Inaugurata la mostra dei presepi in Arena, protagonisti i Re Magi
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Piazza Bra, Verona
La stella cometa, che nasce dall’Arena, è il simbolo della manifestazione.
Ai tre misteriosi personaggi, ricordati solamente nel Vangelo di Matteo, la religione cristiana attribuisce i nomi di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre
Melechior, da Melech, significa re. Baldassarre era il nome di un mitico re babilonese. Gasparre vuol dire signore di Saba. Erano sapienti studiosi di astronomia originari dell’altopiano iranico.
Portarono tre doni: l’oro, l’incenso e la mirra. L’oro. il dono riservato ai re, l’incenso, testimonianza di adorazione alla divinità, la mirra, una gommaresina aromatica, usata nel culto dei morti.
Nel IV secolo le sacre reliquie dei re magi, risposte dentro una cassa di legno, avvolte in tessuti intrisi di profumi e di mirra, vennero portate a Milano da Sant’Elena e depositate nella chiesa di Sant’Eustorgio, la basilica dei re.
Nel 1164 durante l’assedio di Federico Barbarossa, i resti dei Re Magi furono trafugati e trasportati a Colonia, dove, per contenere i loro resti, venne costruita una bellissima Basilica.
Nel linguaggio epifania indica la manifestazione di una divinità. La festa cristiana cade il 6 gennaio, cioè dodici giorni dopo il Natale. Ricorda l’adorazione da parte dei Re Magi, il battesimo di Gesù e il primo miracolo avvenuto a Cana.
Dai doni dei Re Magi a Gesù proviene la tradizione di portare dolci e giocattoli ai bambini. Protagonista della tradizione è la befana, una storpiatura della parola epifania (epifana, befana…), trasformata nei secoli in una gentile vecchietta.