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Scritto Sabato 27 Febbraio 2010 da Renzo Zanoni

Marija Pavlovic-Lunetti
Sabato 27 febbraio incontro a Verona con Marija Pavlovic al Seminario di S. Massimo, via Bacilieri 1°. Inizio ore 16.30
- Rosario
- Messa
- Adorazione
- Apparizione della Madonna
- Testimonianza.
Si prega di seguire le indicazioni e di parcheggiare negli ampi campi sportivi a sinistra della Portineria del Seminario, e di lasciare libero il piazzale antistante.
Marija Pavlovic-Lunetti è nata il 1.4.1965 a Bijakovici, parrocchia Medjugorje. Continua tuttora ad avere apparizioni quotidiane. Numero di apparizioni: circa 8.270 (calcolo approssimato al 2 aprile 2005). Fa parte del gruppo dei 6 veggenti di Medjugorje.
Marija è sposata, ha quattro bambini, vive con la sua famiglia in Italia e a Medjugorje.
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Tag:eventi, giovani, Medjugorje, religione cattolica, Verona
Scritto Domenica 21 Febbraio 2010 da Renzo Zanoni
La massa dei maratoneti ha invaso Corso Porta Nuova in entrambi i sensi di marcia. Alle ore 10 è iniziata la 9^ edizione della VERONAMARATHON 2010.
È una manifestazione non competitiva che unisce ragazzi, famiglie e tutti coloro che vogliono visitare le bellezze della città di Verona di corsa o camminando all’insegna della salute e del divertimento.
Oggi, domenica 21 febbraio 2010, nella giornata provinciale per l’ambiente è previsto il divieto di circolazione alle auto. Sono potenziate le principali linee urbane ed è possibile viaggiare per l’intera giornata su tutta la rete urbana con un solo biglietto. Molte sono le iniziative proposte dal Comune per riscoprire la città a piedi: in piazza delle Erbe è allestita la piazza dei giochi ecologici; in Piazza Bra stand sul risparmio energetico e la raccolta differenziata.
Alla scoperta del Bosco delle Torricelle. L’appuntamento è oggi alle ore 14:30 al Centro Trekking Batteria di Scarpa, a Verona, in Via San Zeno in Monte, di fronte al civico n°21/b. I partecipanti, accompagnati da un naturalista, vengono guidati lungo un percorso di circa 3,5 km, che dalla Batteria di Scarpa risale lungo il Vallo di Cangrande fino a Castel San Felice. Si rientra poi all’interno delle Mura magistrali, per tornare al punto di partenza lungo il Pomerio interno. Durante l’escursione l’attenzione sarà concentrata sulle tracce della vegetazione selvatica, che si incontrano lungo il cammino. L’iniziativa, gratuita e aperta a tutti, non presenta particolari difficoltà: si tratta di una semplice camminata, della durata di circa tre ore, con tratti in salita e su fondo sterrato per cui si consigliano scarpe comode o da trekking.
Come raggiungere il Centro Trekking Batteria di Scarpa: da Porta Vescovo risalire per Via Colonnello Fincato, girare a sinistra in via Caroto e poi imboccare la seconda strada a sinistra e girare a destra. Il Centro Trekking Batteria di Scarpa si trova in Via San Zeno Monte di fronte al numero civico 21/b.
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Scritto Sabato 13 Febbraio 2010 da Renzo Zanoni
La sfilata dei carri allegorici ha attraversato oggi le vie del centro storico della città. La maschera veronese per eccellenza è il Papà del Gnocco, panciuta, gaudente e bonaria. Tiene in mano una forchetta con infilzato il gnocco a simboleggiare l’Abbondanza. E come una volta, dietro il carro dell’Abbondanza, sfilano le maschere: re e regine, duchi e principesse (Barone Sanzeneto, Re Reboano e la sua Corte, il Duca della Pignata, il Re Saltuccio e la Regina Caterina, il Re Teodorico e la sua Corte … ) maschere della tradizione. E poi i personaggi più recenti, nati nei quartieri: Re Sole con la corte dei Burloni (Borgo Milano), El Conte Polenton (Borgo 1° maggio), il Re della Stanga (Croce Bianca), il Re del Magnaron con i suoi dignitari (Montorio), il Re Goloso (rione Golosine), il Duca e la Duchessa della Pearà (Quartiere Indipendenza)… El Bacanal del Gnoco di Verona celebra l’abbondanza che non c’è, ma che per una volta all’anno viene inventata.
