Verona La sicurezza delle donne

Donne guerriere, donne complete...'

Donne guerriere, donne complete...'

Martedì 26 ottobre La giornata sulla sicurezza delle donne inizia con il convegno alle ore 9 in Gran Guardia, durante il quale interverranno la giornalista di Al Jazeera International Barbara Serra, lo psichiatra Vittorino Andreoli e il docente dell’Università di Padova Antonio Papisca.
Segue alle 12 la tavola rotonda “Vita da donna. Vita sicura?” moderata dalla giornalista de Il Sole 24 ore Raffaella Calandra.
La sera invece, alle ore 21 al Teatro Filarmonico, si tiene lo spettacolo teatrale a scopo benefico “Uomini che amano le donne”, ideato da “The exnovo”, con Laura Barriales e gli artisti di Zelig. L’incasso della serata sarà interamente devoluto alla Fondazione Doppia Difesa Onlus
Di quale sicurezza si parla?

La giornata è organizzata dal Centro studi ItasForum e promossa dalla società di vigilanza privata La Ronda.

L’Associazione ItaSForum (Italian Security and Safety Forum) nasce nel 1998 a Milano, per volontà di alcuni Security Manager e costruttori di dispositivi di sicurezza, ma animati dall’unico desiderio di creare un’Istituzione che non avesse altro fine che quello di diffondere la cultura della Sicurezza.
Strano modo di intendere la sicurezza, solamente in senso poliziesco, gestito da congregazioni private!

Sfugge la riflessione che la violenza non sia solamente quella fisica, né solamente quella di un singolo uomo su una singola donna, ma soprattutto l’idea che la violenza sulle donne sia generata da un sistema che in mille forme nega la soggettività e la capacità di autodeterminazione delle donne, facendone corpi docili e quindi appropriabili.
La prima sensazione è l’indignazione per l’uso strumentale che si fa del tema della violenza contro le donne per giustificare una serie di provvedimenti tanto razzisti – l’individuazione di “categorie pericolose” avviene in molti casi su supposte basi “etnico-razziale” – quanto inutili e ridicoli.
La logica securitaria tenta di convincerci che la violenza sulle donne è opera di mostri – possibilmente pazzi, poveri e immigrati – perché questo permette di non rimettere in discussione la società.

Sostenere che le donne non possano decidere se portare o meno a termine una gravidanza (attacchi alla legge 194, che prevede la possibilità di abortire oppure la legge 40/2004 sulla fecondazione assistita) significa sostenere che le donne non possano (per naturale incapacità?) decidere del proprio corpo, figuriamoci delle “Vita”.

Nella foto L’intrinseca bellezza del sentirsi donne guerriere, donne combattive, donne complete. Come tanto tempo fa, in luoghi lontani…

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