L’antipasto del cinepanettone è arrivato a Verona

a_natale_mi_sposoArrivano ogni anno puntuali come il Natale. Quest’anno hanno anche preso la parola Natale nel titolo, benché nel film non ci sia mai nemmeno un riferimento al Natale.
Venerdì 26 novembre è arrivato nelle sale cinematografiche della città il film A Natale mi sposo, diretto e interpretato da Massimo Boldi. Ambientato a Saint Moritz, il film vanta un cast davvero eccezionale: Vincenzo Salemme, Elisabetta Canalis, Nancy Brilli, Massimo Ceccherini, Enzo Salvi, e addirittura due ex concorrenti del Grande Fratello: Cristina Del Basso e Jonathan.

Il film di Massimo Boldi si contrappone a quello De Sica. Mentre De Sica/De Laurentiis fanno un cinema che punta all’incasso e al divertimento basso fine a se stesso, ripetendo come zombie le medesime situazioni e le medesime gag da anni, con il solo aggiornamento di abiti e riferimenti popolari (dentro il collo alto e Facebook, fuori gli sms e il sushi), Boldi vuole fare di più. Persegue degli ideali, tutti ruotanti intorno ai valori base di autenticità, famiglia e attaccamento al popolo, ben esemplificati dalla presenza del matrimonio come unica risoluzione di qualunque tensione sentimentale.

I film di Boldi non incassano molto, non sono divertenti nè carini e pretendono di fare una morale che nulla ha di originale, ma sembra solo la conferma delle idee preconcette sul “cos’è bene” che si potevano avere negli anni ‘60.
Il film non fa ridere. Luoghi comuni, nudità a sproposito, scene prevedibili, volgarità. Il livello proposto da Boldi tende ad abbassarsi film dopo film. Privo di qualsivoglia dignità espressiva, di qualità di scrittura e di recitazione.

Gli spettatori, durante le proiezioni di questi giorni, chiacchierano ad alta voce, qualcuno sorride, altri sghignazzano, le esplosioni di allegria sono brevi e lontane fra loro. Nessuno ci obbliga a vederlo, nè a sponsorizzarlo.
Tuttavia il pubblico natalizio, cioè che va in sala solo a Natale, merita di più. Nessuno vuole sparare a zero contro il cinepanettone o contro l’antipasto del cinepanettone. Tuttavia si pretende che venga riconosciuto un qualificato rispetto al pubblico in sala.

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