Nasce anche per ricordare un evento di pace sociale. Si narra che fra il 1520 e il 1531, in conseguenza delle disastrose inondazioni dell’Adige e delle devastazioni dei Lanzichenecchi, nella città di Verona imperversasse una terribile carestia. Avendo in tale circostanza i “pistori” o fornai cresciuto il prezzo del pane e non volendo far pane né vendere quello già pronto alla popolazione affamata, il 18 giugno 1531 una folla furiosa, nella contrada di San Zeno, assalisse i forni. Il pericolo della rivolta fu tuttavia scongiurato con la distribuzione di pane, vino, burro, farina e formaggio ai poveri da parte di alcuni cittadini benestanti.
Il medico Tommaso Da Vico, uno tra quei misericordiosi, fece pure allestire dei bracieri sulla piazza per preparare un cibo già noto da molto tempo, gli gnocchi.
Dopo di allora ogni anno si rinnovava l’alleanza tra il popolo veronese e i ricchi con la distribuzione di formaggio, burro e farina, ingredienti fondamentali per preparare gli gnocchi. Durante il Venerdì si formava in piazza dei Signori un corteo di maschere (da cui il nome di el bogon, per i giri che effettuavano nella piazza).
Negli anni Trenta al centro della piazza san Zeno era posta un’enorme pentola che cuoceva gli gnocchi. Il primo piatto andava alla massima autorità, che era servita dal Papà del Gnocco in persona. Costui si avvicinava al podestà e prendendo da un piatto un gnocco glielo avvicinava alla bocca dicendo: “Eccelenza lo so che l’è grossa ma l’è la tradission” e si mangiava il boccone, lasciando l’autorità a bocca asciutta. Si apriva così la festa e gli gnocchi venivano distribuiti al popolo in festa. L’aspetto benefico del carnevale veronese era ricordato fino a qualche decennio fa dal carro dell’abbondanza che distribuiva caramelle ma anche piti (tacchini), codeghini (cotechini), galine (galline).
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Scritto Domenica 31 Gennaio 2010 da Renzo Zanoni
L’ha visto il Gris-Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa della diocesi di Verona, un osservatorio sulle vecchie e nuove sette. Affermano che a Verona crescono riti esoterici, sette e satanisti. «Servono più esorcisti, cioè sacerdoti preparati a ricondurre queste persone su un giusto cammino di fede.» dice Beatrice Marazzi, coordinatrice del gruppo.
L’ha visto il Vescovo di Verona, che recentemente ha nominato nuovi esorcisti.
L’ha visto il vescovo di Vicenza e il vescovo di Padova che ha nominato una task force di esorcisti.
L’ha visto Mons. Gino Oliosi, canonico, esorcista e penitenziere della diocesi Verona che ha pubblicato nel 2008 Il demonio come essere personale, Prefazione di S.E. Mons. Giuseppe Zenti, vescovo di Verona. Introduzione di don Giancarlo Gramolazzo, presidente dell’Associazione Internazionale degli Esorcisti.
L’ha visto Padre Savoldi, l’unico esorcista rimasto a Milano. Alla domanda del giornalista: «Padre, perché a Milano il numero degli esorcisti è calato così tanto (in controtendenza)? Non ci sono nuove leve?» risponde: «L’arcivescovo attuale non è tanto favorevole (il Cardinale Tettamanzi, n.d.r.).»
