Verona, il presepe della discordia
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VERONA – Fa discutere il presepe allestito negli uffici della Procura di Verona. Gesù, disteso sulla paglia, ha la pelle scura. E anche Giuseppe e Maria sono neri. Il presepe, opera dell’artista Mario D’Onofrio, verrà inaugurato venerdì 18 dicembre 2009.
Quella del presepe è una vecchia tradizione degli uffici giudiziari e la veste di quest’anno, voluta dal procuratore capo Mario Giulio Schinaia, vuole essere “uno stimolo a ragionare sul significato profondo della solidarietà e della comunanza dei popoli”.
Ma il presepe antirazzista rappresenta una sfida a qualche sindaco, che ha mandato i vigili a scovare gli immigrati clandestini per ripulire il suo territorio e renderlo più bianco?
Una Madonna spoglia e dolente La statuetta, opera di Marco Danielon, intitolata «Madre di Dio» rappresenta una figura femminile gravida. L’associazione «Io amo l’Italia» di Magdi Cristiano Allam polemizza contro la statuetta della Madre di Dio esposta al monastero di Sezano, Verona. “Stiamo ricevendo” comunica la Comunità Stimmatini di Sezano “messaggi con parole di violenza, volgari e di minaccia in riferimento alla scultura di M. Danielon, collocata nella nostra aula liturgica come segno dell’Avvento. Il messaggio spirituale che proviene dall’opera e che molti hanno avuto modo di accogliere e interiorizzare, nulla ha a che vedere con questi toni polemici dai quali prendiamo le distanze.”
Il monastero di Sezano si trova dopo l’ospedale di Marzana.
http://stimmatinisezano.blogspot.com/
Verona Palazzo della Ragione Dal 18 dicembre fino all’Epifania, l’Amia presenta a Palazzo della Ragione (Cortile Mercato Vecchio), la mostra dei presepi realizzati con materiale di riciclo dagli alunni delle scuole veronesi.
Carta, plastica, lattine, sveglie rotte… sono alcuni degli elementi base che insegnanti e studenti, dando libero sfogo alla fantasia e alla passione creativa, hanno utilizzato per rappresentare la Natività.
La mostra apre venerdì 18 dicembre 2009, alle ore 9,30 per concludersi mercoledì 6 gennaio 2010 alle ore 19,30.
Verona “Presepe simbolo «forte», che rischierebbe di provocare qualche irritazione.” Con questa motivazione il collegio docenti delle elementari Don Lorenzo Milani di San Bonifacio ha deciso di rinunciare a tenere un presepe all’interno dell’edificio scolastico. Una scuola, quella del paese dell’Est Veronese, che vede una tra le più significative percentuali della provincia di studenti di origine straniera. Numerose sono le alternative per vivere le festività di fine anno all’insegna dei valori civili: un albero addobbato da letterine che contengono «buoni propositi», messaggi di solidarietà e tolleranza; un «Concerto del Sorriso» all’ospedale con canti nel segno dell’amicizia tra i popoli.
Due mani unite, una bianca e una nera, sostituiscono la culla del Bambin Gesù nel presepe costruito alle scuole medie Salgari di Borgo Roma. Verso la grotta convergono impronte di mani di vari colori.
Alle elementari Dorigo di San Michele Extra insegnanti e bambini hanno allestito un presepe con personaggi provenienti da tutto il mondo.
Ho visto presepi tradizionali e non. Fatti con le classiche statuette o con sassi, semi, lampadine; circondato da una pista per automobiline, su un trenino elettrico, una nave, un aereo. Qualcuno ricorda che nel presepio tradizionale uno dei Magi è nero; ci sono pastori; ricchi e poveri; donne nobili e le serve. Nessuna distinzione sociale. Né di pelle né di razza.
Qualcuno afferma: “È tutta gente che non ha niente da fare. Hanno solo voglia di protagonismo. Lavorate che è meglio! Saranno gloriosamente uniti alla schiera degli imbecilli che buttano i crocifissi, che sostituiscono il Natale con altre cerimonie, e in generale a tutti coloro che mandano a ramengo la nostra cultura e le nostre tradizioni. (Seguono nello sfogo sincere e colorite bestemmie tradizionali.) Gesù bambino nero e magari tra le mani un bel Corano… Ma si! Tanto in Italia sta andando tutto a Pu77ane! Io propongo di togliere la cittadinanza italiana a queste persone cosi brillanti e altruiste. Le manderei a rinfrescarsi le idee per un anno in quei paesi del terzo mondo che tanto proteggono!
Altri aggiungono: “Non è importante capire di quale colore o dove nasce Gesù… ma perché!”
Dicembre 18th, 2009 at 2:00 pm
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