Politica

Verona, anziani costretti a uscire dalle case di riposo

Casa di riposo ‘Pia opera Ciccarelli’

Casa di riposo ‘Pia opera Ciccarelli’

“Anziani non autosufficienti costretti a uscire dalle case di riposo in cui sono ricoverati perché la Regione Veneto non paga i contributi. Niente soldi nemmeno a disabili e minori.” L’annuncio è dato dall’Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani (Uripa), ente che rappresenta le case di riposo.

Nel 2011 si inizierà mandando a casa 842 anziani non autosufficienti ai quali non bastano le cure domiciliari, ma nello stesso tempo non sono così gravi da poter occupare i primi posti delle graduatorie per ottenere il contributo regionale.
La regione Veneto non prevede di aumentare il numero di contributi fino al fabbisogno di 27.244, contro le attuali 23.944, nonostante la disponibilità di posti letto e liste di attesa superiori a 5 mila anziani non autosufficienti.
La cancellazione di molte altre risorse per realizzare i servizi necessari a favore di persone in condizione di bisogno è causa di disagio e preoccupazione.
La giustificazione data dai responsabili è la necessità di coprire il disavanzo della sanità veneta maturato in questi anni e far fronte ai minori contributi versati dallo Stato italiano.

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Verona Progetto filobus

Percorso filobus

Percorso filobus

In questi giorni l’Amministrazione Comunale di Verona è impegnata nella discussione di due importanti progetti: il filobus e il traforo delle Torricelle-passante nord.
Una commissione tecnica giudicatrice sta esaminando le proposte per la realizzazione del progetto filobus. L’azienda vincitrice ha a disposizione mille giorni naturali consecutivi (3 anni) per realizzare l’opera. Il costo complessivo del progetto è di circa 160 milioni iva inclusa.
“Si tratta del miglior sistema di trasporto pubblico di massa possibile per Verona” afferma il sindaco di Verona Flavio Tosi “ultra moderno e compatibile con la struttura e le esigenze della città.”

Dove transiterà la filovia a Verona? Il percorso, per un tracciato complessivo di 23,8 km, collegherà al centro tutti i principali quartieri e garantirà il collegamento tra i due ospedali. Il progetto prevede la realizzazione di due tratte: la prima da San Michele allo Stadio (con percorso via Zeviani, innesto della linea da borgo Santa Croce, Porta Vescovo, via XX Settembre, piazza Bra, piazza Simoni, Stazione, Stadio); la seconda dal policlinico di Borgo Roma al parcheggio di via Ca’ di Cozzi (con percorso viale del Lavoro, innesto della linea dal parcheggio scambiatore della Genovesa, viale Piave, Stazione, piazza Simoni, corso Cavour, piazza Vittorio Veneto, ospedale di Borgo Trento, via Ca’ di Cozzi).

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Verona, il traforo delle Torricelle

Simulazione dell’imbocco del traforo

Simulazione dell’imbocco del traforo

È sempre vivace a Verona il dibattito sulla proposta di realizzare una struttura che consentirà il collegamento della Tangenziale est al casello Verona nord. L’autostrada prevede degli svincoli in corrispondenza delle principali arterie di attraversamento. Parte del tracciato sarà completamente interrato.

La scelta dell’attuale Amministrazione comunale di Verona ha suscitato perplessità e preoccupazioni riguardanti il costo, le possibili conseguenze sulla salute dei cittadini e sull’inquinamento atmosferico. Alcuni hanno chiesto dei referendum consultivi in merito alla scelta.
Altri affermano che Verona ha bisogno di un trasporto rapido di massa, non di un’autostrada in città. “È necessario” propongono “favorire l’uso della bicicletta e dei mezzi pubblici.”

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Verona Il presepe della Procura e l’incubo di Tosi

Presepe in tribunale di Verona, panchine antibivacco

Presepe, panchine antibivacco

Dopo il bambinello dalla pelle nera, presente nella natività allestita dal tribunale di Verona lo scorso anno, nel presepe 2010 compaiono le discusse panchine con il bracciolo divisorio. Le panchine con il bracciolo divisorio posto a metà, per impedire che vengano utilizzate come letto, sono state introdotte a Verona dalla giunta municipale del sindaco leghista Flavio Tosi.

A questo proposito si narra che una sera tardi Tosi, in una visita all’estero, con dei suoi amici arrivasse in un hotel. Purtroppo le stanze erano tutte occupate, tranne una, dove rimaneva libero solamente un letto, mentre nell’altro dormiva un negro. Tosi, seppure con disgusto, prese la camera. Si trattava solo di una notte. La mattina presto avrebbe preso il treno. Si raccomandò perciò alla cameriera del piano affinché lo svegliasse, non solo bussando alla porta, ma tirandolo giù dal letto.
Prima di coricarsi la combriccola fece fuori un bel po’ di roba forte e gli amici stranieri, prima di trascinare il nostro in camera, lo spalmarono di fuliggine e la sbornia era tanto forte che lui nemmeno se ne accorse.
Il mattino seguente il cameriere svegliò Tosi, che si precipitò alla stazione, salì sul treno e infine andò alla toilette per lavarsi. Allora si guardò allo specchio ed esclamò con rabbia: “Quel cretino ha svegliato il negro!”…

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Verona si veste di luce

Entrata in piazza Bra

Entrata in piazza Bra

Ieri pomeriggio (2 dicembre 2010) sono state accese le luminarie natalizie posizionate sui principali monumenti, vie e piazze della città. Alla cerimonia di accensione, svolta sulla scalinata di Palazzo Barbieri, erano presenti il sindaco di Verona, Flavio Tosi, l’assessore al Commercio Enrico Corsi.
“Il progetto ‘Verona si veste di luce’ rende più bella e viva la città” ha dichiarato l’assessore, “dà nuovo slancio alle attività economiche cittadine.”

