Verona Nuovi poveri, numerosi tra loro sono i padri divorziati
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Un problema sociale emerso con drammaticità in questi giorni è rappresentato dall’aumento di padri separati e divorziati, alcuni dei quali (con i redditi più bassi, per lo più operai, impiegati e insegnanti) finiscono con il ridursi in miseria. A Verona se ne è parlato in un incontro in Municipio presenti numerosi rappresentanti istituzionali ed esponenti del mondo economico, bancario, sindacale, sociale e religioso.
Il direttore della Caritas veronese, mons. Giuliano Ceschi, dipinge un panorama preoccupante per Verona, dove la crisi c’è e si sente forte, dove si registra un aumento del numero dei cosiddetti “nuovi poveri”.
“Ci sono i nuovi poveri vergognosi, quelli che perdono il lavoro ma si vergognano a dirlo. Molti anche i padri divorziati e separati, che non potendo permettersi di pagare un altro affitto dopo aver lasciato casa, vanno a dormire alla Casa d’Accoglienza per senza dimora ‘Il Samaritano’.
Il presidente nazionale dell’Associazione matrimonialisti italiani, l’avvocato Gian Ettore Gassani, afferma: “Il 25% degli ospiti delle mense dei poveri sono separati e divorziati”. Non solo: “L’80% dei nuovi poveri sono padri separati, obbligati a mantenere moglie e figli. Non hanno più risorse per sopravvivere.
L’episodio (Padova 4 dicembre – http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=83196&sez=HOME_INITALIA) del padre separato che si è ucciso perché non poteva vedere il figlio, afferma Maurizio Quilici, presidente dell’Isp (Istituto di studi sulla paternità), è «la punta di un drammatico iceberg che galleggia nell’indifferenza di molti». La trasformazione della figura paterna nella società contemporanea, i figli strumento di ricatto tra genitori rappresentano alcuni tra gli aspetti più importanti del problema.
La foto http://www.papaseparati.org/psitalia/index.php