Scritto Giovedì 29 Luglio 2010 da Renzo Zanoni
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Renzo Zanoni

Rifugio del Falasco
Incontri in Valpantena. Itinerari per una gita
Il rapimento della bella Angiolina Nel 1675 il conte Provolo Giusti, per mano dei suoi scagnozzi, sequestrò la bella Angela Lonardi, che stava per sposare il fidanzato, il marchese Lionello Sagramoso. Un atto di arroganza e di sopraffazione simile alla storia di Renzo e Lucia, raccontata nei Promessi Sposi.
L’amore della bella Angela Lonardi venne immortalata in una canzone popolare.
O Angiolina, bell’Angiolina,
innamorato io son di te,
innamorato da l’altra sera
quando venni a ballar con te.
E la s’ha messo la veste rossa
e le scarpette come rose,
e le scarpette come rosette,
fatte apposta per ben ballar.
La triste storia è stata raccontata, a fine Ottocento, dall’abate Pietro Caliari. Il romanzo è stato ristampato dalla Comunità parrocchiale di Santa Maria in Stelle.

Madonna dell'Altaròl-Poiano
La Madonna dell’Altaròl Già dal 1400, presso il Progno Valpantena, in località Ciocego, esisteva un tabernacolo (altaròl) e un piccolo cimitero sorto, forse, per accogliere le vittime della pestilenza del 1630. Ora si trova il santuario della
Madonna dell’Altaròl, costruito alla fine dell’Ottocento. All’interno
il prezioso dipinto della Vergine assisa sopra un rozzo scalino rappresentata nell’atto di allattare il bambino è datata 1445. Affezionati alla Madonna dell’Altaròl furono i carrettieri che scendevano le valli della Lessinia per trasportare le merci a Verona, ora lo sono i ciclisti, ma lo era anche
san Giovanni Calabria, che si ritirava qui a pregare i giovedì pomeriggio salutato all’arrivo dal suono festoso delle campane.
All’interno alcuni ex-voto dedicati alla Vergine. Di un rapimento si parla su un ex-voto datato 1675. Un tangibile segno per la “grazia ricevuta” dalla
bella Angiolina Lonardi, salvatasi senza aver subito violenza alcuna nel drammatico rapimento messo a segno dal malvagio conte Provolo Giusti di Santa Maria in Stelle.

Castello di Falasco, Grezzana
Il brigante Falasco Paolo Bianchi, denominato dall’abate Caliari «il Falasco», fu l’esecutore del rapimento di Angiolina di Poiano. Egli trovò rifugio nel castello costruito nelle cavità delle bastionature rocciose sopra la località Cologne. La torre e il riparo risalgono probabilmente all’epoca medievale e fungevano da rifugio, luogo di guardia per il controllo degli accessi all’alta valle e base per scorrerie banditesche.
Le «Grotte di Falasco» sono aperte solamente per visite guidate culturali e didattiche. Per informazioni www.comune.grezzana.vr.it
Pubblicato
Giovedì 29 Luglio 2010 alle 10:44 pm nella sezione Cultura, News, Storia, Svago, Viaggi.
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Tag:gite in bicicletta, Grezzana, Grotte Falasco, Valpantena, Verona
Febbraio 24th, 2011 at 1:26 pm
Volevo avvisare dell’errata pubblicazione della foto riferita al Castello di Falasco che è invece il forte militare, costruito nel 1905 sulla sommità del Monte S.Viola.