Il progetto sta anche mettendo in luce altri aspetti della città di Verona.
La sua fragilità, già drammaticamente evidenziata dalle alluvioni e dalle frane dei giorni scorsi… oggi, 3 novembre, è stata imposta all’attenzione dalla ceduta di una volta della rete fognaria in via Centro, all’altezza del Monumento.
Il giornale quotidiano della città ne fa solamente un problema di traffico. Forse sarebbe necessario chiedersi anche perché.

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Università, il giorno del voto sulla riforma

Studenti sull'Arena

Studenti sull'Arena

Studenti, ricercatori, precari protestano perché oggi è in discussione alla Camera dei Deputati la riforma sull’Università. A Lecce viene occupato l’Anfiteatro romano, a Udine è stata messa in scena una fucilazione simbolica del diritto allo studio, a Roma scontri tra manifestanti e polizia, a Firenze gli studenti bloccano Ponte alla Vittoria, una delle principali direttrici in entrata della città. A Torino viene bloccata la stazione, Genova, Perugia, Bologna… Gli studenti a Sassari processano 10 intellettuali sardi, da Antonio Gramsci a Emilio Lussu, da Grazia Deledda a Salvatore Satta, colpevoli di incitazione alla cultura e condannati al silenzio e alla morte intellettuale. Il Rettore dell’Università di Pisa, intervenendo in diretta al Tg3 della Toscana, afferma: “La riforma dell’università non costa e non vale nulla”
Manifestazioni a Campobasso, Bari, Teramo, Napoli, Udine, Potenza, Venezia, Brescia, Milano, Palermo, Ancona…

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Verona Consiglio comunale delle bambine e dei bambini

Consiglio comunale dei bambini

Consiglio comunale dei bambini

Venerdì 19 novembre si è insediato a Verona il Consiglio comunale delle bambine e dei bambini. È composto da 22 consiglieri (metà femmine e metà maschi), di quarta e quinta della scuola primaria, che sono stati eletti dai loro compagni di classe nelle rispettive scuole veronesi.
Si riuniranno una volta al mese a Palazzo Barbieri dalle 9.30 alle 11.40.
Sembra che si siano limitati a elencare i loro desideri, i loro sogni… un po’ come fanno i cittadini più grandi, diseducati politicamente, incapaci di distinguere tra sogno, lamentela, desiderio e realizzazione di una legge.
Non sono stati coinvolti le ragazze e i ragazzi minori di 18 anni. A tutti i minorenni, non solamente ai bambini si rivolge la Convenzione approvata dalle Nazioni Unite. È palese a tutti quanto i giovani siano stati allontanati dalla partecipazione all’attività politica. Si può fare di più.

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Sindaco Tosi incontra primo ministro Repubblica Moldava

Incontro tra il sindaco di Verona e il premier moldavo

Flavio Tosi e Vladimir Filat

Il Sindaco Flavio Tosi ha incontrato questa mattina (18/11/2010) una delegazione della Repubblica Moldava in Italia per una serie di appuntamenti istituzionali. Erano presenti il primo ministro moldavo Vladimir Filat, il ministro delle Finanze Vyacheslav Negruta, il vice ministro degli Affari esteri Natalia Gherman; la delegazione era accompagnata dall’ambasciatore italiano in Moldova Stefano De Leo e dal vicesindaco di San Giovanni Lupatoto Giuseppe Stoppato.
“I cittadini moldavi che vivono a Verona sono circa un migliaio” ha detto il Sindaco “persone che lavorano con impegno e che si sono integrate molto bene nella nostra società.”

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Verona, oggi la protesta degli studenti

cortei_studentiL’assemblea mondiale di Bombay del World Social Forum nel 2004 fissò nel 17 novembre la giornata internazionale per i diritti degli studenti. La data di grande valore simbolico è stata scelta dagli studenti per far conoscere alla popolazione la crisi della scuola provocata dalle recenti riforme operate dal Governo italiano e dai tagli dei contributi dello Stato italiano alla scuola. Centinaia di cortei hanno percorso le strade delle città italiane riunendo insieme studenti delle scuole superiori e dell’università, ricercatori e insegnanti.

A Verona il corteo è partito dal piazzale della Stazione Porta Nuova e ha raggiunto piazza Bra.

Si chiede il ritiro del Decreto Legge della riforma, che a fine novembre dovrebbe essere approvato dal parlamento.
La settimana scorsa (venerdì 12 novembre 2010), mentre la scuola pubblica è consumata da una clamorosa agonia per carenza di risorse, il maxiemendamento alla legge di stabilità prevede la distribuzione di 245 milioni di euro alle scuole paritarie (istituti religiosi cattolici) nel 2011.

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La Corte europea di giustizia ha condannato l’Italia per la legge sulla caccia

pulcino_cacciatoreLa Corte europea di giustizia ha condannato oggi la Repubblica italiana perché la Regione Veneto ha adottato e applicato una normativa che autorizza eccezioni al regime di protezione degli uccelli selvatici.
La Regione Veneto ha infatti adottato e applicato negli anni precedenti una normativa che autorizza deroghe al regime di protezione degli uccelli selvatici ovvero ha approvato una legge che consente il prolungamento della caccia per alcuni uccelli. Le motivazioni a sostegno della legge: conservare “una forma di caccia fortemente legata alle tradizioni venatorie venete”.

Qualcuno sospirando afferma: la sanzione europea all’Italia per la caccia in deroga in Veneto mi piacerebbe che la pagassero solo i cacciatori. Invece sarà pagata anche da tutti coloro che sono contrari alla caccia e la considerano una inutile crudeltà.

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