Lago di Garda, Anguille alla diossina

Anguilla

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Anguilla alla diossina non è una nuova ricetta di ‘cotto e mangiato’, ma di pesci, ritrovati in questi giorni nelle acque del lago di Garda, che contenevano il veleno ‘diossina’, responsabile di decine di migliaia di nascite di bambini malformati e di tumori nelle persone.

Le diossine sono estremamente tossiche per l’uomo e gli animali, e sono tra i più potenti veleni conosciuti.
L’avvelenamento avviene attraverso gli alimenti, in particolare dal grasso di animali a loro volta esposti a diossina.
“Più che di diossine” dichiara Michele Bertucco, presidente di Legambiente Veneto “dobbiamo parlare di sostanze (PCB, policlorobifenili) che non hanno una origine naturale. I Pcb sono stati largamente impiegati nelle acciaierie, nelle centrali elettriche, nonché nei motori di automobile. In passato (ma forse ancora oggi), la sostituzione di questi oli dielettrici avveniva scaricando in ambiente quelli esausti, come pure quando si trattava di demolire impianti vecchi o rottamare automobili. I Pcb si accumulano sui fondali ed entrano nella catena alimentare soprattutto attraverso quei pesci, come le anguille, che vivono e si cibano su quei limi.”

È stato definito il piano di controlli per individuare le cause dell’inquinamento e garantire la sicurezza dei prodotti pescati, delle acque e dell’ecosistema del Garda.
Tuttavia per sapere se si possono commercializzare, si dovrà attendere ancora più di un mese. “Non ci sono ancora dati sufficienti per prendere delle decisioni e quindi emettere ordinanze” dice il vice presidente della Provincia di Verona e assessore all’ambiente caccia e pesca, Fabio Venturi.

Non drammatizziamo…

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One Response to “Lago di Garda, Anguille alla diossina”

  1. 1
    ricette cotto e mangiato Says:

    Sono arrivato qui per puro caso…. ma ci tenevo a fare i miei complimenti per questo bel post

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