Qualcuno afferma: «Sono gruppi dove il satanismo è il pretesto per atti di violenza, orge e droga-parties. Si tratta in effetti di piccolissimi gruppi, non strutturati, che si formano e si disfano solo per compiere qualche gesto particolare.
L’ha visto l’assessore all’ambiente del Comune di Verona Federico Sboarina
Che l’anno scorso ha annullato il concerto metal dei Rotting Christ, motivando la sua decisione: «Se nei contenuti della musica di queste band riscontreremo anche il più piccolo segnale contrario al messaggio positivo e pulito che con queste iniziative l’amministrazione vuol dare ai cittadini, le sostituiremo con altri gruppi e proposte.»
Qualcuno ricorda le parole ‘positive’ di alcune canzoni del gruppo rock-nazi Gesta Bellica, cui apparteneva Andrea Miglioranzi, eletto nella lista di Flavio Tosi e membro del Movimento Sociale Fiamma Tricolore. Il gruppo, promosso e finanziato con i soldi pubblici dal camerata di partito Massimo Mariotti, presidente dell’Amt, l’azienda mobilità e trasporti di Verona, canta «Ma io sono camicia nera, la mia Patria è la mia bandiera… Credo in un ideale Famiglia Patria Dio, Tu ebreo maledetto, che ti arricchisci sulla pelle degli altri… Giudeo senza patria. Tu vigliacco drogato, per una dose vai a rubare. Tossico schifoso devi morire Passo incerto sguardo annebbiato, finalmente il tuo momento è arrivato! Tu rosso compagno, di negri, immigrati compare degno…»
Qualcuno ricorda le parole finali de «Le città invisibili» di Italo Calvino…
È Marco Polo a parlare: «L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e approfondimento continui: cercare e sapere riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio».
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Scritto Venerdì 1 Gennaio 2010 da Renzo Zanoni
Quattro coppie hanno scelto la giornata di San Silvestro (31 dicembre 2009) per sposarsi nella Casa di Giulietta e brindare al nuovo anno.
La Rai trasmetterà le immagini oggi (1 gennaio 2010), al Tg1 delle 13,30.
Avranno riascoltato ancora le voci di Giulietta e Romeo?
Giulietta Come sei potuto venir qui, dimmi, e perché? I muri del giardino sono alti e difficili a scalare, e per te, considerando chi sei, questo è un luogo di morte, se alcuno dei miei parenti ti trova qui.
Romeo Con le leggere ali d’amore ho superato questi muri, poiché non ci sono limiti di pietra che possono impedire il passo ad amore: e ciò che amore può fare, amore osa tentarlo; perciò i tuoi parenti per me non sono un ostacolo.
E il messaggio molto attuale del Principe di Verona…
Principe Sudditi ribelli, nemici della pace! Dico a voi, non uomini, ma belve, gettate dalle sanguinose mani le spade. Voi turbate con le vostre risse la quiete delle nostre contrade e costringete a impugnare con la vecchia mano le vecchie spade arrugginite nella pace, per separare voi arrugginiti nell’odio. Ascoltate la sentenza del vostro sdegnato principe. Se un’altra volta oserete turbare in questo modo le nostre contrade, vi farò pagare con la vita l’infrazione alla pace. Per oggi vada così. Via tutti di qua. Via tutti di qua, ripeto, pena la morte.
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Scritto Giovedì 10 Dicembre 2009 da Renzo Zanoni
Arrivano questa sera (9 dicembre 2009) in piazza Bra (Verona) le bancarelle di artigianato, dolci, abbigliamento, casalinghi, giocattoli. Inizia la fiera di santa Lucia.
L’orario di apertura dei banchi è dalle 9,30 alle 23 per tutte le giornate fino a domenica 13 dicembre, quando i banchi chiuderanno alle 20, per lasciare libera la piazza in nottata.
Alla Santa siciliana, vissuta alla fine del terzo secolo, è legata una tradizione molto antica. La notte tra il 12 e il 13 dicembre, travestita da vecchietta, passa di casa in casa portando dolciumi e giocattoli ai bambini. Arriva in groppa a un asinello (el mussetto), accompagnata dal castaldo, dall’amministratore.
