Cronoca
Scritto Giovedì 10 Febbraio 2011 da Renzo Zanoni
Un incendio di vaste proporzioni si è sviluppato qualche minuto dopo mezzogiorno (9 febbraio 2011) nella sede di Caldiero, a Verona, del gruppo Brendolan. La colonna di fumo nero, che si è levata sopra i capannoni, si vedeva da Lonigo fino a San Martino Buon Albergo oscurando il sole sopra Caldiero. L’area dell’incendio è grande quasi 50 mila metri quadrati e i capannoni, uno attaccato all’altro, coprono una superficie di circa 25 mila metri quadri.
All’interno delle tre strutture c’era il deposito di tutto ciò che non è alimentare delle catene che fanno capo alla commerciale Brendolan, ossia i supermercati e ipermercati A&O, Famila, Iperfamila, Galassia e C+C.
Secondo una prima ipotesi il rogo avrebbe avuto origine dal tetto, dove erano in corso dei lavori di manutenzione.
Chiusa al traffico la strada Regionale 11 per permettere alle forze dell’ordine e ai mezzi dei soccorritori di muoversi più agevolmente durante lo spegnimento dell’incendio.
Anche la circolazione ferroviaria sulla linea Milano-Venezia è stata sospesa dalle ore 12.45 alle 16 poiché i treni dovevano transitare a una quindicina di metri dai capannoni in fiamme.
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Tag:incendio Brendolan, Verona
Scritto Lunedì 31 Gennaio 2011 da Renzo Zanoni

Il furgone sui binari
Lunedì 31 gennaio intorno alle 4.30 un treno merci diretto a Milano
è deragliato a causa della presenza di un furgone sui binari. A circa duecento metri dalla stazione di Romano l treno si è scontrato con un furgone Ford Transit,
abbandonato sul binario. L’automezzo era stato utilizzato qualche ora prima da una banda di malviventi per sfondare la vetrina di una ricevitoria del lotto.
Per scaricare la merce rubata e recuperare il denaro contenuto nelle macchinette i malviventi hanno «parcheggiato» il furgone sui binari. Spaccati i videogiochi e il cambiamonete con una mazza, hanno razziato il denaro e sono scappati, abbandonando il furgone e le carcasse delle macchinette. Ripulire i binari dalla merce persa dal treno e mettere in sicurezza l’area coinvolta nel deragliamento sarà un lavoro molto lungo.
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Tag:deragliamento, Verona
Scritto Giovedì 20 Gennaio 2011 da Renzo Zanoni

Casa di riposo ‘Pia opera Ciccarelli’
“Anziani non autosufficienti costretti a uscire dalle case di riposo in cui sono ricoverati perché la Regione Veneto non paga i contributi. Niente soldi nemmeno a disabili e minori.” L’annuncio è dato dall’Unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani
(Uripa), ente che rappresenta le case di riposo.
Nel 2011 si inizierà mandando a casa 842 anziani non autosufficienti ai quali non bastano le cure domiciliari, ma nello stesso tempo non sono così gravi da poter occupare i primi posti delle graduatorie per ottenere il contributo regionale.
La regione Veneto non prevede di aumentare il numero di contributi fino al fabbisogno di 27.244, contro le attuali 23.944, nonostante la disponibilità di posti letto e liste di attesa superiori a 5 mila anziani non autosufficienti.
La cancellazione di molte altre risorse per realizzare i servizi necessari a favore di persone in condizione di bisogno è causa di disagio e preoccupazione.
La giustificazione data dai responsabili è la necessità di coprire il disavanzo della sanità veneta maturato in questi anni e far fronte ai minori contributi versati dallo Stato italiano.
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Tag:Anziani, politica sociale regione veneto, regione veneto, veneto, Verona
Scritto Sabato 18 Dicembre 2010 da Renzo Zanoni

Presepe, panchine antibivacco
Dopo il bambinello dalla pelle nera, presente nella
natività allestita dal tribunale di Verona lo scorso anno, nel presepe 2010 compaiono le discusse
panchine con il bracciolo divisorio. Le panchine con il bracciolo divisorio posto a metà, per impedire che vengano utilizzate come letto, sono state introdotte a Verona dalla giunta municipale del sindaco leghista Flavio Tosi.
A questo proposito si narra che una sera tardi Tosi, in una visita all’estero, con dei suoi amici arrivasse in un hotel. Purtroppo le stanze erano tutte occupate, tranne una, dove rimaneva libero solamente un letto, mentre nell’altro dormiva un negro. Tosi, seppure con disgusto, prese la camera. Si trattava solo di una notte. La mattina presto avrebbe preso il treno. Si raccomandò perciò alla cameriera del piano affinché lo svegliasse, non solo bussando alla porta, ma tirandolo giù dal letto.
Prima di coricarsi la combriccola fece fuori un bel po’ di roba forte e gli amici stranieri, prima di trascinare il nostro in camera, lo spalmarono di fuliggine e la sbornia era tanto forte che lui nemmeno se ne accorse.
Il mattino seguente il cameriere svegliò Tosi, che si precipitò alla stazione, salì sul treno e infine andò alla toilette per lavarsi. Allora si guardò allo specchio ed esclamò con rabbia: “Quel cretino ha svegliato il negro!”…
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Tag:Flavio Tosi, Panchine antibivacco, razzismo, Verona
Scritto Martedì 30 Novembre 2010 da Renzo Zanoni

