Bardolino La festa delle fate

Bardolino, festa delle fate

Bardolino, festa delle fate

Dopo l’accensione del fuoco sacro (23 giugno 2010), continua a Bardolino la festa delle fate. Spettacoli di alchimia e bolle giganti, racconti intorno al fuoco, incantesimi, pozioni, leggende, curiosità e misteri. Immagina un’incantevole serata in riva al lago, un parco dove fate ed elfi danzano tra gli alberi. La Festa delle Fate è incanto, armonia, pace, voglia di sogno… stand enogastronomici e mostra mercato.
http://www.lafestadellefate.it/programma.htm

Se in queste notti alzi lo sguardo al cielo e lo vedi segnato da strisce nuvolose sottili, non credere all’inganno, in realtà sono nugoli di streghe che provengono da qualsiasi parte del mondo e volando si recano al grande ballo (sabba) che si terrà a Benevento, sotto le frasche del Grande Noce, che riappare solo per loro. Per giungere al noce, ti serve questa frase, unita all’unguento adatto. “Unguento, unguento, mandami al noce di Benevento, supra aqua et supra vento et supra omne maltempo”.
In queste notti quindi, se vuoi evitare che streghette dispettose infilino il naso in casa tua, spargi davanti all’uscio un bel mucchietto di sale. Esse, prima di entrare, sono obbligate a contare granello per granello, così il tempo passerà, verrà mattina e dovranno andarsene.

nocino1Non perdere l’occasione di preparare il nocino di San Giovanni
Occorrono 33 -35 noci (sempre in numero dispari). Le noci devono essere prive di qualsiasi trattamento chimico e raccolte nel periodo a cavallo della festività di San Giovanni Battista (21-29 giugno). Sarebbe meglio se fossero raccolte da una vergine a piedi nudi. Tuttavia…
La giusta consistenza della noce si valuta forandola con uno spillo. La noce è pronta quando tagliandola fa solo un po’ di resistenza. Non deve essere troppo tenera o troppo dura.
Servono inoltre 2 g di cannella tritata, 4 chiodi di garofano, la parte gialla della scorza di 3 limoni, 1 litro di alcool a 95 gradi, 700-900 g di zucchero.
Chiodi di garofano e cannella siano in minime quantità e dosati in modo tale che l’aroma prevalente nel liquore rimanga quello della noce e che il bouquet complessivo risulti armonioso.
Una damigiana o un fiasco della capacità di quattro o cinque litri. Chiuso ermeticamente.

Come si prepara
Lava sotto l’acqua corrente le noci, asciugale con un canovaccio. Utilizza i guanti altrimenti sarà difficile togliere il verde delle noci dalle mani. Taglia le noci, utilizzate intere (senza levare il mallo), in 4 parti. Quando sono aperte osserva l’interno con attenzione. Un vermetto, una parte marcia, compromette il risultato finale. Poni le noci in un contenitore di vetro.
Dopo aver tenuto il contenitore al sole per 2 giorni, agitandolo periodicamente, aggiungi l’alcool, gli aromi e lo zucchero.
Metti il contenitore in una zona esposta al sole. Ogni tanto agitalo. Quando ti ricordi…
Dopo 60 giorni (ai primi di settembre) filtra il liquido utilizzando una garza. Travasalo poi nelle bottiglie oppure in una botticella.
Conserva i contenitori in un luogo fresco. Puoi berne qualche sorso a Natale. Sarebbe meglio aspettare giugno 2011.

Esiste una variante a questa ricetta. Consiste nel lasciar macerare le noci con l’alcool, il limone e la cannella con gli stessi modi e tempi, aggiungendo dopo, trascorsi i 60 giorni e dopo aver filtrato, uno sciroppo di acqua e zucchero (le quantità non cambiano). Usando questa variante però il nocino dovrebbe riposare in bottiglia almeno un anno, per consentire allo zucchero di trasformarsi in alcool.

Il vino chinato Dopo aver filtrato il nocino rimangono nella brocca le noci con il mallo e parecchio zucchero non trasformato in alcool etilico.
Versa nel recipiente 1 litro e 1/2 (per ogni 30 noci) di vino bianco aromatico e di media gradazione. Lascia macerare per 60 giorni in un luogo esposto al sole.
Otterrai un piacevole vino leggermente liquoroso.

Il nocino, bevuto in compagnia, rinsalda amori e amicizie.

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