Giovanni Battista da Persico e l’Unità d’Italia (9)
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Palazzo Barbieri
Giovanni Battista da Persico fu podestà di Verona durante gli anni successivi al congresso di Vienna (1814-1815). È autore della ‘Descrizione di Verona e della sua provincia’ la guida ai monumenti della città di Verona, pubblicata nel 1820.
In quegli anni la struttura urbanistica della città fu al centro di profondi mutamenti.
Nel 1808 il listone fu completamente rifatto. Il progetto venne affidato all’architetto, Luigi Trezza. Nel 1820 furono eseguiti alcuni scavi attorno all’Anfiteatro per riportare in vista il basamento dell’edificio, interrato di circa due metri. Fu abbassato anche il piano della Bra di m 0,70 seguendo una linea lievemente inclinata dalla Gran Guardia all’Arena. Valentino Alberti, oste alle Tre Corone in corte Molòn, annota nel suo Diario che dal 31 dicembre 1821 al 5 gennaio 1822 la Bra’ “venne fatta tutta gualìva”.
Verona ospitò il Congresso delle Potenze della Santa Alleanza (autunno 1822) e la città volle presentarsi all’eccezionale appuntamento nel migliore aspetto. Alla riunione parteciparono i sovrani d’Austria, di Russia, Prussia, Inghilterra, Sardegna-Toscana, Napoli, Modena e Parma.
Un anonimo cronista descrive così descrizione la vita del Listone nel 1837 sulla rivista “Esperia”: “… il Listone è il pubblico passeggio de’ Veronesi, spazio libero esteso, quale in poche città si trova: qui gli uomini d’affari trovano ristoro e consolante colloquio, l’ozio si ricrea, e le belle vi accorrono a ricevere i tributi di sguardi e di sospiri dei loro adoratori… e i numerosi caffè offrono brillante e sufficiente accoglimento alle numerose riunioni che ivi convengono. Suonatori ambulanti e improvvisatori, poco gradevoli in vero, ma dalla vivacità degli abitanti sempre bene accolti, rompono la monotonia del cicalio; e le musiche militari della guarnigione aumentano assai il divertimento…”
In Bra si teneva il mercato del legname, del fieno e della paglia, del bestiame.
II 27 settembre 1822 fu inaugurata la prima Fiera del nuovo secolo, così descritta da un cronista: “Per ordine della Municipalità, nella Chiesa di San Nicolò, alle ore otto antimeridiane, fu cantata messa solenne. Poscia monsignore Dionisi, vicario generale con ventiquattro religiosi seguiti dal Regio Delegato, il signor Giovanni Battista Da Persico podestà, entrarono nello stradone di mezzo della Fiera… Furono nella Bra costruite settantasei botteghe di legno di bella forma e aggradevole con due colonne schiacciate fra una e un’altra porta delle botteghe, sostenenti un cornicione e fregio dorico, con metope allusive al commercio che girava all’intorno delle botteghe. Negli spazi o strade che conducevano nella fiera erano disposte varie piramidi per adornamento delle medesime.”
Nel 1827 prevale l’idea di costruire in piazza Bra un grandioso edificio, da destinarsi a sede della Guardia civica austriaca. Il 16 dicembre 1830 la Congregazione Municipale affidò all’ingegnere Giuseppe Barbieri l’elaborazione di un progetto. Tra l’approvazione di questo (1831) e la costruzione dell’edificio passarono sedici anni. Nel 1866, annesso il Veneto all’Italia, si pensò di trasferire nell’edificio della Gran Guardia Nuova, come era stato chiamato, la residenza municipale.
Di lì a pochi anni la parte centrale della Bra fu sistemata a giardino in mezzo all’infuriare delle polemiche di coloro che vedevano in quell’intervento urbanistico uno snaturamento del ruolo storico della piazza.
Vennero inoltre costruite le prime linee ferroviarie e furono aperte nuove strade fra i centri più popolosi. Da questi grandiosi lavori militari l’economia cittadina trasse un notevole miglioramento. Anche il commercio venne favorito dalla presenza di soldati, che arrivarono a superare il numero di 35.000.
Il codice austriaco, entrato in vigore già dal 1815, era assai rigido e severo. La durezza dei modi, l’uso delle bastonature, il permanere dl forti tasse e della coscrizione obbligatoria suscitarono nel popolo vivo malcontento.
Listòn è il largo marciapiede che fiancheggia piazza Bra sul lato ovest e collega corso Porta Nuova con via Mazzini.