Pic-nic a Verona
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Giardino Giusti, mascherone
Vicino al centro storico, nei quartieri di Veronetta e sul Colle San Leonardo il comune di Verona mette a disposizione varie aree attrezzate per i pic-nic.
Si trovano in Piazza Indipendenza (vicino a Piazza Erbe), nei Giardini Pradaval (vicino a Piazza Bra), in quelli di via Ponte Aleardi e Raggio di Sole.
A queste si aggiungono lo spazio gestito dagli Stimmatini al Santuario Nostra Signora di Lourdes sulle Torricelle, i giardini in via XX Settembre, il Giardino Giusti.
Sono indicate sia per i turisti di passaggio che per i cittadini veronesi i quali possono sostare rimanendo a pochi passi dalle suggestive bellezze della città di Romeo e Giulietta.
All’interno del sito del Comune di Verona (www.comune.verona.it) si può vedere la mappa che mostra dove sono collocate le zone dotate di tavoli con panchine e strutture in legno.
L’area ristoro all’interno dei giardini Raggio di Sole è dotata di tavoli e panchine da picnic. Utile per gruppi turistici e gite scolastiche in visita a Verona, anche nei giorni di brutto tempo perché coperta.
Un giardino si estende per circa 2.300 metri quadri interni all’interno dello storico palazzo Bocca-Trezza, risalente al XVI secolo, che dal 1965 ospita la sede dell’Istituto d’arte Nani.
L’ingresso per i cittadini è da via XX settembre durante i pomeriggi e la domenica. Al mattino, durante le ore di lezione, il parco resta invece di uso esclusivo della scuola.
Il gioiello dei giardini si trova incastonato tra Veronetta e le Torricelle, conosciuto oggi forse più dai turisti che dai cittadini veronesi. Rivolto a un turismo evoluto e culturale, in grado di apprezzare il clima che solo luoghi come questo offrono». Il turismo di massa, quello della Casa di Giulietta, insomma, non abita qui.
Il Giardino Giusti è un gioiello rinascimentale… un concentrato di bossi, fontane, labirinti, mascheroni, grotte, gli elementi tipici dei giardini all’italiana. Nasce nel 1570 da un’ambiziosa intuizione di Agostino Giusti, che sognava un museo in parte all’aperto, in cui raccogliere la sua collezione di epigrafi romane, e in parte al chiuso, dove conservare quadri e bronzetti dell’epoca.
Costruito come una sorta di percorso iniziatico per provocare nel visitatore emozioni diverse a seconda delle tappe, stupisce ancora oggi per l’armoniosa alternanza di una parte bassa, costituita da una razionale e geometrica disposizione dei bossi, e una più alta, rappresentata da una rupe contornata da un bosco.