Via Faccio, un albero responsabile della voragine?
Scritto Mercoledì 24 Febbraio 2010 da Renzo Zanoni
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Un albero responsabile della voragine?
Individuato finalmente il colpevole la campagna sicurezza del comune di Verona prosegue a gonfie vele, non solamente contro extracomunitari, barboni, crocifissi…, ma anche contro gli alberi. Da alcuni mesi moltissimi alberi dei giardini, delle vie, delle circonvallazioni, delle piazze, dei valli delle mura vengono potati e dopo tagliati.
Sembra che un numero, scritto sull’albero in verde pisello invece che in rosso, abbia il significato di una condanna. Ora è il turno degli alberi di fronte ai giardini Lombroso.
Gli alberi dei parchi, dei giardini, dei viali migliorano la qualità dell’aria, sono belli e diminuiscono la temperatura, la produzione di anidride carbonica e l’inquinamento acustico proveniente dalle strade.Verona è la città più inquinata. Il 17 febbraio Verona ha già bruciato le 35 giornate consentite in un intero anno solare di superamento dei limiti di legge delle polveri Pm10. Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, comunque dice no alla domenica senz’auto il 28 febbraio 2010.
Alcuni cittadini segnalano smottamenti di terreno nella zona Alto San Nazaro, dove è prevista la realizzazione di 6 palazzine a tre piani dotate di parcheggi pertinenziali interrati. Il progetto comprende anche la realizzazione, a carico dei privati, di un parco pubblico di 14 mila metri quadri, dotato di percorso ciclopedonale e panchine per la sosta e di un parcheggio di 454 metri quadri, per la maggior parte ad uso pubblico.
L’assessore all’Edilizia privata ha dichiarato che si tratta di frammenti staccatisi dai soffitti, particelle di pulviscolo. La situazione resta quella di totale sicurezza.
Mi chiedo se esista un collegamento tra questi fatti, tra questi comportamenti dell’Amministrazione Comunale, oppure se gli eventi siano stati provocati dal maltempo, da chi ha piantato un bagolaro senza sapere che cosa piantava…
Foto Un bagolaro (Celtis australis). Sembra che il suo nome derivi dalla parola ‘bagola’, termine dialettale del nord Italia, che significa manico.
Il legno si presenta duro, elastico e di grande durata. È ricercato per mobili, manici, attrezzi agricoli e lavori al tornio. È conosciuto anche con il nome spaccasassi, dovuto al suo forte apparato radicale.