
<p><span id="more-5175"></span></p>
<p>E la bandiera gialla e nera<br />
qui ha finito di regnare,<br />
la bandiera gialla e nera<br />
qui ha finito di regnare</p>
<p>Tutti uniti in un sol patto,<br />
stretti intorno alla bandiera,<br />
griderem mattina e sera:<br />
viva, viva i tre color!</em></p>
<p><strong>Il filo che ci unisce</strong> propone di eseguire a maglia il ritratto delle donne del Risorgimento. <em>‘Le storie di queste eroine del nostro passato saranno uno dei fili con cui intesseremo la storia che vogliamo raccontare.’</em></p>
<p>Qualche dettaglio in più su questo progetto<br />
<em>http://madamaknit.blogspot.com/2010/05/donne-del-risorgimento.html</em></p>
<p>Alcuni link per trovare le biografie di donne che lottarono per l’unità d’Italia.<br />
<em>http://www.storia.unina.it/donne/invisi/elencoprofi.html<br />
http://www.url.it/donnestoria/testi/trame/sommario.htm<br />
http://nuke.garibaldini.com/CamiciaRossa/Archivioarticoli/LedonneeilRisorgimento/tabid/580/Default.aspx</em></p>
<p><strong><a href="http://www.veronanet.it/blog/tag/verona/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Verona">Verona</a> Ponte Risorgimento</strong> <em>Fu costruito per celebrare il centenario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia su progetto di Pier Luigi Nervi.<br />
A una decina di metri a monte del ponte è costruita al centro del letto dell&#8217;Adige la trecentesca Torretta della Catena che serviva a impedire la navigazione notturna e chiudeva l&#8217;accesso a nord del fiume. Durante il dominio della Repubblica di Venezia veniva tirata una catena durante la notte in modo da chiudere l&#8217;accesso alla città attraverso il fiume.</em></p>
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