Il nuovo polo chirurgico in costruzione
Oggi nell’area dell’ospedale di Borgo Trento
viene inaugurato il grande
polo chirurgico, intitolato al prof.
Pietro Confortini, pioniere dai trapianti renali in Italia. L’imponente struttura è dotata di 33 sale operatorie, con una potenzialità operativa di circa 120 interventi chirurgici al giorno, 24 diverse specialità di area chirurgica, compresi i trapianti, con tecnologie di avanguardia.
L’inaugurazione oggi, 30 novembre 2010, alle ore 15, alla presenza di numerose autorità nazionali, regionali e locali.
Le origini degli Istituti Ospitalieri, oggi Azienda Ospedaliera di Verona risalgono ai primi anni del Cinquecento. Oggi l’azienda opera su due sedi: l’Ospedale Civile Maggiore di Borgo Trento e l’Ospedale policlinico “Gianbattista Rossi” di Borgo Roma. Il nucleo storico dell’Azienda è l’Ospedale di Borgo Trento la cui origine risale all’antico ospedale situato in piazza Bra e denominato Santa Casa della Misericordia.
Nel 1800 la Santa Casa della Misericordia era inadatta a soddisfare le esigenze sanitarie e sociali della città. Al suo posto fu individuato il convento di Sant’Antonio al Corso in via Valverde. Il Comune acquistò l’ex ospedale della Bra e lo fece demolire fra il 1819 ed il 1820 per realizzare al suo posto Palazzo Barbieri, sede attuale dell’Amministrazione Comunale.
Nel 1895 il cavalier Alessandro Alessandri destinava un lascito testamentario a un istituendo “Ospedale per bambini“, che fu costruito nella zona nord-ovest di Verona (attuale borgo Trento). Nel 1926 il Consiglio Ospitaliero acquistò l’area limitrofa all’Alessandri, per costruirvi un nuovo Tubercolosario, lasciando la sede del Chievo.
Si cominciava a delineare un nuovo Ospedale Maggiore “il quale fosse rispondente alle nuove necessità demografiche, al progresso della scienza e alle aumentate esigenze della tecnica sanitaria”. Negli anni successivi l’area fu completata con nuove costruzioni, servizi, cliniche, sale operatorie.
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Tag:ospedale, Pietro Confortini, polo chirurgico, Verona
Scritto Giovedì 11 Novembre 2010 da Renzo Zanoni
La Corte europea di giustizia ha condannato oggi la Repubblica italiana perché la Regione Veneto ha adottato e applicato una normativa che autorizza eccezioni al regime di protezione degli uccelli selvatici.
La Regione Veneto ha infatti adottato e applicato negli anni precedenti una normativa che autorizza deroghe al regime di protezione degli uccelli selvatici ovvero ha approvato una legge che consente il prolungamento della caccia per alcuni uccelli. Le motivazioni a sostegno della legge: conservare “una forma di caccia fortemente legata alle tradizioni venatorie venete”.
Qualcuno sospirando afferma: la sanzione europea all’Italia per la caccia in deroga in Veneto mi piacerebbe che la pagassero solo i cacciatori. Invece sarà pagata anche da tutti coloro che sono contrari alla caccia e la considerano una inutile crudeltà.
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Tag:caccia agli uccelli, legge sulla caccia, regione veneto, Verona
Scritto Mercoledì 10 Novembre 2010 da Renzo Zanoni

Berlusconi a Monteforte d'Alpone
Il maltempo nelle zone alluvionate di Verona e del Veneto peggiora. La pioggia battente aggiunge disperazione alla disperazione, rimesta fango, impregna il poco che è rimasto, appassisce cumuli di macerie.
C’è bisogno di beni essenziali come generi alimentari, vestiario, coperte. Bisogno di sostegno economico per ricominciare a guardare al futuro al di là delle nuvole ancora cariche d’acqua, per il ripristino veloce della capacità produttiva.
Ieri (9 novembre 2010) a Verona, a Vicenza e a Padova, sono passati il premier Silvio Berlusconi e Umberto Bossi.
Hanno sorvolato le zone disastrate, ascoltato, valutato. Sanno che i conti dello Stato sono quelli che sono. Magari non c’è da dare al Veneto, ma se il Veneto smette di dare allora sono grossi guai.
Bossi rassicura tutti. “Vi ho portato qua Berlusconi“ ha detto “e su quello che dice potete stare sicuri. Zaia controllerà tutto, Tremonti è veneto e non vi dovete preoccupare… il governo darà i schei.”
Se ne sono poi andati in tutta fretta, annullando perfino il preannunciato incontro con i giornalisti e la conferenza stampa, accompagnati da un coro di proteste e insulti.
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Tag:alluvione, Alpone, berlusconi, Giorgio Napolitano, maltempo, proteste, Verona
Scritto Giovedì 4 Novembre 2010 da Renzo Zanoni