La Fiera di Santa Lucia richiama nel centro di Verona centinaia di bancarelle da tutta Italia e decine di migliaia di visitatori.
La festività diventa l’occasione per le associazioni e gli enti benefici di portare doni ai bambini dei quartieri.
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Scritto Lunedì 7 Dicembre 2009 da Renzo Zanoni
Perché i quotidiani di Verona presentano in modo così catastrofico la giornata di ieri a Verona? Appartiene a una personale strategia della tensione? Alla loro lamentazione perenne?
Inizia nel caos una settimana di passione. Che cosa succederà nei prossimi giorni durante la festività di Santa Lucia?
Migliaia di persone hanno invaso la città per visitare i mercatini di Natale, quelli di piazza dei Signori e quelli dell’Arsenale, e ancora i banchetti dei dolciumi apparsi in piazza Bra.
C’era inoltre la mostra di Corot. E c’era pure la partita al Bentegodi.
Centro storico preso d’assalto. Tutti in coda. Chiuso corso Porta Nuova. Slalom tra sacro e profano.
Commenti
I commercianti: «C’è un buon movimento, si annuncia una stagione discreta»
Scontrini fantasma tra i banchi della Bra. In altre parole il presidente degli ambulanti di Confcommercio denuncia: «I commercianti non rilasciano lo scontrino perché chi dovrebbe controllarli la domenica preferisce festeggiare»
Critiche anche alla mancanza di norme igieniche sui banchi alimentari.
Si sapeva che sarebbe finita così. Era stato preannunciato. Davvero troppo tutto insieme.
Santo cielo! Solo il buco del culo sa fare una cosa sola alla volta!
Perché i giornali di Verona presentano in modo così catastrofico la giornata di ieri a Verona? Appartiene a una personale strategia della tensione? Alla loro ‘commerciante’ lamentazione perenne utilizzata per confondere?
Ieri (6 dicembre 2009) nel negozio, dove ho acquistato alcuni regali, la padrona sorridente mi sembrava anche felice.
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Scritto Sabato 24 Ottobre 2009 da Renzo Zanoni

Il 25 ottobre alle ore 2,00 inizia la tua ora di follie. Vivila! Alle ore 3,00 l’orologio ritorna legalmente (!) alle ore 2,00. Come se nulla fosse accaduto.
Racconta la tua ora di follia.
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Scritto Venerdì 24 Ottobre 2008 da Magda Beverari
Ma cos’è questo complesso luminoso ad alta tecnologia industriale? Gli “amici di Beppe Grillo” lo chiamano il “cancrovalorizzatore” e trovano d’accordo pure alcuni oncologi Italiani. L’impianto di trattamento di rifiuti di Cà del Bue è stato messo sotto accusa dai consiglieri proviciali di Rifondazione Comunista, Sinistra democratica e Verdi. Alla conferenza stampa si cita la relazione che la dottoressa Patrizia Gentilini ha tenuto nei giorni scorsi per il congresso nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica. La relazione ribadisce, qualora a qualche mente sfuggisse, che la diossina è un cancerogeno prodotto da combustione: “Non dobbiamo sentirci autorizzati ad aumentare la quantità di questa pericolosa sostanza con inutili combustioni, quando i rifiuti potrebbero essere eliminati e riciclati in altro modo“. Per tale ragione è stata proposta una visita all’impianto di Vadelago in provincia di Treviso, non pericoloso, non tossico e meno costoso ed è stato chiesto di rivedere le decisioni nel merito di Cà del Bue prima della pubblicazione del bando.
Agsm, proprietario dell’impianto, entro qualche settimana pubblicherà il bando di gara per riconventire i forni a letto fluido mai funzionati, dispendiosi e superati con dei forni a griglia.
