Itinerari del Risorgimento a Verona

Lasagna, la strada sulle Torricelle

Lasagna, la strada sulle Torricelle

In occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia le guide turistiche di Verona propongono una serie di itinerari alla scoperta dei luoghi e delle vicende legate al Risorgimento italiano. Possono diventare un interessante strumento didattico per una scolaresca che voglia approfondire gli argomenti legati all’Unità d’Italia con un gita a Verona.

Dopo la caduta di Napoleone e il successivo Congresso di Vienna Verona si trovò a essere il centro dei possedimenti austriaci nel nord est della penisola: il Lombardo-Veneto. Nel 1830 fu inviato A Verona il maresciallo Radetzky sotto il cui comando vi erano 120.000 uomini.
Al seguito del maresciallo Radetzky giunse a Verona un nutrito gruppo di ufficiali del genio con a capo il generale Franz von Scholl, geniale ingegnere militare cui fu affidato il compito di approntare un sistema difensivo per fare di Verona un inespugnabile caposaldo contro ogni tentativo di invasione.

Vennero inizialmente restaurate e dotate di bastioni pentagonali più moderni le mura Sanmicheliane di epoca veneziana. Tra il 1837 e il 1844 furono progettate e costruite sulle colline a sinistra dell’Adige il fortino della Biondella, le quattro Torri Massimiliane, i forti San Leonardo, San Mattia e Santa Sofia.

Dal 1848 al 1859 vennero costruiti 12 forti: forte Chievo, Croce Bianca, Spianata, San Zeno, Santa Lucia, Fenilon, San Massimo, Palio, Porta Nuova, Tombetta, Santa Caterina, San Michele.
Oggi purtroppo molti sono andati distrutti ma alcuni sono ancora visitabili assieme a buona parte della cinta muraria cittadina.

Le Caserme e gli Edifici Amministrativi
Parallelamente alle opere fortificate si resero necessari una serie di fabbricati che fungevano da sostegno.
Oltre alle numerose strade militari, le infrastrutture comprendevano gli edifici per i comandi e gli uffici, le caserme, l’ospedale, l’arsenale, il tribunale con le carceri militari, il panificio con i depositi granari e il mulino, magazzini e opifici vari, i servizi di collegamento e trasporto militare.
Sede del comando militare era Palazzo Carli, compreso tra Castelvecchio e piazza Bra.
Gli ufficiali del Governo risiedevano invece nel convento di Sant’Eufemia.
Il Comando di Verona trovò la sua sede nella Gran Guardia Nuova, in piazza Bra, progettato in un austero stile neoclassico dal veronese Giuseppe Barbieri e che oggi, col nome di palazzo Barbieri è diventato il municipio di Verona.
Il continuo ampliamento della guarnigione di stanza a Verona rese necessaria la costruzione di altri due complessi. Il primo a sinistra dell’Adige, dove sorge il teatro romano: Castel San Pietro, edificato tra il 1854 e il 1856.
La posizione aveva funzioni sia logistiche poiché vicino ai forti delle Torricelle, sia psicologiche in quanto imponeva la sua massiccia presenza sulla città, e le bocche da fuoco montate sul piazzale antistante erano un perenne monito ai veronesi. L’altro complesso fu costruito nella zona detta Campone a nord est del bastione di SS. Trinità, chiamato poi Caserma Mastino e oggi diventato il tribunale di Verona.

Addossato alla chiesa di San Tommaso venne costruito un severo edificio che ospitava il tribunale austriaco. In esso si compì l’inflessibile e spesso crudele repressione austriaca.

L’arsenale fu costruito nel grande spiazzo detto della Campagnola, che si trovava sulla riva sinistra dell’Adige, oltre il ponte di Castelvecchio. All’interno dell’area trovarono posto 10 fabbricati in cui erano ricavati magazzini e laboratori per la manutenzione e riparazione dell’armamento, degli affusti e dei carri.

Per rifornire di cibo il numero crescente di militari di stanza a Verona venne realizzato un grande complesso dotato di deposito emolitura del grano, per la confezione e cottura del pane. Il complesso fu costruito a sinistra dell’Adige verso porta Vescovo, nei pressi del luogo dove sorgeva la chiesa scaligera di Santa Marta da cui prese il nome.

Venne anche realizzato un grande ed efficiente ospedale militare nei pressi di Porta Palio. L’opera fu disegnata secondo gli allora moderni schemi di architettura ospedaliera, con ampie corsie, luminose e arieggiate, sale operatorie, adeguate rampe per le barelle… L’ospedale disponeva di 1.000 letti, un numero considervole per l’epoca ma che si rivelò del tutto insufficiente durante la guerra del 1866.

Per qualsiasi domanda o informazione sulle visite guidate organizzate dalle guide turistiche di Verona in occasione del 150° anniversario dell’unità d’Italia o per prenotare uno degli itinerari guidati proposti,: visita il sito
http://www.veronissima.com/sito_italiano/html/tour_itinerari_unita_italia-verona.html

Nella foto Caratteristica era la strada militare, completamente incassata e defilata quindi dall’osservazione e dal tiro, che serviva questi forti, e che tuttora esiste seppure rovinata, detta della ” lasagna ” per la guida centrale in pietra viva su cui camminavano in fila le truppe che si avvicendavano nella guarnigione dei forti.

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One Response to “Itinerari del Risorgimento a Verona”

  1. 1
    lastminute salento Says:

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