Piazza Bra, 4 novembre
Il
4 novembre 1918 il generale Armando Diaz emanava un laconico comunicato
“Le nostre truppe hanno occupato Trento e sono sbarcate a Trieste. Il tricolore sventola sul Castello del Buon Consiglio e sulla Torre di San Giusto. Punte di cavalleria sono entrate a Udine.”
Non molto per ricordare 650.000 italiani caduti, 947.000 feriti e 600.000 dispersi.
La guerra contro l’Austria-Ungheria, iniziata il 24 maggio 1915, era terminata…
La prima guerra mondiale si chiude ufficialmente l’11 novembre 1918, dopo la morte di oltre 15 milioni di uomini e donne, militari e civili.
Il
Sacrario Militare di Redipuglia, il più grande sacrario militare italiano e uno dei più grandi al mondo, venne inaugurato nel 1938. Custodisce le salme di oltre 100.000 caduti della Grande Guerra.
Sulla sommità del massiccio del
Grappa, nel sacrario costruito nel 1935 sono custoditi i resti mortali di 12.615 soldati.
Nel
sacrario di Asiago riposano i resti di 33.086 caduti italiani e i resti di 20.000 caduti austro-ungarici.
La
tomba del Milite Ignoto è una tomba che contiene i resti di un militare morto in guerra, il cui corpo non è stato identificato. È una tomba simbolica che rappresenta tutti coloro che sono morti nei conflitti e non sono mai stati identificati. La pratica di avere una tomba del milite ignoto si è diffusa soprattutto dopo la prima guerra mondiale, una guerra in cui il numero di corpi non identificati fu enorme.
In Italia la salma del milite ignoto venne posta nel monumento a Roma il 4 novembre 1921.
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Tag:4 novembre, Flavio Tosi, Verona
Scritto Martedì 2 Novembre 2010 da Renzo Zanoni

Chiusa sul fiume Fibbio in primavera
- Alle 14.22 di oggi è stata registrata una
lieve scossa di terremoto con magnitudo 2.7.
Le località prossime all’epicentro sono i comuni di Magugnano e Malcesine in provincia di Verona.
- Sul lago
è straripato l’Aril e una frana incombe su Malcesine
-
Sono esondati il Tramigna e l’Alpone. Monteforte è vicina all’evacuazione generale.
- A San Martino Buon Albergo c’è stata una riunione straordinaria per valutare la situazione del
fiume Fibbio, che in queste ultime ore ha raggiunto un livello allarmante.
-
L’autostrada A4 è ancora interrotta tra Verona e Vicenza. E non si sa quando riaprirà.
- Anche sull’Autobrennero
(A22) vengono segnalati problemi all’altezza dell’allacciamento con l’A4 a Verona. L’accesso è reso inagibile a causa di un allagamento in seguito alle forti piogge cadute.
Il maltempo non concede tregua per fronteggiare l’emergenza.
Ma le autorità ci ripetono… non preoccupatevi la situazione è sotto controllo…
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Tag:Alpone, monteforte alpone, regione veneto, san bonifacio, Soave allagata, Tramigna, Verona, zaia
Scritto Lunedì 1 Novembre 2010 da Renzo Zanoni

Soave allagata
Nel Veronese, tra San Bonifacio e Soave,
sono tracimati il Tramigna e l’Alpone. Raggiungere i centri abitati di Soave, Monteforte d’Alpone e Cazzano di Tramigna è molto difficile.
L’autostrada A4 è sommersa dalle acque dell’Alpone, che ha invaso entrambe le corsie di marcia e si presenta come un lago. A causa degli allagamenti l’autostrada A4
è stata chiusa in entrambe le direzioni nel tratto tra Vicenza ovest e Verona est. E lo rimarrà probabilmente fino a martedì 2 novembre 2010.
Anche la strada regionale 11 è chiusa al traffico.
A San Bonifacio sono stati chiusi i due ponti in località Motta e Villabella, situati rispettivamente nel centro del paese e sulla strada regionale 11.
Molte località sono rimaste senza elettricità.
Il sistema regionale di protezione civile, che include quello della difesa del suolo, sta predisponendo gli interventi di ripristino degli argini e l’assistenza alla popolazione colpita. Per le persone evacuate a Soave si sta operando al fine di garantire loro il pernottamento fuori casa.
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Tag:Alpone, Soave allagata, Tramigna, Verona