Lo spettacolo sta per cominciare
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Domenica 6 giugno 2010 in Arena alle ore 21 vengono presentate le opere della prossima stagione lirica. Ogni opera sarà introdotta da una breve presentazione, che illustra la trama e il momento rappresentato. Saranno riprodotte le scene più famose e cantate le più belle ‘romanze’.
I momenti d’opera saranno alternati alle esibizioni di artisti italiani. Atteso il ritorno di Riccardo Cocciante che canterà ‘Verona’ tratto dalla sua opera ‘Romeo e Giulietta’. Lucio Dalla porterà sul palco un duetto inedito con Catherine Jenkins sulle note di Caruso. Gianni Morandi si esibirà in ‘Tu che m’hai preso il cuor’ e Francesco Renga invece canterà ‘Un amore così grande’. L’evento sarà trasmesso in diretta Rai e presentato da Antonella Clerici.
Il filosofo Nietzsche affermò: «Ascoltando Carmen si diviene noi stessi un capolavoro.» Forse questo pensiero si può estendere all’opera in generale…

Carmen
Carmen, una bella gitana, ardente e vivace, vuole attirare l’attenzione del caporale Josè. La ragazza, durante il lavoro, si azzuffa con una compagna e la ferisce. È proprio José ad arrestarla e a condurla in prigione, ma la donna riesce a convincerlo a lasciarla evadere. Per aver mancato al suo dovere il brigadiere viene imprigionato ma, appena scontata la punizione, corre da Carmen, che si trova in compagnia di zingari e contrabbandieri, ai quali si aggrega, rifugiandosi sui monti.
Nel rifugio dei contrabbandieri arriva Micaela, ex-fidanzata di José, a portare la notizia che la madre è morente. José decide di seguirla al capezzale della madre.
L’ultimo atto ci riporta a Siviglia. Escamillo, un toreador, sta per entrare nell’arena per la corrida e Carmen gli promette il suo amore. Sopraggiunge José che scongiura Carmen di tornare con lui; la donna, però, gli restituisce con disprezzo l’anello che lui le aveva donato.
José, in preda a una crisi di gelosia e disperazione, uccide Carmen con una pugnalata.
Carmen è un’opera lirica in quattro atti di Georges Bizet. La sua prima rappresentazione avvenne all’Opéra-Comique di Parigi il 3 marzo 1875.

Madame Butterfly
Pinkerton infatti ritorna dopo tre anni, ma non da solo: accompagnato da una giovane donna, da lui sposata regolarmente negli Stati Uniti. È venuto a prendersi il bambino, della cui esistenza è stato messo al corrente dal console Sharpless, per portarlo con sè in patria ed educarlo secondo gli usi occidentali. Soltanto di fronte all’evidenza dei fatti Butterfly comprende la sua grande illusione. La felicità sognata accanto all’uomo amato svanisce. Decide quindi di scomparire in silenzio. Dopo aver abbracciato disperatamente il figlio s’immerge un pugnale nel petto.
Quando Pinkerton, sconvolto dal rimorso, entrerà nella casa di Butterfly per chiedere il suo perdono, sarà troppo tardi.
Madama Butterfly è un’opera in due atti di Giacomo Puccini.

Il Trovatore
Leonora, giovane nobile amata dal Conte di Luna, è invece innamorata di Manrico.
I due stanno per sposarsi in segreto e si giurano eterno amore. Il Conte Ruiz sopraggiunge ad annunciare che Azucena è stata catturata e di lì a poco sarà arsa viva come strega. Manrico si precipita in soccorso della madre.
Il tentativo di liberare Azucena fallisce e Manrico viene imprigionato. Madre e figlio saranno giustiziati all’alba.
Leonora implora il Conte di lasciare libero Manrico: in cambio è disposta a diventare sua sposa. In realtà non ha alcuna intenzione di farlo: ha già deciso che si avvelenerà prima di concedersi. Il Conte accetta e Leonora chiede di poter dare lei stessa a Manrico la notizia della liberazione. Prima di entrare nella torre, beve, di nascosto, il veleno.
Intanto, Manrico e Azucena sono in attesa della loro esecuzione. Il Conte arriva e ordina di giustiziare il Trovatore. Azucena le indica Manrico morente e nella disperazione trova la forza di rivelare al Conte la tragica verità: «Egli era tuo fratello». Il trovatore è un’opera di Giuseppe Verdi rappresentata in prima assoluta il 19 gennaio 1853. Assieme a Rigoletto e La traviata fa parte della cosiddetta trilogia popolare.

Turandot
Calaf, figlio di un re tartaro spodestato, risolve gli enigmi e la principessa, disperata, si getta ai piedi del padre, supplicandolo di non consegnarla allo straniero. Calaf la scioglie dal giuramento proponendole a sua volta una sfida: se la principessa prima dell’alba riuscirà a indovinare il suo nome, egli si sottoporrà alla scure del boia. Quella notte nessuno deve dormire, il nome del principe ignoto deve essere scoperto ad ogni costo… Turandot è un’opera di Giacomo Puccini.

Aida, Arena di Verona
Aida è un’opera in quattro atti di Giuseppe Verdi. La prima rappresentazione avvenne al Cairo il 24 dicembre 1871. Ismail Pascià, kedivè d’Egitto, commissionò l’opera a Verdi per celebrare l’apertura del Canale di Suez.