Quel «metodo Ganzer» nato a Verona
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Il generale Giampaolo Ganzer
È stato condannato a 14 anni di carcere e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
“Piena fiducia” a Ganzer è stata ribadita sia dal Comando generale dell’Arma dei Carabinieri che dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, e dal ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli.
Quando la condanna al carcere comporta il carcere? Si chiede la gente. Non perché piaccia vedere la gente andare in carcere, ma, così, per semplice curiosità.
Dopo 170 udienze, cinque anni di processo, l’attuale comandante del Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri (Ros) è stato condannato dal collegio di giudici del Tribunale di Milano per “aver costituito un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, al peculato, al falso e ad altri reati, alfine di fare una carriera rapida”.
Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera spiega così la condanna.
[I traffici di droga] furono creati allo scopo di poter poi far finta di reprimerli e così inanellare carriere. “Arresti solo di singoli corrieri, fuga dei capi trafficanti, mancato sequestro di ingenti somme di denaro, arricchimento certo dei narcos, aumento del traffico perché si è fatta entrare in Italia molta droga. E, prima di tutto, tradimento dei principi del diritto e deviazione dai doveri istituzionali”.
Gli imputati avrebbero comprato carichi di droga da trafficanti sudamericani o libanesi (mai denunciati), fingendo di aver già identificato gli acquirenti malavitosi di quei traffici. Avrebbero poi arrestato solo gli ultimi anelli della catena, e, con l’obiettivo di mettere in piedi operazioni simili, usato i soldi della vendita della droga importata, di cui “veniva omesso il sequestro”. Il tutto coperto dalla stesura di falsi rapporti.
Ganzer inoltre avrebbe fatto arrivare dal Libano quattro bazooka, 119 kalashnikov, 2 lanciamissili e centinaia di proiettili nel dicembre 1993 vendendoli pochi mesi dopo a una cosca calabrese alla quale, subito dopo, l’arsenale fu sequestrato.
In attesa della sua prossima nomina a ministro cercheremo di spiegare ai detenuti del carcere di Montorio e a prossimi ospiti del CIE di Verona che “gli imputati fino al terzo grado di giudizio sono innocenti.”