I tecnici dell’Assessorato all’ambiente ritengono non sia possibile paragonare Vadelago a Cà del Bue, il primo impianto infatti recupera rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata, mentre il secondo si occuperà solo di rifiuti indifferenziati. Ricordiamo che il Piano regionale di gestione di rifiuti urbani, approvato nel 2000 prevede che entro il 2010 si giunga al 50% di raccolta differenziata, obiettivo raggiunto con tre anni di anticipo e che forse sarebbe il caso di implementare. Nonostante il nostro primato in ambito di differenziazione della raccolta, l’impianto di Cà del Bue è imprescindibile, anche perchè il Piano regionale non prevede discariche, e poi del resto è la stessa Unione Europea che ci suggerisce gli impianti con i forni a griglia, considerati all’avanguardia.
Vorrà dire che ci troveremo tutti insieme a goderci una bella grigliata su questi avvenieristici forni a griglia.
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Tag:Agsm, Beppe Grillo, Cà del Bue, conferenza stampa, ecologia, Inceneritore, Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica, Termovalorizzatore, Verdi, Verona
Scritto Martedì 2 Settembre 2008 da Magda Beverari
Proprio ieri Vi ho parlato del workshop dedicato alla vendemmia e rimanendo in tema questa volta tocco un argomento sicuramente meno artistico. In questi giorni la nostra città ancora una volta ha catturato l’attenzione del Bel Paese per un primato assolutamente discutibile. Da quanto emerso infatti dai controlli effettuati sulle strade di Verona e del Lago di Garda nella notte del 29 Agosto i veronesi sembrerebbero per gran parte (il 50%) drogati e dediti a Bacco più di quanto non lo siano a tutto il resto.
Effettivamente a Verona c’è chi beve più che in altre città, ma le accuse rivolte ai giovani della città mi paiono troppo azzardate. Secondo Domenico Secondulfo, docente di Sociologia all’Università di Verona, le informazioni divulgate dalla stampa nazionale e dai media sono sicuramente frutto di una distorsione della realtà, cosa che non di rado accade nel mondo dell’informazione, che a poco a poco si sta evolvendo al contrario trasformandosi in “deformazione”. In veneto esiste un rito, quello dello spritz, che sicuramente porta ad una maggiore cultura del bere, ma, come asserisce Secondulfo, non necessariamente influisce sul comportamento di guida. Secondo Alberto Fezzi, autore del libro “Sognando un Negroni”, libro sui locali della Verona da bere, nella nostra città non si beve di più, ma meglio. Da tutto questo vociferare intorno alle cattive inclinazioni dei veronesi emerge comunque un dato di fatto, i conducenti fermati nella notte del 29 Agosto non furono 80, come la maggior parte delle fonti di “deformazione” ha riportato, ma 576, di questi 80 furono sottoposti al test e 37 risultarono positivi. Quindi la percentuale è di 37 su 576, quindi del 6,4%.
Detto ciò personalmente ritengo davvero che non si possa fare di tutta l’erba un fascio, certo, ci vorrebbe una maggior educazione a riguardo, e il nucleo famigliare dovrebbe essere in pole position in questo senso. L’anno scorso mi sono recata in Svezia, paese del Nord Europa dove l’alcool è sempre stato parte integrante della vita quotidiana dei giovani e dei meno giovani, forse un po’ troppo, al punto che, per arginare il problema si è deciso di vendere i superalcolici a prezzi esorbitanti e di attuare severe sanzioni a tutte le trasgressioni che possono derivare da abusi. Questo non significa impedire ai giovani di bere, ma responsabilizzarli, al punto che ho visto decine di taxi nelle tarde ore notturne per le vie di Stoccolma carichi di giovani allegri che, coscienti di non poter guidare lasciavano l’auto parcheggiata in garage. Insomma, se c’è un problema c’è sempre una soluzione, se non c’è la soluzione significa che neppure il problema esiste.
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Tag:alcol, attualità, Domenico Secondulfo, Lago di Garda, università, Verona