Verona Sette stanze, vicolo Terese, san Domenico
Cristina Simonelli, docente dello Studio teologico San Zeno di Verona, vive in un accampamento Rom a Verona. Presenta Sette stanze, sette brevi riflessioni su Leopoldina Naudet, fondatrice dell’Istituto Sorelle della Sacra Famiglia, che ebbe la sua sede in Piazza Cittadella, in vicolo Terese, vicino alla Chiesa delle Stimmate, e poi alla chiesa di San Domenico, uno dei capolavori del barocco veronese, in via del Pontiere, poco distante dalla tomba di Giulietta.
Leopoldina Naudet nasce nel 1773 a Firenze. Con la sorella viene incaricata dell’educazione dei figli di Leopoldo d’Asburgo Lorena, Granduca di Toscana, poi Imperatore d’Austria. Alla morte dell’Imperatore (1792) sceglie la vita religiosa. Leopoldina arriva a Verona alla fine del 1807. Nel 1816 vede realizzarsi il suo sogno: l’Istituto delle Sorelle della Sacra Famiglia, da lei fondato, ha una casa, il Convento delle Terese, in Piazza Cittadella, vicino alla Chiesa delle Stimmate. Alle Terese e poi a San Domenico, in via del Pontiere, Leopoldina con le compagne si dedica alla preghiera, alla formazione e all’educazione delle giovani nobili veronesi. Saranno la futura classe dirigente. http://www.sorellesacrafamiglia.it/
Si può imparare dalla 
Inaugurata presso Il Palazzo della Ragione di 
Gli organizzatori segnalano altre ‘chicche’ di lusso.
Gli agenti della Polizia municipale hanno riscontrato in via Biondella 41 transiti contromano in 12 giorni (meno di 4 al giorno!).
La sfilata dei carri allegorici ha attraversato oggi le vie del centro storico della città. La maschera veronese per eccellenza è il Papà del Gnocco, panciuta, gaudente e bonaria. Tiene in mano una forchetta con infilzato il gnocco a simboleggiare l’Abbondanza. E come una volta, dietro il carro dell’Abbondanza, sfilano le maschere: re e regine, duchi e principesse (Barone Sanzeneto, Re Reboano e la sua Corte, il Duca della Pignata, il Re Saltuccio e la Regina Caterina, il Re Teodorico e la sua Corte … ) maschere della tradizione. E poi i personaggi più recenti, nati nei quartieri: Re Sole con la corte dei Burloni (Borgo Milano), El Conte Polenton (Borgo 1° maggio), il Re della Stanga (Croce Bianca), il Re del Magnaron con i suoi dignitari (Montorio), il Re Goloso (rione Golosine), il Duca e la Duchessa della Pearà (Quartiere Indipendenza)… El Bacanal del Gnoco di
Nasce anche per ricordare un evento di pace sociale. Si narra che fra il 1520 e il 1531, in conseguenza delle disastrose inondazioni dell’Adige e delle devastazioni dei Lanzichenecchi, nella città di
Negli anni Trenta al centro della piazza san Zeno era posta un’enorme pentola che cuoceva gli gnocchi. Il primo piatto andava alla massima autorità, che era servita dal Papà del Gnocco in persona. Costui si avvicinava al podestà e prendendo da un piatto un gnocco glielo avvicinava alla bocca dicendo: “Eccelenza lo so che l’è grossa ma l’è la tradission” e si mangiava il boccone, lasciando l’autorità a bocca asciutta. Si apriva così la festa e gli gnocchi venivano distribuiti al popolo in festa. L’aspetto benefico del carnevale veronese era ricordato fino a qualche decennio fa dal carro dell’abbondanza che distribuiva caramelle ma anche piti (tacchini), codeghini (cotechini), galine (galline).
È iniziata a
Il ministro per le Politiche agricole ha inaugurato ieri a