A passeggio per Verona nel solstizio d’estate

ipericoI giorni del solstizio d’estate circoscrivono un breve ma intenso arco di tempo. In questi 9 giorni (21-29 giugno) tutte le piante vengono influenzate con particolare forza e potere, sono impregnate di miracolose virtù. Procurati un manuale di erbe e alberi e programma una passeggiata nei prati. Le erbe di san Giovanni si trovano lungo le siepi, ai margini dei sentieri. Qualcuno afferma che guariscono, ma allora devi cercare consiglio presso qualche esperto. Certamente la camminata fa bene al corpo e imparare a conoscere la natura fa scoprire tesori nascosti…
Per purificare la terra si bruciano 9 tipi di erbe: iperico, ruta, verbena, vischio, lavanda, timo, finocchio, piantaggine e artemisia.
Per propiziare la fortuna prepara un sacchettino di colore giallo oro o rosso con erbe e fiori di campo, grano e chicchi di riso. Appendilo in casa, sul luogo di lavoro o ponilo sotto il cuscino per rendere meravigliosi i tuoi sogni.
Per preparare l’acqua di San Giovanni raccogli erbe e fiori. La sera del 23 giugno ponili in un recipiente colmo d’acqua e durante la notte lascialo sul davanzale. La mattina lavati con quest’acqua. Si dice che conservi la bellezza e allontani le malattie.

Le erbe di San Giovanni sono le bacche rosso fuoco del ribes, i rami di vischio dal colore dorato, il sambuco sanguinante, l’artemisia cara alla dea greca Artemide, l’arnica, la maggiorana; il timo capace di risvegliare il coraggio in coloro che ne odorano il profumo balsamico. L’infuso è consigliato per guarire la tosse oppure come condimento e aroma nelle pietanze.
Le foglie fresche della ruta, l’erba allegra, sono usate con moderazione per insaporire insalate, carni, pesci o per aromatizzare la grappa. L’erba contro la paura si mette in tasca quando si devono affrontare situazioni pericolose.
La sacra verbena, dalle proprietà digestive e cicatrizzanti, dal profumo gradevole e penetrante, il cui infuso facilita la visione di realtà altrimenti nascoste.
L’erica, più forte della dura crosta di terra invernale, i cui fiori assomigliano, rovesciati, ai copricapi degli elfi. Fra i suoi rami riposano le fate. Le api, che posseggono una saggezza segreta, sono particolarmente ghiotte dei fiori e il loro miele è squisito.
Nella notte di San Giovanni fiorisce la felce. Risplende come il fuoco. Chiunque la possieda in questa magica notte e salga una montagna tenendola in mano, vedrà brillare di fiamma azzurra i tesori della terra.
Se la getti in aria, ricadrà nel punto preciso dove è nascosto un tesoro. Il fortunato a cui accade tutto questo non deve spaventarsi: se riesce a conservare la calma, raggiungerà la conoscenza di tutto ciò che sta succedendo o succederà nel mondo.
L’erba di San Giovanni è l’iperico, una macchia di colore giallo oro misto a rame. I fiori, numerosi e brillanti, durano soltanto un giorno, poi appassiscono e assumono un colore rosso ruggine. I petali, strofinati tra le dita, contengono un succo, detto per il suo colore “sangue di San Giovanni”, è una sostanza molto efficace per curare varie patologie.
L’iperico cura la mente e il corpo, disintossica il fegato. Cura le nevriti, le infiammazioni del trigemino, l´herpes (fuoco di San Antonio), le sciatiche e le lombalgie. Allevia la spossatezza e la depressione.

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