16-17 ottobre, la Giornata della badante
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Sabato 16 e domenica 17 ottobre, in piazza Bra, si tiene la Giornata della badante, manifestazione promossa dall’organizzazione Privatassistenza Verona Est, Sud e Legnago con il patrocinio dell’assessorato ai Servizi Sociali e Famiglia del Comune di Verona e del patronato Acli.
Lo scopo della manifestazione è informare i cittadini e le assistenti familiari sui diritti e i doveri del rapporto di lavoro e per far conoscere la Rete degli Sportelli di Assistenza Domiciliare “Euriclea”.
Privatassistenza Verona Est, Sud è un’organizzazione specializzata in servizi di assistenza domiciliare e infermieristica per anziani e disabili e di supporto alla famiglia. Durante l’iniziativa sarà offerta consulenza legale e sanitaria gratuita. Inoltre, in collaborazione con la Croce gialla, saranno eseguiti sempre gratuitamente test diagnostici di pressione e glicemia e saranno distribuiti prodotti per l’igiene e la cura dell’assistito.
Si stima che le famiglie che in Italia ricorrono ai servizi di collaboratori domestici siano due milioni 412 mila, mentre i collaboratori assunti ufficialmente sono un milione 538 mila. La maggior parte delle persone hanno un contratto di lavoro che copre solo in parte l’attività svolta. Il 62%, un milione 495 mila sono le persone irregolari (stima per difetto).
È l’incontro di due grandi “debolezze” quella dell’anziano in difficoltà e della lavoratrice straniera, sola e spesso priva delle essenziali tutele. Le donne straniere considerano questa attività non un’aspirazione personale, soprattutto se legata a un livello di scolarizzazione medio alto. “Guadagno molto rispetto al mio paese d’origine e lo posso fare per alcuni anni, anche se aspiro a un ruolo diverso, che mi permetta di avere maggiore libertà.”
Se non ci fossero le badanti, solo in Veneto ci vorrebbero almeno 30 mila posti letto in più per anziani non autosufficienti.
Si tratta di un fenomeno esploso in questi ultimi anni. Ciò avviene, nella maggior parte dei casi, in un clima di illegalità.
Molte sarebbero le cose da fare.
Semplificare le procedure per le assunzioni. Aumentare i benefici fiscali per i datori di lavoro, ovvero le famiglie che si trovano ad affrontare problematiche pressanti anche sotto il profilo economico. Sostenere e accompagnare professionalmente le lavoratrici straniere impegnate nel lavoro di cura con attività formative.