Domenico Cesconi e l’Unità d’Italia (3)
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Verona, Porta Leoni
Dopo il congresso di Vienna (1814-1815) l’Italia fu divisa in una decina di stati. Nel nord est venne costituito il Regno Lombardo-Veneto sotto il controllo dell’Austria. Comprendeva i territori del Veneto, Friuli e Lombardia orientale.
La dominazione austriaca (dal 1815 al 1866) trasformò Verona in una città fortezza. Furono costruite mura, fortificazioni, castelli e ancora caserme, arsenali, edifici militari. Molti di essi sono oggi ancora ben conservati e documentano le raffinate tecniche ingegneristiche e architettoniche dell’Impero Austroungarico.
Il controllo militare e poliziesco della città di Verona divenne molto duro. Tuttavia si diffusero anche a Verona le nuove idee di libertà e la richiesta di costruire uno stato unitario.
Spesso gli incontri, segreti, avvenivano presso il negozio di libri antichi e moderni di Domenico Cesconi, in via Leoni all’Arco antico numero 1838. La libreria si trovava un po’ prima del vicoletto Leoni, già vicolo Ortolano, in fondo al quale si trova il monumentale ingresso di Palazzo Verità (poi Bianchini, Salgari, Tedeschi). Sopra il cornicione, entro un cartiglio, è segnata la cifra “1910″, che rappresenta il vecchio numero civico della casa impresso a stampo, come si usò fino alla riforma del 1871.
Domenico Cesconi era nato a Verona il 13 febbraio 1803. Dato anche il genere del suo commercio condivideva gli ideali patriottici. I suoi sentimenti politici sono espressi nella sua introduzione al ‘Catalogo classificato di libri antichi e moderni’, da lui pubblicato nel 1847. Egli scrive: “Alla Repubblica letteraria. Dopo venti anni di affettuoso esercizio della mia professione libraria, ecco il mio primo catalogo che pubblico. I prezzi sono in moneta italiana… Spero di essere onorato di numerose commissioni alle quali cercherò di corrispondere con quella equità che si conviene a ogni negoziante e tanto più a un libraio che è ministro di civiltà, d’ordine e di progresso.”
http://books.google.it/books?id=hUoSAAAAIAAJ&printsec=frontcover&dq=catalogo+libri+cesconi&source=bl&ots=9h3L4wgDBL&sig=hXK2Gk0-hmY7JwQ89q_LRyP7tx0&hl=it&ei=AeRaTNGjIsq9sAaFxZiVAQ&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&ved=0CBoQ6AEwAA#v=onepage&q&f=false
L’attività rivoluzionaria non sfuggì alla polizia austriaca. Egli venne arrestato, imprigionato nel castello di Mantova con il maggiore esponente del comitato veronese, Carlo Montanari. Tra il giorno 8 dicembre 1852 e il 19 marzo 1853 i cospiratori vennero processati. Carlo Montanari, don Bartolomeo Grazioli, arciprete di Revere, Tito Speri, Pietro Domenico Frattini (nato a Vigo di Legnago), furono appesi alle forche nella spianata di Belfiore situata all’ingresso sud di Mantova.
La condanna a morte degli altri cinquantasette imputati fu trasformata in condanna ai lavori forzati in occasione del compleanno dell’imperatore e poiché “un’ulteriore prosecuzione del processo, minacciava di far precipitare in gravi disgrazie molte famiglie a motivo del gran numero di coloro che erano stati sedotti dalla delittuosa attività dei più compromessi”…