Verona e il diavolo. Chi l’ha visto?
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L’ha visto il Gris-Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa della diocesi di Verona, un osservatorio sulle vecchie e nuove sette. Affermano che a Verona crescono riti esoterici, sette e satanisti. «Servono più esorcisti, cioè sacerdoti preparati a ricondurre queste persone su un giusto cammino di fede.» dice Beatrice Marazzi, coordinatrice del gruppo.
L’ha visto il Vescovo di Verona, che recentemente ha nominato nuovi esorcisti.
L’ha visto il vescovo di Vicenza e il vescovo di Padova che ha nominato una task force di esorcisti.
L’ha visto Mons. Gino Oliosi, canonico, esorcista e penitenziere della diocesi Verona che ha pubblicato nel 2008 Il demonio come essere personale, Prefazione di S.E. Mons. Giuseppe Zenti, vescovo di Verona. Introduzione di don Giancarlo Gramolazzo, presidente dell’Associazione Internazionale degli Esorcisti.
L’ha visto Padre Savoldi, l’unico esorcista rimasto a Milano. Alla domanda del giornalista: «Padre, perché a Milano il numero degli esorcisti è calato così tanto (in controtendenza)? Non ci sono nuove leve?» risponde: «L’arcivescovo attuale non è tanto favorevole (il Cardinale Tettamanzi, n.d.r.).»
Qualcuno afferma: «Sono gruppi dove il satanismo è il pretesto per atti di violenza, orge e droga-parties. Si tratta in effetti di piccolissimi gruppi, non strutturati, che si formano e si disfano solo per compiere qualche gesto particolare.
L’ha visto l’assessore all’ambiente del Comune di Verona Federico Sboarina
Che l’anno scorso ha annullato il concerto metal dei Rotting Christ, motivando la sua decisione: «Se nei contenuti della musica di queste band riscontreremo anche il più piccolo segnale contrario al messaggio positivo e pulito che con queste iniziative l’amministrazione vuol dare ai cittadini, le sostituiremo con altri gruppi e proposte.»
Qualcuno ricorda le parole ‘positive’ di alcune canzoni del gruppo rock-nazi Gesta Bellica, cui apparteneva Andrea Miglioranzi, eletto nella lista di Flavio Tosi e membro del Movimento Sociale Fiamma Tricolore. Il gruppo, promosso e finanziato con i soldi pubblici dal camerata di partito Massimo Mariotti, presidente dell’Amt, l’azienda mobilità e trasporti di Verona, canta «Ma io sono camicia nera, la mia Patria è la mia bandiera… Credo in un ideale Famiglia Patria Dio, Tu ebreo maledetto, che ti arricchisci sulla pelle degli altri… Giudeo senza patria. Tu vigliacco drogato, per una dose vai a rubare. Tossico schifoso devi morire Passo incerto sguardo annebbiato, finalmente il tuo momento è arrivato! Tu rosso compagno, di negri, immigrati compare degno…»
Qualcuno ricorda le parole finali de «Le città invisibili» di Italo Calvino…
È Marco Polo a parlare: «L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e approfondimento continui: cercare e sapere riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio».
Nell’immagine della chiesa (Cesòn) a Gazzo Veronese sono ben visibili sulla pietra bianca sulla parte destra della facciata i segni delle unghiate lasciate dal demonio.
San Pietro in monastero fu costruita intorno all’anno mille.